MENUMENU
  • i nostri esperti
  • temi trattati
      • Italia

      • geodemos

      • mondo

      • migrazioni e stranieri

      • famiglie fecondità e welfare

      • anziani, salute e mortalità

      • giovani, istruzione e lavoro

  • pubblicazioni
      • Geodemografia 2018. Tredici scritti per meglio comprendere il mondo

      • I suoi primi quarant’anni. L’aborto ai tempi della 194

      • Verso la metà del secolo: un’Italia più piccola?

      • ius soli e ius culturae. Un dibattito sulla cittadinanza dei giovani migranti

      • I tre giganti, Cina India e Stati Uniti

      • tutte le pubblicazioni

I NOSTRI ARTICOLI CHE PARLANO DI: europa

Migrazioni dall’Africa all’Europa nei prossimi 30 anni: fattori di spinta e di attrazione

Gustavo De Santis
emigrazione dall’Africa

Non solo la demografia, ma anche altri fattori spingono verso una maggior emigrazione dall’Africa all’Europa nel prossimo futuro: i bassi livelli iniziali, la vicinanza, le forti differenze di sviluppo, la più veloce circolazione delle informazioni, il miglioramento dei mezzi di trasporto. (continua...)

Uno sguardo disincantato (?) alle probabili migrazioni dall’Africa all’Europa nei prossimi 30 anni

Gustavo De Santis
dall’Africa all’Europa

Le Nazioni unite sono probabilmente troppo timide nelle loro previsioni dei flussi migratori dall’Africa all’Europa nei prossimi 30 anni. La stampa popolare, invece troppo allarmista. Secondo Gustavo De Santis, una ragionevole previsione è nell’ordine di mezzo milione di immigrati netti all’anno, che porterebbe gli Africani in Europa dagli attuali 9 a circa 25 milioni, il (continua...)

Mitigating the labour market consequences of population ageing in the EU

Guillaume Marois, Patrick Sabourin, Alain Bélanger

L’invecchiamento della popolazione è inevitabile, ma le sue conseguenze sulle futura forza lavoro dell’Unione europea, fino al 2060, potrebbero essere notevolmente attenuate se le donne e gli immigrati fossero più presenti nel mercato del lavoro (raggiungendo, rispettivamente, gli stessi livelli degli uomini e dei nativi) e se aumentasse l’istruzione della popolazione (dato che la partecipazione (continua...)

Mobilità del lavoro e adeguamento agli shock nell’area dell’euro: il ruolo degli immigrati

Gaetano Basso, Francesco D’Amuri, Giovanni Peri

Nell’area valutaria dell’Euro, la mobilità del lavoro tra paesi è molto più bassa che negli Stati Uniti, per i forti ostacoli normativi e linguistici che la ostacolano. L’articolo di Gaetano Basso e Francesco D’Amuri conferma che la mancanza di un’adeguata mobilità rende difficile l’aggiustamento agli shock e alle crisi. (continua...)

Può la distribuzione giornaliera dei nati essere usata come segnale di un eccessivo ricorso al parto elettivo?

Gabriele Ruiu

Nel rapporto del 2018 la World Health Organization ha reiterato la sua preoccupazione per l’abuso nel ricorso al parto cesareo. L’Italia è uno dei paesi europei in cui la percentuale di parti cesarei risulta molto elevata. (continua...)

Il ruolo degli Italiani all’estero nelle elezioni europee del 2019

Federico Quadrelli
elezioni europee del 2019

La partecipazione politica dei residenti all’estero è sovente sottovalutata ed è anche una realtà poco studiata. Federico Quadrelli presenta un’analisi dei dati relativi alla partecipazione attiva al voto e una riflessione generale sul ruolo che gli Expat possono avere nella vota politica sia italiana che del paese ospite. (continua...)

Dinamiche giovanili nel “vecchio” continente

Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini, Chiara Tronchin
condizione dei giovani

Sebbene tutta Europa sconti un calo demografico ed una diminuzione della componente giovane, la condizione dei giovani è nettamente peggiore nel Sud Europa rispetto al Nord. In conseguenza, osservano Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin, si allarga ulteriormente il divario all’interno della UE e si alimentano i flussi migratori intraeuropei da Sud a (continua...)

Tendenze e sviluppo del mercato del lavoro in Germania: mito e realtá.

Edith Pichler

La flessibilizzazione e la precarizzazione del lavoro sono dinamiche che caratterizzano tutti i paesi dell’Europa. In questo articolo Edith Pichler approfondisce la situazione tedesca. Le basi del nuovo miracolo economico tedesco La Germania secondo i dati si trova sempre più a misurarsi con un mercato del lavoro caratterizzato da un  basso tasso di disoccupazione (nell’aprile (continua...)

Local childcare availability and dual earner fertility in Belgium

Jonas Wood, Karel Neels

In the context of population ageing, work-family reconciliation policies potentially play an important role in supporting both fertility and parental employment. However, the evaluation of such policies remains a challenge. Using population data for Belgium, Jonas Wood and Karel Neels find that the local availability of formal childcare positively affects fertility among dual earner couples. (continua...)

Declino delle nascite: un problema non solo italiano

Marcantonio Caltabiano, Chiara Ludovica Comolli
Declino delle nascite

La fecondità in Europa sta mutando. In calo nell’area nord-occidentale, dove era, da anni, relativamente elevata, è invece in crescita in Germania e nell’Europa dell’Est. Non si tratta ancora di un sovvertimento della graduatoria, ma i segnali sono evidenti. L’interpretazione, invece, è meno netta: Marcantonio Caltabiano e Chiara Comolli suggeriscono che la causa prevalente sia (continua...)

Does broadband Internet affect fertility in Germany?

Francesco Billari, Osea Giuntella, Luca Stella
Internet access and fertility

Utilizzando dati tedeschi, Francesco Billari, Osea Giuntella e Luca Stella testano se Internet a banda larga influenzi le scelte feconde in un contesto a bassa fecondità. I risultati mostrano che Internet ad alta velocità ha effetti positivi sulla fecondità delle donne più istruite di età compresa tra i 25 ei 45 anni. Mostrano poi che (continua...)

Longer and shifted reproductive lives amongst adolescent mothers

John Tomkinson

Le madri adolescenti sono atipiche non solo all’inizio della loro carriera riproduttiva, ma anche nelle fasi successive, caratterizzate da un ritmo più intenso ma più lento, osserva John Tomkinson. Piccole variazioni si osservano tra la fecondità successiva delle madri adolescenti sia in Francia, dove sono rare, sia in Inghilterra e Galles, dove rimangono più comuni. (continua...)

Work stress among older employees in Germany: effects on health and retirement age

Jana Mäcken

Un modo per affrontare l’invecchiamento della popolazione e le sue conseguenze negative sul sistema pensionisticio è di aumentare l’età minima alla pensione. Tuttavia, la maggior parte dei lavoratori dipendenti va in pensione prima dell’età prevista. Jana Mäcken testa l’ipotesi che lo stress da lavoro possa avere un effetto sull’età al pensionamento effettivo di tipo diretto (continua...)

Low migrant death rates: actual or artefactual?

Matthew Wallace

The mortality of immigrants, even those from poor countries, is lower than that of natives, even in rich receiving countries. In this article, Matthew Wallace examines whether this advantage is real or a data artefact. He finds that migrants do have lower death rates, but that data biases explain some of the advantage. He also (continua...)

Quando la migrazione divide le famiglie a metà: caratteristiche e benessere dei genitori transnazionali in Italia

Francesca Tosi
genitori transnazionali in Italia

Nonostante le famiglie transnazionali siano piuttosto diffuse a livello globale, si sa ancora poco di come le migrazioni di uno o più membri di una famiglia, nonché l’instaurarsi di relazioni di cura a distanza che ne consegue, incidano sul benessere individuale dei suoi diversi membri. (continua...)

Persistence and reversals in Nordic fertility

Marika Jalovaara, Gerda Neyer, Gunnar Andersson
Nordic fertility

Molti studi dimostrano che le donne con un’istruzione elevata hanno pochi figli e una maggiore incidenza di donne senza figli, ma come dimostrano Marika Jalovaara e colleghi, i modelli comportamentali nei paesi nordici sono cambiati notevolmente: i differenziali di fecondità in base all’istruzione femminile sono quasi scomparsi e la percentuale di donne senza figli è (continua...)

Di nuovo emigranti

Corrado Bonifazi, Frank Heins
emigranti

La recente ripresa dell’emigrazione italiana ha suscitato un ampio interesse, anche per la sorpresa di trovarsi di fronte a un fenomeno che si considerava ormai superato e definitivamente archiviato. In questo articolo ne parlano Corrado Bonifazi e Frank Heins. Considerando la dinamica migratoria con l’estero degli italiani a partire dal 1980 (Fig. 1), primo anno (continua...)

La mobilità è un valore, ma l’Europa non ne approfitta

Massimo Livi Bacci
mobilità n europa

L’Europa ha un’alta densità demografica, ottime comunicazioni, alta urbanizzazione, vaste aree integrate e industrializzate, forti disuguaglianze economiche tra stati: tutte condizioni, osserva Massimo Livi Bacci, che favoriscono, anziché frenare, la mobilità interna. Ma questa rimane assai bassa, per ragioni di natura legale, amministrativa e, in particolare, linguistiche. Se l’Europa – quella dei 28, includendo per (continua...)

Global family change: persistent diversity with development

Luca Maria Pesando

Decenni di mutamenti demografici, economici e sociali hanno radicalmente trasformato le strutture, i ruoli di genere e i legami intergenerazionali nelle famiglie di tutto il mondo, inizialmente nei paesi ad alto reddito (HIC) e più recentemente nei paesi a reddito medio-basso (LMIC). Luca Maria Pesando e il gruppo Global Family Change (GFC) mostrano che le (continua...)

