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I NOSTRI ARTICOLI CHE PARLANO DI: lavoro

Lavoro e salute: l’importanza di considerare le traiettorie di carriera

Carlo Devillanova, Michele Raitano, Emanuela Struffolino
Lavoro e salute

Comprendere il rapporto tra lavoro e salute è fondamentale per individuare forme di disuguaglianza tra gruppi di individui. Utilizzando dati INPS agganciati al modulo italiano dell’indagine EU-SILC, Carlo Devillanova, Michele Raitano ed Emanuela Struffolino mostrano l’importanza di considerare l’intera traiettoria lavorativa (continua...)

Quanti e chi sono gli occupati in famiglia?

Chiara Saraceno

La piccola ripresa dell’occupazione ha fatto diminuire le famiglie con persone in età da lavoro nelle quali nessuno è occupato, che però rimangono in numero consistente. Chiara Saraceno rileva il peggioramento della situazione nel Mezzogiorno, anche per quanto riguarda le famiglie con più componenti nelle quali uno solo è occupato. Bassa è, inoltre, la quota (continua...)

Tendenze e sviluppo del mercato del lavoro in Germania: mito e realtá.

Edith Pichler

La flessibilizzazione e la precarizzazione del lavoro sono dinamiche che caratterizzano tutti i paesi dell’Europa. In questo articolo Edith Pichler approfondisce la situazione tedesca. Le basi del nuovo miracolo economico tedesco La Germania secondo i dati si trova sempre più a misurarsi con un mercato del lavoro caratterizzato da un  basso tasso di disoccupazione (nell’aprile (continua...)

Local childcare availability and dual earner fertility in Belgium

Jonas Wood, Karel Neels

In the context of population ageing, work-family reconciliation policies potentially play an important role in supporting both fertility and parental employment. However, the evaluation of such policies remains a challenge. Using population data for Belgium, Jonas Wood and Karel Neels find that the local availability of formal childcare positively affects fertility among dual earner couples. (continua...)

Tale padre, tale figlio? Uno sguardo alle statistiche sulla istruzione nei paesi OCSE

Francesco Chelli, Mariateresa Ciommi, Francesca Mariani, Maria Cristina Recchioni
istruzione nei paesi OCSE

Riproduzione sistematica delle disuguaglianze sociali e accesso limitato all’istruzione terziaria sono due facce della stessa medaglia: è questa la lettura che Francesco Chelli e colleghi offrono dei dati periodicamente forniti dall’Ocse sui livelli di istruzione conseguiti dalla popolazione degli stati membri. (continua...)

Studiare paga (anche in Italia)

Daniele Checchi
studiare

Studiare conviene, sia in termini di reddito (da lavoro e totale), sia in termini di probabilità di occupazione. Un osservatore “miope”, con un orizzonte temporale troppo corto (come potrebbe essere un ventenne che ragiona nell’arco dei successivi 10-15 anni) può ricavare l’impressione opposta, e quindi smettere troppo presto di studiare. (continua...)

Work stress among older employees in Germany: effects on health and retirement age

Jana Mäcken

Un modo per affrontare l’invecchiamento della popolazione e le sue conseguenze negative sul sistema pensionisticio è di aumentare l’età minima alla pensione. Tuttavia, la maggior parte dei lavoratori dipendenti va in pensione prima dell’età prevista. Jana Mäcken testa l’ipotesi che lo stress da lavoro possa avere un effetto sull’età al pensionamento effettivo di tipo diretto (continua...)

Per troppi giovani la buona occupazione è diventata un miraggio. Evidenze da uno studio pilota

Ugo Trivellato
occupazione

Le condizioni di lavoro dei giovani costituiscono una delle principali preoccupazioni nella nostra società. Per cogliere l’entità e le caratteristiche dei mutamenti nel percorso di partecipazione al lavoro dei giovani sono necessari dati più dettagliati e tali da poter seguire nel tempo i differenti gruppi di giovani. Ugo Trivellato ci presenta alcuni risultati derivanti da (continua...)

Giovani immigrati e autoctoni nel mercato del lavoro*

Eugenia De Rosa, Maria Elena Pontecorvo

Il background migratorio influisce sui percorsi di ingresso nel mercato del lavoro e sulle condizioni lavorative dei giovani immigrati. Sulla base della Rilevazione delle forze di lavoro dell’Istat, Eugenia De Rosa e Maria Elena Pontecorvo pongono a confronto tre gruppi di giovani. Si tratta degli immigrati di “prima generazione”, nati all’estero e arrivati in Italia (continua...)

La dispersione dell’apprendistato

Manuel Beozzo
apprendistato

Nonostante l’Italia abbia già raggiunto l’obiettivo (ricalcolato) definito nella Strategia Europa 2020, la dispersione scolastica italiana, seppur in calo, rimane tra le più alte d’Europa. Come evidenzia Manuel Beozzo nel suo contributo, tra gli strumenti per tamponare la falla, c’è anche l’apprendistato (di primo livello), che a oggi non porta risultati e rischia invece di (continua...)

In Italia mentalità e opinioni sulle relazioni di genere non sono al passo coi tempi

Letizia Mencarini, Daniele Vignoli
relazioni di genere

In due recenti indagini dell’Eurobarometro gli italiani hanno svelato le proprie idee sull’eguaglianza e i ruoli di genere. Letizia Mencarini e Daniele Vignoli si stupiscono della prevalenza di una mentalità retrograda e maschilista, che non può certo stimolare grandi avanzamenti nelle politiche per le famiglie e la posizione delle donne sul mercato del lavoro. Una (continua...)

Un Paese spaccato: lavoro femminile e fecondità nelle regioni italiane

Letizia Mencarini, Daniele Vignoli
lavoro femminile e fecondità

Anche nell’Italia dei pochi figli, la crescita della partecipazione femminile al lavoro è correlata a tassi di fecondità più elevati, ma solo nelle regioni del Centro-Nord. Mencarini e Vignoli partono da questa ormai assodata evidenza empirica per sostenere che il lavoro delle donne può (come già avvenuto in molti paesi europei) essere un pre-requisito per (continua...)

La disparità di genere in Italia nella partecipazione lavorativa e nelle pensioni

Pietro Pedemonte
disparità di genere in Italia

In Italia, le disparità di genere sono ancora molto forti, anche se significativi progressi sono stati fatti, soprattutto nell’istruzione. Pietro Pedemonte argomenta come, per la donna, alle criticità di scarsa occupazione dopo gli studi, si aggiungano l’insoddisfacente qualità del lavoro e le minori retribuzioni. (continua...)

Misure di povertà economica a livello locale e loro aggiustamento per il differente costo della vita

Luigi Biggeri, Monica Pratesi
povertà economica

Le comparazioni a livello locale delle misure di povertà economica devono tener conto, tra i vari fattori, anche del differente costo della vita. Luigi Biggeri e Monica Pratesi, impiegando opportuni Indici Spaziali dei Prezzi (ISPi) operano interessanti confronti tra le diverse aree del Paese, e osservano come le famiglie in povertà assoluta che risiedono al (continua...)

L’influenza nascosta della scolarizzazione superiore sulle migrazioni

Asher Daniel Colombo, Gianpiero Dalla Zuanna
scolarizzazione: neo diplomato al lavoro

L’accelerazione dell’immigrazione in Italia a partire dagli anni ’90 ha spiegazioni complesse, tra le quali ha un posto centrale la debolezza demografica del Paese. Gianpiero Dalla Zuanna e Asher Colombo individuano nello squilibrio per titolo di studio tra le generazioni una causa, finora poco studiata, della crescente domanda di manodopera poco qualificata e, al contempo, (continua...)

I laureati italiani formano una famiglia meno frequentemente o solo più tardi?

Stefano Cantalini
laureati italiani

La formazione di una nuova famiglia viene sempre più procrastinata dai laureati e dalle laureate. Stefano Cantalini ci mostra che in Italia questo ritardo si traduce in rinuncia nel lungo periodo solo per le donne laureate: i costi indiretti di matrimonio e nascita di un figlio sulla carriera permangono nel ciclo di vita e impediscono (continua...)

L’Italia continua a perdere giovani talenti, un problema anche per la sostenibilità del benessere.

Maria Pia Sorvillo, Francesca Licari
mobilità dei giovani laureati

Nell’ultima revisione del Bes – il sistema che misura il benessere equo e sostenibile – è stato inserito un nuovo indicatore sulla mobilità dei giovani laureati.  Maria Pia Sorvillo e Francesca Licari mostrano come la perdita di giovani talenti non accenni a interrompersi, (continua...)

Dimmi cosa googli e ti dirò chi siamo

Alessio Guandalini, Andrea Fasulo, Marco Dionisio Terribili

I flussi delle ricerche su Google possono aiutare a predire, pressoché in tempo reale, fenomeni sociali ed economici rilevanti, come i consumi delle famiglie o l’andamento della disoccupazione in Italia.  (continua...)

Italietta?

Gustavo De Santis

L’ebook “Verso la metà del secolo. Un’Italia più piccola?” può da oggi essere scaricato dai nostri lettori. Contiene le relazioni di Telmo Pievani, Silvana Salvini, Emanuele Felice e Ilvo Diamanti  (continua...)

Il lavoro non basta a proteggere dalla povertà

Chiara Saraceno

Non c’è abbastanza lavoro per tutti, ma avere un lavoro non sempre è sufficiente a proteggere dalla povertà se stessi e la propria famiglia.  (continua...)

Ruoli di genere tra le mura domestiche: Cenerentola non abita più qui?*

Maria Letizia Tanturri
Ruoli di genere

Il tasso di occupazione femminile italiano ormai sfiora il 50% e il divario di genere nell’occupazione si è ridotto, anche per effetto della contrazione degli indicatori maschili dovuti alle crisi economica. Ma che succede quando varchiamo le pareti domestiche? Il gap nel lavoro domestico e di cura si riduce specularmente a quello dell’occupazione o la (continua...)

