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Musulmani in Europa (2). La minoranza religiosa

Massimo Livi Bacci

Nel secondo dei due articoli sui Musulmani in Europa, Massimo Livi Bacci riprende le indagini del Pew Center sulla consistenza delle minoranze islamiche, costituite da autoctoni di quella religione, da migranti e loro discendenti, o da convertiti. Per i 28 paesi della UE, un’incidenza di islamici sulla popolazione totale del 10% nel 2050, all’incirca doppia di quella attuale, appare un’ipotesi plausibile.

Le minoranze islamiche sono composte dalla prima generazione di migranti e dai loro discendenti, nati nel paese di arrivo, o dai discendenti di altri migranti arrivati in precedenza. Vi sono poi le conversioni ad altre, o da altre, religioni, poco numerose oltreché poco studiate, ma che presumibilmente aumentano man mano che le comunità “maturano” e i migranti si integrano e si assimilano.

Le analisi del Pew Center: gli islamici nel 2016…

Il Pew Research Center, specialista nello studio dell’affiliazione religiosa, ha pubblicato stime della popolazione islamica nei 28 paesi europei – più Norvegia e Svizzera – per il 2010, attualizzate di recente al 2016¹. La Figura 1, tratta da questo studio, riporta l’incidenza dei 25,8 milioni di islamici nei vari paesi nel 2016: il 4,9% per l’insieme, con massima incidenza in Francia (8,8%) e in Polonia quella minima (meno dello 0,1%)². Per quanto riguarda l’Italia, gli islamici vengono stimati in 2,6 milioni (0,9 in più rispetto allo stock di migranti) con un’incidenza quasi identica alla media europea³.

…e le proiezioni al 2050

Allo stesso Pew Center si debbono le proiezioni della popolazione islamica al 2050 nei 30 paesi considerati (Tabella 1). Trattandosi di popolazioni con una relativamente alta natalità e alimentate da flussi di migranti giovani, anche la loro struttura per età è giovane, ed è perciò alta la loro potenzialità di crescita. La loro fecondità è più alta di quella delle popolazioni non musulmane (2,6 figli per donna contro 1,6, nel 2016), ma viene ipotizzata una convergenza graduale tra le due collettività. Vengono formulate tre ipotesi di sviluppo: una “bassa”, nella quale le popolazioni in questione avrebbero, dal 2017 al 2050, una migrazione nulla (meglio: saldi migratori pari a zero); una “media” con saldi migratori pari a quelli sperimentati nel periodo 2010-16 ma esclusi i flussi di rifugiati; una “alta”, con migrazioni regolari e flussi di rifugiati pari a quelli del 2010-16. Secondo l’ipotesi “bassa”, la popolazione islamica dei 30 paesi raggiungerebbe 35,8 milioni nel 2050 (incidenza del 7,4%); con l’ipotesi “media” raggiungerebbe 57,9 milioni (11, 2%); con l’ipotesi “alta” 75,6 milioni (14,6%). Sia l’ipotesi bassa che quella alta appaiono nettamente irrealistiche; difficile immaginare un’immigrazione nulla, stante la debolezza demografica europea e l’attrattività pur indebolita della grandi minoranze. Ma difficile anche pensare che possa realizzarsi l’ipotesi “alta” e che si ripropongano gli alti flussi degli anni recenti delle due componenti, quella regolare e quella di rifugiati. La politica migratoria europea è divenuta restrittiva in misura crescente negli ultimi tempi.

L’incidenza delle minoranze musulmane nei vari paesi europei, nel 2050, secondo l’ipotesi media (che per le ragioni che esporremo in conclusione è da considerarsi eccessivamente alta), è riportata nella Figura 2. I musulmani sarebbero un quinto della popolazione totale in Svezia, un sesto in Francia e nel Regno Unito, un ottavo in Italia e in Olanda, un nono in Germania.

Considerazioni finali

Il Pew Center ricorda, opportunamente, che non di previsioni si tratta, ma di proiezioni-scenario, utili per il ragionamento, non per la pianificazione del futuro. Nella pratica, esercizi di questo genere, nelle loro varianti “medie”, vengono utilizzati come “plausibili” indicazioni circa uno sviluppo futuro. E allora – una volta scartate le varianti bassa e alta che rappresentano situazioni estreme, quale è il grado di plausibilità della variante media? Tre almeno le ragioni per ritenere i numeri risultanti troppo elevati. La fecondità prevista è troppo alta: lo scarto oggi tra minoranze islamiche e maggioranze non islamiche è minore di quanto ipotizzato[4]. Inoltre, il processo di convergenza potrebbe essere più rapido in ragione del fatto che al maturare delle comunità il peso dei recenti arrivati – che si portano dietro la propensione ad avere prole numerosa propria delle società di origine – scenderà, ed aumenterà quello dei musulmani nati nel paese di destinazione e più vicini ai modelli riproduttivi del paese ospite. In secondo luogo è plausibile ritenere che la combinazione tra politiche migratorie restrittive e minore pressione demografica nei paesi di origine porti a flussi di immigrazione ridotti rispetto alla prima parte del secolo.

Fatte queste considerazioni, una popolazione islamica dell’ordine di 50 milioni, pari al 10% della popolazione europea e doppia rispetto a quella attuale, appare un’indicazione ragionevole – sempre che sia ragionevole spingersi ad un orizzonte così lontano per un fenomeno rapidamente cangiante come quello migratorio[5]. Tuttavia questa cifra può essere utile per spostare l’attenzione e le risorse delle società ospitanti ai processi di integrazione, orientati al lungo periodo. C’è la falsa convinzione che oltre certe “soglie” d’incidenza – che peraltro nessuno è in grado di determinare – l’immigrazione sgretoli la coesione della società. Meglio sarebbe dire che questa coesione viene messa a rischio quando i processi d’integrazione non funzionano e quando le società di destinazione non investono su di essi.

vedi anche articolo – Musulmani in Europa (1). Gli immigrati, 1990-2050

Note

¹Pew Research Center, Europe’s Growing Muslim Population, 2017

²Non considerati i casi speciali di Cipro (25,4%) e della Bulgaria (11,1%)

³Si veda Fabrizio Ciocca, La comunità islamica più numerosa in Italia? Quella italiana, Neodemos, 20/03/2018

Alessio Menonna, La presenza Musulmana in Italia, ISMU, Milano, 2016

[4] Le stime della differenza nel numero di figli per donna di Musulmani e non Musulmani fatte dallo stesso Pew Research Center per 16 paesi Europei è pari a 0,6.

[5] Temo che questa cifra di 50 milioni di musulmani nel 2050 riduca ulteriormente le già microscopiche probabilità di avere in Europa, alla stessa data, la Turchia, con i quasi 100 milioni di abitanti previsti per quella data.

Note figure

Figura 1 –  www.pewforum.org-europes-growing-muslim-population

Figura 2 –  www.pewforum.org-europes-growing-muslim-population-2

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