Una riforma fiscale ispirata alla Francia per incentivare la natalità in italia?

Paolo Brunori, Maria Luisa Maitino, Letizia Ravagli, Nicola Sciclone

Una riforma fiscale “alla francese” basata sul cosiddetto quoziente familiare è stata spesso indicata come una possibile soluzione al problema della denatalità in Italia. Paolo Brunori, Maria Luisa Maitino, Letizia Ravagli e Nicola Sciclone ci mostrano che, se da un lato una tale riforma fiscale agevolerebbe le famiglie più numerose, dall’altro non sarebbe neutrale in (continua...)

Gender gaps in life expectancy and alcohol consumption in Eastern Europe

Sergi Trias-Llimós, Fanny Janssen

L’aspettativa di vita delle donne è superiore a quella degli uomini e questo è vero soprattutto nei paesi dell’Europa orientale. Sergi Trias-Llimós e Fanny Janssen mostrano che  più del 15% della differenza di mortalità per genere è attribuibile all’abuso di alcol. La loro analisi, relativa  a otto paesi dell’Europa centrale e orientale (CEE) osservati nel (continua...)

Una decrescita felice all’ungherese

Massimo Livi Bacci
Viktor Orbán

Con la conferma di Orbán per un terzo mandato, l’Ungheria rafforza l’ostilità all’immigrazione e sostiene generosamente la famiglia tradizionale. Massimo Livi Bacci commenta la schizofrenia di un paese che vuole crescere in prosperità, con una popolazione in rapido declino, fortemente invecchiata, chiusa ostinatamente verso l’esterno. (continua...)

Bassa fecondità? Un problema non solo italiano

Corrado Bonifazi, Angela Paparusso
bassa fecondità

Una fecondità inferiore al livello di sostituzione per un lungo periodo di tempo determina cambiamenti profondi nella struttura per età di una popolazione, mettendo in discussione importanti meccanismi di funzionamento della società interessata. (continua...)

Donne e Scienza: perché raccogliere i dati è il primo passo per i Gender Equality Plan

Ilaria Di tullio
Gender Equality Plan

Da anni ormai la Commissione Europea promuove i Gender Equality Plan (GEPs) perché uomini e donne abbiano pari opportunità anche nella ricerca scientifica. In questo articolo Ilaria Di Tullio ci mostra come la raccolta e l’analisi di dati statistici sia necessaria ai fini della buona riuscita dei GEPs (continua...)

Musulmani in Europa (2). La minoranza religiosa

Massimo Livi Bacci

Nel secondo dei due articoli sui Musulmani in Europa, Massimo Livi Bacci riprende le indagini del Pew Center sulla consistenza delle minoranze islamiche, costituite da autoctoni di quella religione, da migranti e loro discendenti, o da convertiti. Per i 28 paesi della UE, un’incidenza di islamici sulla popolazione totale del 10% nel 2050, all’incirca doppia (continua...)

Le mirabolanti prospettive della Nuova Via della Seta

Steve S Morgan
Nuova Via della Seta

Il mirabolante piano svelato dalla Cina nel 2015, denominato Belt and Road Initiative (BRI), aspira a rendere facili e veloci le vie di comunicazione dalla Cina, all’Africa orientale e all’Euro, con giganteschi investimenti di miliardi di dollari. Steve S. Morgan argomenta che la facilitazione degli scambi e il potenziamento delle comunicazioni implicherà una accresciuta mobilità (continua...)

In-visibili. La presenza Rom e gli insediamenti spontanei nell’area metropolitana Milanese

Patrizia Farina
insediamento Rom

Ci sono stati anni in cui non si parlava che di Rom poi i media e il dibattuto pubblico si sono concentrati su altre emergenze. Ora tornano alla ribalta per motivi politici. Come ci spiega Patrizia Farina, l’indagine condotta da Caritas Ambrosiana adotta un punto di vista diverso raccontando la storia migratoria e le condizioni (continua...)

Migrazioni nei Balcani: nuovi muri, nuove rotte

Ferruccio Pastore
razor fence nei Balcani

In un contesto di forte diminuzione dell’immigrazione irregolare in Europa, Ferruccio Pastore avverte che nei Balcani la tensione resta alta. Lungo alcuni confini interni, molti dei quali furono fronti di guerra, esiste il rischio che migranti e rifugiati possano diventare il detonatore, incolpevole e inerme, di una conflittualità non sopita. (continua...)

Come insegnare l’altruismo intergenerazionale ai propri figli

Marco Albertini
altruismo intergenerazionale

Può il rapporto di scambio di aiuto tra la generazione dei nonni e quella dei genitori, influenzare la relazione che tanti anni dopo si instaurerà tra questi ultimi e i loro figli adulti? Marco Albertini ci mostra che in Europa i genitori che tempo addietro hanno ricevuto aiuto dalle loro famiglie per acquistare casa, oggi (continua...)

I suoi primi quarant’anni…

La Redazione

“Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, (continua...)

Aborto e obiezione di coscienza in Italia. In viaggio per poter abortire.

Tommaso Autorino, Francesco Mattioli, Letizia Mencarini

Ogni anno migliaia di donne in Italia abortiscono lontano dal proprio luogo di residenza. Utilizzando i dati aggregati pubblicati dal Ministero della Salute e quelli sulle singole interruzioni di gravidanza disponibili in forma anonima presso l’Istat (continua...)

L’interruzione volontaria di gravidanza in Italia: a quarant’anni da quel 22 maggio

Patrizia Veclani
referendum per interruzione volontaria di gravidanza

Quarant’anni di 194: tempo di bilancio. Patrizia Veclani offre una disamina dell’implementazione della legge che ha permesso alle donne italiane l’interruzione volontaria di gravidanza a partire da alcuni aspetti del testo che, all’epoca della sua pubblicazione, erano tra i più controversi. (continua...)

Spopolamento e immigrazione nelle campagne dell’Europa Mediterranea

Michele Nori
europa mediterranea

Le campagne si spopolano ma aumentano i lavoratori stranieri nelle attività agricole. Michele Nori discute le interrelazioni tra questi due fenomeni, e suggerisce alcune possibili linee di intervento per renderli compatibili. Sono tempi di convivenza di due dinamiche opposte: mentre flussi intensi di migranti raggiungono l’Europa in cerca di una vita migliore, le campagne europee (continua...)

Cittadinanza per i minori: prendere atto del cambiamento

Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini, Chiara Tronchin
Cittadinanza per i minori - ragazzo a scuola

Dopo un’estate di acceso dibattito, il Senato ha rinviato (all’autunno?) la votazione della proposta di legge in materia di introduzione dello ius soli (modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91), già approvata due anni fa alla Camera (Settembre 2015). La questione è complessa e coinvolge diverse dimensioni (giuridica, sociale, culturale), ma è innanzitutto una (continua...)

L’evoluzione delle condizioni di salute della popolazione anziana in Europa: un confronto tra immigrati e nativi

Odoardo Bussini, Donatella Lanari
migrazioni internazionali e l'invecchiamento demografico , anziani visti da dietro

Le diseguaglianze di salute degli anziani Durante l’ultimo mezzo secolo le migrazioni internazionali e l’invecchiamento demografico hanno rappresentato due importanti processi che hanno influenzato fortemente la struttura per età e la composizione etnica delle popolazioni dei singoli paesi europei. Molti immigrati dei decenni successivi al secondo dopoguerra non sono tornati nei loro paesi d’origine, ma (continua...)

L’Unione europea ha 60 anni: è giovane o anziana?

Raimondo Cagiano de Azevedo, Angela Paparusso
bandiera Unione europea

Da Ventotene all’Europa L’Unione europea ha 60 anni: è giovane o anziana? Questa è una domanda che le analisi, le riflessioni e i dibattiti che si sono sviluppati intorno all’anniversario dei Trattati di Roma, festeggiato lo scorso 25 marzo con varie iniziative negli stati membri dell’Unione europea (Ue), sottintendevano. E’ una domanda che ci si (continua...)

L’altra faccia della crisi migratoria europea: le buone pratiche

Raimondo Cagiano de Azevedo, Angela Paparusso
crisi migratoria europea: barconi

Una breve sintesi della crisi migratoria La crisi migratoria europea, che, scoppiata tra il 2013 e il 2014, consolidatasi nel 2015 e nel 2016, senza cenni di attenuazione nel 2017, considerato il numero di prime richieste di asilo presentate nei paesi membri dell’Unione europea (Ue)¹ e quello degli sbarchi sulle coste del Mediterraneo, ha sollevato (continua...)

Troppi decessi per tumore attribuibili a fattori di rischio comportamentali

Francesca Battisti
sigaretta è causa decessi per tumore

Per promuovere e sostenere gli interventi di prevenzione delle malattie nelle popolazioni basati sull’evidenza (nota in letteratura con l’acronimo EBP – Evidence Based Prevention), avere a disposizione dati e indicatori specifici sulla diffusione dei fattori di rischio e sul loro impatto in termini di salute risulta sempre più importante, anche ai fini di una corretta (continua...)

PIL e consumi della popolazione immigrata: ma i conti tornano?

Gian Carlo Blangiardo
pil: lavoratori stranieri in italia

In un recente articolo apparso su questo sito (“Pensioni? Non facciamo pasticci”, Neodemos, 7 giugno 2016), Gustavo De Santis esponeva in modo divertente, ma con argomentazioni serie e ben articolate, il suo punto di vista su un tema, quello delle regole pensionistiche, che è attuale e incombente anche quando si finge di ignorarlo o si (continua...)