Elezioni politiche 2018. Le giovani generazioni nei programmi elettorali

Alessandro Rosina
programmi elettorali

L’Italia è un paese strano (ma questo potrebbe non essere di per sé un problema) e confuso (questa invece è una colpa grave in un mondo complesso e in corsa accelerata), è quindi bene iniziare con qualche dato di chiarezza. Gli over 65 sono la componente che di meno ha visto crescere il proprio rischio (continua...)

Quanti sono i poveri in Italia?

Andrea Brandolini
reddito di inclusione, reddito di dignità e reddito di cittadinanza - famiglia in difficoltà economiche

Tra reddito di inclusione, reddito di dignità e reddito di cittadinanza, l’attuale campagna elettorale non difetta di proposte volte al contrasto economico della povertà[i]. È un’attenzione insolita ma benvenuta in un paese che è ancora lontano dagli standard affermatisi nei principali paesi europei. Secondo i dati di Eurostat, nel 2014 l’Italia spendeva per le prestazioni (continua...)

Da Sud a Nord: le migrazioni temporanee per lavoro in Italia

Massimiliano Crisci
stazione ferroviaria: migrazioni temporanee per lavoro

Nuove strategie di mobilità per una società che cambia Nel nostro paese continuano a diffondersi molteplici forme di migrazione temporanea per motivi di lavoro, trasferimenti spesso a carattere circolare, in riferimento ai quali si è parlato anche di “pendolarismo a lungo raggio”¹ . Negli ultimi decenni, l’evoluzione delle tecnologie di trasporto ha accentuato la mobilità (continua...)

Disuguaglianza e stagnazione dei redditi familiari in Italia*

Andrea Brandolini, Romina Gambacorta, Alfonso Rosolia
redditi familiari in Italia

L’ultimo quarto di secolo è stato probabilmente il più difficile dalla Seconda Guerra Mondiale per le famiglie italiane. La crisi valutaria del 1992 ha rappresentato la prima netta frenata nello sviluppo economico del Paese. Nel quindicennio successivo, la crescita è stata moderata, alimentando il dibattito sul “declino” dell’economia italiana dei primi anni 2000. Questa debole (continua...)

Un lavoro per i richiedenti asilo

Gianpiero Dalla Zuanna
immagini varie di richiedenti asilo

L`enorme incremento delle migrazioni a lungo raggio nel mondo contemporaneo è frutto, innanzitutto, della maggior facilità dei trasporti, e in secondo luogo dell`accentuarsi degli elementi di attrazione (pull) e fuga (push). Nell`Italia del quindicennio 1993-2007, i fattori di attrazione hanno agito al massimo grado. Quasi tutto il centro-nord Italia era in piena occupazione, mentre al (continua...)

Meno giovani occupati meno nascite?

Corrado Abbate

La crescita dell’occupazione nelle età adulte e mature, che alleggerisce la spesa pensionistica e riflette l’allungamento delle aspettative di vita in buona salute, è sicuramente un fatto positivo, ma la forte diminuzione dell’occupazione nelle età giovanili può avere ripercussioni molto negative nel nostro Paese, provocando un’ulteriore caduta della natalità. Nel corso di questo secolo il (continua...)

La disoccupazione giovanile è un falso problema?

Alessandro Rosina
disoccupazione giovanile, ragazzo disperato

In questi anni abbiamo visto spesso grandi titoli sui giornali sull’elevatissima disoccupazione giovanile. Siamo del resto passati da valori attorno al 20% nel 2007 a picchi superiori al 40% nel triennio 2013-15. L’uscita dalla fase acuta dalla crisi ha riportato verso il basso tale indicatore, ma ci troviamo ancora notevolmente sopra il dato del 2007 (continua...)

L’occupazione matura: al lavoro dopo i 50 anni nell’Italia in lenta ripresa. Il caso del Piemonte

Luciano Abburrà, luisa Donato
cameriere al lavoro dopo i 50 anni

Dal momento che gli ultracinquantenni emergono come i protagonisti più dinamici delle fasi congiunturali più recenti sul mercato del lavoro italiano, può essere interessante chiedersi chi siano coloro che vengono assunti in età avanzata, quali siano gli ambiti settoriali in cui trovano lavoro e per svolgere quali attività siano (ri)chiamati in servizio. Si tratta in (continua...)

Una assicurazione dal rischio di perdere il lavoro: qual è il consenso?

Emiliano Mandrone
perdere il lavoro:persone al lavoro

Il lavoro cambia continuamente. Cambia forma, ruolo, orario, abito, luogo, nome, età … quello che non cambia è la sua funzione costituzionale. Un nuovo mondo del lavoro richiede nuove istituzioni: nuove politiche (industriali, attive e passive), nuovi servizi (pubblici, privati e misti), nuovi schemi assicurativi (individuali e collettivi), istruzione e formazione adeguate… I mulini a (continua...)

Un salto di troppo? I benefici delle regole continue e riforma dei sussidi di disoccupazione in Italia

Luca Citino, Vincenzo Scrutinio
mano con penna e form sussidi di disoccupazione

Nei criteri di accesso a misure di welfare pubblico le regole discrete sono sempre state preferite a quelle continue, un po’ perché in passato esse erano più facili da gestire per la macchina burocratica (priva di moderni strumenti informatici), ma anche perché la mente umana ragiona meglio quando inquadra un problema in categorie discrete.¹ Tuttavia, (continua...)

Il futuro incerto della popolazione italiana

Marcantonio Caltabiano, Alessandro Rosina
popolazione italiana: pedoni che attraversano strada in varie direzioni

La popolazione italiana ha superato i 60 milioni di abitanti nel corso del 2013. Ha raggiunto quota 60 milioni e 800 mila circa al primo gennaio 2015. Poi non è più cresciuta. Secondo le previsioni con base 2011 (scenario centrale) avremmo dovuto essere oggi già oltre i 62 milioni. Tali previsioni erano, per la verità, (continua...)

Come sopravvivere alla crisi: l’esempio dei peruviani in Spagna

Stefania Yapo

Dall’osservazione dei dati sui movimenti di entrata e uscita e sulle naturalizzazioni di cittadini peruviani in Spagna emerge una nuova prospettiva sulle opzioni a disposizione dei migranti per far fronte alla insicurezza lavorativa e personale sopraggiunta con la crisi del 2008. Occorre ricordare che il contratto di lavoro è elemento decisivo per garantire il soggiorno (continua...)

La forza debole dei giovani nell’Italia dell’anti-miracolo economico

Alessandro Rosina

L’Italia dei primi decenni del dopoguerra, quella del miracolo economico, era ricca soprattutto di giovani, a loro volta pieni di energia da convogliare verso un futuro di maggior benessere. Al censimento del 1951 la metà dei residenti nello stivale aveva meno di 30 anni, un valore analogo a quello della popolazione mondiale di oggi. Tali (continua...)

La presenza straniera in Italia e le sue molte facce

Gustavo De Santis, Salvatore Strozza

Quello dell’immigrazione straniera è un tema che, ormai da diversi anni, catalizza l’attenzione mediatica e anima intensamente il dibattito pubblico italiano e europeo (e, ormai, mondiale), con vivace contrapposizione tra favorevoli e contrari. Anche Neodemos se ne è occupato spesso, nel corso dei suoi primi dieci anni di vita, pubblicando, tra l’altro un e-book sul (continua...)

Pensioni e immigrazioni in Italia

Annalisa Filomena

La spesa per pensioni in Italia è tra quelle che più pesantemente incidono sul bilancio pubblico, ad aiutarci a sostenerla c’è una componente silenziosa della popolazione italiana, quella immigrata. Ma per capirne i motivi è necessario prima di tutto svelare i segreti del nostro sistema pensionistico. (continua...)

Equità e eguaglianza nei lavori domestici non sono uguali per tutte. Il caso tedesco

Adriano Cataldo

Equità e eguaglianza nella divisione dei lavori domestici delle coppie Nel loro contributo su Neodemos¹, e nel loro recente volume, Carriero e Todesco (2016) sottolineano l’ “anomalia” dei lavori domestici nelle coppie italiane rispetto a quelle di altri Paesi. Questo è dovuto da un lato all’eccessiva partecipazione delle donne e dall’altro alla scarsa partecipazione degli (continua...)

Il lavoro c’è, ma non si vede

Roberto Landi, Emiliano Mandrone, Manuel Marocco, Debora Radicchia

Solo una parte dell’occupazione transita nel mercato del lavoro. Numerosi sono i mismatch (disallineamento settoriale, territoriale, retributivo o di competenze) tra imprese e individui che impediscono di convergere verso un equilibrio soddisfacente. Tuttavia, affinché ci sia un mercato del lavoro è necessario che le opportunità (vacancies) siano palesi e contendibili. Sebbene, grazie alla tecnologia, i (continua...)

Il rallentamento dell’imprenditoria femminile ligure nella corsa italiana

Claudia Sirito
donna al computer

Nel corso degli ultimi anni la componente femminile dell’imprenditoria italiana sta diventando sempre più importante, mentre nelle province liguri, e a Genova in particolare, la quota di imprenditrici resta immutata o addirittura decresce. Per comprendere le ragioni di questa peculiarità ci concentriamo sui dati delle titolari di impresa individuale, disponibili per tutti i livelli territoriali (continua...)

L’Italia terra di lavoro, ma per gli Americani

Cinzia Conti

Se leggessimo il report Istat sui permessi di soggiorno  con lo stesso approccio che avevamo dieci o quindici anni fa, saremmo portati a dire che una delle novità più importanti messe in luce dal rapporto è che la prima collettività per numero di ingressi per motivi di lavoro in Italia è quella statunitense. In passato (continua...)

La condizione delle madri in Italia: repetita iuvant?

Giulia M. Dotti Sani

Potrebbero le donne (e gli uomini italiani) fare figli prima? (sottointeso: e anche in un numero maggiore?) Attraverso i dati dell’Indagine campionaria sulle nascite e le madri condotta dall’Istat nel 2012 su un campione di 17,716 madri che hanno avuto un figlio tra il secondo semestre del 2009 e il primo del 2010, si può (continua...)

