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Femminicidi: l’assassino non è il lockdown

Nei mesi del lockdown gli omicidi non sono aumentati come molti temevano. Alessandra Minello ci avverte che, alla luce dei primi dati disponibili, nel primo trimestre di chiusura i femminicidi sono diminuiti rispetto allo stesso periodo del 2019 smentendo le previsioni negativi circa gli effetti di una convivenza forzata.

Come ben dice l’Istat, l’Italia è uno dei paesi più sicuri al mondo per il rischio di essere vittime di omicidio volontario. Dagli anni ‘90 ad oggi c’è stato un calo drastico degli omicidi, passati dai 1197 casi del 1991 ai 315 del 2019. La diminuzione è dovuta prevalentemente al calo degli omicidi in cui le vittime sono uomini, quelli nell’ambito della criminalità organizzata e comune. Diversa è la situazione degli omicidi in cui le vittime sono donne, rimasti pressoché stabili negli ultimi anni. Ad esempio, il tasso di omicidi con vittime donne ogni 100mila abitanti è passato da 0,6 a 0,5 fra il 2004 e il 2015. Gli omicidi in cui la vittima è donna sono prevalentemente omicidi in famiglia. Dei 150 omicidi totali in ambito familiare compiuti nel 2019, 93, quindi l’83,8% vede come vittima una donna. Si tratta prevalentemente di omicidi in cui l’autore è partner o ex partner della vittima.  

Che cosa è successo durante il primo lockdown?

Rispetto all’anno precedente, secondo i dati del dossier del Viminale, che vanno dal 1 agosto 2019 al 31 luglio 2020 gli omicidi in famiglia sono rimasti pressoché invariati (-2%). Durante i mesi del primo lockdown (febbraio-aprile 2020) ci sono stati 20 casi di omicidi con vittima una donna e 26 con vittima un uomo, in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2019, quando le donne uccise furono 28 e gli uomini 58. La chiusura forzata in casa ha portato come conseguenza diretta una maggior riduzione degli omicidi maschili, che avvengono prevalentemente al di fuori delle mura domestiche. È avvenuto così che, pur essendo anch’essi numericamente inferiori all’anno precedente, gli omicidi in cui la vittima è una donna sono diventati più rilevanti in termini percentuali più rilevanti (il 43% del totale rispetto al 33% del 2019). Nel primo quadrimestre 2020 le donne sono state uccise nel 60% dei casi da un partner, con una percentuale del tutto uguale a quella del 2019. È difficile stabilire i motivi della diminuzione dei femminicidi durante il lockdown, nonostante il confinamento in casa delle famiglie. Le condizioni che, genericamente, fanno del nostro paese un paese sicuro da questo punto di vista, ovvero, la scarsa diffusione di armi, il controllo sociale dovuto alla prossimità abitativa dei nuclei familiari, la poca diffusione dell’alcolismo nei suoi gradi più estremi, e la presenza di una rete capillare di centri antiviolenza, con un potenziamento della diffusione dell’informazione relativa al 1522, il numero verde antiviolenza, durante il lockdown, potrebbero aver contribuito a moderare la violenza anche in questo periodo così peculiare.

Per saperne di più

Dossier Viminale 1 AGOSTO 2019 – 31 LUGLIO 2020 Un anno di attività del Ministero dell’Interno.

Istat 2021 Autori e vittime di omicidio in Italia.

Istat 2020 L’allerta internazionale e le evidenze nazionali attraverso i dati del 1522 e delle Forze di Polizia La violenza di genere al tempo del coronavirus: Marzo – Maggio 2020

Minello A., Dalla Zuanna G. (2019) Morire in Italia: omicidi di donne, omicidi in famiglia. Popolazione e storia. DOI: 10.4424/ps2019-7

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