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L’aumento degli immatricolati nel Mezzogiorno d’Italia nell’anno accademico 2020-21: merito del Covid?

Nell’ultimo anno la mobilità degli studenti meridionali verso gli atenei del Centro-Nord ha subito un forte rallentamento in termini relativi. Vincenzo Falco, Vincenzo G. Genova, Andrea Priulla e Massimo Attanasio attraverso i dati dell’Anagrafe Nazionale Studenti dell’archivio del MUR ci mostrano come questo fenomeno, da ricollegare verosimilmente alla pandemia, si associ a una crescita delle immatricolazioni nelle regioni del Sud.

La mobilità universitaria prima e durante la pandemia

Nell’ultimo anno e mezzo, la pandemia ha certamente sconvolto le abitudini e i comportamenti di tutti gli abitanti del Mondo. Il mondo dell’istruzione e della formazione ne è stato fortemente colpito e numerosi sono gli studi pubblicati o in corso di svolgimento sulle conseguenze in termini di apprendimento e di conseguimento del titolo di studio. Anche la mobilità studentesca universitaria, fenomeno molto intenso nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia (Attanasio e Priulla, 2020), ha subito un forte rallentamento, probabilmente dovuto alla pandemia. Obiettivo di questo articolo è descrivere in termini quantitativi la riduzione osservata nella mobilità all’immatricolazione nelle lauree triennali in generale e distintamente per genere e aree disciplinari. Per raggiungere tale finalità analizziamo i dati della mobilità studentesca in uscita dal Mezzogiorno, confrontando le regioni che registrano in genere i maggiori flussi in uscita, ovvero la Sicilia e la Puglia.

I dati utilizzati provengono dell’Anagrafe Nazionale Studenti (ANS) del Ministero dell’Istruzione (MOBYSU.IT, 2020), in cui ogni record del dataset contiene alcune informazioni sociodemografiche registrate all’immatricolazione e quelle della carriera universitaria degli studenti immatricolati in un ateneo italiano. La Tabella 1 riporta la variazione percentuale del numero di studenti immatricolati nel 2020-21 rispetto al 2017-18, in base alla regione di residenza e alla regione dell’ateneo di immatricolazione. In particolare, si definisce stayer lo studente che si iscrive nella stessa regione di residenza e mover lo studente che si iscrive in un’altra regione.

Ciò che si può notare è una forte crescita del numero di immatricolati residenti nelle regioni del Mezzogiorno (quasi 15.000 in più rispetto al 2017, con un incremento del 15,5%), specialmente in Sicilia (+4.400 studenti, il 20,5% in più rispetto al 2017). Ciò è dovuto quasi totalmente agli stayers in tutte le regioni del Sud, in particolare in Sicilia dove il numero degli stayers è aumentato del 26,8%.

Le Figure 1 e 2 riportano le percentuali dei movers nell’a.a. 2017-18 e 2020-21 per i residenti rispettivamente in Puglia e in Sicilia.

Per la Puglia e la Sicilia si osserva un calo nel 2020, rispettivamente di 1,6 e di 3,9 punti percentuali, di studenti che decidono di emigrare rispetto al 2017-18. L’emigrazione dalle province in cui non è presente un ateneo risulta essere maggiore. In particolare, le province di Foggia (che ha un ateneo di recente istituzione), Trapani e Ragusa, che hanno sempre avuto forti flussi in direzione Centro-Nord (Genova et al., 2019), non registrano variazioni in seguito alla pandemia, con tassi di emigrazione pari rispettivamente al 41, 52 e 56%.

Differenze di genere e per aree disciplinari

Analizzando l’andamento della mobilità in base al genere (Figura 3), si può notare come al Sud la mobilità sia leggermente maggiore tra i maschi in entrambi gli anni, mentre in Puglia la mobilità è leggermente a favore delle femmine. La pandemia sembra avere influenzato diversamente le scelte degli studenti maschi del Sud (-5% per le femmine, -8,3% per i maschi), specie in Puglia dove il divario di genere è più ampio (-1,9% e -7,4%, rispettivamente).

Guardando alle singole aree disciplinari, non sorprende, per via della programmazione nazionale, che i corsi dell’area Sanitaria siano fra i pochi ad aver mantenuto un alto livello di mobilità (35,8% per i maschi, 33,2% per le femmine). Per tutte le altre aree si osserva una diminuzione di 2,4 punti percentuali al Sud. In Puglia il maggiore calo si registra nell’area Scientifica per i maschi (-4,4 punti percentuali) e nell’area Umanistica per le femmine (-1,9 punti percentuali). In Sicilia, si registra, invece, una forte riduzione nell’area Scientifica per le femmine (-7 punti percentuali) e nell’area Umanistica per i maschi (-4,2 punti percentuali).

In conclusione, i dati del 2020 evidenziano un aumento di immatricolati e una discreta riduzione della percentuale dei movers nel Mezzogiorno, rispetto al 2017, anche se i movers sono ancora tanti: più di 1/5 in Sicilia e quasi 1/3 del totale in Puglia. L’aumento delle immatricolazioni potrebbe essere imputabile alla mancanza di nuove opportunità di lavoro. Da un altro lato, la riduzione in termini percentuali dei movers necessita approfondimenti e indagini opportune per capire gli effetti che la pandemia ha avuto nei confronti della mobilità studentesca. Ciò potrebbe essere una opportunità per gli atenei del Sud per mettere in atto politiche di attrattività.

Ringraziamenti

Questo lavoro è stato finanziato dal PRIN 2017 “From high school to job placement: micro-data life course analysis of university student mobility and its impact on the Italian North-South divide”, n. 2017HBTK5P.

Per saperne di più

Database MOBYSU.IT (2020). Dalla scuola superiore al mondo del lavoro: analisi delle carriere universitarie e della mobilità universitaria dal Sud al Nord Italia, Protocollo di ricerca MUR-Università degli Studi di Palermo, Cagliari, Napoli Federico II, Siena, Firenze, Sassari, Torino, Kore e Cattolica, Fonte: ANS-MUR.

Genova, V. G., Tumminello, M., Enea, M., Aiello, F., & Attanasio, M. (2019). Student mobility in higher education: Sicilian outflow network and chain migrations. Electronic Journal of Applied Statistical Analysis12(4), 774-800.

Priulla, A., & Attanasio, M. (2020). Chi rimane e chi se ne va? Un’analisi statistica della mobilità universitaria dal Mezzogiorno d’Italia, in “Verso Nord, le nuove e vecchie rotte delle migrazioni universitarie”, a cura di Attanasio M., Giambalvo O., Porcu M. Ragozini G., Franco Angeli, 27-63.

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