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Ebook • From arrival to settlement. Vulnerabilities of asylum seekers and refugees in Europe

L’Italia, uno dei punti strategici per l’ingresso in Europa di rifugiati e richiedenti asilo, si trova ad affrontare flussi crescenti con un sistema di accoglienza non sempre adeguato e non sempre attento alle reali vulnerabilità delle persone. L’ebook curato da Daria Mendola esplora la questione da una prospettiva multidisciplinare, collocando l’Italia nel più ampio contesto europeo e offrendo concrete raccomandazioni di policy per la gestione delle vulnerabilità.

Oltre le etichette: ripensare la vulnerabilità tra i rifugiati in Europa

“Vulnerabilità” è uno dei termini più frequentemente utilizzati nel dibattito contemporaneo su migrazione e asilo. Compare nei documenti di policy, nelle linee guida umanitarie e nelle narrazioni mediatiche, spesso come categoria ovvia: alcuni migranti sono vulnerabili, altri meno. Eppure, a uno sguardo più attento, il concetto si rivela straordinariamente sfuggente. Cosa significa davvero vulnerabilità nei paesi ad alto reddito? Chi viene considerato vulnerabile, da chi e su quali basi? E cosa rimane invisibile quando la vulnerabilità si riduce a un’etichetta rigida?

Il nuovo ebook open access prodotto nell’ambito del progetto AVRAI (Assessing the Vulnerability of Refugees and Asylum Seekers in Italy) prende le mosse esattamente da queste domande. Invece di dare la vulnerabilità per scontata, il volume invita i lettori a ripensarla come una condizione dinamica e relazionale, che emerge all’intersezione tra caratteristiche individuali, ambienti sociali e risposte istituzionali. Così facendo, mette in discussione sia i framework umanitari guidati dall’emergenza sia le rigide classificazioni di policy che dominano il contesto europeo.

Sebbene efficaci nei contesti dei campi profughi, gli approcci dell’UNHCR alla valutazione della vulnerabilità si adattano molto meno bene alle realtà affrontate da rifugiati e richiedenti asilo in Europa. Nei paesi ad alto reddito, i bisogni di base come alloggio, assistenza sanitaria e istruzione sono spesso formalmente garantiti. Eppure la vulnerabilità non scompare, cambia forma. Si intreccia con la discriminazione, l’incertezza legale, l’esclusione dal mercato del lavoro, i problemi di salute mentale, le difficoltà di accesso all’assistenza sanitaria, la separazione familiare e il limitato accesso ai diritti.

I sistemi di asilo europei hanno faticato  a cogliere queste dimensioni con la cosiddetta “crisi dei rifugiati” del 2015-2016, e faticano ancora oggi. La legislazione dell’UE tende a fare affidamento su categorie predefinite di “persone vulnerabili”, trattando implicitamente la vulnerabilità come un tratto individuale intrinseco. I fattori situazionali e contestuali – come i lunghi periodi nei centri di accoglienza, il discorso pubblico ostile o il diseguale accesso all’occupazione – vengono spesso trascurati. Di conseguenza, alcune forme di vulnerabilità sono sovraesposte mentre altre restano nell’ombra.

L’Italia rappresenta un caso particolarmente emblematico. La migrazione è al centro del dibattito pubblico da più di tre decenni, spesso inquadrata in termini di emergenza e competizione per le risorse. Eppure questa intensa attenzione politica e mediatica è stata raramente accompagnata da solide evidenze empiriche. A differenza di molti altri paesi europei, l’Italia non dispone di un’indagine ufficiale su larga scala dedicata a rifugiati e richiedenti asilo.

Il progetto AVRAI, avviato nel 2023, è stato concepito per colmare questa lacuna. Il suo obiettivo non è solo raccogliere dati di alta qualità sulle condizioni di vita di rifugiati e richiedenti asilo in Italia ma anche ripensare come la vulnerabilità debba essere concettualizzata e misurata in un contesto non emergenziale. Al centro del progetto si trova l’Italian Refugees and Asylum Seekers Survey (ItRAS), uno sforzo originale di raccolta dati che offre una visione senza precedenti su salute, occupazione, alloggio, sicurezza alimentare, incertezza legale, relazioni sociali e benessere economico e sociale (Mendola et al., 2026).