Le dinamiche insediative della popolazione tra il 1951 e il 2011 alla luce dei dati censuari

Luca Calzola, Bruno Cantalini, Marianna Tosi

Gli assetti insediativi della popolazione italiana, com’è ben noto, si sono profondamente modificati nel periodo 1951-2011, soprattutto a causa degli intensi flussi migratori, sia interni che con l’estero, che hanno interessato secondo modalità diverse i vari livelli territoriali. Un e-book recentemente edito dall’Istat costituisce l’occasione per approfondire alcuni aspetti della distribuzione territoriale della popolazione, anche (continua...)

Struttura sociale e disuguaglianze: due consigli per l’Istat

Carlo Barone
foto di persone con struttura sociale diversa

Il rapporto 2017 affronta il tema della struttura sociale e delle disuguaglianze in Italia. E’ una scelta senz’altro opportuna in un paese dove le disparità socio-economiche sono molto marcate ma restano marginali nel dibattito pubblico e nell’agenda politica. Il rapporto è stato criticato duramente per il modo in cui l’Istat ha concettualizzato e misurato la (continua...)

Il futuro incerto della popolazione italiana

Marcantonio Caltabiano, Alessandro Rosina
popolazione italiana: pedoni che attraversano strada in varie direzioni

La popolazione italiana ha superato i 60 milioni di abitanti nel corso del 2013. Ha raggiunto quota 60 milioni e 800 mila circa al primo gennaio 2015. Poi non è più cresciuta. Secondo le previsioni con base 2011 (scenario centrale) avremmo dovuto essere oggi già oltre i 62 milioni. Tali previsioni erano, per la verità, (continua...)

Lo squilibrio dei sessi alla nascita nel contesto migratorio. Anche in Italia

Elena Ambrosetti, Livia Ortensi, Cinzia Castagnaro, Marina Attili
squilibrio dei sessi: gruppo di maschi

A partire dagli anni ’80, il rapporto di mascolinità alla nascita è cresciuto notevolmente in alcuni paesi, soprattutto asiatici, e ci si aspetta che rimanga significativamente più alto di quello teoricamente atteso almeno per i prossimi 30 anni, distanziandosi in maniera evidente da quella “costante demografica” per cui, in condizioni non perturbate, nascono mediamente circa (continua...)

Verso un approccio organico alla questione Rom

Andrea Stuppini, Enrico Di Pasquale, Chiara Tronchin

I numeri della presenza Rom in Italia. In realtà, quando si parla di comunità Rom, si fa riferimento a gruppi molto diversi tra loro per lingua, cultura e storia. Una distinzione più corretta, seppur non esaustiva è quella tra Rom, Sinti e Caminanti (RSC)¹. Considerando le difficoltà nel censimento di queste popolazioni, i dati più (continua...)

Come sopravvivere alla crisi: l’esempio dei peruviani in Spagna

Stefania Yapo

Dall’osservazione dei dati sui movimenti di entrata e uscita e sulle naturalizzazioni di cittadini peruviani in Spagna emerge una nuova prospettiva sulle opzioni a disposizione dei migranti per far fronte alla insicurezza lavorativa e personale sopraggiunta con la crisi del 2008. Occorre ricordare che il contratto di lavoro è elemento decisivo per garantire il soggiorno (continua...)

Sessant’anni dai trattati di Roma: cresce la sfiducia dei cittadini nella UE ma non tutto è perduto*

Carlo Trigilia

Per lungo tempo il rafforzamento delle istituzioni europee ha goduto di un ampio consenso. I cittadini dei vari paesi hanno visto nell’Europa una promessa di crescente benessere economico e sociale, e spesso anche uno stimolo alla modernizzazione e al miglioramento delle istituzioni nazionali. Certamente è stata questa l’esperienza dell’Italia. Nell’ultimo ventennio, però, e con un’accelerazione (continua...)

La prolungata permanenza nella casa dei genitori in Italia e in Europa. Cosa succede tra i figli di immigrati?

Giuseppe Gabrielli, Roberto Impicciatore

I figli degli immigrati in Europa continuano a crescere non solo in termini numerici, ma anche in termini anagrafici, dato che molti di loro stanno raggiungendo l’età adulta, completando gli studi, entrando nel mercato del lavoro e formando una propria famiglia. I loro comportamenti sociali e il loro processo di integrazione costituiscono elementi di primaria (continua...)

“Misto” Europa

Massimo Livi Bacci

Secondo le valutazioni delle Nazioni Unite, nell’ultimo quarto di secolo lo stock degli “stranieri”¹ (cioè delle persone nate in un paese diverso da quello di nascita) in Europa è cresciuto da 49 a 76 milioni, dal 6,8 al 10,3% della popolazione. Tra i grandi paesi dell’Europa occidentale, la Germania (15%), il Regno Unito e la (continua...)

Roma prima città italiana per presenza Musulmana

Fabrizio Ciocca

La Stima dei Musulmani Il numero complessivo dei residenti musulmani presenti nel Comune di Roma non è calcolabile in maniera precisa, tuttavia è possibile procedere con delle stime approssimative, partendo dalla percentuali ufficiali delle confessioni religiose nelle Nazioni di origine, metodo solitamente utilizzato dalla Caritas per il Dossier Statistico Annuale e dal Centro Studi e (continua...)

La nuova immigrazione degli italiani in germania

Domenico Gabrielli
Iralian in Germania

L’emigrazione italiana verso la Germania: ritorno al passato In Germania, a partire dal 2008, il numero di immigrati provenienti dall’Italia inizia ad aumentare fino a raggiungere nell’ultimo biennio un livello inferiore, ma comunque paragonabile, a quello della seconda metà degli anni ’70 del secolo scorso. Si interrompe quindi un lungo periodo di stabilità, iniziato dopo (continua...)

Globalizzazione e regionalizzazione dei flussi migratori

Catherine Wihtol de Wenden

Introduzione: un mondo sempre più in movimento È con l’avvio del XXI secolo che le migrazioni internazionali hanno assunto un rilievo senza precedenti. A differenza del passato, non sono più gli europei ad emigrare verso il resto del mondo – anzi l’Europa, in pieno declino demografico, è diventata una delle principali destinazioni migratorie -, ma (continua...)

Più integrazione, più matrimoni misti? L’impatto degli allargamenti ad Est dell’Unione Europea

Davide Azzolini, Raffaele Guetto
foto che mostra una coppia che si sposa. Matrimonio misto

Le unioni miste – ovvero le coppie in cui uno dei due partner è straniero e l’altro è nativo – sono in crescita in tutti i paesi occidentali. In Italia, dal 1995 al 2015 i matrimoni misti sono aumentati di circa il 180%, passando dal 3,7% al 9,1% sul totale dei matrimoni celebrati annualmente. Questa (continua...)

Sull’aumento del numero dei matrimoni in Italia

Franco Bonarini

In diversi paesi europei ci sono cambiamenti nella nuzialità che meritano attenzione. Alcuni riguardano anche l’Italia e la loro considerazione può essere utile anche per inquadrare l’aumento recente del numero dei matrimoni registrato in Italia nel 2015. Ancora rilevante il peso della struttura Nel 2015 in Italia si sono avuti complessivamente 4612 matrimoni in più (continua...)

Anche i papà contano! Nuovi modelli di paternità in Spagna

Teresa Martín-García
padre che gioca con figlia

Negli ultimi decenni, il nuovo ruolo sociale delle donne, l’espansione delle opportunità educative e il progressivo indebolimento della posizione degli uomini nel mercato del lavoro, aggravata dalla recente crisi economica, hanno avuto un forte impatto sulle traiettorie educative, occupazionali, coniugali e riproduttive degli uomini. In questo articolo, riflettiamo sulla transizione alla genitorialità e sui nuovi (continua...)

Ma Berlino è sempre stata dei giovani!

Edith Pichler

Seguendo il dibattito degli ultimi anni sulle nuove migrazioni italiane e su Berlino come una delle mete preferite dei giovani Italiani di oggi, sembra quasi implicita la considerazione opposta ovvero che nel passato fossero arrivati a Berlino “i vecchi”. Ma Berlino è sempre stata dei giovani (non solo anagraficamente) e ha sempre attratto persone che (continua...)

La stagnazione demografica del Mezzogiorno d’Italia

Massimiliano Crisci

Il Mezzogiorno ha rappresentato a lungo la ripartizione italiana più dinamica dal punto di vista demografico, distinguendosi per gli elevati livelli di fecondità e per una struttura della popolazione più giovane rispetto al resto del paese. Il Rapporto Svimez 2016 sull’economia del Mezzogiorno¹ evidenzia come negli ultimi anni le storiche difficoltà presenti nel contesto sociale (continua...)

L’autunno delle migrazioni

Massimo Livi Bacci

Un muro di un chilometro, pagato dalla Gran Bretagna, eretto su terra di Francia, impedirà ai disgraziati ospiti della Giungla di Calais di abbordare i camion che imboccano il tunnel sotto la Manica. Ecco un bell’esempio di cooperazione europea sul fronte delle migrazioni! L’impotenza dell’Europa di fronte alla questione migratoria – di impotenza politica, si (continua...)

Profughi

La Redazione

Il numero delle persone in fuga da guerre, conflitti e tirannie ha raggiunto, nel mondo, il suo massimo storico. Neodemos offre ai suoi lettori il nuovo ebook “Profughi” che raccoglie gli interventi più significativi pubblicati sulla questione dalla nostra testata. L’Europa non è “sotto assedio”: altre regioni del mondo ospitano comunità di profughi incomparabilmente più (continua...)

Cercando il Nord? Crisi, naturalizzazioni e mobilità in Spagna e in Italia

Claudia Finotelli, Maria Caterina La Barbera, Gabriel Echeverria

La crisi economica ha dato nuova linfa al dibattito su un possibile e crescente uso strumentale delle naturalizzazioni degli immigrati. Il recente aumento delle concessioni di cittadinanza in numerosi paesi europei, per esempio,  è stato interpretato come una strategia da parte dei migranti per stabilizzare la residenza e incrementare le proprie chances di mobilità in (continua...)

