Popolazione mondiale:

Popolazione italiana:

Giovani (0-19 anni):

Anziani (64+ anni)

Infertilità: Parliamone di più. L’Organizzazione Mondiale della Sanità enfatizza  il ruolo di prevenzione e informazione 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità pubblica la prima linea guida globale per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento dell’infertilità. Come ci spiega Agnese Vitali, l’obiettivo è supportare i Paesi nell’erogazione di un’assistenza all’infertilità disponibile, accessibile e di qualità per tutti.

A livello globale, una persona su sei in età riproduttiva ha esperienza di infertilità in qualche fase della propria vita (WHO, 2023). Questo numero si basa sulla definizione medica di infertilità: l’assenza di concepimento dopo 12 mesi di rapporti sessuali regolari e non protetti, che può essere causata da fattori femminili, maschili o può essere inspiegabile. Nonostante la diffusione dell’infertilità –comune a paesi ad alto e basso reddito, ad alta e bassa fecondità–, questa rimane spesso trascurata nelle politiche sanitarie. In molti Paesi mancano linee guida nazionali e questa mancanza può rendere le cure per l’infertilità inefficaci. 

La prima linea guida globale per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento dell’infertilità, pubblicata lo scorso 28 novembre dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), segna un cambio di rotta perché stimola i Paesi ad adottare, adattare e aggiornare le proprie linee guida cliniche. L’obiettivo finale è rendere ovunque nel mondo l’assistenza alla fertilità più sicura, più equa e più accessibile per tutti e tutte. A tal fine, l’OMS chiede che la cura per l’infertilità sia integrata all’interno della copertura sanitaria universale e che sia dunque disponibile, accessibile, e di qualità ovunque, affinché l’accesso alle cure sia equo e non rimanga una possibilità solo per chi può permetterselo. 

La linea guida offre 40 raccomandazioni basate sull’evidenza empirica, studiata attraverso revisioni sistematiche della letteratura da un gruppo di 30 professionalità nei campi della medicina, della ricerca e della politica da diversi Paesi del mondo. Al gruppo di lavoro ha partecipato anche un gruppo di pazienti, cosicché le esperienze vissute dalle persone con esperienza diretta di infertilità sono state tenute in considerazione nello sviluppo delle buone pratiche e delle raccomandazioni. Una tra tutte, il riconoscimento dell’importanza del supporto psicologico: l’OMS suggerisce di discuterne sempre con la coppia che accede alle cure per l’infertilità, e, se necessario, di fornire tale supporto o di fornire informazioni su come richiederlo.

Non solo diagnosi e trattamento, ma anche prevenzione

La maggior parte delle raccomandazioni, 34 su 40, sono dedicate alla diagnosi e al trattamento dell’infertilità femminile, maschile e di cause non spiegabili, e dunque destinate principalmente a chi opera nel settore medico-sanitario. 

Ci sono poi alcune raccomandazioni dedicate alla prevenzione dal rischio di infertilità, in particolare attraverso la diffusione di educazione e informazione, di interesse anche al di fuori della professione medico-sanitaria, per la politica, le organizzazioni di supporto e advocacy della popolazione di pazienti, la società civile. Ad esempio, l’OMS suggerisce di fornire informazioni alla popolazione generale in età riproduttiva per aumentare la consapevolezza della propria fertilità utilizzando strategie a basso costo, attraverso sessioni dedicate nelle scuole, nei centri di assistenza sanitaria di base e nelle cliniche di salute riproduttiva. L’educazione alla fertilità può includere informazioni sulla riproduzione umana, su come ridurre i fattori di rischio per l’infertilità, come rendere più sano il proprio stile di vita, sul fatto che infezioni sessualmente trasmissibili non trattate possono portare all’infertilità, o ancora informazioni sul declino della fertilità in base all’età e l’importanza di accedere tempestivamente a una consulenza medica in caso di infertilità. 

Per l’OMS l’informazione è il primo step per combattere l’infertilità, non solo a fini preventivi. Infatti, per aumentare le chance di concepimento delle coppie infertili che accedono alle cure per l’infertilità, l’OMS suggerisce di fornire consigli sullo stile di vita, ad esempio su come modificare la dieta, il consumo di alcol, il fumo, l’attività fisica e/o la gestione del peso. Per le coppie con infertilità inspiegata, l’OMS suggerisce di fornire non solo consigli sullo stile di vita, ma anche sui giorni più fertili del ciclo mestruale –in sostanza, perché la coppia potrebbe non sapere che il concepimento può avvenire solo in alcuni giorni– e di effettuare un monitoraggio della coppia per verificare se la gravidanza possa avvenire senza intervento medico. 

A questa prima linea guida ne seguiranno altre in futuro, dedicate in particolare ad approfondire meglio il tema della prevenzione. Il lavoro futuro dell’OMS, si legge infatti nelle conclusioni del rapporto, si focalizzerà sulla gestione di ulteriori fattori di rischio legati all’infertilità, tra cui obesità, basso peso corporeo, assunzione eccessiva di alcol e altre sostanze tra cui l’uso di cannabis, l’uso di sigarette elettroniche e vaporizzatori, fattori di rischio ambientali, e preservazione della fertilità. 

