Il forte sviluppo degli ultimi anni ha attratto in Spagna un alto numero di immigrati, soprattutto sudamericani, che possono entrare nel paese senza visto. Claudia Finotelli osserva che il sistema detto “arraigo”, un meccanismo di regolarizzazione individuale e continuativa, concesso sulla base della dimostrata integrazione sociale o lavorativa, non è più sufficiente a gestire la massa dei nuovi arrivi, spingendo il Governo Sanchez ad attuare una sanatoria rivolta agli immigrati arrivati negli ultimi 5 mesi del 2025.
Un nuovo boom migratorio
Da alcuni anni la Spagna sta vivendo un nuovo auge demografico dovuto soprattutto all’immigrazione. Su una popolazione di 49,5 milioni di abitanti, circa 10 milioni sono nati all’estero con Marocco, Colombia e Venezuela come i tre gruppi nazionali più numerosi (Fig. 1). La crescita è stata particolarmente intensa negli anni successivi alla pandemia, durante i quali si sono registrati picchi di quasi 1,3 milioni di arrivi dall’estero. La maggior parte dei nuovi ingressi proviene dall’America del Sud, favorita sia dall’assenza dell’obbligo di visto per la maggioranza dei paesi latinoamericani sia da una forte domanda di manodopera straniera soprattutto nei settori della costruzione e dei servizi legati al turismo. L’esistenza di canali di ingresso ancora troppo rigidi per incanalare i nuovi flussi verso il fabbisogno interno, insieme agli elevati tassi di diniego delle domande di asilo (la Spagna è diventata il secondo paese europeo per numero di richieste, dopo la Germania), ha contribuito anche a un aumento dell’immigrazione irregolare. Secondo stime più recenti, le persone in condizione irregolare avrebbero raggiunto le 840.000 unità, pari al 17% della popolazione straniera non-UE, una percentuale che non si registrava dai tempi precedenti alla Grande Recessione. Di fronte a queste cifre, il governo ha annunciato la realizzazione di una sanatoria straordinaria. L’annuncio, da un lato, rafforza la posizione di controtendenza del governo spagnolo in materia migratoria a livello internazionale; dall’altro, riporta l’immigrazione al centro del dibattito interno, segnando i limiti del modello di regolarizzazione individuale, consolidatosi lontano dai riflettori della politica consolidatosi negli ultimi vent’anni.
Il ritorno alle sanatorie di massa
Nel contesto spagnolo, per molti aspetti simile a quello di altri regimi migratori dell’Europa meridionale, le sanatorie non hanno avuto soltanto la funzione di recuperare il controllo sulla presenza di migranti in condizione irregolare, ma anche quella di rispondere a una domanda strutturale di manodopera straniera per la quale non esistono canali di reclutamento adeguati. Dopo l’ultima grande sanatoria del 2005, la Spagna ha tuttavia progressivamente abbandonato il modello delle regolarizzazioni di massa, privilegiando l’arraigo: un meccanismo di regolarizzazione individuale e continuativa, che può essere concesso sulla base della dimostrata integrazione sociale o lavorativa, dell’avvio di un percorso formativo o di legami familiari. Tra il 2014 e il 2024 quasi 900.000 persone sono state regolarizzate attraverso questo strumento (Fig. 2). In questo modo la Spagna — caso unico nel panorama europeo — è riuscita a mantenere l’irregolarità su livelli relativamente contenuti, al riparo dalla forte polarizzazione politica osservabile in altri contesti nazionali grazie a un approccio pragmatico che assume l’integrazione legale come naturale conseguenza dell’inserimento nel mercato del lavoro. Il recente aumento dei flussi migratori, insieme a una fase di intensa crescita economica, sembra tuttavia aver messo in dubbio questa eccezionalità. L’articolato sistema di arraigo non appare più sufficiente a governare una dinamica demografica ed economica in espansione e la sanatoria straordinaria si configura nuovamente come ultima ratio per controllare l’immigrazione.