Naturalizzazioni: si, no, quando e perché? Italia e Spagna a confronto

Claudia Finotelli, Maria Caterina La Barbera, Gabriel Echeverria

Chi acquisisce la cittadinanza di un determinato paese e perché? Nei paesi dell’Europa del Sud, dove ormai l’immigrazione è un fenomeno consolidato, politici e accademici dedicano sempre maggiore attenzione a queste domande. Allo stesso modo, i governi si mostrano sempre più interessati ai meccanismi che favoriscono l’integrazione degli stranieri residenti sul proprio territorio e si (continua...)

Dal brexit all’Italexit?

Gian Carlo Blangiardo
brexit

Anziani (più) attivi Secondo gli analisti del dopo Brexit la presenza di oltre 11 milioni di ultrasessantacinquenni, pari al 24% dei circa 47 milioni di britannici chiamati al voto il 23 giugno, avrebbe decisamente influito sulla vittoria dei “leave” (continua...)

Brexit: la demografia, purtroppo, c’entra!

Massimo Livi Bacci

L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea ha, sicuramente, ragioni complesse, che gli analisti stanno valutando al microscopio. Ma partiamo dal macro, anziché dal micro: l’Europa non ha mai conquistato il cuore dei britannici, se non quello degli esteti, degli artisti e dei viaggiatori. Di Filippo II, Napoleone o Hitler non si hanno buoni ricordi; l’ingresso (continua...)

Le rotte di ingresso in Europa e la crisi europea dei rifugiati

Mattia Vitiello

La crisi dei rifugiati o, per meglio dire, la crisi europea nella gestione dei flussi di bisognosi di protezione internazionale, presenta essenzialmente due aspetti emergenti. Un primo aspetto è costituito dall’entità degli arrivi; il secondo è rappresentato dalle rotte usate per entrare nell’Unione europea. Queste ultime rappresentano un elemento fondamentale per il corretto funzionamento della (continua...)

Dimmi da dove vieni e ti dirò chi sei. Una lista comune di paesi di provenienza sicuri per uniformare il sistema europeo d’asilo

Enrico Di Pasquale

Le istituzioni dell’Unione Europea faticano a trovare risposte comuni all’ondata di profughi che ha raggiunto l’Europa negli ultimi anni. (continua...)

Le richieste di asilo nell’Unione Europa

Corrado Bonifazi, Angela Paparusso

Secondo i dati Eurostat, nel 2015, le persone che hanno chiesto asilo politico per la prima volta in uno dei 28 paesi dell’Unione Europea (UE) sono state 1.255.600 più del doppio (+123%) di quelle del 2014 (562.680). È il risultato di un trend crescente, che ha visto negli ultimi anni i valori passare dalle 153 (continua...)

Il Fondo Monetario, la Germania e la demografia

Massimo Livi Bacci

La Germania è stata, dall’inizio di questo secolo, la “powerhouse” d’Europa. Ha accresciuto produzione e produttività, ha resistito ai colpi della crisi, ha mantenuti i conti in ordine, ha dettato l’agenda economica europea. Ma la sua demografia è debole: secondo le ultime proiezioni delle Nazioni Unite, senza il sostegno dell’immigrazione, il paese perderebbe tra il (continua...)

Profughi e rifugiati come risorsa per comuni in declino demografico

Alessandro Cavalli

Di fronte ai fatti drammatici dell’esodo di profughi e migranti che premono ai confini d’Europa, l’opinione pubblica sembra dividersi tra i “buonisti”, che vogliono accoglierli tutti, e i “cattivisti” che vorrebbero lasciarli naufragare o fermarli con la forza. C’è un problema di emergenza, al quale ogni governo coinvolto cerca di far fronte tamponando le falle, (continua...)

Giovani che aiutano giovani: un progetto olandese

jacopo Vergoni

Per tornare a crescere non basta uscire dalla recessione, è necessario avviare un modello di sviluppo in grado di stimolare l’energia creativa delle nuove generazioni, rendendole produttrici di benessere. . Questo obiettivo è una priorità nazionale ed europea, e per raggiungerlo occorre mobilitare le risorse e le idee necessarie . Le politiche devono essere fatte (continua...)

Un compleanno importante: i 25 anni degli albanesi in Italia

Aferdite Shani

“Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” diceva Gesù per evitare di essere preso in fallo durante i suoi sermoni. In Italia però, quando si parla di immigrazione, si rischia sempre la confusione tra immigrato e criminale, i toni si fanno allarmistici e si riduce la possibilità di comprendere la complessità del (continua...)

Le nuove migrazioni in Europa e nel Mediterraneo

Raimondo Cagiano de Azevedo, Angela Paparusso
migrazioni

L’Europa e il Mediterraneo. L’Europa è sempre stata terra di migrazioni: come origine di flusso di espatrio e come destinazione di persone in cerca di miglior vita. Ed in essa il Mediterraneo è stato centro di molte fasi di civilizzazione proprio come area di movimento e di incrocio di popoli e di persone. In particolare, (continua...)

L’eccesso di mortalità del 2015: alcuni dati su cui riflettere

Marcantonio Caltabiano

Giancarlo Blangiardo ha presentato su questo sito il dato anomalo dei decessi avvenuti nell’anno che sta per chiudersi, 45.000 in più nei primi otto mesi del 2015. Il dato è stato ripreso dalla stampa nazionale e anche da alcuni esponenti politici, con interpretazioni a volte un po’ affrettate. Qui vorrei fornire ai lettori alcuni dati (continua...)

Un uso strumentale della ricerca demografica a Est?

Francesco Billari

I paesi dell’Europa Centrale e Orientale hanno sperimentato una vera e propria crisi demografica, cominciata con la caduta della Cortina di Ferro. La combinazione di bassissima fecondità ed emigrazione ha portato a tassi di crescita della popolazione negativi, che persistono per l’area nel suo insieme dagli anni ’90 del secolo scorso. Lituania (-1,6% annuo), Georgia, (continua...)

I numeri della presenza straniera nel Dossier Statistico Immigrazione 2015

Pietro Demurtas
Malcolm Chapman / Shutterstock.com

Il focus sui richiedenti asilo Un’attenzione particolare è riservata alle migrazioni forzate, che si stima abbiano raggiunto per la prima volta il numero di 80 milioni di migranti a livello mondiale, per due terzi costituiti da sfollati interni e per un terzo da richiedenti asilo. In Europa, nel corso del 2014, questi ultimi sono stati (continua...)

L’assedio dei profughi: prevenire è meglio che curare

Gian Carlo Blangiardo
profughi

Cronache e dati d’agosto Se è vero che il mese di agosto viene tradizionalmente associato all’immagine di masse di persone in movimento, anche quest’anno esso verrà ricordato per eventi legati alla mobilità. Ma più che descrivere un popolo di vacanzieri, felicemente in moto alla ricerca del sole o della quiete dei monti, le cronache dell’agosto (continua...)

Un Paese serio non può che fare così

Gianpiero Dalla Zuanna
paese

Il 17 giugno monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della fondazione Migrantes, della Conferenza episcopale italiana, ha dichiarato: “Il sistema di accoglienza italiano per richiedenti asilo, improvvisato, insufficiente, politicamente non condiviso, segnato da malaffare e da una burocrazia impagliata, ha portato a una mancanza di credibilità dell’Italia in Europa, e ha giustificato in qualche modo un (continua...)

Il benessere in età anziana è scritto nella storia di vita

Ilaria Rocco

Ognuno vorrebbe vivere il più a lungo possibile, godendosi la propria vita, i propri affetti e i frutti del proprio lavoro. Negli ultimi decenni le innovazioni tecnologiche e i progressi conseguiti in vari ambiti, da quello sanitario a quello socio-economico, hanno consentito l’allungamento della durata della vita media, che in Europa ha raggiunto i 78 (continua...)

Youth mortality in European countries: a comparative analysis

Elena Nikolayuk

In the 2nd half of the 20th century significant demographic changes occurred in the majority of European countries, especially in terms of mortality decline. Russia and other post-Soviet countries, however, followed a different path: a stagnation in the mid-60s, followed by a growth until 1981, and then again some progress (decline) in mid-80s, just before (continua...)

La comunità italiana e l´economia di Berlino

Federico Quadrelli

La comunità Italiana a Berlino continua a crescere. Secondo l’Amt für Statistik (Ufficio Statistico) di Berlino e Brandeburgo, dal 2011 alla fine del 2013 sono arrivate nella capitale tedesca 5.252 persone, il che ha portato a 22.693 il totale degli italiani ufficialmente registrati a Berlino. Il dato è però sottostimato, poiché comprende solo chi ha (continua...)

A territorial dimension for Europe 2020 strategy indicators

Elena Grimaccia, Rita Lima

The European Union has recently paid great attention to cohesion policy, with the aim of achieving a smart and inclusive growth in all the regions of Europe, and to overcome the effects of the ongoing financial crisis, in Italy and elsewhere. In June 2010, the European Council adopted the “Europe 2020 Strategy”, put forward by (continua...)

La Germania e l’Islam. Proteste e contro-proteste

Pasquale Episcopo

Tanta gente in piazza e per le strade non si vedeva dalla vittoria dei mondiali di calcio. Solo che stavolta non si è trattato di manifestazioni di giubilo, ma di protesta. A dare il via è stato, nell’autunno scorso, un nuovo movimento politico di nome Pegida che a poco a poco ha guadagnato molti consensi (continua...)

I minori stranieri non accompagnati in Italia e in Europa

Marco Accorinti

I percorsi migratori e le motivazioni che spingono i Minori Stranieri Non Accompagnati (MiSNA) verso l’Italia sono tra gli aspetti forse più complessi del fenomeno migratorio nel Paese. (continua...)

