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I “divorzi grigi” in Europa

Il divorzio dopo i 50 anni di età è un fenomeno ancora raro, ma in crescita, e non solo nei paesi anglosassoni, dove il fenomeno è cominciato prima, ma anche in Europa e persino, pur se meno, in Italia. Scopriamo, con Giammarco Alderotti, Cecilia Tomassini e Daniele Vignoli, alcune caratteristiche di un processo ancora poco noto.

Il divorzio non ha età

Nel 1982, un articolo sul Journal of Divorce richiamava l’attenzione sul tema già allora emergente dei cosiddetti “divorzi grigi”, i divorzi – o più in generale, gli scioglimenti di unioni stabili – che avvengono dopo i 50 anni (De Shane e Brown-Wilson 1982). Le dimensioni del fenomeno erano ridotte, all’epoca, ma sono nel frattempo cresciute, in particolar modo nei paesi anglosassoni (Stati Uniti, Canada e Regno Unito) e sotto l’impulso dei nati durante il “baby-boom”. I divorzi grigi sono ormai diventati un fenomeno di grande interesse sociale e demografico, e ne sono state studiate soprattutto le conseguenze sulle vite di chi li sperimenta.

Poco si sa, invece, su i fattori che portano allo scioglimento di un’unione dopo i 50 anni, e questo poco proviene da studi effettuati su dati americani: non ci sono studi sulle cause dei divorzi grigi in Europa. A questo vuoto di conoscenze abbiamo cercato di porre rimedio sfruttando i i dati dell’indagine SHARE (Survey of Health, Ageing and Retirement in Europe), che raccoglie informazioni su cittadini europei di età superiore ai 50 anni (Alderotti, Tomassini e Vignoli 2020).

La mappa dei divorzi grigi in Europa

Come si vede, i divorzi grigi sono un fenomeno ancora abbastanza raro nello scenario europeo (con una probabilità media nei paesi analizzati dell’1,35% – Figura 1), ma si può rilevare un’interessante variabilità tra paesi. Danimarca e Svezia sono quelli con la più alta probabilità di scioglimento dell’unione dopo i 50 anni (rispettivamente 2,17% e 2,13%). Al terzo posto, l’Austria con una probabilità stimata intorno al 2%. Seguono Estonia (1,66%) e Spagna (1,64%). Nella parte centrale di questa classifica si posizionano i vari paesi dell’Europa centrale (Belgio, Svizzera, Germania, Francia e Olanda), più la Repubblica Ceca.

I valori più bassi della probabilità di divorzio grigio si trovano in Ungheria e Portogallo (entrambe 0,85%), mentre il fanalino di coda è l’Italia, dove la probabilità di assistere ad uno scioglimento dell’unione dopo i 50 anni è pari allo 0,59%. Con qualche eccezione (Estonia e Spagna), le nostre stime suggeriscono che i divorzi grigi sono più diffusi nei paesi dell’Europa settentrionale, e decisamente meno in quelli dell’Europa centrale e meridionale. Questa mappa riflette la diversa incidenza dei nuovi comportamenti familiari tra le diverse aree europee.

I fattori correlati ai divorzi grigi in Europa

Come per i paesi anglosassoni, anche in Europa le generazioni del baby-boom sembrano più inclini al divorzio “grigio”: la probabilità di scioglimento dell’unione dopo i 50 anni è più alta per i nati dopo il 1946. Curiosamente, il livello di istruzione, normalmente legato al divorzio, non sembra in questo caso un fattore significativo. Per quanto riguarda la situazione lavorativa, chi è in pensione ha un rischio maggiore di sciogliere l’unione rispetto a chi sta ancora lavorando o a chi è disoccupato. Inoltre, si osserva un rischio più alto di scioglimento dell’unione dopo i 50 anni tra gli individui che dichiarano di avere problemi di natura economica (prima del divorzio) e di non riuscire ad arrivare alla fine del mese (o di riuscirci con difficoltà) e tra coloro che hanno già sciolto un’altra unione precedentemente. Sono invece meno inclini a sciogliere l’unione gli ultracinquantenni che sono anche proprietari della casa in cui vivono e quelli che stanno insieme da più tempo. Per quanto riguarda la salute, il rischio di sciogliere l’unione è più basso tra chi ha problemi di tipo fisico, ma è più alto tra chi ha problemi di salute mentale.

E se ci sono figli o nipoti?

Le unioni che hanno dato origine a una discendenza sono solitamente meno inclini allo scioglimento, ma ciò potrebbe non valere quando si parla di divorzi grigi, perché superati i 50 anni di età dei genitori, è probabile che i figli non siano comunque più coresidenti, e non possano più svolgere l’eventuale ruolo di “collante” dell’unione. Tuttavia, l’effetto dei figli come stabilizzatori dell’unione si conferma anche alle età mature, visto che chi ha figli (specialmente chi ne ha più di due) ha un rischio molto più basso di sciogliere un’unione dopo i 50 anni. Non è solo la presenza di figli ad essere correlata ad un minore rischio di divorzio, ma anche quella dei nipoti: chi ha nipoti è meno incline a divorziare o a separarsi dopo i 50 anni – e più sono i nipoti, più l’effetto è forte.

Una possibile spiegazione è che i nipoti contribuiscano a “riempire di nuovo il nido” dopo che questo si è “svuotato” quando i figli adulti hanno lasciato la casa dei genitori, contribuendo così alla stabilità dell’unione anche dopo i 50 anni.

Per saperne di più

Alderotti, G., Tomassini, C., Vignoli, D. (2020). Antecedents of ‘Grey Divorces’ in Europe: The Role of Children and Grandchildren. DiSIA WP 2020/08.

Brown, S. L., & Lin, I.-F. (2012). The gray divorce revolution: Rising divorce among middleaged and older adults, 1990–2010. The Journals of Gerontology Series B: Psychological Sciences and Social Sciences, 67, 731–741

De Shane, M. R., Brown-Wilson, K. (1982). Divorce in late life: a call for research. Journal of Divorce, 4(4), 81–91

Solaz, A. (2021). More frequent separation and repartnering among people aged 50 and over. Population Societies, (2), 1-4.

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