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E-book • Age-It e la promessa di una demografia positiva. Ripensare l’invecchiamento con politiche sostenibili

L’e-book Age-It e la promessa di una demografia positiva”, a cura di Daniele Vignoli e Gustavo De Santis, riunisce economisti, demografi, sociologi e statistici sociali per ripensare l’invecchiamento come un’opportunità di rinnovamento per tutta la società italiana. La demografia del futuro può – e deve – essere positiva: si tratta di trovare le giuste chiavi di lettura dei processi in corso e, in più di un caso, attuare le necessarie scelte politiche.

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Il cambiamento demografico è una delle grandi storie del nostro tempo. Viviamo più a lungo e le famiglie sono sempre più piccole: due trasformazioni che stanno ridisegnando le nostre società in modi che nessuna generazione prima di noi aveva mai sperimentato. Queste tendenze vengono spesso presentate come una crisi – un “inverno demografico”, o un peso crescente sulle generazioni future. Eppure esiste un altro modo di guardarle. L’invecchiamento della popolazione è anche una testimonianza dei progressi dell’umanità: viviamo più a lungo, in salute e in sicurezza come mai prima d’ora. Il cambiamento demografico non è soltanto una sfida da affrontare, ma anche un successo da valorizzare e un’opportunità da costruire.

Questo e-book adotta una prospettiva di demografia positiva, una prospettiva di cambiamento e adattamento, in linea con le principali raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, delle Nazioni Unite e della Commissione Europea. Come sottolineato dall’Associazione Italiana per gli Studi di Popolazione (AISP), parlare di demografia positiva non significa ignorare le difficoltà reali legate all’invecchiamento, alla bassa fecondità o alle disuguaglianze sociali. Si tratta, piuttosto, di un invito a cambiare sguardo: a passare dalla paura e dall’allarme alla comprensione e all’azione. Ci incoraggia a vedere la trasformazione demografica come una nuova fase nella storia delle nostre società: non necessariamente migliore o peggiore di quelle passate, ma diversa, e ricca di possibilità di rinnovamento.

L’Italia si trova in prima linea in questa transizione. È tra i Paesi più anziani del mondo: un cittadino su quattro ha 65 anni o più, e la speranza di vita è tra le più alte a livello globale. La fecondità resta molto bassa e le differenze territoriali continuano a modellare la realtà demografica del Paese. Eppure, proprio per questo, l’Italia rappresenta un contesto straordinario per esplorare il futuro delle società che invecchiano. I suoi successi in termini di longevità, i sistemi di welfare locale vitali e una lunga tradizione di solidarietà familiare ne fanno un vero e proprio “laboratorio naturale” per studiare come si possa invecchiare bene in una società che invecchia. Il caso italiano, dunque, offre lezioni preziose non solo per l’Europa, ma anche per molti altri Paesi che oggi attraversano trasformazioni simili.
È in questo contesto che nasce il Programma di Ricerca Age-It – Ageing Well in an Aging Society. Finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dal Ministero dell’Università e della Ricerca, Age-It è uno dei più grandi e ambiziosi programmi di ricerca sull’invecchiamento mai avviati in Europa. Con un investimento di oltre 115 milioni di euro e una vasta rete interdisciplinare, Age-It riunisce esperti di demografia, medicina, biologia, economia, psicologia, ingegneria e scienze sociali. L’obiettivo di Age-It non è solo comprendere le cause e le conseguenze dell’invecchiamento, ma anche progettare soluzioni concrete.

Age-It è articolato in dieci centri di ricerca tematici, i cosiddetti Spokes, ciascuno dedicato a una sfida chiave dell’invecchiamento: dalla demografia dell’invecchiamento (longevità, fecondità e migrazioni), alla biologia dell’invecchiamento, dalla complessità della multimorbidità e alla sostenibilità dei sistemi di cura. Altri Spokes affrontano la silver economy e il ruolo attivo delle persone anziane nel lavoro e nel consumo, le dimensioni culturali e politiche delle società che invecchiano, e lo sviluppo di tecnologie innovative per la salute e l’inclusione. Iniziative trasversali si concentrano inoltre su formazione permanente, gestione dei dati e trasferimento delle conoscenze scientifiche nelle politiche pubbliche.

Il messaggio centrale di Age-It è chiaro: l’invecchiamento non deve essere visto solo come un costo, ma come un’occasione condivisa per promuovere benessere, equità e sostenibilità. Collegando ricerca scientifica e politiche pubbliche, il programma propone e sostiene una visione olistica dell’invecchiamento, che unisca innovazione sociale e azione concreta. La sfida non è solo adattarsi al cambiamento demografico, ma plasmarlo, orientandolo verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile e di giustizia tra le generazioni.