Infertilità e equità

La linea guida dell’OMS ritiene necessario che i servizi per l’assistenza all’infertilità siano universalmente accessibili come parte integrante della salute sessuale e riproduttiva. L’assistenza alla fertilità, inclusi prevenzione, diagnosi e trattamento dell’infertilità, dovrebbe essere accessibile –si legge nelle linee guida– a tutte le persone che ne hanno bisogno, senza stigma o discriminazione.

Con l’ingresso della PMA nei Livelli Essenziali di Assistenza, l’Italia ha compiuto un passo importante verso l’equità nell’accesso all’infertilità per quanto riguarda l’abbattimento dei costi per le persone in coppia che rispettano i criteri della legge 40. In confronto ad altri Paesi europei, l’accesso alla PMA rimane comunque confinato all’interno dei suddetti criteri, mentre in 26 Paesi è accessibile anche alle donne single e in 17 Paesi alle coppie di donne (Vitali et al., 2025).

L’informazione sulla fertilità in un mondo a bassa fecondità 

In Italia, come in molti altri Paesi, esiste un divario tra la fecondità desiderata e quella effettiva (Istat, 2025). L’infertilità rappresenta una delle barriere alla base di questo divario (UNFPA, 2025), al punto che la procreazione medicalmente assistita è diventata una componente strutturale della natalità: il contributo della PMA alla fecondità totale in Italia è pari quasi al 4% e supera il 17% per la fecondità delle ultraquarantenni (Burgio et al., 2025a). 

Non stupisce che l’Italia, dove l’età media al primo figlio è la più alta d’Europa (quasi 32 anni), anche l’età al primo parto da concepimento con PMA sia piuttosto avanzata rispetto ad altri paesi Europei (quasi 38 anni, Burgio et al., 2025b). Stupisce invece il basso livello di conoscenza circa la fertilità umana nella popolazione italiana. Dai dati PASSI raccolti nel 2016 attraverso lo “Studio Nazionale Fertilità – Indagine Popolazione adulta”, risulta che una quota altissima di intervistati in età compresa tra i 18 e i 49 anni crede che la capacità biologica di avere figli inizi a diminuire solo durante o addirittura dopo i 40 anni per una donna e durante o dopo i 50 anni per gli uomini, o non sa rispondere (Pizzi et al., 2020). In sostanza, la popolazione italiana sovrastima di gran lunga l’età in cui è biologicamente possibile avere figli spontaneamente. 

Non solo. Tra i medici di medicina generale intervistati nel 2018 nell’ambito dello “Studio Nazionale Fertilità – Indagine PLS e MMG”, il 42% non rispetta la tempistica per iniziare accertamenti sull’infertilità di una coppia di pazienti in cerca di una gravidanza e il 23% non informa i pazienti sul fatto che anche l’età maschile avanzata può essere un fattore di rischio per l’infertilità (Pizzi et al., 2020). 

Dunque nel contesto italiano, al di fuori dal campo medico, la linea guida OMS è utile anche per stimolare una riflessione su prevenzione e informazione sull’infertilità, misure a basso costo ma fondamentali affinché le presenti e future generazioni di giovani possano affrontare più consapevolmente il percorso verso una possibile futura genitorialità. 

Riferimenti

Burgio, A., Castagnaro, C., Vignoli, D., Vitali, A. (2025a). La procreazione medicalmente assistita: una via aperta alla genitorialità. Neodemos. 

Burgio, A., Castagnaro, C., Vignoli, D., & Vitali, A. (2025b). The contribution of medically assisted reproduction to total, age-, and parity-specific fertility in Italy. Human Reproduction, 40(10), 1972-1979.

Istat. (2025, 22 dicembre). Intenzioni di Fecondità – Anno 2024

Pizzi, E., Spinelli, A., Andreozzi, S., & Battilomo, S. (2020). Progetto “Studio Nazionale Fertilità”: I risultati delle cinque indagini. Roma: Istituto Superiore di Sanità. Rapporti ISTISAN, 20, 35.

UNFPA (United Nations Population Fund). (2025). The Real Fertility Crisis: The pursuit of reproductive agency in a changing world

Vitali, A., Dardanelli, S., Lo Conte, M., Rinesi, F., & Ruiu, G. (2025). Nuove Famiglie e Famiglie «Nuove tra le Nuove». In Vignoli, D. & Paterno, A. (Eds): Rapporto sulla Popolazione. Bologna: Il Mulino, 79-106.

World Health Organization. (2023). Infertility prevalence estimates, 1990–2021

World Health Organization. (2025). Guideline for the prevention, diagnosis and treatment of infertility. 

Fonte immagini articolo: WHO Team Sexual and Reproductive Health and Research (SRH). https://www.who.int/multi-media/details/fertility-care-is-part-of-health-care 

PDFSTAMPA

Condividi questo articolo

Sostieni Neodemos


Cara Lettrice e caro Lettore, fare buona e seria divulgazione è il mestiere che esercitiamo da 15 anni con impegno e entusiasmo e, ci dicono, con autorevolezza. Dacci una mano a fare il nostro lavoro e rafforza la nostra indipendenza con un contributo, anche piccolo. Ci aiuterà a sostenere i costi di Neodemos, e ci incoraggerà a far meglio.

Grazie!

Iscriviti alla nostra newsletter


Due volta la settimana, riceverai una email che ti segnalerà i nostri aggiornamenti


Leggi l'informativa completa per sapere come trattiamo i tuoi dati. Puoi cambiare idea quando vuoi: ogni newsletter che riceverai avrà al suo interno il link per disiscriverti.

Potrebbero interessarti anche