L’anomalia del lavoro domestico in Italia

Renzo Carriero, Lorenzo Todesco

Tra le ragioni per cui in Italia i tassi di occupazione femminile e di fecondità sono particolarmente bassi rispetto alla media UE (rispettivamente 47% e 1,37 figli per donna contro 60% e 1.58), si cita spesso la mole di lavoro familiare, ovvero l’insieme di attività domestiche e di cura svolto dalle donne. A ben guardare, (continua...)

Immigrazione e mercato del lavoro Italiano: panacea o minaccia?*

Effrosyni Adamopoulou, Federico Giorgi

Le cronache degli ultimi mesi hanno ridotto il fenomeno dell’ immigrazione all’arrivo dei clandestini via mare. La ricerca di una vita migliore induce ogni anno migliaia di persone, soprattutto del continente africano, ad intraprendere “viaggi della speranza” verso il nostro Paese e, più in generale, l’Europa. Nel periodo gennaio 2014-agosto 2016 circa 430.000 [1] persone, (continua...)

La mobilità Sud-Nord in un paese poco mobile

Roberto Impicciatore, Salvatore Strozza
mobilità italiana dal nord al sud

Incollati al campanile. Nel nostro paese i livelli di mobilità interna sono piuttosto bassi. I confronti internazionali sulla mobilità entro i confini nazionali sono problematici, principalmente a causa della diversa ampiezza delle unità territoriali di riferimento. Tuttavia, i vari tentativi realizzati (si vedano, ad esempio, le ricerche di Bell e colleghi nell’ambito del progetto IMAGE (continua...)

Stranieri e donne discriminati nell’accesso al mercato del lavoro in Italia

Giovanni Busetta, Maria Gabriella Campolo, Demetrio Panarello

“Non essere italiano dalla nascita rappresenta un ostacolo per trovare un lavoro, o un lavoro adeguato, per il 36,2% degli stranieri e il 22% dei naturalizzati” (Istat, 2015). Questi sono alcuni tra i maggiori risultati emersi dall’approfondimento tematico sull’integrazione di stranieri e naturalizzati nel mercato del lavoro, condotto dall’ISTAT nel secondo trimestre del 2014 all’interno (continua...)

Se il lavoro cresce, perché non ce ne accorgiamo?

Gianpiero Dalla Zuanna

La pubblicazione dei dati Istat di maggio sulle forze di lavoro permette di fare il punto sull’occupazione nel nostro paese ragionando su quanto è accaduto dall’inizio della crisi. Concentriamoci sui valori assoluti degli occupati, ossia su dati che meglio permettono di dare una misura della capacità del sistema Italia di creare (o di distruggere) lavoro (continua...)

Il benessere umano: non solo reddito, non solo medie*

Andrea Brandolini

In una conferenza tenuta a Madrid nel 1930, nel pieno della grande depressione, John Maynard Keynes profetizzava che l’umanità fosse avviata a risolvere il proprio problema economico, la perenne lotta per la sussistenza: “di qui a cento anni il livello di vita dei paesi in progresso sarà da quattro a otto volte superiore a quello (continua...)

Sulla persistenza delle differenze di genere nel mercato del lavoro in Italia

Vincenzo Scrutinio

La partecipazione delle donne al mercato del lavoro è aumentata considerevolmente negli ultimi due decenni ma rimane molto più bassa della media europea. Allo stesso tempo, i differenziali salariali orari sembrano contenuti, ma sono accompagnati da importanti differenze per i redditi da lavoro annuali. Questo sembra essere determinato non solo dalla maggiore incidenza del part-time (continua...)

E se nemmeno gli Italiani volessero più vivere in Italia?*

Cinzia Conti
italiani

La grande preoccupazione dei mass media è l’invasione dell’Italia da parte dei migranti. In questi giorni in Tv e sui giornali si susseguono interminabili dibattiti sulla necessità di respingere i flussi, di costruire i muri, di stabilire soglie di entrata. Forse però questo dibattito, spesso imbastito su numeri inattendibili, devia l’attenzione da problemi reali del (continua...)

L’apartheid temporale dei migranti in Italia

Stefania Tusini
migranti

Lo stile di vita dei migranti residenti nel nostro paese ci ricorda a volte quello degli italiani di cinquant’anni fa. L’impressione non è priva di fondamento: infatti, comparando alcuni indicatori (demografici, sociali, economici) che in passato hanno caratterizzato le condizioni di vita delle famiglie italiane e che oggi qualificano le famiglie immigrate, emerge chiaramente come (continua...)

Un compleanno importante: i 25 anni degli albanesi in Italia

Aferdite Shani

“Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” diceva Gesù per evitare di essere preso in fallo durante i suoi sermoni. In Italia però, quando si parla di immigrazione, si rischia sempre la confusione tra immigrato e criminale, i toni si fanno allarmistici e si riduce la possibilità di comprendere la complessità del (continua...)

E se il “peso” del debito pubblico non dipendesse solo dal PIL ma anche da “quanti” e da “chi” sono i debitori?

Gian Carlo Blangiardo

Prove tecniche di rimborso Il conto del debito pubblico italiano, aggiornato al 2014 secondo le statistiche Eurostat (General Government consolidated gross debt¹), ammonterebbe a 2136 miliardi di Euro. Assumendo che debbano risponderne gli attuali 61 milioni di residenti, in un’unica soluzione essi sarebbero chiamati a un contributo di circa 35 mila euro a testa: neonati (continua...)

Lavare, pulire e curare i figli: quali sono le coppie più paritarie?

Adele Menniti, Pietro Demurtas, Serena Arima, Alessandra De Rose
coppie

Al crescente coinvolgimento delle donne nel mercato del lavoro fa da contraltare un modesto aumento nel tempo che gli uomini dedicano alla famiglia e ciò induce a interrogarci sugli ostacoli di cui è costellato il percorso che conduce alla parità di genere. Con riferimento all’ambito domestico, diverse ricerche (Kan et al., 2011; Istat, 2010) hanno (continua...)

Pensionate di oggi. Lavoratrici di ieri

Daniela De Francesco

“Le donne ricevono mediamente importi di circa 6 mila euro inferiori a quelli degli uomini”. Questo il risultato più ripreso dalle testate giornalistiche del focus dell’Istat sulle condizioni di vita dei pensionati nel 20141 ma volendo approfondire i dati: quali sono le donne che, per generazione o per classe sociale, subiscono maggiormente tale differenza? Distanze (continua...)

Una generazione ignorata, sfruttata, incompresa, orfana di un proprio futuro *

Alessandro Rosina
futuro

Volendo sintetizzare con uno slogan la condizione delle nuove generazioni italiane potremmo usare il seguente: ignorati dalla politica, sfruttati dal mercato, incompresi dai media, iperprotetti dai genitori. (continua...)

La rivoluzione silenziosa dei nuovi barbari e la resistenza demografica *

Cinzia Conti, Massimo Strozza

Nell’ormai lontanissimo 2006 Alessandro Baricco pubblicò un saggio dal titolo “I nuovi barbari. Saggio sulla mutazione”. Il libro parlava di un profondo cambiamento in corso (continua...)

I colori del verde

Michele Nori

Nonostante l’Unione Europea dedichi attraverso la Politica Agricola Comune il 40% del proprio budget per promuovere lo sviluppo rurale e mantenere la popolazione nelle campagne, l’agricoltura ed il mondo rurale in Europa soffrono da decenni un importante fenomeno di declino, invecchiamento ed abbandono. Il fenomeno è paradossalmente più grave nei paesi dell’Europa mediterranea, per i quali (continua...)

Giovani Italiani a Berlino: non solo cervelli in fuga

Marialuisa Stazio

Un po’ di cifre I giovani italiani a Berlino fanno parte di una generazione che – fin dai primi anni delle superiori – ha conosciuto la mobilità studentesca Socrates ed Erasmus ed è entrata nella maggiore età in un’Europa caratterizzata dalla libertà di circolazione e soggiorno. Secondo l’Amt für Statistik Berlin-Brandenburg gli Italiani che vivono (continua...)

Allez les filles, au travail!

Valeria Solesin

Due anni fa ricevemmo, in Redazione, l’articolo di una giovane studentessa. Nessuno di noi la conosceva o l’aveva incontrata. Lo leggemmo, ci piacque, e lo pubblicammo il 30 Ottobre del 2013. Ci piacque anche il titolo esortativo “Allez les filles, au travail!”. L’autrice era Valeria Solesin, uccisa nel barbaro massacro del Bataclan, a Parigi. Lo (continua...)

La penalizzazione delle madri nel mercato del lavoro italiano: un confronto fra coorti

Michele Lugo

Le donne italiane e il mercato del lavoro In Italia, rispetto al resto dei Paesi occidentali, la condizione delle donne sul mercato del lavoro è particolarmente negativa. Il tasso di occupazione femminile (fra i 20 e i 64 anni) è di poco superiore al 50%, molto basso rispetto alla media europea (che nel 2014 era (continua...)

I numeri della presenza straniera nel Dossier Statistico Immigrazione 2015

Pietro Demurtas
Malcolm Chapman / Shutterstock.com

Il focus sui richiedenti asilo Un’attenzione particolare è riservata alle migrazioni forzate, che si stima abbiano raggiunto per la prima volta il numero di 80 milioni di migranti a livello mondiale, per due terzi costituiti da sfollati interni e per un terzo da richiedenti asilo. In Europa, nel corso del 2014, questi ultimi sono stati (continua...)

I numeri dell’ immigrazione in Italia: tra emergenza e cittadinanza

Cinzia Conti, Roberto Petrillo
passaporto: immigrazione in italia

Il rapporto dell’Istat sui cittadini non comunitari uscito nei giorni scorsi mette in luce come il quadro dell’ immigrazione in Italia, pur nella sostanziale stabilità della presenza straniera in termini di valori assoluti – i cittadini non comunitari in Italia continuano ad essere poco meno di 4 milioni (+1,4% rispetto all’anno precedente) – stia profondamente cambiando. (continua...)