Cure transfrontaliere: tra Unione della salute e turismo sanitario

Caterina Francesca Guidi, Alessandro Petretto
feanceschi_Petretto_neodemos

La Direttiva n. 24 sull’assistenza sanitaria transfrontaliera, approvata dall’Unione Europea nel 2011, prevede che, con l’autorizzazione dello Stato di origine, il paziente possa recarsi in un altro Stato membro (continua...)

Il futuro delle popolazioni islamiche in Europa

Massimo Livi Bacci
islamiche

La crescita delle popolazioni euro-islamiche è protagonista di rilievo – ma mai ufficialmente riconosciuta – nel dibattito sulla natura dell’Europa, le sue radici culturali, la convivenza civile, l’allargamento ad oriente e alla Turchia. (continua...)

Migrazioni che cambiano

Gianpiero Dalla Zuanna, Emiliana Baldoni

Giovedì 17 aprile il Ministro degli Interni Angelino Alfano ha tenuto alla Camera un’informativa urgente “sull’ingente incremento del flusso di migranti e sulle misure che si intendono adottare”, duramente contestata dalla Lega Nord. Vale la pena richiamare alcuni passaggi chiave, che delineano un interessante cambiamento di prospettiva, quantomeno nell’ambito del Nuovo Centro Destra, ma anche (continua...)

Si fa presto a dire “Culturalmente simili”

Gustavo De Santis, Mauro Maltagliati, Silvana Salvini

Tendiamo spesso a formare gruppi di paesi sulla base di un qualche criterio, nostro o altrui, più o meno fondato: i paesi mediterranei, quelli est-europei, quelli musulmani, ricchi, con la famiglia forte, con welfare corporativo, ecc. Ma quanto sono affidabili queste tassonomie? E su cosa sono basate? I criteri prevalenti sono tre: geografici (di vicinanza), (continua...)

Ancora meno figli in tempo di crisi?*

Letizia Mencarini

Che cosa succede alla fecondità in tempo di crisi economica? La domanda è al centro di dibattiti nazionali [1] e internazionali [2], ma sono ancora pochi gli studi demografici che cercano di dare una risposta [3]. Sulle pagine di Demographic Research (la più popolare rivista scientifica on-line di studi demografici [4]), dopo un numero speciale (continua...)

Così bassa che più bassa non si può? La natalità della crisi

Potosì

Nel quinquennio 2008-12, la crisi economica mondiale ha profondamente toccato tutta l’Europa, sia pure con intensità, tempi e modalità diverse da paese a paese. Nel 2012, il PIL dei 17 paesi dell’area euro risultava contratto dell’1,1% rispetto al 2007, la disoccupazione cresciuta di diversi punti, la spesa pubblica tagliata, i consumi privati compressi. La crisi (continua...)

L’Italia e la Spagna sono così simili?

Teresa Martín-García

Italia e Spagna vengono accostate molto spesso per la condivisione del modello tradizionale di famiglia e per l’inerzia istituzionale tipica del sud d’Europa. Negli ultimi anni però molti osservatori hanno evidenziato un divario crescente tra i due paesi[1], con un’avanzata netta della Spagna: nei modelli di genere e nei valori di riferimento, negli sviluppi socio-politici (continua...)

11 miliardi sul pianeta e l’incerto destino dell’Africa

Alessandro Rosina

Le Nazioni Unite hanno pubblicato il 13 giugno scorso le nuove previsioni sulla popolazione mondiale (World Population Prospects: The 2012 Revision). L’aspetto che maggiormente ha colpito i media è la correzione al rialzo rispetto all’edizione precedente  (da 10,1 a 10,9 miliardi) del numero di abitanti del pianeta a fine secolo. Molti osservatori non esperti si (continua...)

Mobilità intra-europea: la UE a un bivio

Ferruccio Pastore

Due interessanti studi appena pubblicati dallo European Policy Centre (EPC) di Bruxelles (Making progress towards the completion of the Single European Labour Market e Intra-EU mobility: the ‘second building block’ of EU labour migration policy) forniscono l’occasione di tornare sul tema affrontato di recente da Ettore Recchi (Neodemos 20/05/2013  La libera circolazione e i suoi (continua...)

I giovani e la crisi

Elena Cottini, Agnese Vitali

 La crisi economica ha fatto sentire i suoi effetti in moltissimi paesi europei: il reddito familiare, il valore delle abitazioni e altre forme di ricchezza sono stati ridimensionati, mentre il tasso di disoccupazione è aumentato. Gli effetti della crisi si sentono soprattutto sui giovani Stando alle statistiche ufficiali fornite dall’OECD (2012), il tasso di disoccupazione (continua...)

La libera circolazione e i suoi nemici

Ettore Recchi

Le utopie a volte si realizzano, ma quando succede si finisce per darle per scontate. Questo destino ironico è toccato al risultato forse più significativo prodotto dall’integrazione europea: il diritto di spostarsi liberamente da uno stato all’altro, con le stesse prerogative dei cittadini del paese in cui si sceglie di risiedere. In un’immagine, l’abbattimento delle (continua...)

Cicli migratori sempre più precari e incerti

Davide Calenda

L’incertezza e la precarietà sono fattori sempre più pregnanti, se non costitutivi, della condizione materiale e psicologica del nostro tempo. Basandomi su interviste con oltre 2000 migranti di ritorno (persone che sono tornate nel paese di origine da massimo dieci anni e da almeno tre mesi al momento dell’intervista dopo essere stati migranti internazionali per (continua...)

Crisi economica europea e migrazione peruviana

Marta Avesani

La forte crisi economica che sta colpendo l’Europa e, in particolare, i Paesi dell’area meridionale, provoca visibili effetti negativi sul fenomeno migratorio peruviano. Le due mete preferite dai peruviani diretti verso l’Europa sono Spagna e Italia. Secondo l’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (OIM), i peruviani emigrati tra il 1990 e il 2007 hanno viaggiato per il (continua...)

Il futuro delle popolazioni islamiche in Europa

Massimo Livi Bacci

La crescita delle popolazioni euro-islamiche è protagonista di rilievo – ma mai ufficialmente riconosciuta – nel dibattito sulla natura dell’Europa, le sue radici culturali, la convivenza civile, l’allargamento ad oriente e alla Turchia. A falsare il dibattito c’è la diffusa convinzione che le popolazioni musulmane – nei paesi di origine, come in quelli di destinazione (continua...)

La coesione sociale in Europa

Gianmaria Bottoni

L’Italia e molti altri paesi europei stanno attraversando un periodo difficile: crisi economica e speculazione finanziaria stanno mettendo a dura prova la stabilità dei sistemi sociali. La situazione negativa del nostro Paese è confermata da una ricerca sugli Stati Membri dell’Ue volta a rilevare i livelli di coesione sociale in ciascun Paese europeo. Il concetto (continua...)

La Turchia primo paese d’Europa?

Massimo Livi Bacci

Per la Turchia, una maggiore integrazione con l’Europa è stata a lungo un’aspirazione. Un primo traguardo venne tagliato quando, nel 1999, fu riconosciuto ufficialmente lo status di “candidato” a membro della Unione Europea (1999); un secondo traguardo venne raggiunto nel 2005 con l’apertura delle negoziazioni per l’adesione. Queste però hanno proceduto con lentezza (solo 8 (continua...)

The decline of family size ideals and the Great Recession in Europe

Maria Rita Testa

The number of children individuals would like to have, or would have liked to have had, also known as personal ideal family size, has been stable in the EU-15 as a whole in the past decade (Figure 1). This is not surprising, given that childbearing ideals reflect preferences at cultural and normative level and do (continua...)

Clima sociale, soddisfazione di vita e fecondità

Maria Rita Testa

L’Europa è caratterizzata da un clima sociale piuttosto negativo. La maggior parte degli europei è pessimista riguardo alla situazione socio-economica attuale e alle prospettive future del proprio paese, mentre una percentuale di individui compresa tra il 60% e l’80% ravvisa un peggioramento nella situazione dell’occupazione, dell’economia, del costo di vita, dell’accesso alla casa e all’energia (continua...)

Cosa dicono i dati sulla “crisi dei suicidi”?

Vincenzo Scrutinio

L’Italia è, tra i paesi della zona Euro di più vecchia data, uno dei paesi con il più basso tasso di suicidi. In base ai dati Eurostat sui tassi di suicidio standardizzati per età, in modo da tener conto della struttura demografica, aumentando la comparabilità internazionale, il paese mostrava nel 2000 un tasso di suicidio (continua...)

I numeri del digital divide

Laura Zannella

L’Istat con l’indagine comunitaria sull’Uso delle nuove tecnologie e dell’informazione da parte delle famiglie e degli individui produce indicatori condivisi a livello europeo per valutare, monitorare e reindirizzare le politiche attuate dal governo in materia di ICT – Information and Communication Technology.  L’utilizzo delle nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione da parte degli individui e (continua...)

Progresso economico, politiche sociali e fecondità nei paesi ricchi

Olivier Thévenon

Si è tenuto recentemente, a Cascais, un Convegno internazionale intitolato “Nascere in Portogallo” voluto dal Presidente della Repubblica portoghese, Cavaco Silva, sul tema delle cause e delle conseguenze della bassa fecondità del paese, nel quadro della generale evoluzione demografica europea. Lo stesso Presidente Cavaco Silva ha assistito all’intero convegno, affermando la centralità del tema nel (continua...)

La Bulgaria e il trattato di Schengen

Massimo Livi Bacci

Nel prossimo autunno, Bulgaria e Romania dovrebbero entrare a far parte del sistema di libera circolazione disegnato dal Trattato di Schengen, superando le ultime resistenze di alcuni Paesi dell’Unione. Si tratta dei paesi a minor reddito dell’Unione, della quale fanno parte dall’inizio del 2007; si tratta anche di due paesi in grave regressione demografica. Secondo (continua...)

