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Ritorno alla tradizione? I modelli occupazionali delle famiglie con figli durante la pandemia in Italia

La pandemia di COVID-19 ha avuto importanti conseguenze sull’occupazione e sulla conciliazione lavoro-famiglia. A livello di coppia, come ci spiegano Elisa Brini, Mariya Lenko, Stefani Scherer, Agnese Vitali, si sospetta che le chiusure forzate nel corso del 2020 abbiano invertito i progressi sulla parità di genere, riportando la suddivisione del lavoro pagato tra i partner a un modello tradizionale. In Italia, però, l’inversione di tendenza potrebbe essere stata un’altra. 

Preoccupati per un ritorno alla tradizione

Le misure di contenimento del COVID-19 hanno avuto importanti effetti sul lavoro retribuito e non retribuito. Durante il primo lockdown l’impossibilità per i genitori di servirsi di servizi di cura formali e informali ha amplificato il carico di lavoro non retribuito, creando nell’opinione pubblica e negli studiosi la preoccupazione che la pandemia possa aver innescato un’inversione di tendenza nel percorso verso la parità di genere, respingendo le donne verso il lavoro domestico e marginalizzando la loro posizione nel mercato del lavoro. A supportare questa preoccupazione, è stato mostrato che, in Italia come altrove, il lavoro non retribuito durante la pandemia ha pesato soprattutto sulle donne., D’altra parte, è stato mostrato che, almeno nel contesto italiano, gli effetti della pandemia sul lavoro retribuito sono stati egualmente severi per uomini e donne.,

Madri e padri al lavoro tra le ondate di pandemia in Italia

I dati della Rilevazione continua sulle forze lavoro (ISTAT) consentono di osservare le condizioni lavorative di circa 50mila coppie con figli minori di 16 anni, paragonando i trimestri del 2020 con i trimestri del 2019. Lo stato occupazionale non è un buon indicatore della condizione lavorativa durante la pandemia nel contesto italiano, dato l’ampio uso della Cassa Integrazione Guadagni (CIG). Ci focalizziamo pertanto sulle ore realmente lavorate nella settimana che precede l’indagine. 

La Figura 1 mostra che nel periodo del primo lockdown si è verificata una considerevole riduzione del lavoro retribuito per le famiglie con figli: la percentuale di padri occupati ma con zero ore di lavoro è passata dal 2,7% nel secondo trimestre del 2019 al 17,3% nel secondo trimestre del 2020, quella delle madri dal 4,8% al 13,1%. Nei successivi trimestri del 2020 le differenze con il 2019 sono state inferiori e più neutrali rispetto al genere. La perdita di lavoro legata alle prime chiusure, quindi, è stata più contenuta per le madri che per i padri.

Come sono cambiati i modelli lavorativi delle coppie durante la pandemia? 

Distinguiamo cinque tipi di coppie, dividendo tra casi in cui entrambi i partner lavorano un numero simile di ore (ore uguali), lavora prevalentemente l’uomo (modified male-breadwinner) o solo l’uomo (pure male-breadwinner), lavora prevalentemente la donna (modified female-breadwinner) o solo la donna (pure female-breadwinner). 

La Figura 2 confronta i modelli lavorativi del 2019 e del 2020. Già nel primo trimestre del 2020 si sono osservati cambiamenti significativi a fronte di una riduzione nella percentuale di coppie in cui i partner lavoravano lo stesso ammontare di ore (‒12%) e di un aumento nella percentuale di coppie in cui nessun partner lavorava (+66%). Tra aprile e giugno 2020 si sono verificate le alterazioni principali: le coppie con ore di lavoro uguali sono ulteriormente diminuite (‒23%), mentre le coppie senza lavoro sono più che raddoppiate (+127%). Nello stesso periodo è diminuita la percentuale di coppie in cui lavorava prevalentemente lui o solo lui (‒30,4% e ‒7,2% rispettivamente), a fronte di un consistente aumento della percentuale di coppie in cui lavorava solo lei (+50%). In seguito al lockdown e con l’avvento dell’estate i modelli lavorativi delle coppie sono tornati in linea con quelli osservati nel 2019, seguiti da una ulteriore diminuzione percentuale delle coppie in cui lavorava solo lui e da un aumento nella percentuale di coppie che non lavoravano nel corso del quarto trimestre. 

Quale inversione di tendenza? 

Come ci si poteva attendere, i risultati rivelano che le chiusure per contenere il COVID-19 in Italia hanno turbato i modelli lavorativi di uomini e donne. Contrariamente alle attese, tuttavia, mostrano anche che la pandemia ha ridotto il tempo dedicato al lavoro retribuito più per i padri che per le madri, in contrasto con l’idea secondo la quale le donne sarebbero state maggiormente penalizzate nel mercato del lavoro o spinte nuovamente a un modello di ruolo tradizionale di “casalinga e madre”. In modo simile a quanto successo con la recessione del 2008, il lavoro delle donne ha contribuito a difendere le famiglie dalle perdite di reddito. 

Per un paese che nel confronto europeo presenta uno tra i più bassi tassi di occupazione femminile, la pandemia potrebbe essere stata l’opportunità per cominciare a investire sul lavoro femminile, valorizzando il potenziale delle madri nel mercato del lavoro e, al tempo stesso, dei padri nel lavoro di cura. Se è vero che le famiglie hanno fatto fronte alla pandemia anche grazie al lavoro retribuito delle donne, con una più alta partecipazione femminile al mercato del lavoro avrebbero potuto fare ancora meglio. 

Per saperne di più: 

Brini, E., Lenko, M., Scherer, S., & Vitali, A. (2021). Retraditionalisation? Work patterns of families with children during the pandemic in Italy. Demographic Research45, 957-972.

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