Un nuovo e-book di Neodemos: gli atti dell’incontro “L’integrazione delle comunità immigrate e l’imprenditoria straniera”

La Redazione

Lo scorso 23 Aprile, come nei precedenti anni, Neodemos ha organizzato una giornata di riflessione e studio su un argomento dove la demografia fa da sfondo ad un tema di grande interesse per la società e l’economia del nostro paese. Il tema prescelto è stato  “L’integrazione delle comunità immigrate e l’imprenditoria straniera”. Nel primo quindicennio di (continua...)

Staffetta generazionale: contesto e ipotesi

Francesca Bergamante, Corrado Polli

La crisi economica e dell’occupazione colpisce tutti ma soprattutto i gruppi più deboli. Negli ultimi anni si sono aggravate in particolare le situazioni dei giovani, per i blocchi di turnover che hanno aggravato gli effetti occupazionali della crisi economica, e degli anziani, che hanno visto allontanarsi bruscamente l’età della pensione. E’ bene puntare l’attenzione sull’invecchiamento (continua...)

Garanzia Giovani. Il difficile percorso verso l’indipendenza

Daniele Fano

Gli ultimi dati del programma Garanzia Giovani Iniziato nel maggio del 2014, il programma Garanzia Giovani viene monitorato dal Ministero del Lavoro che, sin dalla nascita del programma, mette a disposizione del pubblico un report settimanale¹. Allo stato attuale, un indizio che il mercato si sta “impossessando” del programma è dato dalla crescita ininterrotta delle (continua...)

Le ragioni della nuova migrazione degli Italiani

Paolo Balduzzi, Alessandro Toppeta

L’emigrazione italiana fu uno dei fenomeni più rilevanti dalla fine del XIX secolo; durante la seconda metà del XX secolo, invece, molti immigrati scelsero l’Italia come loro destinazione. Il numero degli emigranti italiani diminuì, trasformando l’Italia da paese di emigrazione a paese di immigrazione. Tuttavia, i dati ISTAT mostrano che negli ultimissimi anni le emigrazioni (continua...)

Evoluzione demografica e decisioni di politica scolastica

Stefano Molina

La testimonianza di Colombo All’inizio degli anni ottanta, quando l’onda lunga del baby boom stava ormai finendo di attraversare le scuole italiane (Fig. 1), il demografo Bernardo Colombo fu chiamato a preparare una relazione sulle future ricadute delle trasformazioni in atto: «Analizzando i potenziali sviluppi con tecniche di uso comune in demografia, non mancai di (continua...)

La pericolosa curva del Grande Gatsby. Cosa succede se la famiglia di origine conta più dello studio

Fabrizio Bernardi
famiglia di origine

Negli ultimi anni la disuguaglianza di reddito e di ricchezza è aumentata nella maggior parte dei paesi. E, con qualche anno di ritardo, è quindi cresciuta l’attenzione del dibattito pubblico e politico su questo fenomeno. Se i dati sull’aumento nel tempo della disuguaglianza sono incontrovertibili, vi è invece un acceso dibattito sulla loro interpretazione. La (continua...)

La crisi italiana che ci sforziamo di non vedere

Gustavo De Santis

E’ uscito da poco il “Bilancio demografico Nazionale” dell’Istat che, dietro l’asetticità dei numeri, disegna, a ben vedere, un quadro potenzialmente preoccupante per il nostro paese, come segnalato da alcuni osservatori (tra cui Neodemos). Comprensibilmente, la stampa e l’opinione pubblica si interessano prevalentemente di altre cose, più urgenti e in più rapida evoluzione: dalla crisi economica (continua...)

Un Paese serio non può che fare così

Gianpiero Dalla Zuanna
paese

Il 17 giugno monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della fondazione Migrantes, della Conferenza episcopale italiana, ha dichiarato: “Il sistema di accoglienza italiano per richiedenti asilo, improvvisato, insufficiente, politicamente non condiviso, segnato da malaffare e da una burocrazia impagliata, ha portato a una mancanza di credibilità dell’Italia in Europa, e ha giustificato in qualche modo un (continua...)

Stranieri e mercato del lavoro al Censimento del 2011: il fenomeno della sovra qualificazione

Simone De Angelis, Simona Mastroluca
Stranieri e mercato del lavoro

In occasione del 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni del 2011, sono stati rilevati 390.108 cittadini stranieri in possesso di un elevato livello di istruzione¹. Di questi, il 70,7% è costituito da forze di lavoro e il restante 27,3% si trova in una condizione di inattività. Già da questo primo risultato emerge uno (continua...)

A cento anni dalla Grande Guerra: effetti demografici nel breve e nel lungo periodo

Antonio Golini, Elena Grimaccia
effetti demografici

Solitamente si pensa alle conseguenze demografiche delle guerre per l’aumento di mortalità che genera, ma in realtà i conflitti hanno un impatto altrettanto notevole, anche se meno tragico, su altri comportamenti demografici, come la nuzialità e la natalità. La Grande Guerra è un esempio molto interessante in questo senso, proprio per la brusca riduzione del (continua...)

L’equilibrista: il lavoratore in bilico tra flessibilità e stabilità

Emiliano Mandrone
flessibilità

Rifkin sostiene che lo sviluppo tecnologico conduce alla fine del lavoro e, conseguentemente, a problemi di occupazione. Donkin, invece, ritiene che ciò possa rappresentare un’opportunità per rompere i cliché tradizionali (il posto fisso, la presenza, l’orario) in favore di un nuovo modo di lavorare, Jeffrey Sachs stima nei prossimi 15 anni una perdita del 47% (continua...)

Le relazioni intrafamiliari in Spagna negli ultimi decenni: la rivoluzione delle opinioni di uomini e donne

Teresa Martín-García
spagna

Numerosi studi indicano che le famiglie spagnole sono protagoniste di una rapida trasformazione che riguarda sia la loro struttura, sia la dinamica della loro organizzazione e delle relazioni intrafamiliari. Questi stessi studi mostrano anche che il grado di tolleranza e accettazione di questa pluralità di configurazioni familiari, e dei valori connessi con i mutati ruoli (continua...)

L’accesso ai microdati per la ricerca scientifica: un vistoso ritardo da colmare

Ugo Trivellato
microdati

La crescente disponibilità di basi di microdati risultanti da surveys e di origine amministrativa, segnatamente su persone fisiche e imprese, costituisce una fonte essenziale di informazioni per l’avanzamento della ricerca scientifica. Essa pone il problema di combinarne un agevole accesso con l’esigenza di tutela della privacy dei soggetti. Al raggiungimento di questo obiettivo concorrono una (continua...)

L’integrazione delle comunità immigrate e l’imprenditoria straniera

La Redazione

Nel primo quindicennio di questo secolo, l’Italia è stata mèta di un flusso di immigrazione tra i più intensi nel mondo sviluppato, smorzato ma non spento negli ultimi anni di grave crisi. Ancora nel 2014, le entrate di migranti hanno superato le uscite di 142.000 unità. Molti fattori, anche strutturali, sono alla radice del fenomeno, (continua...)

“La mamma diceva sempre …” Un approccio intergenerazionale allo studio del ruolo degli uomini sull’occupazione delle donne

Adriano Cataldo, Raffaele Guetto

Le relazioni intergenerazionali sono molto studiate, dagli studi di mobilità sociale all’analisi della forza dei legami familiari (continua...)

Il merito: la sua misura e la (scomoda) posizione dell’Italia*

Paolo Balduzzi, Giorgio Neglia, Alessandro Rosina

Il concetto di “meritocrazia” è molto utilizzato nel dibattito pubblico, non solo dai giornalisti, ma anche da imprenditori, politici, insegnanti e qualche volta anche da sindacalisti. Il termine è certamente sfuggente, controverso e si presta a numerose polemiche¹; tuttavia, almeno in linea di principio, tutti concordano che in Italia di “meritocrazia” ve ne sia poca. (continua...)

Gli equilibristi. Partecipazione al mercato del lavoro e salute mentale

Francesca Fiori, Ginevra Di Giorgio, Francesca Rinesi, Daniele Spizzichino

Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da un radicale mutamento del mercato del lavoro, con forte diffusione di forme contrattuali diverse da quelle standard, specie tra chi si affaccia per la prima volta sul mercato del lavoro. La crisi economica che ha recentemente colpito i paesi a sviluppo avanzato e in particolare l’Italia ha avuto (continua...)

Rapporti tra genitori e figli adulti in Italia e Svezia

Marco Tosi

La frequenza dei contatti faccia-a-faccia tra genitori e figli adulti può essere utilizzato come indicatore di solidarietà tra generazioni e come misura indiretta di scambio di aiuti di cura. Questa frequenza ci collega in maniera complessa all’età in cui i figli “escono di casa”, e se ne può avere sentore dal confronto tra il caso (continua...)

La comunità italiana e l´economia di Berlino

Federico Quadrelli

La comunità Italiana a Berlino continua a crescere. Secondo l’Amt für Statistik (Ufficio Statistico) di Berlino e Brandeburgo, dal 2011 alla fine del 2013 sono arrivate nella capitale tedesca 5.252 persone, il che ha portato a 22.693 il totale degli italiani ufficialmente registrati a Berlino. Il dato è però sottostimato, poiché comprende solo chi ha (continua...)

Crisi economica e disuguaglianze sociali

Ilaria Di tullio
disuguaglianze sociali

La crisi economica mondiale ha trasformato radicalmente lo scenario politico, economico e sociale innescando meccanismi d’incremento delle disuguaglianze sociali in molti paesi dell’area OCSE – come del resto avviene spesso, a giudizio di Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia nel 2001. In Europa, ad esempio, i paesi scandinavi, i meno colpiti dalla crisi, hanno un (continua...)