Questi dati di indagine sono integrati da registri amministrativi provenienti da uno dei più grandi centri di prima accoglienza in Europa (con sede in Italia), statistiche Eurostat ed evidenze comparative provenienti da altri paesi europei, oltre che da ricerche qualitative su rifugiati anziani. Insieme, consentono all’ebook di esplorare la vulnerabilità non come una dimensione singola, ma come una costellazione di esperienze interconnesse che si dispiegano nel tempo.

L’ebook “From Arrival to Settlement. Vulnerabilities of Asylum Seekers and Refugees in Europe” presenta contributi selezionati del progetto AVRAI e riflette la sua natura multidisciplinare e intersezionale. Riunisce inoltre studiosi esterni al progetto stesso (provenienti da Italia, Germania e Regno Unito), che offrono prospettive complementari e diverse sulle fonti di vulnerabilità e sui paesi al centro dei più rilevanti flussi di asilo in Europa.

Alcuni dei contributi presentati in questo ebook sono stati già pubblicati su riviste internazionali, mentre altri rappresentano i primi risultati di filoni di analisi in corso. Il volume è organizzato in quattro capitoli tematici, ciascuno focalizzato su una dimensione chiave della vulnerabilità e concluso con riflessioni rilevanti per le politiche e la pratica.

Un tema ricorrente nell’intero volume è come la vulnerabilità possa essere prodotta, o intensificata,  dagli stessi processi istituzionali. Ciò è particolarmente evidente nelle analisi dei sistemi di riconoscimento dell’asilo e di accoglienza, discusse principalmente nel capitolo di apertura. Le disparità di genere nelle decisioni sull’asilo nei paesi europei, le contraddizioni nelle politiche migratorie nazionali e gli effetti della retorica politica ostile illustrano come la vulnerabilità sia plasmata non solo dalle circostanze personali ma anche dai quadri giuridici e dal discorso pubblico. Questi contributi mostrano che la vulnerabilità spesso inizia nel momento stesso dell’arrivo, incorporata nel modo in cui la protezione viene concessa, negata o ritardata.

La salute rappresenta un altro asse centrale del volume, esaminato in profondità nel secondo capitolo. Invece di trattare la salute come una condizione puramente individuale, i contributi ne evidenziano la stretta relazione con i sistemi di accoglienza, la durata del soggiorno in contesti istituzionali e le esperienze di discriminazione. Le vulnerabilità fisiche e mentali emergono come processi cumulativi, influenzati dall’incertezza, dall’isolamento e dall’accesso limitato alle risorse. Allo stesso tempo, il volume introduce la resilienza come elemento chiave, sebbene spesso trascurato, una risorsa attiva che può mitigare gli effetti della vulnerabilità e ridisegnare le traiettorie di salute, in particolare quando i rifugiati riescono a esercitare la propria capacità di agire e a costruire legami sociali.

La partecipazione economica e l’integrazione nel mercato del lavoro costituiscono un’ulteriore dimensione attraverso cui viene esplorata la vulnerabilità, principalmente nel terzo capitolo. Il lavoro si rivela importante non solo per l’autosufficienza economica ma anche per il benessere soggettivo e la soddisfazione di vita. Eppure l’accesso a un’occupazione stabile e significativa rimane profondamente diseguale. Il genere e l’origine svolgono un ruolo cruciale, con donne rifugiate e richiedenti asilo concentrate in modo sproporzionato in occupazioni part-time, precarie o informali. Questi modelli rivelano come le strutture del mercato del lavoro possano rafforzare la vulnerabilità molto dopo l’arrivo, anche in contesti in cui esistono politiche formali di integrazione.

