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Le relazioni sociali e familiari che fanno bene ai nonni italiani

L’associazione tra relazioni sociali e buona salute per gli anziani, soprattutto se nonni, è ancora dubbia, specie nel contesto mediterraneo. L’articolo di Tomassini, Zamberletti,  Lallo e Cavrini, ci mostra che in Italia i nonni e le nonne presentano associazioni positive tra buona salute e relazioni strette con amici e fratelli mentre più ambiguo e diversificato è il ruolo dei rapporti con figli e nipoti.

Gli anziani sono sempre più integrati nel tessuto attivo delle società moderne e questo permette loro di intrecciare e mantenere più a lungo relazioni sociali con amici, vicini e colleghi, ma anche con i familiari: fratelli, figli e nipoti. La letteratura scientifica ha ben documentato l’associazione positiva tra relazioni sociali e benessere delle persone, ma ancora non è chiaro se tale relazione valga anche per gli anziani, e, in particolare per i nonni, ed in special modo per i nonni che vivono nei paesi mediterranei. La maggior parte degli studi passati, infatti, si è concentrata su popolazioni anglosassoni, ed ha indagato, volta per volta, solo una limitata porzione delle possibili tipologie di relazioni sociali e familiari. Le funzioni sociali e psicologiche delle relazioni sociali e familiari, però, assumono contorni molto diversi, a seconda del contesto culturale di riferimento. Al tempo stesso, un maggiore dinamismo nelle relazioni familiari può nascondere un minore coinvolgimento in quelle sociali e viceversa, oppure sovrapporsi. E’ necessario, quindi, analizzare l’associazione tra la salute e la pluralità delle diverse tipologie di relazioni sociali e familiari, intrattenute contemporaneamente da uno stesso anziano.

Il nonno che trova un amico fraterno, trova un tesoro (di salute).

Un recente studio di Tomassini et al. (2020) ha fatto un passo in avanti in questa direzione. Sfruttando l’ampio campione e la ricchezza informativa offerta della rilevazione ISTAT “Famiglie e Soggetti Sociali” (con un campione di 7800 nonni italiani), è stato possibile misurare la relazione tra la salute dei nonni ed un ampio spettro di tipologie di rapporti sociali e familiari, in un contesto culturale mediterraneo. Sono state prese in considerazione nello stesso modello di regressione quattro tipologie di relazione familiare (coniuge, fratello, figlio e nipote) e due tipologie di relazione sociale (amici e vicini). La salute, infine, è stata misurata con due diversi indicatori: 1) la presenza di problemi di salute lievi o gravi che inibiscono le attività della vita quotidiana; 2) la cattiva salute mentale e fisica percepita dall’anziano. In figura 1 e 2 si riportano i principali risultati dell’analisi condotta dallo studio citato.

Le relazioni sociali con fratelli e amici (ma non i vicini) sono quelle maggiormente associate alla buona salute, sia per i nonni che per le nonne. Il rischio relativo di riportare gravi o lievi problemi di salute è significativamente inferiore se il nonno ha amici su cui poter contare e se mantiene almeno un contatto alla settimana con un fratello (Fig.1). Lo stesso effetto si osserva anche per la cattiva (o molto cattiva) salute percepita. (Fig.2).

Convivere con altre persone che non siano il coniuge ha una forte associazione con la cattiva salute, probabilmente a causa della relazione inversa per cui l’anziano non autosufficiente, privo del coniuge, è costretto a convivere con altri, proprio a causa della sua pessima salute.

Le relazioni familiare tipiche della “nonna”, ovvero intrattenere rapporti con i nipoti e i figli, non sembrano invece presentare significative associazioni né positive né negative con la salute percepita (Fig. 2) o con gravi problemi di salute (Fig. 1). Al contrario, i “nonni” sembrano debolmente beneficiare del loro rapporto con i nipoti, ma non con i figli.

Le relazioni sociali non sono tutte uguali e non sono uguali per tutti

I nonni e le nonne italiani  presentano associazioni positive tra buona salute e strette relazioni con amici e fratelli (relazioni “orizzontali”, con l’eccezione dei vicini). Una situazione più diversificata e ambigua rappresenta invece il rapporto con figli e nipoti (relazioni “verticali”). Ulteriori studi, ancor meglio se longitudinali, dovranno proseguire lungo la disaggregazione delle diverse tipologie di relazione sociale e familiare intrattenute contemporaneamente dagli anziani, in modo da misurare più correttamente l’associazione e, meglio, l’effetto delle relazioni familiari e sociali sulla salute degli anziani.

Per saperne di più

Tomassini, C., Zamberletti, J., Lallo, C., Cavrini, G. (2020).Associations of family and social contact with health among Italian grandparents. Genus, 76:19.

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