La demografia italiana ai tempi della crisi (e sotto la lente dell’AISP)

Alessandra De Rose, Salvatore Strozza
demografia

La crisi del 2008 ha generato una recessione che tuttora attanaglia l’Europa, ha messo in ginocchio l’economia italiana, paralizzato il mercato del lavoro e intaccato il benessere delle nostre famiglie, generando conseguenze anche in demografia . Un recente volume curato dall’Associazione per gli Studi di Popolazione (AISP)¹, della Società Italiana di Statistica (SIS), descrive a tutto (continua...)

Giovani nel labirinto. La strada smarrita verso il futuro

Alessandro Rosina

Mai generazione nata sotto la Repubblica italiana si è trovata con tassi di disoccupazione in fase giovanile tanto elevati quanto quelli che sta sperimentando chi si appresta ad entrare oggi in età adulta. Il dato più aggiornato fornito dall’Istat è pari a 43,3%. Non consoli il fatto che riguarda gli under 25 perché anche la (continua...)

Lavoratori immigrati nella cura degli anziani: un fenomeno non solo italiano

Alessio Cangiano

Negli ultimi due decenni l’impiego di lavoratori immigrati presso le famiglie italiane con anziani ha rappresentato la principale risposta al considerevole aumento del fabbisogno di cure non-specialistiche associato con l’invecchiamento demografico, il cambiamento dei ruoli familiari e di genere e l’inadeguatezza dei servizi socio-assistenziali. Pur con i limiti legati alle difficoltà di rilevazione della popolazione (continua...)

Migranti: inclusione tra aperture e difficoltà. Il caso Veneto.

Patrizia Veclani, Nedda Visentini

Costi elevatissimi della crisi economica sono ricaduti soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione, in gran parte costituite da stranieri. Come fanno fronte all’instabilità, di reddito soprattutto, e come cambia loro presenza nei territori sono questioni importanti per indagare la tenuta della coesione sociale e il Veneto, quarta regione prescelta dagli stranieri residenti in Italia, (continua...)

Il lavoro precario fa male alla salute?

Elena Pirani

Negli ultimi anni in Italia, come del resto in molti altri paesi ricchi, il “posto fisso”, caratterizzato da sicurezza lavorativa e stabilità del salario, è stato progressivamente affiancato da contratti di lavoro a termine, di apprendistato, di collaborazione occasionale e co.co.co. La diffusione di queste forme contrattuali ha cambiato radicalmente le condizioni di entrata e (continua...)

Stranieri e italiani nelle città: il ruolo di Roma e della sua area metropolitana negli scambi di popolazione

Adriana Santacroce, Oliviero Casacchia

Tra i residenti delle città italiane prosegue la tendenza, emersa già da molto tempo, a spostarsi verso le zone periurbane. Tali flussi, in genere composti da giovani coppie, sono soprattutto conseguenza dell’elevato costo degli immobili nelle zone più centrali. Il fenomeno interessa anche Roma Capitale, che vede una storica e mai esaurita tendenza dei propri (continua...)

L’anno della conciliazione lavoro-famiglia

Silvana Salvini

Il 2014, 20° anniversario dell’Anno Internazionale della Famiglia, è stato proclamato Anno Europeo della Conciliazione della Vita Professionale e Familiare. Un obiettivo ambizioso, dagli importanti risvolti economici e sociali, ma non facile da perseguire. Il termine “conciliazione” riferito alla relazione tra la vita familiare (caratterizzata da cura, reciprocità e dono) e quella lavorativa (dove dominano (continua...)

La “desertificazione umana” del Mezzogiorno. Un allarme da prendere sul serio.

La Redazione

Il 30 Luglio scorso sono state presentate, alla Camera dei Deputati, le sostanziose anticipazioni del Rapporto Svimez 2014 sull’economia del Mezzogiorno1. In un Paese distratto, dove il dibattito meridionalista è quasi scivolato nell’irrilevanza, la durezza dei fatti e delle cifre del Rapporto non ha avuto l’urgente rilievo che merita. Nel quinquennio 2008-13 gli investimenti sono (continua...)

Giovani in dissolvenza: un caso di “neocidio”?

Vittorio Filippi

L’ultimo Rapporto annuale dell’Istat (2014) stima per il 2013 la nascita di appena 515 mila bambini, 12 mila in meno del 1995, l’anno in cui si ebbe lo storico pavimento minimo della natalità. Il tasso di fecondità totale è uguale a 1,42 figli per donna, un dato sensibilmente inferiore alla media dell’Unione Europea (1,58 con (continua...)

Italiani verso la Gran Bretagna

Massimo Livi Bacci

Nello scorso mese di Gennaio, l’Istat ha reso noti i dati sui trasferimenti di residenza (dall’estero e per l’estero) secondo la nazionalità, relativi al 2012, desunti dalle anagrafi comunali1. Nel 2012 si è percepito il morso della crisi: il saldo per i cittadini stranieri ha continuato ad essere largamente positivo (+ 283.000 ), ma in (continua...)

Una pubblica amministrazione molto precaria

Andrea Stuppini

Va dato atto al governo attuale di aver riproposto con forza il tema dell’eccesso di burocrazia come elemento di freno del paese, anche se le prime proposte di riforma non sembrano adeguate per cambiare verso e riprendere il solco tracciato, ormai vent’anni fa, dalle “leggi Bassanini” , che furono il più serio tentativo di innovazione (continua...)

Quando il welfare risponde

Francesca Bergamante, Tiziana Canal

È indubbio che le trasformazioni socio-demografiche abbiano determinato forti squilibri e generato nuove forme di insicurezza soprattutto per la popolazione più giovane. Allo stesso tempo i progressivi cambiamenti nelle forme e nei rapporti di lavoro hanno imposto una riflessione sulla capacità di “protezione” dei diversi sistemi di welfare per lo più fondati sul presupposto di (continua...)

Fermi davanti al Mar Rosso: l’emancipazione bloccata dei giovani italiani

Alessandro Rosina

L’ultimo Rapporto sulla coesione sociale, pubblicato dall’Istat a fine 2013, riportava tra i molti dati interessanti, anche quello della permanenza dei giovani nella famiglia di origine. Nulla di nuovo, solo la conferma delle difficoltà dei giovani a lasciare la casa dei genitori. Un dato ben noto da tempo, che la crisi non poteva che inasprire. (continua...)

Invecchiamento attivo e transizione verso la pensione

Mauro Tibaldi

In Italia, ma non solo da noi, stanno rapidamente invecchiando sia la popolazione sia la forza lavoro, il che fa emergere questioni importanti che investono i riassetti del mercato del lavoro e la sostenibilità dei sistemi pensionistici e assistenziali. Riguardo alle conseguenze nel mercato del lavoro, nel secondo trimestre 2012 l’Istat ha inseritoall’interno della rilevazione (continua...)

Donne sull’orlo della crisi economica: quale genere di mercato del lavoro?

Maria Rita Sebastiani

Negli ultimi decenni grande attenzione è stata dedicata agli studi di genere, in diversi contesti. Nell’ambito del mercato del lavoro, il problema è noto con il termine segregazione occupazionale, solitamente distinta tra segregazione orizzontale e verticale. Il primo concetto indica la prevalenza femminile in certe professioni e settori produttivi; il secondo esprime la concentrazione delle (continua...)

Una nuova fase per l’immigrazione italiana?

Federico Quadrelli

In base ai dati diffusi dall’AIRE[1] e dal Ministero degli Affari Esteri (MAE), il 2012 ha segnato, rispetto al 2011 un incremento del 30% degli espatri dall’Italia: in numeri assoluti gli italiani espatriati nel 2012 sono stati quasi 80 mila, anche se il dato registra solo coloro che sono usciti senza considerare gli eventuali rientri, come (continua...)

Evoluzioni recenti dell’imprenditoria straniera in Italia

Filippo Bontadini, Anna Segre

La crisi e l’imprenditoria straniera  Il 4 giugno 2013 è stato presentato il rapporto annuale sull’imprenditoria straniera in Italia, elaborato dal Centro Studi della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA). Diversamente da quanto rilevato fino a oggi, i risultati mostrano che la crisi ha avuto un impatto negativo sulle imprese individuali (continua...)

Assistenza sanitaria in Italia: l’immigrazione indispensabile

Laura Bartolini, Caterina Francesca Guidi

La domanda di assistenza sanitaria a livello globale è in crescita. Nei paesi in via di sviluppo e emergenti la domanda di assistenza cresce con il miglioramento delle condizioni socio-economiche e con l’allargamento della copertura sanitaria a fasce più ampie della popolazione. Nei paesi più avanzati l’aumento e la trasformazione della domanda sono dovuti all’invecchiamento (continua...)

Ancora meno figli in tempo di crisi?*

Letizia Mencarini

Che cosa succede alla fecondità in tempo di crisi economica? La domanda è al centro di dibattiti nazionali [1] e internazionali [2], ma sono ancora pochi gli studi demografici che cercano di dare una risposta [3]. Sulle pagine di Demographic Research (la più popolare rivista scientifica on-line di studi demografici [4]), dopo un numero speciale (continua...)

Stranieri e mercato del lavoro

Paolo Emilio Cardone, Oliviero Casacchia

I cittadini stranieri rappresentano ormai una componente molto rilevante del mercato del lavoro italiano (oltre il 10%), ma il processo di integrazione è lento e difficoltoso, e gli stranieri sono spesso confinati in comparti e  posizioni a bassa qualifica, sia nei servizi sia nell’industria. Chi fa i lavori più umili? Ce lo confermano i dati (continua...)

Così bassa che più bassa non si può? La natalità della crisi

Potosì

Nel quinquennio 2008-12, la crisi economica mondiale ha profondamente toccato tutta l’Europa, sia pure con intensità, tempi e modalità diverse da paese a paese. Nel 2012, il PIL dei 17 paesi dell’area euro risultava contratto dell’1,1% rispetto al 2007, la disoccupazione cresciuta di diversi punti, la spesa pubblica tagliata, i consumi privati compressi. La crisi (continua...)

