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UCRAINA! EUROPA! ITALIA!

Stiamo col fiato in sospeso seguendo il dispiegarsi del brutale attacco della Grande Madre Russia all’Ucraina, pecorella sperduta che Putin vuol ricondurre all’ovile. E quale ovile! Un ovile nel quale il popolo ucraino venne brutalmente affamato dalla Grande Madre nel tragico Holomodor (“la grande fame”) del 1932-33, conseguenza della collettivizzazione forzata e della spoliazione delle campagne decretati da Stalin.

Se l’attacco russo dovesse trasformarsi in ulteriori massicce operazioni militari, l’economia sprofonderà e la povertà e la miseria, oltre al pericolo, ingrosseranno le colonne di rifugiati che già in queste ore stanno lasciando il paese e che premeranno sui paesi confinanti della UE: Polonia, Ungheria, Slovacchia e Romania. Occorrerà che l’Europa si prepari a ricevere ondate di rifugiati, predisponga piani di accoglienza e d’integrazione. Si tratterà di profughi colti, scolarizzati, che potranno facilmente trovare un posto e un ruolo nelle nostre società. L’Ucraina è un paese di 44 milioni di abitanti, con forti vincoli con il mondo occidentale. In Italia, la comunità ucraina contava, all’inizio del 2021, 223mila persone, preceduta da quelle marocchina (397mila), albanese (381mila) e cinese (279mila). I quattro quinti della comunità è composta da donne, in gran parte impegnate nei servizi domestici, colonne del welfare italiano. Donne che hanno lasciato mariti e figli e che cercheranno di farsi raggiungere dai loro familiari.  In Lombardia vivono 55mila ucraini, uomini e donne; 41mila in Campania, 33mila in Emilia-Romagna, 24mila nel Lazio: queste quattro regioni ospitano i due terzi della comunità residente in Italia. La diasapora ucraina conta milioni di persone nel mondo: 2 milioni in Polonia, 300mila in Germania e in Moldavia, 100mila in Spagna e in Cechia. In nord America vivono più di 2 milioni di ucraini, 1 milione in Argentina e in Brasile.

Un’imponente diaspora, con strette connessioni in Europa e in America, con legami storici, culturali, economici che la stragrande maggioranza del popolo ucraino intende mantenere e rafforzare. L’Europa dovrà fare la sua parte, anche assicurando un futuro, oltreché un presente, agli ucraini che busseranno alle sue porte. Cominciando da oggi. 

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