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Gli Ucraini in Germania: profughi di “prima” o “seconda classe”?

Più di 380mila profughi dall’Ucraina hanno raggiunto la Germania dallo scorso 24 febbraio. Edith Pichler si sofferma sulle facilitazioni che sono state loro offerte, ma anche sulla disuguaglianza di trattamento nei confronti di altri profughi, soprattutto siriani e afghani.

Nel 2015 la Germania si dimostrò molto generosa nell’accoglienza dei profughi siriani, tanto che si parlò di una “Willkommenkultur”, o cultura del benvenuto, per il gran numero di centri appositamente aperti, e gestiti da volontari, per la distribuzione di generi di prima necessità, alimentari, per l’abbigliamento e altro ancora. Alcuni di questi centri, gestiti da associazioni di volontariato, da istituzioni come la Croce Rossa, da organizzazioni legate alle Chiese, continuano ancora oggi a operare a sostegno dei profughi per favorire la loro integrazione, anche se il numero dei volontari che vi operano è costantemente diminuito. 

Gli arrivi dall’Ucraina

Con l´inizio della guerra in Ucraina anche la Germania è diventata mèta dei flussi di profughi: gli hotspot degli arrivi sono la stazione centrale di Berlino (via Polonia) e quella di Monaco (via Budapest). Nel frattempo sono arrivate al 25 di aprile del 2022 secondo il Ministero degli Interni circa 380.000 persone, anche se si presume che il numero potrebbe essere più alto, per via di coloro che hanno trovato una prima sistemazione presso familiari ed amici, e non sono ancora registrate. Un sondaggio condotto dal Ministero Federale degli Interni a fine marzo su circa 2.000 rifugiati adulti rivela che si tratta di donne nell’84% dei casi, il 58% delle quali è arrivato in Germania con i propri figli minori; la loro età media è di 38 anni, e il 92% delle persone intervistate lavorava o studiava in Ucraina prima della partenza. Fino all’inizio di marzo sono stati esclusivamente i volontari che hanno accolto e assistito con grande impegno i rifugiati che arrivavano dall’Ucraina. Tuttavia in questo primo periodo di emergenza e improvvisazione si sono registrati diversi tentativi di “adescamento” di donne e minori con false promesse di sistemazione e di aiuto. I responsabili delle associazioni hanno reagito regolarizzando i criteri di assistenza ai rifugiati, e ottenendo un rafforzamento dei controlli da parte delle forze dell’ordine. L’associazione Solwodi (SOLidarity with WOmen in DIstress), un’’organizzazione umanitaria per i diritti delle donne immigrate in Germania, aveva messo in guardia contro il pericolo di sfruttamento delle donne provenienti dall’Ucraina, sia per gli eventuali tentativi di avviamento alla prostituzione, sia per il loro possibile impiego non retribuito in famiglie private. La Presidente di Solwodi, Maria Decker, ha denunciato l’esistenza di annunci sessisti sui social media, legati a siti di prostituzione, nei quali si citava l´arrivo di “Frischfleich” (“carne fresca”) dall’Ucraina.

Procedure di accoglienza più rapide e favorevoli

Secondo una direttiva UE, attivata il 4 marzo 2022, le persone provenienti dall’Ucraina possono viaggiare in Europa, e in Germania, come turisti, per 90 giorni. Questo vale anche per le persone che non hanno un passaporto biometrico, profughe dall’Ucraina. In Germania è stato inoltre introdotto un biglietto “Helpukraine” che prevede la gratuità del trasporto sia locale, sia di  lunga distanza dietro presentazione del passaporto ucraino. Diversamente per esempio dai profughi siriani, afgani o eritrei, i rifugiati ucraini in Germania non devono passare attraverso una normale procedura di asilo, che di solito è burocratica e lunga, e che può durare fino a quattro anni. Ricevono invece automaticamente uno status di residenza, -chiamato “protezione temporanea” –  valido per un anno e che può essere prorogato per un totale di altri due anni. Questo stato giuridico permette loro, a differenza degli altri profughi, di fruire di una serie di privilegi: essi possono svolgere un’attività subordinata o autonoma, accedere ai programmi di istruzione per gli adulti, ottenere – oltre al proseguimento degli studi o l’accesso al sistema educativo per i bambini e i giovani sotto i 18 anni – anche i diritti all’assistenza sanitaria, alle prestazioni sociali, alla disponibilità di un alloggio adeguato o a un sostegno finanziario per l’alloggio. A seguito di questa generosa accoglienza degli ucraini, è emersa una polemica circa il disuguale trattamento rispetto a profughi di altre provenienze che non fruiscono degli stessi privilegi, fino a poco tempo fa inaccessibili per i rifugiati. Questa disuguaglianza è particolarmente evidente per tutti quei profughi – siriani, afghani o etiopi – che a seguito di norme e leggi restrittive, non hanno ricevuto un permesso di soggiorno e di lavoro e hanno quindi dovuto vivere per anni in condizioni di precarietà. E così non è raro trovare nei media tedeschi, in queste ultime settimane, commenti sul differente trattamento dei profughi del passato rispetto a quelli attuali, spesso chiedendo se siamo davanti a profughi di “prima” o di “seconda” classe.