Per un sistema fiscale progressivo, ma anche equo tra generazioni

Maria Luisa Maitino, Letizia Ravagli, Nicola Sciclone

IMU, IVA, IRPEF. Sono tre sigle: sintetizzano tre distinte tipologie di imposta, che hanno lunghe definizioni e che rimandano ad argomenti complessi. Ma sono ben note, purché nelle ultime settimane sia stato sfogliato almeno una volta un giornale, o ne sia stata letta l’edizione on line, o si sia ascoltato un notiziario, o guardato un (continua...)

L’Orchestra di Piazza Vittorio: un esempio d’integrazione

Elena Manetti

 L’Italia è stata recentemente meta di importanti flussi di immigrazione e, forse anche per questo, gli immigrati vengono spesso guardati con sospetto: si teme che vivano ai margini della legge (se non peggio), o che costituiscano un pericolo per l’occupazione italiana, o altre cose ancora. Proprio perché contrasta questi pregiudizi, appare importante ricordare qui il (continua...)

I giovani e la crisi

Elena Cottini, Agnese Vitali

 La crisi economica ha fatto sentire i suoi effetti in moltissimi paesi europei: il reddito familiare, il valore delle abitazioni e altre forme di ricchezza sono stati ridimensionati, mentre il tasso di disoccupazione è aumentato. Gli effetti della crisi si sentono soprattutto sui giovani Stando alle statistiche ufficiali fornite dall’OECD (2012), il tasso di disoccupazione (continua...)

I giovani senza lavoro e il futuro che si meritano

Alessandro Rosina

“Ridaremo un futuro ai giovani” ha affermato il premier Enrico Letta. La stessa frase era stata usata da Michel Martone, quando era viceministro al lavoro del Governo Monti e in modo del tutto analogo (insistendo sul “diritto al futuro” dei giovani) si era espressa Giorgia Meloni in qualità di Ministro della Gioventù nell’ultimo Governo Berlusconi. (continua...)

La violenza sulle donne in Italia: molestie sessuali e ricatti sul lavoro

Paola Mancini

Il tema della violenza sulle donne e la necessità di un’azione concertata su scala mondiale per combatterla sono riconosciute da tempo in ambito internazionale. Già verso la fine degli anni ’80 il diritto internazionale prevede norme a riguardo con la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna – CEDAW [1] approvata (continua...)

Qualcosa si muove, nell’ ”Italia che non cresce”? (*)

Letizia Mencarini, Daniela Del Boca

Gli alibi in un paese immobile L’Italia è un paese che negli ultimi anni non cresce, ma che anzi decresce. Il prodotto interno lordo continua a diminuire, aumenta invece la disoccupazione totale e soprattutto quella giovanile (quasi il 39% secondo gli dati Istat[1]). I consumi delle famiglie e gli investimenti delle imprese sono schiacciati da (continua...)

Non solo etnico: un nuovo sguardo all’imprenditoria degli immigrati

Alessandro Arrighetti, Daniela Bolzani, Andrea Lasagni

A fronte di un netto calo del tasso di natalità delle imprese fondate da italiani, il numero di imprese “etniche” è in costante crescita. Oggi gli imprenditori immigrati sono in grado di fornire nuove tipologie di servizi e di estendere la varietà dei prodotti disponibili, anche sui mercati a cui accedono gli autoctoni. Ma non (continua...)

“Fuga dei cervelli”: o non c’è o non si vede. Per ora.

Massimo Livi Bacci

Il titolo di questo intervento è volutamente provocatorio. L’autore conosce abbastanza bene le molteplici dimensioni della condizione dei giovani in Italia1: le difficoltà di accesso al mercato del lavoro, il prolungato precariato, la magre risorse messe in campo per il diritto allo studio, la crisi economica che ha inaridito gli sbocchi professionali. Ma ha anche (continua...)

Sul significato dell’essere giovani e disoccupati in Italia

Alessandro Rosina

Che i giovani siano sempre di meno lo abbiamo detto e documentato molte volte in questo sito, ragionando anche su cause e implicazioni (si veda anche l’ebook per un italia che riparta dai giovani: analisi e politiche. E una conversazione con Fabrizio Saccomanni ). Datagiovani è tornata in questi giorni sull’argomento confermando quanto ampiamente noto, ma (continua...)

L’altra faccia della medaglia. Sottoccupazione, segregazione e sottoinquadramento dei lavoratori stranieri in Italia

Giuseppe Gabrielli, Luisa Salaris

Negli ultimi anni, nonostante la generalizzata contrazione del mercato del lavoro italiano in quasi tutti i settori economici, la presenza dei lavoratori immigrati si è accresciuta. Questa tendenza appare connessa ai rilevanti deficit strutturali del nostro sistema produttivo: un mercato del lavoro  caratterizzato da una struttura rigida ed a alti costi della manodopera, largamente sbilanciato (continua...)

Pausa di riflessione o fine di un ciclo?

Gian Carlo Blangiardo

Dopo anni di crescita tumultuosa l’immigrazione straniera in Italia sembra ora destinata a segnare il passo. Se già il calo degli ingressi di cittadini non comunitari, segnalato dall’Istat per l’anno 2011, aveva lasciato intendere l’avvio di un nuovo corso, nuovi elementi a supporto dell’ipotesi di una generale stagnazione del fenomeno emergono dalla stima dei presenti (continua...)

Crisi economica e disagio emotivo: uno studio sui dati di Telefono amico

Alessandro Rosina, Emiliano Sironi, Erica Vaini

Telefono amico è una associazione composta da volontari che forniscono un servizio di ascolto telefonico con un numero unico su tutta Italia. Il Laboratorio di statistica applicata alle decisioni economico-aziendali dell’Università Cattolica di Milano ha analizzato i dati completi delle telefonate del 2011 mettendoli a confronto con quelli degli anni precedenti. Uomini sull’orlo di una (continua...)

Un welfare all’italiana: il sostegno delle famiglie durante la crisi

Vincenzo Scrutinio

La crisi del 2008 e l’attuale congiuntura economica hanno avuto forti effetti negativi. Secondo i dati Istat, disponibili sul sito I.Stat, il tasso di disoccupazione per gli individui tra i 15 ed i 64 anni ha raggiunto l’11,1% nel primo trimestre del 2012, in crescita di 4,4 punti percentuali rispetto al 2007 (6,7%). Gli individui (continua...)

La mobilità interna nell’ultimo decennio

Corrado Bonifazi

La mobilità interna è cresciuta durante lo scorso decennio: nel 2001 i trasferimenti di residenza sono stati 1,13 milioni, nei due anni successivi hanno superato gli 1,2 milioni e dal 2004 sono sempre stati sopra gli 1,3 milioni (Fig. 1). Questa tendenza all’aumento ha, però, subito un’evidente battuta d’arresto nel 2009, quando gli effetti della (continua...)

Il tempo è denaro: un’analisi della produzione e del consumo di tempo all’interno della famiglia

Marina Zannella

“Il tempo è denaro”: questo detto popolare è particolarmente efficace per comprendere a fondo il valore del tempo prodotto all’interno della famiglia per la soddisfazione dei bisogni e dei consumi dei suoi membri. Il lavoro domestico non retribuito, nonostante la sua rilevanza sociale ed economica, non è rilevato dai conti economici nazionali che, come noto, (continua...)

Perchè è caduta l’occupazione giovanile?

Luciano Abburrà

La crisi ha aggravato ovunque il problema della disoccupazione giovanile, ma la caduta dell’occupazione dei giovani (15-24 anni) è stato un tratto problematico di tutto il primo decennio degli anni 2000: meno occupati nella popolazione giovanile, meno giovani nell’occupazione complessiva. Perché ciò è avvenuto? E proprio negli anni in cui i giovani nella popolazione sono (continua...)

Condizione giovanile in Italia: allarmismo (fittizio) o allarme (reale)?

Arianna Bazzanella

I giovani sono sempre più al centro di discorsi, dichiarazioni, dibattiti: tra bulli, disoccupati, bamboccioni, NEET … pare ormai non ci siano nemmeno più parole da dire. Peccato che a tanto parlare non seguano azioni concrete e incisive.Ma ci dobbiamo davvero preoccupare? Pare di sì, anche se lo scenario è più ampio e intricato di (continua...)

Cosa dicono i dati sulla “crisi dei suicidi”?

Vincenzo Scrutinio

L’Italia è, tra i paesi della zona Euro di più vecchia data, uno dei paesi con il più basso tasso di suicidi. In base ai dati Eurostat sui tassi di suicidio standardizzati per età, in modo da tener conto della struttura demografica, aumentando la comparabilità internazionale, il paese mostrava nel 2000 un tasso di suicidio (continua...)

Le migrazioni dei ricercatori italiani

Maria Carolina Brandi

Un quadro poco incoraggiante Non è facile stabilire quale sia la situazione italiana riguardo ai flussi di emigrazione ed immigrazione dei ricercatori dall’Italia: alcune stime (Sylos Labini e Zapperi, 2010) indicano comunque che, se si manterranno i flussi attuali in ingresso ed in uscita, l’Italia perderà circa 30000 ricercatori entro il 2020, mentre alla stessa (continua...)

Emigreremo nei “BRICS”?

Andrea Stuppini

L’analisi di Alessandro Rosina dell’aprile scorso su Neodemos, ha affrontato un tema di grande attualità, quello della circolazione dei talenti. E’ un tema di cui si parla ormai apertamente in tutta Europa. Ad esempio nel dicembre 2011, il quotidiano britannico “The Guardian” ha dedicato due servizi al nuovo fenomeno dell’emigrazione di giovani europei dai paesi (continua...)

Il suicidio e il lato oscuro della crisi

Massimo Livi Bacci

La crisi economica, la perdita del lavoro, l’aumento dei fallimenti, la compressione del potere d’acquisto delle famiglie, la crescita della povertà, sono tristi fenomeni che riempiono le pagine politiche ed economiche dei giornali, occupando uno spazio sempre più ampio nelle cronache. Negli Stati Uniti, nel 2010, più di un milione di famiglie hanno perso la (continua...)