Una risposta per terzo settore ed imprese
La sanatoria è rivolta ai migranti arrivati in Spagna negli ultimi cinque mesi del 2025, nonché ai richiedenti asilo che, avendo trovato un impiego, scelgono di transitare dal canale della protezione internazionale a quello del permesso per motivi di lavoro. La richiesta d’asilo, l’iscrizione nei registri comunali (il cosiddetto padrón municipal), ma anche il pagamento delle bollette potranno essere utilizzati come elementi probatori per accedere alla procedura. La misura risponde a una duplice finalità. Da un lato, accoglie le richieste provenienti dal terzo settore e dalla Chiesa di porre rimedio alla condizione di precarietà giuridica in cui versano molti migranti; dall’altro, mira a soddisfare le esigenze di manodopera espresse da imprese e sindacati in una fase di intensa crescita economica. L’immigrazione è essenziale per l’attuale crescita spagnola: basti pensare che l’incorporazione di manodopera straniera spiegherebbe il 47% del BIP spagnolo dal 2022. Alla soddisfazione delle esigenze dei datori di lavoro molti affiancano anche possibili benefici fiscali, considerando che con la grande sanatoria del 2005 il contributo medio stimato fu di circa 4.000 euro all’anno per migrante regolarizzato. Tuttavia, se da un lato la decisione governativa è stata accolta come una risposta necessaria per ridurre la vulnerabilità dei migranti e sostenere il mercato del lavoro, dall’altro essa solleva interrogativi più profondi sui limiti di questo strumento e sulle sue prospettive nel contesto spagnolo attuale.
Limiti e prospettive della sanatoria
Nonostante gli innegabili vantaggi della sanatoria nel breve-medio periodo, non è prevedibile che questa riesca a risolvere il problema dell’irregolarità in quanto elemento strutturale del regime migratorio spagnolo. Sebbene il rischio di ricadute nell’irregolarità sia molto ridotto grazie a un sistema di rinnovo dei permessi particolarmente flessibile, in caso di persistenza dell’attuale dinamismo economico, l’assenza dell’obbligo di visto per molti Paesi, potrebbe generare rapidamente nuovi flussi di migranti irregolari, per i quali l’unica opzione di integrazione nel mercato del lavoro resterebbe l’arraigo. In Spagna, come in Italia, per ottenere il permesso iniziale di residenza per lavoro è necessario formalizzare un contratto prima dell’ingresso nel territorio; tuttavia, la Spagna non è ancora riuscita a sviluppare meccanismi di reclutamento nei paesi d’origine capaci di soddisfare pienamente l’ingente domanda di manodopera. Poco è stato fatto per mettere in pratica strumenti come il visto d’ingresso per motivi di lavoro come alternativa all’impiego irregolare seguito da regolarizzazione a posteriori. Il ritorno della Spagna alla sanatoria di massa è quindi prova del fatto che nonostante alcuni miglioramenti, il modello migratorio spagnolo non è ancora in grado di rispondere a priori alle esigenze di mercato e società durante periodi di forte espansione economica. A questo bisogna aggiungere che l’economia spagnola è fortemente intensiva in forza lavoro e che l’occupazione si distrugge con la stessa rapidità con cui viene creata. Non è dunque azzardato ipotizzare che, in una futura fase di contrazione economica, la disoccupazione potrebbe aumentare soprattutto tra i migranti, con possibili conseguenze negative sulle percezioni dei nativi. La sanatoria rappresenta quindi non solo un’occasione per riflettere sul regime migratorio spagnolo, ma anche sul modello produttivo a cui esso pretende rispondere. Tale riflessione si rende ancor più urgente se si considera l’attuale contesto politico, caratterizzato da una crescente presenza di partiti di destra radicale che potrebbero utilizzare misure reattive come le regolarizzazioni straordinarie per alimentare discorsi anti-immigrazione.
Note
1Funcas. 2026. La población extranjera en situación irregular en España a comienzos de 2025: una estimación. Notas de coyuntura social.
Per saperne di più:
Ferran Elias, Joan Monras, and Javier Vázquez-Grenno. 2024. Understanding the Effects of Granting Work Permits to Undocumented Immigrants Immigrants, Journal of Labour Economics, 43(3) 763-802.
Finotelli, C.; S. Rinken. 2023. A Pragmatic Bet: The Evolution of Spain’s Immigration System. Migration Information Source, MPI.
Finotelli, C.; L. Cassain; G. Echeverria. 2024. Spain. Country Brief on Irregular Migration Policy Context. MirreM Policy Brief 06/2024. https://irregularmigration.eu/publications/