Il volume richiama inoltre l’attenzione su forme di vulnerabilità spesso trascurate perché non si adattano ai modelli di policy centrati sull’individuo. Le relazioni familiari, i ruoli di genere e i legami intergenerazionali sono centrali in questa prospettiva, in particolare nell’ultimo capitolo. La migrazione forzata conduce spesso a prolungate separazioni familiari e all’emergere di famiglie transnazionali, distribuite in più paesi, creando tensioni emotive e sociali che raramente entrano nelle valutazioni della vulnerabilità. Allo stesso tempo, l’ebook esamina criticamente le stesse pratiche di accoglienza, mostrando come i sistemi progettati per sostenere l’autonomia possano, in pratica, minarla producendo dipendenza e limitando l’agentività personale.

A fare da filo conduttore di tutti questi temi è un argomento comune: la vulnerabilità non è una condizione statica che può essere identificata una volta per tutte, né una semplice somma di caratteristiche personali. È un processo che evolve nel tempo, plasmato dalle interazioni tra individui e istituzioni, e profondamente radicato nei contesti sociali e politici. Riconoscere questa complessità è essenziale affinché le politiche migratorie possano andare oltre le risposte emergenziali e orientarsi verso una pianificazione a lungo termine basata sulle evidenze.

L’ebook si conclude traducendo queste riflessioni in raccomandazioni di policy emerse da una ricca tavola rotonda, che si rivolgono direttamente a operatori, istituzioni e attori coinvolti nell’accoglienza e nell’integrazione dei richiedenti asilo. 

Combinando dati originali, prospettive comparative e innovazione concettuale, il progetto AVRAI mira a contribuire a un dibattito pubblico più informato, uno che sostituisca le narrazioni semplificate con evidenze empiriche e profondità analitica.

Disponibile gratuitamente per il download, grazie al finanziamento del PNRR, questo ebook è pensato per un pubblico ampio: studiosi, studenti, professionisti delle politiche, giornalisti e lettori interessati a comprendere come la vulnerabilità venga prodotta e vissuta nell’Europa contemporanea. In un momento in cui la migrazione, e in particolare la migrazione forzata, è sempre più riconosciuta come una caratteristica strutturale della disuguaglianza globale, questo volume offre un invito tempestivo ad andare oltre le etichette e a ripensare la vulnerabilità come una responsabilità sociale condivisa, piuttosto che come un tratto personale fisso.

Crediti

Questo lavoro è stato finanzato da European Union -NextGenerationEU- National Recovery and Resilience Plan (NRRP) – M4C2 Investment 1.1. PRIN 2022, Project AVRAI  (Project ID – CUP: B53D23016960006 ; Proposal code: 2022XSM5SX). 

Bibliografia

Busetta, A. & Mendola, D. (2026). Time and resilience. Evidence from a new survey of refugees and asylum seekers in Italy.  Italian Journal of Economic, Demographic and Statistical Studies, LXXX(1), 191-202, https://doi.org/10.71014/sieds.v80i1.555 

Mendola, D. & Busetta, A. (2025). Resilience and discrimination: Unravelling the multifaceted nature of refugee health in Germany. Genus. 81(1),15. doi: https://doi.org/10.1186/s41118-025-00252-5

Mendola, D., Cela, E., Ortensi, L.E., Ambrosini, M., Arcaio, M., Barbiano di Belgiojoso, E., Busetta, A., Impicciatore, R., Miaci, E., Parigi, M., Parroco, A.M., Stranges, M. & Tosi, F. (2026). The vulnerability of refugees and asylum seekers in Italy: Insights from a nationwide survey. Plos One, 21(3): e0341950. doi: https://doi.org/10.1371/journal.pone.0341950

Ortensi, L.E., Piccitto, G. & Morlotti, S. (2024). A female advantage in asylum application decisions? A gendered analysis of decisions on asylum applications in Italy from 2008 to 2022. Genus, 80, 13. doi: https://doi.org/10.1186/s41118-024-00218-z

 Parroco, A.M., Arcaio, M. & Mendola, D. (2026). Employment and life satisfaction among refugees and asylum seekers in Italy: evidence from the ItRAS Survey.  Italian Journal of Economic, Demographic and Statistical Studies, LXXX(1), 75-86, doi: https://doi.org/10.71014/sieds.v80i1.551 

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