Il crollo dell’URSS, la crisi economica e il default, il degrado sociale e l’alta incidenza dell’alcolismo furono cause del fortissimo aumento della mortalità negli anni’90 e nei primi anni del nuovo secolo. Successivamente la situazione è rapidamente migliorata fino al disastro del Covid e la guerra contro l’Ucraina. Ma l’oscuramento dei dati, conclude l’esperto anonimo intervistato da Meduza, non permetterà di valutare l’entità della nuova crisi della sopravvivenza.
Premessa
Il sito russo di analisi Meduza, messo al bando dal regime e rifugiato all’estero, ha dato risalto alla soppressione, da parte delle autorità, della pubblicazione di dati di grande importanza per comprendere le vicende demografiche del paese. Pubblichiamo la seconda parte della lunga intervista che sotto condizione di stretto anonimato, un esperto ha concesso al gruppo di giornalisti indipendenti “Bereg” e pubblicato da Meduza1. La mancata pubblicazione di dati dettagliati relativi alla mortalità non permette di stimare –come avvenuto per il 2022 e i 2023, l’eccesso di mortalità dovuto a cause belliche, e di confermare in modo indipendente i calcoli dei giornalisti basati sul Registro delle Eredità. Ora, tali calcoli saranno impossibili, così come molti altri studi basati su statistiche ufficiali2.
Qual è la cosa più importante da capire sulla mortalità?
In questo caso, è meglio usare il termine “aspettativa di vita”: si tratta di un indicatore che sintetizza la mortalità in un singolo numero e tiene conto della struttura per età della popolazione. Il numero assoluto di decessi può essere fuorviante, poiché dipende dalla consistenza numerica delle diverse coorti di età, il che impedisce di confrontare Paesi “giovani” e “anziani”, come Russia e Nigeria. Ma il calcolo dell’aspettativa di vita alla nascita consente di confrontare correttamente i livelli, sia di un singolo paese nel tempo, o tra paesi diversi.
A grandi linee, il quadro è il seguente. Dagli anni ’60, tutti i paesi socialisti in Europa hanno registrato un declino o, nella migliore delle ipotesi, una stagnazione dell’aspettativa di vita, che equivale a un aumento o a una stagnazione della mortalità. Le regioni orientali della RSFSR sono sempre state le più colpite, con tassi di mortalità più elevati. Dal 1964 al 1980, l’aspettativa di vita in URSS è diminuita di 2,5 anni (Figura 1). Si trattava di un fenomeno senza precedenti: a quel tempo, guerre escluse, l’aspettativa di vita non era mai diminuita così drasticamente in nessuna parte del mondo. Si trattava di una crisi del modello socialista sovietico di assistenza sanitaria e sociale, avvertita in modo particolarmente forte dagli uomini.

I disastri dell’alcol
Con l’avvento di Gorbaciov, la vigorosa campagna anti-alcol ebbe effetti positivi e i tassi di mortalità crollarono. Durante il primo anno completo della campagna, il Paese evitò tra 200.000 e 270.000 decessi previsti, a seconda di come si contano. In cinque anni, si contarono un milione di decessi in meno rispetto alle previsioni. L’aspettativa di vita aumentò rapidamente di 2,5 anni per l’intera popolazione e di 3,5 anni per gli uomini. Poi il blocco socialista crollò e la campagna anti-alcol finì, il mercato venne inondato di alcolici “Royal” a basso costo, per non parlare del degrado della sfera sociale, dell’aumento della criminalità, della disoccupazione e della povertà. Il risultato fu un’aspettativa di vita catastrofica per gli uomini, paragonabile a quella dell’Africa. Nel 1994, la speranza di vita degli uomini era discesa a 58 anni. I ricercatori hanno dimostrato che in Russia esiste una certa quota di forti bevitori – il 10-15% di tutti gli uomini di mezza età – che contribuiscono alla metà circa dei decessi in quelle stesse età. E a seconda delle politiche sull’alcol, questa quota aumenta o diminuisce. È una specie di tumore che, quando la vodka è economica, risucchia le persone e cresce, ma quando è costosa, si riduce e la mortalità diminuisce.
Poi sono iniziate le fluttuazioni. Dal 1995 al 1998, prima del default, c’è stata una ripresa che non ha nemmeno raggiunto i livelli del 1991 o del 1992. E poi il default. E dopo il default, un altro crollo nel 1999 e una stagnazione ai minimi storici nel 2002-2005.
Nel 2006 è iniziata l’implementazione dell’EGAIS, (il Sistema Informativo Statale Unificato per il Monitoraggio della Circolazione di Alcol Etilico e Bevande Alcoliche) Nel primo anno di implementazione, problemi tecnici e organizzativi hanno portato a una significativa carenza di alcolici legali sugli scaffali, con 170.000 decessi in meno nello stesso anno, mentre l’aspettativa di vita degli uomini è aumentata di oltre un anno.
Dal 2006 fino all’arrivo del COVID nel 2020, abbiamo vissuto un periodo ottimo, forse il migliore nella storia del Paese, di aumento dell’aspettativa di vita e calo della mortalità. È stato un periodo molto stabile, rapido e significativo. Per gli uomini, l’aspettativa di vita è aumentata da circa 59 a 68 anni, un aumento di nove anni in soli 13 anni di calendario. Semplicemente straordinario. Ci sono state brevi pause: l’ondata di caldo del 2010, il conflitto nel Donbass. Ma tutto questo è passato quasi inosservato, e per il resto, è stato tutto un progresso continuo.
Poi è arrivato il COVID, che abbiamo gestito in modo disastroso, o meglio, non siamo riusciti a gestire; siamo tra i primi 10 Paesi per eccesso di mortalità. E prima ancora che il COVID finisse, nel 2022, è iniziata la guerra. E nell’ultimo anno e mezzo, la situazione è chiaramente peggiorata, anche se ora non lo sapremo mai.
Di conseguenza, si scopre che la Russia era riuscita a raggiungere un’aspettativa di vita massima per gli uomini di 68 anni, ma ora, credo, la cifra sia già scesa a 66.
Cosa faranno i ricercatori in questa situazione? Sperate di ottenere nuovi dati proxy che possano essere utilizzati per ricostruire le serie temporali perdute?
I ricercatori sono di ogni tipo e natura. Alcuni ricoprono posizioni di alto livello nelle università pubbliche e riceveranno gli stessi dati, solo che saranno trattati con riservatezza. Saranno puniti per la loro eventuale divulgazione e sarà loro vietato pubblicarli. Ciò limiterà ulteriormente la collaborazione con altri scienziati internazionali. A quanto pare, coloro che hanno accesso a questi dati li otterranno segretamente, prepareranno rapporti segreti su di essi e li invieranno segretamente a persone segrete di un governo segreto. Solo che ora i decisori avranno ancora meno motivi per ascoltare questi esperti segreti, perché non avranno nemmeno diritto di parola. Qquale sarà l’esito di queste audizioni, non lo so. Se le autorità non hanno mai ascoltato la ragione prima, perché dovrebbero iniziare improvvisamente ad ascoltarla ora?
Note
1 La prima parte dell’intervista è stata pubblicata su Neodemos…..
2Si vedano gli articoli di Massimo Livi Bacci, Il tremendo costo umano dell’aggressione Russa, Neodemos, 22 settembre 2023; Putin, la demografia e la guerra, Neodemos, 16 aprile 2024