Suicidi per ragioni economiche: non c’è escalation

Nicola Salerno

Venerdì scorso (l’11 Maggio) sono diventati 39 i casi di persone che, tra Gennaio e metà Maggio 2012, si sono tolte la vita per problemi economi aggravatisi con la crisi. Così almeno si desume dalle notizie di cronaca. Un bilancio tragico, fosse anche soltanto una la vita umana venuta a mancare. Di fronte al dolore (continua...)

Dalla “fuga” alla “circolazione” dei talenti. I risultati di un’indagine esplorativa

Alessandro Rosina

“Da qui se ne vanno tutti” canta Caparezza in Goodbye Malinconia. “Tutti” forse no, ma “se l’Italia rimane così, i giovani fanno bene ad andarsene”, ha ribattuto il Ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, aggiungendo che lui stesso ha due figli su tre all’estero. Secondo l’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), le persone tra (continua...)

Nel Nord dell’Europa: dove i conti (delle nascite) tornano

Gunnar Andersson

Neodemos ha dato recentemente (04/04/2012 ) notizia del Convegno internazionale intitolato “Nascere in Portogallo” voluto dal Presidente della Repubblica portoghese, Cavaco Silva, sul tema delle cause e delle conseguenze della bassa fecondità del paese, nel quadro della generale evoluzione demografica europea. Gunnar Andersson, che vivamente ringraziamo, ha consentito a condividere con i lettori di Neodemos (continua...)

FMI: vivere più a lungo? Dio non voglia!

Gustavo De Santis

Da pochi giorni, nell’aprile 2012, è uscito il Global Financial Stability Report  del FMI (Fondo Monetario Internazionale), il cui capitolo 4 si intitola “The financial impact of longevity risk ”. L’allarme contenuto nel rapporto è stato ripreso da diversi media, tra cui, ad esempio, il Corriere della Sera . Il messaggio, in sintesi, è il seguente: (continua...)

Lavorare in Veneto: tra sogni e realtà

Gianpiero Dalla Zuanna

L’Agenzia Regionale Veneto Lavoro ha recentemente elaborato alcuni dati inediti sui lavoratori dipendenti privati impiegati per la prima volta, di età 15-29 per gli anni 2008, 2009 e 2010[1] (figure 1 e 2). I dati non comprendono né il lavoro autonomo né il lavoro domestico né gli impieghi pubblici, ma in questa fascia di età (continua...)

Valorizzare le donne conviene (*)

Letizia Mencarini, Silvia Pasqua, Daniela Del Boca

E’ di nuovo l’8 marzo e nonostante le tante pagine scritte, i discorsi, i blogs, le manifestazioni di piazza e le dichiarazioni pubbliche, pochissimo è stato fatto per sostenere il lavoro delle donne. Eppure il cammino di quella “rivoluzione silenziosa” che ha trasformato la vita delle donne in molti paesi sviluppati attraverso cambiamenti, rivoluzionari appunto, (continua...)

Un colpo d’occhio sulle nuove proiezioni demografiche Istat

Nicola Salerno

Sono da poco uscite le ultime previsioni demografiche dell’Istat, che aggiornano quelle di poco precedenti, del 2007. Come sempre avviene in questi casi, il nuovo sostituisce il vecchio, e (quasi) nessuno si ferma confrontare le due versioni,  per cercare di capire se ci sono differenze, dove, quanto importanti, perché ci sono, differenze, e che implicazioni (continua...)

L’impatto dell’immigrazione sul mercato del lavoro in Italia. Qual è l’immigrato di cui ha bisogno l’Italia?

Filippo Bontadini

Il mercato del lavoro italiano: problemi strutturali e congiunturali. Il mercato del lavoro italiano si trova attualmente in una situazione critica, determinata da fattori in parte strutturali e in parte congiunturali. I fattori strutturali sono due: l’invecchiamento demografico e la bassa produttività. L’invecchiamento della popolazione è un processo ormai consolidato, in conseguenza del quale, a (continua...)

Un altro passo indietro per le donne italiane (*)

Letizia Mencarini, Daniela Del Boca

I dati riportati dal Rapporto annuale Istat relativo alla situazione del Paese nel 2010 mostrano come la condizione delle donne italiane nel mercato del lavoro sia ulteriormente peggiorata nell’ultimo triennio, invece di migliorare. Nel triennio 2008-2010, il tasso di attività femminile (misurato dai 15 ai 64 anni) è passato dal già bassissimo 47% del 2008 (continua...)

Il lavoro degli stranieri in tempo di crisi

Corrado Bonifazi, Cristiano Marini

Crisi economica e immigrazione La crisi economica mondiale ha avuto effetti importanti sulle migrazioni internazionali, sulle variazioni dei flussi di popolazione straniera in entrata e in uscita dai paesi di destinazione, sul livello delle rimesse economiche dei lavoratori stranieri verso i paesi di origine e, non ultimo, sulla situazione occupazionale dei lavoratori stranieri nei mercati (continua...)

I Sommersi ed i Salvati: Il Mezzogiorno e la crisi occupazionale italiana

Vincenzo Scrutinio

La crisi globale ha duramente colpito l’economia italiana, con una contrazione del Prodotto Interno Lordo di oltre 6  punti percentuali tra il quarto trimestre del 2007 e il quarto trimestre del 2009 e un aumento della disoccupazione dal 6.3% del quarto trimestre del 2007 al 8.5% del secondo trimestre del 2010[1].   Il difficile mercato (continua...)

Perché in Italia si fanno sempre meno figli: il ruolo della precarietà femminile (*)

Francesca Modena, Fabio Sabatini

È passato un mese dalla seconda Conferenza Nazionale della Famiglia. L’evento, ideato come forum per la discussione di interventi a sostegno della famiglia, ha attratto l’attenzione dei media soprattutto a causa della defezione forzata del Presidente del Consiglio in seguito al Rubygate, che ha relegato in secondo piano il programma dei lavori. Eppure i temi (continua...)

E vissero per sempre precari e…

Elisabetta Santarelli

Il lavoro precario costituisce sempre più spesso la principale modalità d’ingresso nel mondo del lavoro e purtroppo l’instabilità lavorativa per i giovani è spesso un’esperienza di lunga durata. E’ evidente che ciò mal si concilia con i progetti di vita individuale, visto che vivere per conto proprio, sposarsi o avere dei figli sono “progetti di (continua...)

Il gap salariale tra uomini e donne: l’importanza degli incentivi alla produttività (*)

Matteo Migheli

Il gap salariale tra uomini e donne è una delle questioni sociali più dibattute. I dati più recenti sull’Unione Europea mostrano, in termini di gender pay gap grezzo[1], una differenza del 18% circa a favore degli uomini. Un’analisi più dettagliata, comunque pone in evidenza come il problema assuma dimensioni molto variabili e diverse da Paese (continua...)

La crisi e i più deboli tra i deboli: i giovani meridionali secondo il Rapporto SVIMEZ del 2010

La Redazione

Il “Rapporto” annuale della SVIMEZ sull’economia del Mezzogiorno[1], presentato lo scorso luglio, presta particolare attenzione ai drammatici effetti sociali della crisi tra le giovani generazioni. E’ una crisi che viene da lontano: nel primo decennio di questo secolo il Mezzogiorno ha avuto tassi di crescita dimezzati rispetto al Centro-Nord, e nel 2009 il PIL meridionale (continua...)

La crisi? Paga papà (ma non solo)

Sauro Mocetti, Elisabetta Olivieri, Eliana Viviano

Si discute molto sulle conseguenze sociali della crisi economica che ha colpito l’economia italiana nell’ultimo biennio. Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda il mercato del lavoro che, dopo una iniziale tenuta, ha visto il tasso di disoccupazione raggiungere l’8,9 per cento nell’aprile di questo anno e quello giovanile sfiorare il 30 per cento. Non c’è (continua...)

I disoccupati? Ragazzi … (anzi, soprattutto ragazze)

Saverio Doccini

Secondo i dati recentemente divulgati dall’Istat nel 2009 gli occupati sono diminuiti  dell’1,6% (‑80mila unità) rispetto alla media del 2008, mentre la disoccupazione è salita del 15% (+253mila unità) e colpisce ormai il 7,8% delle forze di lavoro, contro il 6,7% nel 2008  (http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/forzelav/20100324_00/). Nel pieno della crisi Il calo dell’occupazione ha riguardato maggiormente la (continua...)

La complessa conciliazione tra lavoro e famiglia nelle piccole imprese (*)

Alessandro Rosina

Come varie ricerche hanno ripetutamente dimostrato, da noi, più che altrove, la nascita di un bambino riduce fortemente, soprattutto per la componente femminile della coppia, la possibilità di fornire un proprio contributo attivo anche oltre le mura domestiche. Le ricadute negative sono molteplici e su vari livelli. Sul piano individuale, per la frustrazione nel non (continua...)

Italia paese dell’assenteismo? Forse un mito da sfatare

Anna Giraldo, Stefano Mazzuco

Negli ultimi tempi, nel nostro paese, è molto acceso il dibattito sull’assenteismo e sul costo che esso ha per le casse statali. Sembra quasi unanime la volontà da parte delle forze politiche di ridurre quello che è indubbiamente un problema sociale ed economico per ogni nazione. Tuttavia, in questo dibattito, scarsa attenzione è posta su (continua...)

Maternità e Lavoro femminile, una scelta possibile?

Valentina Camolese

L’Italia è da anni un paese dove si fanno pochi figli, sebbene il numero di nascite sia tornato a salire, soprattutto al nord. La penisola ha, inoltre, uno dei tassi di occupazione femminile più bassi in Europa (46,6%, OCSE 2007). E’ ormai noto in letteratura che la relazione a livello macro nei paesi europei tra (continua...)