Questo e-book si inserisce in questa prospettiva e sintetizza alcune delle principali sfide demografiche che oggi interessano l’Italia e le altre società che invecchiano. Tratta la demografia dell’invecchiamento affrontando le dinamiche di fecondità (capp. 2 e 3), longevità e salute (cap. 4), e migrazioni (capp. 5 e 6); l’attenzione crescente a fragilità e resilienza, esplorando come riconoscere e mitigare le vulnerabilità nella vita adulta e anziana (cap. 7),  la demografia della cura, che analizza come famiglie, istituzioni e comunità possano sostenere sistemi di assistenza (cap. 8); la silver economy, in cui le persone anziane assumono ruoli attivi come lavoratori, consumatori e innovatori (cap. 9) e il tema della giustizia intergenerazionale, che riguarda l’equità di trattamento tra generazioni (cap. 10).

Ciascuno di questi temi è trattato con una forte attenzione alle implicazioni per le politiche pubbliche. L’obiettivo è trasformare la conoscenza demografica in indicazioni operative per una agenda sostenibile dell’invecchiamento. Ciò significa ripensare indicatori tradizionali – come l’indice di dipendenza degli anziani – che spesso offrono una visione troppo pessimistica, e sviluppare invece misure che riflettano meglio i miglioramenti in salute, istruzione e speranza di vita. Significa anche individuare strategie che uniscano adattamento (prepararsi alle realtà di una popolazione che invecchia) e mitigazione (affrontare le cause strutturali degli squilibri demografici, come la bassa fecondità o le disuguaglianze di accesso ai servizi di cura).

La prospettiva della demografia positiva proposta da Age-It offre dunque una nuova via da seguire. Riconosce che il cambiamento demografico non è un destino ineluttabile, ma un ambito di azione politica. Le società hanno saputo adattarsi all’industrializzazione, all’urbanizzazione e alla globalizzazione: analogamente possono adattarsi anche all’invecchiamento della popolazione. La chiave è puntare sull’inclusione e sull’impegno per l’equità tra le generazioni.

La storia dell’invecchiamento è la storia del successo dell’umanità – e della sua prossima grande sfida. Con le giuste politiche e una visione condivisa, può diventare anche la storia del nostro rinnovamento. Questo eBook invita lettrici e lettori a confrontarsi con questa sfida, esplorando come un approccio positivo e sostenibile al cambiamento demografico possa aiutarci a costruire società che permettano davvero a tutti di invecchiare bene, oggi e domani.

Ringraziamenti

Ringraziamo per il finanziamento il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Next Generation EU, Progetto Age-It: “Ageing Well in an Ageing Society”. Le opinioni e i punti di vista espressi sono esclusivamente quelli degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell’Unione Europea o della Commissione Europea. Né l’Unione Europea né la Commissione Europea possono essere ritenute responsabili degli stessi.

Per saperne di più

Alderotti, G., Cozzani, M., Barbi, E., De Santis, G., Mezzanzanica, M., Miglio, R., Paterno, A., & Vignoli, D. (in press). Positive demography: Changing the perspective on population aging from the Age-It Research Program. The Journals of Gerontology: Series B, Psychological Sciences and Social Sciences.

Leeson, G. W. (2017). Realizing the potentials of ageing. Journal of Population Ageing, 10, 315–321.

Natale, F., Bernini, A., Seiger, F., & Kajander, N. (2024). Old age does not start at 65 (JRC137524). European Commission.

United Nations, Department of Economic and Social Affairs. (2023). World social report 2023: Leaving no one behind in an ageing world. United Nations.

Vignoli, D., & Paterno, A. (Eds.). (2025). Rapporto sulla popolazione – Verso una demografia positiva. Bologna: il Mulino.

Vignoli, D., Albertini, M., Chiatti, C., Aimaretti, G., Boccuzzo, G., Boffo, V., Brugiavini, A., Cavallo, F., Cenci, S., Cherubini, A., Cincotti, F., D’Adda di Fagagna, F., Ferrarese, C., Galasso, V., Galeotti, E., Graziani, A., Iaccarino, G., Lattanzio, F., Lucifora, C., … Petrucci, A. (in press). Aging well in an aging society: Italy at the forefront of global aging and the Age-It Research Program. The Journals of Gerontology: Series B, Psychological Sciences and Social Sciences.

Vignoli, D., Barbi, E., & Paterno, A. (2024). La demografia dell’invecchiamento: Una lettura positiva. Rivista il Mulino, 73(528), 12–30.

Vignoli, D., Paterno, A., & Stranges, M. (2025). Population report 2025: Towards a positive demography. Executive summary. Population Europe. https://population-europe.eu/files/documents/towards-a-positive-demography_aisp-report-2025.pdf

World Health Organization. (2015). World report on ageing and health. World Health Organization.

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