L’Europa si allarga, l’Europa si muove

Ettore Recchi

Un po’ in sordina, il 22 gennaio 2012 i cittadini croati hanno votato in larga maggioranza ‘sì’ al referendum per l’adesione del loro paese all’Unione Europea. Dal 2013, dunque, l’UE avrà 28 stati membri – quasi il doppio di quanti ne avesse appena dieci anni prima. L’allargamento ad Est rappresenta forse il tornante storico più (continua...)

Più apertura internazionale per gli studenti italiani (in attesa di un Erasmus universale)

Massimo Livi Bacci, Luciano Segreto

Nel 2009-10 gli studenti italiani fruitori di un Erasmus sono stati poco più di 21.000, quelli spagnoli diecimila in più. Appena uno studente universitario su 100 fa questa esperienza di studio all’estero, e la frequenza è doppia per gli studenti del nord rispetto a quelli del mezzogiorno  (tabella 1)1. Bastano questi pochi dati per capire (continua...)

“La grande recessione e la distribuzione dei redditi familiari” (*)

Stephen P. Jenkins, Andrea Brandolini, John Micklewright, Brian Nolan

La Grande Recessione seguita alla crisi finanziaria del 2007-08 è stata la prima grande contrazione economica su scala globale dalla seconda guerra mondiale. Come ha influenzato la distribuzione dei redditi familiari? Ha aumentato gli indici di disuguaglianza e povertà?       In genere, nelle fasi di forte contrazione dell’attività produttiva, la caduta dei redditi percepiti dagli individui (continua...)

Nonni in Europa

Elena Meroni

Qual è il contributo dei nonni all’organizzazione della vita delle famiglie con bambini? Qual è l’effetto del loro aiuto con i bambini sulle decisioni prese all’interno della famiglia? Essere aiutati dai nonni può essere così determinate nell’alleggerire i costi di avere un figlio (di tempo, fatica, risorse economiche), da incentivare la nascita di un altro figlio? (continua...)

Da ”hundreds of thousands” a “tens of thousands”: David Cameron e la recente immigrazione nel Regno Unito

Giancarlo Manzi

Quando i sondaggi vanno male pare diffondersi tra i leader della vecchia Europa la contagiosa abitudine di rifugiarsi nell’argomento (a forte impatto emotivo) della necessità di fermare l’invasione di immigrati: il ministro Roberto Maroni in Italia ha parlato recentemente di 2-300mila immigrati pronti a partire dalla Libia[1]; il ministro dell’interno francese Claude Guéant, mentre bloccava (continua...)

L’impatto demografico delle immigrazioni e del ciclo economico: il caso della Catalogna

Massimiliano Crisci

A partire dal 2008, le difficoltà in cui versa l’economia spagnola hanno ridotto la capacità del mercato del lavoro di offrire occupazione e mutato in senso restrittivo la politica migratoria nazionale. In Catalogna, gli effetti della crisi si sono fatti sentire sui flussi migratori internazionali con una forte contrazione degli ingressi e un incremento delle (continua...)

L’opinione pubblica e l’immigrazione nei grandi Paesi occidentali

La Redazione

E’ pericoloso governare facendosi trascinare dall’opinione pubblica e dai suoi mutamenti d’umore. Ma è altrettanto pericoloso non tenerne conto, come se l’opinione dei governati fosse irrilevante. L’arte d’individuare il difficile punto di equilibrio è rara, soprattutto in tema di migrazioni – uno dei fenomeni sociali che più agita il clima politico e sociale dei paesi  (continua...)

Spagnoli che sposano stranieri (*)

Joana Serret Sanahuja, Antonio López, Albert Esteve

Negli ultimi 11 anni, la popolazione straniera in Spagna è aumentata costantemente fino a superare i 5 milioni di persone. In base ai dati forniti dal Padrón Municipal (corrispondente all’anagrafe in Italia), al 1° gennaio 1998, il numero complessivo dei cittadini residenti di nazionalità straniera  ammontava a 637 mila. Nel 2009, gli stranieri erano oltre (continua...)

Catalogna mon amour

Corrado Bonifazi

La Catalogna entra spesso nel dibattito politico italiano come esempio di regione che, grazie all’ampia autonomia politico-amministrativa, riesce ad affrontare nel modo migliore le sfide della modernità. La Catalogna è anche un buon esempio di come nei periodi di forte crescita economica le migrazioni siano una risorsa indispensabile per garantire lo sviluppo di regioni storicamente (continua...)

Il Nord Africa, l’Europa e la questione dell’asilo

La Redazione

Nelle ultime settimane, il Nord Africa sta vivendo un risveglio politico che ha già determinato la caduta dei Presidenti di Tunisia e Egitto, Ben Ali e Mubarak . L’Algeria vive un periodo di tensione, e l’onda della protesta contro i regimi al potere non sembra arrestarsi. I paesi del Maghreb, Libia, Egitto e Sudan, contano (continua...)

A natale anche albanesi e bosniaci potranno entrare nel “tempio europeo”

Aferdite Shani

Il 7 ottobre 2010, il Parlamento europeo ha approvato la proposta di abolizione, per i cittadini albanesi e bosniaci, dei visti d’ingresso nell’area Schengen,  ossia tutti i paesi dell’Unione Europea – (escluse Irlanda e Regno Unito, e i tre Stati Schengen con trattato non ancora in vigore: Cipro, Romania e Bulgaria) più Islanda, Norvegia e (continua...)

FRONTEX e le frontiere dell’Europa

Potosì

Peregrinando per il mondo, si ha modo e tempo per riflettere sul significato dei confini tra Stati. Questi – frutto dell’emergere degli stati nazionali in epoca moderna – segnalano e rivestono due significati. Il primo, immateriale, è connesso all’identità di ogni entità statuale. Il confine di stato la definisce e la rafforza, culturalmente, politicamente, economicamente. (continua...)

‘La festa è finita’: gli effetti della crisi economica sull’immigrazione in Spagna

Claudia Finotelli

La crisi economica ha messo la parola fine al miracolo economico spagnolo. E non stiamo solo parlando della crisi finanziaria globale, ma anche di una crisi parallela, tutta spagnola, causata dall’esplosione della bolla immobiliare e dal crollo del settore edilizio. Come anticipava The Economist in un articolo piuttosto provocatorio del 2008, in Spagna è davvero (continua...)

Quanti sono gli immigrati irregolari in Europa?

Francesco Fasani

Nella primavera del 2009 un gruppo di ricercatori della London School of Economics ha pubblicato una stima della presenza di immigrati irregolari nel Regno Unito, valutandoli in circa 600 mila unità.[1] Intervistato al riguardo da un giornalista della BBC, l’allora ministro dell’immigrazione Phil Woolas rispose che, da sempre, ai ministri dell’immigrazione viene posta la domanda (continua...)

Dalla caduta del Muro alla crisi economica, le ragioni della crescita delle migrazioni internazionali

Corrado Bonifazi

La crescita delle migrazioni Il forte aumento della mobilità internazionale registrato negli ultimi venti anni è il risultato di processi diversi, ma convergenti nei risultati, che hanno determinato, da un lato, un aumento della spinta ad emigrare in molte aree del mondo e, dall’altro, una più sostenuta domanda di lavoratori stranieri nei paesi d’arrivo. Tra (continua...)

L’esercito immobile (*)

Alessandro Rosina, Daniela Del Boca

I dati dell’ultimo Rapporto Annuale dell’Istat confermano il quadro a tinte fosche della condizione dei giovani nel nostro paese. Si sta cronicizzando, in particolare, la loro dipendenza dalla famiglia di origine.   Dipendenti loro malgrado Alla fine degli anni Settanta c’era un’ampia omogeneità tra i paesi Europei e gli Stati Uniti nei tempi di transizione (continua...)

La legislazione sulla “mutilazione genitale femminile” in Europa

Maria Caterina La Barbera, Clara Cortina

In Europa cresce l’attenzione nei confronti degli interventi rituali sui genitali femminili (La Barbera, 2009), conosciuti come “mutilazione genitale femminile”. Anche il Parlamento Europeo si è recentemente pronunciato sul tema con le risoluzioni 2001/2035 e 2008/2071 come risposta alla immigrazione africana in Europa. Tuttavia, come si può vedere nella tabella 1, numericamente il flusso migratorio (continua...)

L’immigrazione irregolare in Spagna: fra politiche di controllo e crisi economica. Uno sguardo ai numeri.

Gabriel Echeverria

L’irregolarità è un fenomeno strutturale e cronico nel panorama dell’immigrazione in Spagna, per quattro ragioni principali: l’importante domanda di mano d’opera straniera poco qualificata; la rilevanza dell’economia sommersa, una delle maggiori in Europa; la ristrettezza della “porta principale” d’ingresso dei migranti (quella legale), e, infine, le difficoltà di controllo dei flussi e degli stock di (continua...)

Il contributo delle donne immigrate alla fecondità in Italia e in Spagna

Marija Mamolo, Raffaele Ferrara

Il crescente peso demografico degli stranieri In Italia e in Spagna la popolazione di nazionalità straniera ha assunto ormai un peso rilevante rispetto al totale (quasi il 10% in Spagna, quasi il 7% in Italia se si considera anche la componente non residente) e inizia a contribuire in modo evidente alla dinamica demografica interna. Poiché (continua...)

Vivere qua, investire qua e là: progetti migratori e rimesse

Eralba Cela

Oggi circa il 25% della popolazione albanese vive all’estero, prevalentemente in Grecia e Italia[1]. In Italia, gli albanesi costituiscono la seconda comunità straniera dopo quella rumena con oltre 440 mila residenti[2]. Dopo 19 anni di emigrazioni dall’Albania, una domanda sorge spontanea: gli emigrati sono una risorsa strategica per lo sviluppo socio economico del paese di (continua...)