Scendere dalla prima alla seconda classe

Se, come visto sopra, i profughi ucraini godono di alcuni privilegi riguardo al loro status di permanenza, il loro inserimento nel mondo del lavoro rischia di diventare di seconda classe. Il Sindacato tedesco infatti ha ribadito, con diverse prese di posizione, l’assoluta necessità di evitare lo sfruttamento degli ucraini, mediante il loro impiego come manodopera a basso costo nei settori dell’edilizia, dell’agricoltura, delle pulizie e dell’assistenza. Che si tratti di un cantiere, di un campo di asparagi o in un’impresa di pulizie, non dovrebbero esserci “dipendenti di seconda classe”, ha affermato Robert Feiger, presidente nazionale del sindacato IG BAU (IG Bauen-Agrar-Umwelt). Inoltre per via dell´alta percentuale di donne e bambini tra i rifugiati, ribadisce Feiger, sono necessari maggiori sforzi per una inclusione scolastica dei minori, perché senza un numero sufficiente di posti negli asili e nelle scuole, molti genitori saranno in grado di svolgere solo mini-job, precari e con bassi salari. 

Proprio nel settore dell’assistenza, dove sono impiegate molte donne provenienti dai Paesi dell´Europa dell´Est, potrebbero sorgere delle “lotte fra povere”. Secondo una ricerca della televisione ARD, molte donne ucraine lavorano già nelle famiglie tedesche per soli 900 euro al mese. A causa della loro difficile situazione come breadwinner, sono disposte a lavorare anche a salari più bassi pur di “sfamare” la famiglia. Ed infatti il presidente della VHBD (Associazione Federale per l’Assistenza Domiciliare e l’Infermieristica), Daniel Schlör, teme effetti negativi per le “badanti” rumene e polacche, prevedendo che fino a 300.000 donne ucraine siano disposte a lavorare con salari più bassi e che le badanti polacche e rumene, che generalmente guadagnano di più, possano venire espulse dal mercato.

 La Germania ha bisogno di specialisti e di professionisti, e di quadri tecnici, ma anche di persone disposte a lavorare in quei settori dei servizi, spesso precari e a basso salario, evitati dalla popolazione locale. Nel 2015 con l´arrivo dei profughi siriani si poteva leggere, dietro i propositi umanitari, anche un “discorso utilitaristico”: “arrivano gli ingegneri e i medici siriani necessari all´economia tedesca”, anche se questo poi non si è avverato. Riguardo alle profughe ed ai profughi ucraini, e proprio nell´ottica della “cultura della memoria”, la classe politica e dirigenziale tedesca dovrebbe ricordare che c’è stato un tempo nel quale gli ucraini vennero impiegati come “operai di seconda classe” (se non peggio), un’ideologia dell’uso “utilitaristico della forza lavoro” che non dovrebbe più ripetersi. Ma questo vale per tutti, qualsiasi sia la provenienza.

Per saperne di più 

Brücker, Herbert, : Geflüchtete Aus Der Ukraine: Eine Einschätzung Der Integrationschancen “ab-forschungsbericht”, 4|2022;

Bundeministerium des Innern und für Heimat, Pressemitteilung,  04.04.2022.

 Mediendienst Integration. Flüchtlinge aus der Ukraine.

 Rometsch, Claudi, “Frischfleisch“ aus der Ukraine, Solwodi warnt vor Gefahr der Ausbeutung von Frauen, 05.04.2022

Schober, Gottlob e Kaffanke, Claudia, SWR, Krieg in der Ukraine Neues Pflegepersonal zum Dumpingpreis? 

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