Le modalità di partecipazione politica e sociale della popolazione italiana sono cambiate negli ultimi venti anni. Francesca Dota, sfruttando i dati dell’indagine Istat “Aspetti della vita quotidiana” mette per noi a confronto comportamenti di ieri e di oggi.
Dall’inizio degli anni duemila, la partecipazione politica e sociale in Italia ha subito trasformazioni profonde, riflesso dei processi di transizione digitale e demografica che stanno ridisegnando la nostra società. Giovani e adulti sono sempre più distanti da forme di partecipazione tradizionale, con un passaggio verso forme digitali e meno strutturate, ma anche con una riduzione complessiva dell’impegno politico e sociale. Al contrario, gli anziani – forti di condizioni di vita migliori e capitale culturale più elevato rispetto ai coetanei di vent’anni fa – sono oggi più attivi e impegnati nella vita pubblica.
Giovani e adulti sempre meno coinvolti nelle forme tradizionali di partecipazione
Negli ultimi vent’anni, la partecipazione politica1 dei giovani tra i 16 e i 24 anni si è mantenuta su livelli significativamente più bassi rispetto al resto della popolazione. Nel 2023, solo il 40,2% di loro ha dichiarato di aver svolto almeno un’attività politica, contro un valore medio del 55,3% (popolazione di 16 anni e più; Figura 1). Tra i giovani, inoltre, si osserva il calo più marcato di partecipazione politica che, dal 2003, è diminuita in misura quasi doppia rispetto all’intera popolazione. Se vent’anni fa la televisione rappresentava la principale fonte di informazione per i giovani, oggi è il web a svolgere questo ruolo, utilizzato dal 71,0% di loro (+20,6 punti percentuali rispetto al 2013). I social network, in particolare, sono diventati il principale canale informativo per ben il 66,7% dei giovani.
Questa trasformazione ha inciso anche sulle modalità di partecipazione politica, sempre più dematerializzate e orientate verso il digitale. Nel 2023, circa il 34% dei giovani ha partecipato online esprimendo opinioni su temi sociali o politici o prendendo parte a consultazioni e votazioni in rete (rispetto al 22% della popolazione di 16 anni o più)2 e per oltre un giovane su dieci questa è l’unica forma di partecipazione politica e civica.

Anche l’impegno in attività di volontariato3 si è ridotto in questa fascia di età, passando dal 13,3% del 2003 all’8,8% del 2023, confermando una progressiva disaffezione dei più giovani verso forme tradizionali di attivismo sociale. Resistono invece le attività di partecipazione sociale in ambito ricreativo, culturale, civico e sportivo4, che nel 2023 hanno coinvolto oltre un giovane su quattro. Si tratta di una quota superiore rispetto alla media generale della popolazione (dove la partecipazione scende a poco meno di una persona su cinque), a conferma del fatto che i giovani tendono a preferire forme di partecipazione più informali e legate alla dimensione relazionale e aggregativa, in particolare quelle promosse da circoli sportivi.
Come per i giovani, anche tra gli adulti (25-64 anni) negli ultimi vent’anni si osserva un calo importante della partecipazione politica (dal 67,2% del 2003 al 52,7% nel 2023). Contestualmente, è diminuito anche il coinvolgimento in attività di volontariato: dal 13% nel 2003 si è scesi al 10,4% nel 2023.
Le attività di partecipazione sociale (non di volontariato) sono in calo rispetto al passato, tra queste attività quelle a carattere sportivo restano le più diffuse tra gli adulti oggi come vent’anni fa. Al contrario, le attività sindacali hanno subito una forte battuta d’arresto: la partecipazione a questo tipo di attività si è dimezzata, segno di un progressivo allontanamento da forme di partecipazione più tradizionali legate al contesto lavorativo e professionale.
Anziani più attivi nella vita pubblica rispetto al passato
Diversamente dai giovani e dagli adulti, le persone di 65 anni e più si caratterizzano per livelli di partecipazione politica e sociale crescenti nel tempo. Nel 2023, tra la popolazione di 65-74 anni si è raggiunta la quota più elevata di chi ha svolto almeno un’attività politica (64,5%), sebbene l’incremento più marcato rispetto al 2003 si sia registrato tra gli ultra-settantaquattrenni (+8,1 punti percentuali). Tali andamenti hanno portato la partecipazione politica dei più anziani su livelli superiori rispetto alla media della popolazione, una dinamica opposta a quella osservata venti anni fa. Del resto, gli ultrasettantacinquenni di oggi hanno contribuito ai movimenti sociali e politici del secolo scorso, mantenendo anche in età anziana un orientamento all’impegno che, pur manifestandosi in forme e canali più tradizionali rispetto al resto della popolazione, tende a privilegiare sempre più anche il web (il cui utilizzo come canale di informazione politica è quadruplicato in questa fascia di età tra il 2012 e il 2023).
Tra gli over 64 inoltre alla partecipazione politica si associa anche un maggior coinvolgimento in attività di volontariato. Il calo della partecipazione ad attività di volontariato osservato per la media generale della popolazione non ha riguardato, infatti, le persone di questa fascia di età che fanno registrare l’unico incremento degli ultimi venti anni (+1,7 punti percentuali dal 2003). Lo stesso andamento si osserva per la partecipazione sociale di tipo ricreativo, culturale, civico e sportivo che, pur essendo inferiore alla media della popolazione, è cresciuta esclusivamente tra gli anziani, in particolare tra le persone di 65-74 anni che, anche grazie ai migliorati stili di vita, sono più attive oggi di quanto lo fossero in passato in tutti gli ambiti della sfera pubblica.
Note
1Si intende avere svolto almeno una delle seguenti attività nei 12 mesi precedenti l’intervista: informarsi o parlare di politica almeno una volta a settimana, ascoltare dibattiti politici (partecipazione indiretta o invisibile), partecipare a cortei o a comizi, finanziare un partito, svolgere attività gratuita per un partito (partecipazione politica diretta o visibile).
2Si intende l’aver partecipato online a consultazioni o votazioni su problemi sociali, civici o politici (es. pianificazione urbana, firmare una petizione) almeno una volta negli ultimi 3 mesi o aver espresso opinioni su temi sociali o politici attraverso siti web o social media almeno una volta negli ultimi 3 mesi.
3Si intende aver svolto almeno un’attività gratuita per associazioni o gruppi di volontariato o per associazioni non di volontariato o per un partito politico o per un sindacato negli ultimi 12 mesi.
4Si intende avere svolto almeno una delle seguenti attività nei 12 mesi precedenti l’intervista: partecipare a riunioni di associazioni culturali, ricreative o di altro tipo; partecipare a riunioni di associazioni ecologiste, per i diritti civili, per la pace; partecipare a riunioni di organizzazioni sindacali; partecipare a riunioni di associazioni professionali o di categoria; partecipare a riunioni di partiti politici; pagare una retta mensile o periodica per un circolo/club sportivo.
Per saperne di più
Bologna E., Di Biagio L., Dota F., Joffre V., Musci M., Zannella L., Zannella M. (2025) Condizioni di vita della popolazione. Evoluzione e mutamenti negli ultimi venti anni, in Vignoli D. e Paterno A. (a cura di) Rapporto sulla popolazione. Verso una demografia positiva. Il Mulino, pp. 237-264.
Biolcati F., Rovati G., Segatti P. (2020), (a cura di), Come cambiano gli italiani: valori e atteggiamenti dagli anni Ottanta a oggi, Bologna, il Mulino.
Istat, 2024, Rapporto Annuale 2024. La situazione del Paese