La precarizzazione del contratto generazionale (in Francia)

Alessandro Rosina

Possiamo considerare sostanzialmente disatteso (e quindi unilateralmente rotto) l’implicito patto che regola i rapporti e gli equilibri tra vecchie e nuove generazioni? Il dibattito non riguarda solo il nostro Paese. Il nodo nevralgico è il complesso problema della correttezza intergenerazionale (1). In molti paesi occidentali varie analisi empiriche sembrano infatti evidenziare come gli attuali giovani (continua...)

Stranieri e lavoro in Italia: una sfida per il futuro

Giuseppe Gabrielli, Laura Bernardi

Una recente pubblicazione illustra la condizione dei lavoratori stranieri nelle diverse realtà socio-economiche italiane (Strozza et al., 2009). Per quelli regolari, la rilevazione continua sulle Forze di Lavoro, condotta dall’Istat, consente di arrivare ormai fino a tutto il 2008, ma per quelli irregolari le fonti ufficiali, per definizione, non bastano, e occorre utilizzare indagini campionarie (continua...)

Lettera aperta di 100 studenti universitari e risposta del Ministro della Gioventù (Seconda Parte)

100 STUDENTI UNIVERSITARI & MINISTRO DELLA GIOVENTÙ

Dopo aver trattato la questione del debito pubblico e dei vincoli anagrafici nell’accesso alle cariche , in questa seconda parte il Ministro Meloni replica alle domande sul tema della precarietà del lavoro e sul problema degli affitti. 3.        Flessibilità senza precarietà Richiesta dei 100 studenti I contratti a tempo determinato (in tutte le loro (continua...)

Lettera aperta di 100 studenti universitari e risposta del Ministro della Gioventù (Prima Parte)

100 STUDENTI UNIVERSITARI & MINISTRO DELLA GIOVENTÙ

Qualche mese fa, sulla scia dell’Onda, 100 studenti universitari hanno scritto una lettera aperta al Ministro della Gioventù chiedendo un impegno preciso su alcuni punti che caratterizzano la questione generazionale nel nostro Paese. L’idea era nata dopo un convegno tenuto in Università Cattolica, dal titolo “20 e 30: è ora di cambiare? L’Italia delle nuove (continua...)

Un paese fondato più sulle pensioni che sul lavoro (*)

Alessandro Rosina

Esiste un paese nel quale, più che altrove, si vive a lungo e in buona salute, maggiore è la consistenza della popolazione anziana, ma anche dove, paradossalmente, è relativamente precoce l’età alla pensione e minore la partecipazione attiva in età matura al mercato del lavoro. Un paese governato male, verrebbe da pensare, perché non in (continua...)

Conciliazione vs. carriera: un patto di “selezione avversa”?

Luisa Rosti

L’indagine Istat sull’uso del tempo evidenzia una ineguale divisione del lavoro tra uomini e donne che pone l’allocazione ottima del tempo in conflitto con l’allocazione ottima del talento e riduce il prodotto sociale effettivo rispetto a quello potenziale; da qui la necessità delle politiche di pari opportunità.   Politiche di conciliazione Il termine conciliazione indica (continua...)

E se per aumentare i tassi d’occupazione qualcuno dovesse lavorare meno?

Luciano Abburrà

Da anni non vi è occasione di dibattito o di proposta in cui non vengano richiamati gli “obiettivi di Lisbona” come un vincolo da rispettare e una meta condivisa da raggiungere per le politiche del lavoro di tutti i paesi europei. Come è ben noto, si tratta di target comuni accettati dai paesi partecipanti al (continua...)

Obiettivi di Lisbona: in ritardo non solo riguardo all’istruzione

Manuela Stranges

In un recente articolo, Stefano Molina ha analizzato la situazione italiana rispetto agli obiettivi relativi all’istruzione e alla formazione posti in sede europea. Questo fornisce lo spunto per riflettere sulla posizione del nostro paese riguardo al raggiungimento anche degli obiettivi concernenti il mercato del lavoro. Tre obiettivi per l’occupazione Il processo di invecchiamento genera una (continua...)

Il grande freddo

Gustavo De Santis

E’ appena uscito il Rapporto annuale dell’Istat 2007 che, come di consueto, affronta numerosi argomenti. Tratteremo qui, con un’ampiezza di dettagli ridotta, solo alcuni dei temi esposti nel capitolo 4: Mercato del lavoro e condizioni economiche delle famiglie.   Le retribuzioni degli italiani Vi è una prima parte di confronti internazionali, nella quale l’Italia non (continua...)

Ma le “morti bianche” sono più di quelle registrate dall’INAIL

Elisabetta Chellini, Alberto Baldasseroni

Il rischio è una caratteristica costante del lavoro: le varie norme che tutelano il lavoratore hanno però il compito di contenerlo e di ridurre il più possibile il numero degli infortuni, soprattutto i più gravi, quelli mortali. Morti bianche: in calo, ma … In Italia, il fenomeno delle “morti bianche”, seppure in calo rispetto agli (continua...)

Precarietà, irregolarità e ignoranza aumentano il rischio di infortunio tra i lavoratori stranieri

Alessio Menonna

Fra il 2002 e il 2006 gli infortuni sul lavoro tra i cittadini extracomunitari sono aumentati di oltre il 50% e hanno rappresentato, nell’ultimo anno considerato, il 12,5% degli infortuni avvenuti in Italia. Il fenomeno si distribuisce in modo fortemente differenziato sul territorio. Su un totale di circa 116 mila infortuni, infatti, solo 105 sono (continua...)

In…sicurezza sul lavoro

Chiara Tasselli

La cronaca delle ultime settimane ha tragicamente portato alla ribalta il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro. Poche settimane fa è infatti salito a 7 il numero dei morti nell’incendio alla ThyssenKrupp di Torino, scoppiato il 6 dicembre scorso. Morti Bianche Per convenzione, è definito mortale un infortunio sul lavoro che, entro 180 giorni, (continua...)

Un’impresa di badanti

Giulia Quaranta

L’Italia, come si sa, sta invecchiando: diminuisce la dimensione media del nucleo familiare (oggi pari a circa 2,5 persone per famiglia); aumentano gli over 65 (quasi il 20% del totale); la fecondità, soprattutto quella delle italiane, si mantiene stabilmente bassa (a circa 1,3 figli per donna) (http://demo.istat.it/). Una popolazione anziana domanda servizi pubblici di un (continua...)

L’impatto dei figli sulla continuità occupazionale femminile e il ruolo dell’istruzione delle mogli e dei mariti (*)

Alessandro Rosina, Chiara Saraceno

L’Italia continua ad occupare le ultime posizioni nel mondo occidentale, sia relativamente alla partecipazione femminile al mercato del lavoro, sia riguardo ai livelli di fecondità. A mantenere bassi i valori di questi due indicatori rispetto alla media dei paesi sviluppati sono le relativamente maggiori difficoltà di conciliazione tra lavoro e famiglia delle quali soffre il (continua...)

Quanto è cresciuta l’immigrazione?

Corrado Bonifazi

L’aumento secondo il Dossier CaritasLa presentazione del Dossier statistico della Caritas sull’immigrazione è diventata da anni un’importante occasione di riflessione sul fenomeno e un appuntamento mediatico di tutto rispetto. Alte cariche istituzionali o di governo presenziano all’avvenimento che quest’anno, oltre che a Roma, si è svolto in contemporanea in ben 20 altre città. La Caritas (continua...)

In pensione subito o al lavoro più a lungo: cosa ne pensano i cinquantenni? Un’indagine su 1000 piemontesi

Luciano Abburrà, Elisabetta Donati

Sia che li vogliano frenare sia che li vogliano favorire, coloro che discutono in pubblico della riforma pensionistica sembrano avere almeno una convinzione in comune: che i lavoratori in età compresa fra 50 e 60 anni siano tutti smaniosi di andare in pensione il più presto possibile. E molti pensano anche che i datori di (continua...)

Il lavoro degli italiani e degli immigrati

Corrado Bonifazi

Immigrati: buoni e (c)attiviIl contributo degli immigrati all’economia italiana sta diventando sempre più importante: alla straordinaria crescita registrata in questi ultimi anni nelle dimensioni della presenza straniera ha, infatti, corrisposto un aumento altrettanto rilevante della quota degli immigrati sul totale degli occupati e della loro partecipazione alla creazione della ricchezza. Secondo le stime del Sole-24 (continua...)

Una vita di lavoro

Giuseppe Gesano

La riforma “Dini” (1995) ha introdotto – in verità in maniera molto diluita e progressiva – il sistema di calcolo contributivo delle pensioni. Poiché il capitale virtualmente accumulato, interessi a parte, dipende da quanto si guadagna, moltiplicato per l’aliquota contributiva (costante), moltiplicato ancora per il numero di anni di lavoro, ecco che il rapporto tra (continua...)

Tra lavoro e pensione

Gustavo De Santis

Ricordi di LisbonaNel marzo del 2000, nella riunione di Lisbona, i capi di Governo dei paesi dell’Unione Europea quantificarono numerosi obiettivi da raggiungere entro il 2010, tra cui alcuni relativi al mercato del lavoro, ed in particolare al tasso di occupazione, sia in generale (rapporto tra gli occupati e la popolazione in età lavorativa, 15-64 (continua...)

Le migrazioni di qualità

Corrado Bonifazi

Gli spostamenti di personale qualificato e quelli per motivi di studio stanno diventando sempre più importanti nella scena migratoria internazionale. E’ evidente che, in un mondo in cui crescono velocemente competizione e integrazione, poter disporre attraverso l’immigrazione di risorse umane qualificate può rivelarsi un’arma vincente per aumentare o mantenere le proprie quote di mercato. Nel (continua...)

Vivere, lavorare e godersi la pensione

Gustavo De Santis
pensioni

Pensioni e invecchiamento: allarmi periodici La questione previdenziale torna periodicamente alla ribalta sulla scena politica. Le occasioni contingenti possono essere varie: lo “scalone del 2008”, che è poi un tentativo di ritardare l’accesso alla pensione (non più a 57, ma a 60 anni almeno); oppure le scadenze non rispettate della riforma Dini, del 1995, che (continua...)