Così lontani, così vicini

Valeria Bordone

Si è molto parlato di quanto Nord e Sud Europa abbiano, nel tempo, sviluppato diversi comportamenti a livello di dinamiche familiari e relazioni intergenerazionali. L´idea generale, confermata da numerose analisi quantitative [1], è quella di un´area mediterranea caratterizzata da figli che escono tardi dalla casa dei genitori e che con questi mantengono comunque un forte (continua...)

La popolazione straniera nell’UE-15 post- allargamenti

Valentina Tocchioni

L’ingresso dei dieci stati nell’Unione Europea il 1° maggio 2004 e di Bulgaria e Romania il 1° gennaio 2007 apre il dibattito sull’opportunità di instaurare un regime transitorio di limitazione della libertà di circolazione dei lavoratori provenienti da tali stati. Il fine di tale provvedimento è quello di scongiurare una possibile destabilizzazione dei mercati del (continua...)

Italiani bamboccioni: fino a quando?

Francesco Cottone, Elisabetta Santarelli

Sicuramente tutti ricordano la famosa definizione che l’ex ministro dell’Economia Padoa Schioppa diede nel 2007 dei giovani Italiani, in occasione della presentazione della Legge Finanziaria per il 2008. “Mandiamo i bamboccioni fuori di casa”, disse con un misto di ironia e di brutalità, riferendosi alla norma che, prevedendo agevolazioni sugli affitti per i giovani under (continua...)

La politica migratoria “a punti” del Regno Unito

anonimo

Il dibattito sull’immigrazione è sequestrato dalla polemica politica, e dall’uso strumentale che se ne fa. Eppure tutti sanno che il fenomeno migratorio è componente strutturale della società italiana e che, nei prossimi decenni, passata la crisi attuale, il paese continuerà a ricevere consistenti flussi di immigrazione. Pochi però si pongono una domanda cruciale: quale modello (continua...)

Malta: l’approdo sbagliato

Massimo Livi Bacci

Oltre 10.000 migranti sono sbarcati irregolarmente sull’isola di Malta nel quinquennio 2004-2008. Si tratta di una cifra enorme se commisurata alla popolazione dell’isola (poco più di 400.000 abitanti): è come se in Italia, nello stesso periodo, di sbarchi irregolari (a Lampedusa o sulle coste della Sicilia, o altrove) ne fossero avvenuti un milione e mezzo, (continua...)

Relazioni pericolose

Massimo Livi Bacci

L’organizzazione Fortress Europe[1] tiene, da anni, la triste contabilità delle perdite umane di immigrati irregolari avvenute durante il transito verso l’Europa. Sono, per lo più, vittime di naufragi nelle rotte mediterranee ed atlantiche; in oltre un terzo dei casi si tratta di dispersi, i cui corpi non sono stati recuperati ed hanno trovato sepoltura in (continua...)

Le donne vivono più a lungo, ma gli uomini stanno meglio

Daniele Vignoli, Daniele Spizzichino

Le malattie croniche e la disabilità presentano prevalenze più alte per le età più avanzate, cosicché una maggiore speranza di vita non per forza indica un maggiore numero di anni vissuti in buone condizioni di salute. La speranza di vita libera da disabilità misura il numero di anni che una persona può aspettarsi di vivere (continua...)

Dall’Italia all’Albania, a rimessa

Aferdite Shani

Le rimesse degli emigrati hanno sempre avuto una notevole importanza economica. Per l’Italia, tale flusso ha cambiato di segno nel corso della storia: dai molti trasferimenti in entrata siamo ormai passati ai molti trasferimenti in uscita (v. anche Chiuri, Coniglio e Ferri, Immigrazione, rimesse e sviluppo). Emblematico, a questo proposito, è il caso degli immigrati (continua...)

Le seconde generazioni e la crisi del modello assimilazionista francese

Anna Di Bartolomeo

Recentemente, in Francia, diversi elementi hanno portato a riconsiderare il presupposto del modello assimilazionista, secondo cui la popolazione immigrata sarebbe diventata francese a tutti gli effetti – e perciò integrata – col passare di una sola generazione. Un importante campanello di allarme è stato l’emersione di un manifesto malessere sociale che ha avuto la sua (continua...)

Chi sono e quanti sono i rom e i nomadi in europa?

Antonio Cappiello

La conoscenza dei Rom, della cultura nomade e la quantizzazione e localizzazione della loro presenza è di fondamentale importanza per poter pianificare politiche sociali tese alla protezione delle minoranze, al superamento dell’intolleranza e alla prevenzione dell’esclusione sociale.  Chi sono i Rom e i nomadi? Nel corso della storia, le uniche fonti scritte sui Rom sono state (continua...)

L’Unione Europea: se 27 vi sembran pochi…

Massimo Livi Bacci

Una parte rilevante dell’opinione pubblica è poco generosa verso l’Unione Europea, considerata lontana dai cittadini, con eccessive bardature burocratiche e troppo intrusiva dell’autonomia degli stati. Eppure basterebbe rivolgere lo sguardo all’Europa dilaniata, devastata, distrutta dal tremendo conflitto mondiale per essere riconoscenti al miracolo straordinario sotto i nostri occhi: 27 paesi – dall’Atlantico al Mar Nero, (continua...)

Bebè e politiche per la famiglia: la Francia in testa alla classifica della “vecchia” europa

Alessandra Cicali

Con 801.000 nuovi nati sul continente e 33.000 nei dipartimenti d’oltremare, la Francia ha superato, nel 2008, la soglia dei due figli per donna: il più alto tasso di fecondità registrato dal 1981 (Insee – Institut National de la Statistique et des Études Économiques ).   La Francia guida il gruppo … Da tempo i (continua...)

Le migrazioni in Europa, cosa cambia e cosa no

Anna Di Bartolomeo

Un recente rapporto pubblicato da Eurostat (1) permette di ricostruire l’andamento dei movimenti migratori nel contesto dell’Europa a 27 membri e delineare il profilo dell’immigrazione sia di provenienza comunitaria che extracomunitaria.[1] Nel periodo 2002-2006, le migrazioni interne all’Unione hanno subito un forte incremento a fronte, invece, di una lenta crescita dei flussi provenienti da paesi (continua...)

l’Europa taglia il traguardo di mezzo miliardo

La Redazione

Eurostat ha comunicato, con qualche ufficialità, che l’Unione Europea ha raggiunto, in cifra tonda, il mezzo miliardo di abitanti all’inizio del 2009. Questa cifra sarebbe già stata superata da qualche anno se venissero contabilizzati gli svariati milioni di abitanti irregolari; ne saremmo invece ancora lontani se si contassero solo i cittadini dei 27 paesi. Durante (continua...)

La mano destra e la mano sinistra dello Stato (ovvero: spese militari e spese per l’istruzione)

Giorgio Tassinari

La legge finanziaria per il 2009, nota come legge 133/08, si pone obiettivi ambiziosi in termini di riduzione della spesa pubblica, finalizzati soprattutto a ridurre progressivamente sia il rapporto tra il deficit del settore pubblico e il prodotto interno lordo (il famoso parametro di Maastricht, che deve stare assolutamente al di sotto del 3%), sia (continua...)

Popolazione temporaneamente superflua?

Ferruccio Pastore

Che una crisi economica colpisca anche l’immigrazione economica è lapalissiano e la storia ne fornisce abbondanti conferme. Nell’America della Grande Depressione, furono centinaia di migliaia – due milioni, secondo alcune stime – i messicani deportati nel quadro della campagna chiamata Mexican Reparation, lanciata dal presidente Hoover. Il più grande paese di immigrazione nell’Europa dell’epoca, la (continua...)

Un’Italia sempre più straniera e con sempre più rumeni

Corrado Bonifazi

I risultati definitivi della rilevazione dell’Istat sulla popolazione straniera residente[1] hanno sostanzialmente confermato le anticipazioni contenute nel Rapporto annuale dell’Istituto di Statistica[2], pubblicato prima dell’estate. Nel corso del 2007 gli stranieri regolarmente residenti sono aumentati di quasi 494 mila unità, portando il totale a 3,4 milioni pari al 5,8% dell’intera popolazione del paese. In termini (continua...)

E se per aumentare i tassi d’occupazione qualcuno dovesse lavorare meno?

Luciano Abburrà

Da anni non vi è occasione di dibattito o di proposta in cui non vengano richiamati gli “obiettivi di Lisbona” come un vincolo da rispettare e una meta condivisa da raggiungere per le politiche del lavoro di tutti i paesi europei. Come è ben noto, si tratta di target comuni accettati dai paesi partecipanti al (continua...)

La demografia debole del gigante russo

Massimo Livi Bacci

I fatti della Georgia – lo scontro tra un nano e un gigante quaranta volte più popoloso – hanno riportato all’attualità qualcosa che si tende a dimenticare: la frammentazione dell’Unione Sovietica genera ancora pericolosi ed inquietanti conflitti. La Federazione Russa è emersa dall’amputazione di quasi 100 dei 250 milioni di abitanti dell’URSS, distribuiti in 13 (continua...)

Età ideale e effettiva nella transizione allo stato adulto in Europa

Teresa Martín-García, Teresa Castro Martin

La ricerca demografica e sociale si è occupata molto del ritardo nella transizione allo stato adulto e della drastica caduta della natalità negli ultimi decenni nei paesi sviluppati. Poco studiate sono invece le differenze tra i paesi in termini di età ideale e di età effettiva, relativamente alla convivenza, al matrimonio e alla maternità. A (continua...)

”No babies?” Il New York Times parla di noi italiani

Letizia Mencarini

All’inizio dell’estate, nella versione Magazine domenicale del New York Times, è uscito un lunghissimo articolo – ripreso in versione breve anche dall’Herald Tribune e tradotto su Internazionale di questa settimana – sulla bassa fecondità e sul declino della popolazione in Italia e in Europa. Il giornalista, Russell Shorto, intervistando moltissime persone – studiosi, politici, ma (continua...)

I desideri di fecondità in Francia e Italia…figlio unico o famiglia numerosa?

Daniele Vignoli, Arnaud Régnier-Loilier

L’Italia è il paese industrializzato con il più basso numero medio di figli per donna al mondo (poco più di 1,3), mentre la vicina Francia annuncia il record europeo della fecondità, con un numero medio di figli per donna di 2,07. Ed è proprio tale diversità che porta a domandarsi se anche i desideri legati (continua...)

Ancora su nonni e nipoti

Chiara Saraceno

Nonni e nipoti in Italia vivono più vicini e si vedono più spesso E’ vero che in Italia pressoché ogni bambino che nasce ha almeno ancora un nonno vivente e quasi il 50% li ha tutti e quattro fino al compimento del quarto anno di età (v. anche Massimo Livi Bacci, Il Welfare Fai-da-te e (continua...)

Assegni familiari per i poligami inglesi

Antonio Cappiello

La Gran Bretagna, in seguito a un lungo processo di revisione del meccanismo dei sussidi familiari, ha concesso agli uomini poligami la possibilità di percepire “extra welfare benefits”, cioè assegni familiari supplementari, corrispondenti al numero di mogli con cui essi hanno contratto matrimonio. La seconda moglie "vale" 43 Euro a settimana Sebbene la Gran Bretagna (continua...)

Con chi vivranno, domani, gli anziani non autosufficienti? (*)

Joëlle Gaymu

Entro il 2030, ovunque in Europa aumenterà sensibilmente la popolazione di 75 anni o più. Benché la maggior parte delle persone invecchi in buona salute, il rischio di dipendenza fisica e psicologica cresce con l’età e diviene particolarmente elevato dopo i 75 anni. Quando la condizione di dipendenza si manifesta, diventa indispensabile poter contare su (continua...)

Matrimoni misti in salsa francese

Alessandro Rosina

L’attenzione verso i matrimoni misti è cresciuta molto nel mondo occidentale, soprattutto a partire dagli anni Novanta. In Francia, ad esempio, nessuna ricerca statistica era stata prodotta sul fenomeno prima di una specifica indagine Ined-Insee condotta nel 1992. A differenza di Gran Bretagna e Stati Uniti, dove gli “intermarriage” si riferiscono alle coppie formate da (continua...)

Gli ingredienti del sorpasso:Immigrazione e crescita economica in Spagna(*)

Claudia Finotelli

Alla fine del 2007 la notizia del “sorpasso spagnolo” occupava le maggiori testate italiane. E a ragione: dati alla mano, la Spagna dall’inizio del nuovo secolo è cresciuta tre volte più dell’Italia. Molto si è scritto sulla crescita del reddito pro capite, sull’agilità del sistema produttivo, sulle quote di giovani universitari e donne lavoratrici aldilà (continua...)

L’Italia nella spirale del “degiovanimento” (*)

Alessandro Rosina

Pochi giovani e poco valorizzatiQuando in una popolazione aumenta il peso delle nuove generazioni si parla di “ringiovanimento”. Nel caso di un processo opposto, nel quale la consistenza delle nuove generazioni si riduce, si parla di “invecchiamento”. Tale termine però porta a concentrare più l’attenzione sulla crescita della popolazione anziana e sulle sue implicazioni, e (continua...)

La politica migratoria dell’Irlanda “globalizzata”. Tra esigenze del mercato del lavoro e protezione del welfare state

Massimiliano Crisci

Il rapido sviluppo economico del paese ha avuto un considerevole impatto sulla popolazione irlandese che, pur non raggiungendo ancora i quattro milioni e mezzo di abitanti, è aumentata di ben 700mila unità nell’arco dell’ultimo decennio[1]. Il segreto dell’intensa crescita della “tigre celtica” – il cui Pil dal 1998 a oggi è aumentato in media del (continua...)

Kosovo: l’importanza di contarsi (tutti)

Donatella Zindato

Pari, nel 1991, a 1.96 milioni persone, i residenti in Kosovo hanno raggiunto quota 2.13 milioni all’inizio del 2008, quando la regione ha proclamato la sua indipendenza dalla Serbia[1]. La percentuale di popolazione albanese, valutabile nel 1991 tra l’82% (stima di Belgrado) e il 90% (stime di esperti albanesi), sarebbe ulteriormente cresciuta, anche per effetto (continua...)

Piccole patrie, grandi problemi

Corrado Bonifazi

La questione balcanica: un problema ancora attuale La dichiarazione di indipendenza del Kosovo del febbraio 2008 ha drammaticamente riportato all’attenzione della pubblica opinione internazionale i Balcani, ricordando ai molti distratti che la questione balcanica è tutt’altro che risolta. Purtroppo, una buona parte di questo pezzo d’Europa, posto a poche ore di navigazione dalle nostre coste (continua...)

Gli Ultimi Nomadi

Massimo Livi Bacci

Un orrendo delitto – come quello consumato nell’immediata periferia della capitale da un giovane Rom nello scorso novembre – sicuramente sconvolge le coscienze. Ma non dovrebbe, come invece è avvenuto, spingere a frettolosi provvedimenti legislativi. Ed infatti, il decreto legge sulla sicurezza (rivolto ai cittadini comunitari) immediatamente varato dal Governo, con alcune formulazioni imprecise, è (continua...)

La bassa fecondità italiana

Antonio Santini

Insieme a Spagna e Germania, l’Italia è il paese sviluppato con il più basso numero medio di figli per donna, poco più di 1,3. Insieme ai paesi dell’Europa dell’Est (con storie e vicende del tutto specifiche e singolari), sono tutte le nazioni mediterranee, insieme alla Germania, a soffrire di questa straordinaria e, a medio-lungo termine, (continua...)

La famiglia in disordine: il modello francese

Veronic Algeri

L’Europa si ritrova ormai con un livello di fecondità molto basso (1,5 figli per donna, e ancor meno nei paesi meridionali), e s’interroga sulla crisi della famiglia, sulla discriminazione delle donne nel mondo del lavoro e sull’eventuale riconoscimento delle coppie di fatto. La Francia, invece, col tipico “orgoglio” transalpino, annuncia sulla stampa nazionale il picco (continua...)

Invecchiamento o svecchiamento? Una nuova “visione demografica”

Giorgia Capacci

Il 20° secolo, e anche l’inizio del 21° secolo, sono stati caratterizzati da profondi mutamenti demografici nei paesi europei. La principale differenza è forse questa: in passato, le popolazioni si caratterizzavano per flussi elevati di nascite e morti, che determinavano, tra le altre conseguenze, una struttura per età giovane, o molto giovane. Nel corso del (continua...)

Il ritorno della famiglia tradizionale in Albania (*)

Ermira Danaj, Patrick Festy

Dopo la caduta del comunismo, la società albanese ha dovuto fronteggiare gli sconvolgimenti provocati dall’improvvisa apertura del paese al resto del mondo e dalla scomparsa dell’economia pianificata, mentre l’economia di mercato, che avrebbe dovuto prenderne il posto stenta a decollare. Tra il 1989 e il 2001 si sono persi molti posti di lavoro (da 1 (continua...)

La demografia debole della Romania

Massimo Livi Bacci

Con 21,7 milioni di abitanti, la Romania si pone al sesto posto tra i 27 paesi dell’Unione Europea (tra la Polonia con 38 milioni e l’Olanda con 16). La natalità è attualmente bassissima (TFT pari a 1,29 figli per donna nel 2004, inferiore a quella italiana) ed ha una storia da “manuale”. La Romania nel (continua...)

La distanza tra le rive del Mediterraneo

Daniele Vignoli

Il sorpassoAttorno al 1950, nei paesi della riva Nord (Grecia, Italia, Francia, Spagna e Portogallo) vivevano circa 133 milioni di abitanti. Nelle rive Sud e Est (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Siria e Turchia), invece, abitavano circa 74 milioni di persone. Ma la situazione sta rapidamente mutando. Le rive Sud e Est, (continua...)

Le migrazioni di qualità

Corrado Bonifazi

Gli spostamenti di personale qualificato e quelli per motivi di studio stanno diventando sempre più importanti nella scena migratoria internazionale. E’ evidente che, in un mondo in cui crescono velocemente competizione e integrazione, poter disporre attraverso l’immigrazione di risorse umane qualificate può rivelarsi un’arma vincente per aumentare o mantenere le proprie quote di mercato. Nel (continua...)

70 milioni di francesi nel 2050?

Francesco Billari

La Francia avrà 70 milioni di abitanti nel 2050, se le attuali tendenze demografiche continueranno. Questo lo scenario centrale delineato dall’INSEE (l’istituto centrale di statistica francese) per l’evoluzione della popolazione transalpina nei decenni a venire. Si tratta di un aumento di 9,3 milioni rispetto al dato disponibile per il 2005. Malgrado questo aumento, anche in (continua...)

Attesa per i risultati del censimento irlandese

Stefano Molina

I riflettori sono puntati sull’Irlanda. Non paga di aver superato l’Inghilterra – nel 1998 – in termini di Pil pro capite a parità di potere d’acquisto, continua a crescere a ritmi vertiginosi. Superate di slancio anche Olanda, Austria e Danimarca, la “tigre celtica” produce oggi un Pil pro capite del 40% superiore alla media europea (continua...)

Sofia ama i bambini

Stefano Molina

All’inizio di agosto 2006, il parlamento bulgaro ha approvato una serie di misure con l’esplicito intento di favorire una ripresa della natalità. I permessi di maternità (al 90% dello stipendio) sono stati estesi dai precedenti 135 agli attuali 315 giorni. Inoltre, fino al compimento del secondo anno di vita del bambino è previsto un consistente (continua...)