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Il reddito degli immigrati extracomunitari residenti in Italia

Secondo i rilievi dell’Agenzia delle Entrate, il reddito medio dichiarato dagli immigrati extracomunitari è pari al 57% di quello dichiarato da tutti i contribuenti italiani. Raffaello Lungarella, analizza la distribuzione geografica dei modesti redditi degli immigrati e sottolinea la loro vulnerabilità in conseguenza della crisi economica provocata dalla pandemia.

Il blocco e il rallentamento delle attività economiche dovuti alla pandemia di Covid-19, e le difficoltà della loro ripresa, provocano per tante famiglie una riduzione del loro reddito. Quando il reddito abituale è molto basso, è pressoché impossibile accantonare un risparmio per superare i momenti di difficoltà. È questa la situazione in cui sono venuti a trovarsi, accanto ad altri gruppi — sociali, gli immigrati extracomunitari residenti in Italia, anche se hanno un reddito denunciato al fisco. L’Agenzia delle entrate¹ pubblica, per la prima volta, alcuni dati, tratti da fonti ufficiali (archivi catastali e dichiarazioni dei redditi), sia sui redditi dichiarati sia sugli immobili di cui essi dispongono. Sui primi, con riferimento all’anno d’imposta 2016, ci si sofferma qui di seguito, sui secondi in un prossimo articolo.

Il trascinamento del numero di contribuenti

L’Agenzia delle entrate ha censito 1.360.248 contribuenti extracomunitari (3,3% del totale dei contribuenti residenti in Italia). Mancano negli archivi dell’Agenzia delle entrate tra 450 mila e 750 mila pensionati, lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi extracomunitari in regola con il permesso di soggiorno conosciuti all’Inps² (Tabella 1). Si tratta, verosimilmente, di persone appartenenti soprattutto a quelle categorie i cui redditi non sono tassati alla fonte da sostituti d’imposta, ma non devono essere considerate automaticamente evasori fiscali: è possibile che il reddito di una parte di esse sia più basso dell’importo oltre il quale scatta l’obbligo di dichiararlo al fisco.

Tra il 2012 e il 2016 la crescita (2%) del numero di contribuenti extracomunitari è stata 10 volte inferiore rispetto a quella della popolazione extracomunitaria residente. Il rapporto contribuenti/popolazione per gli extracomunitari è sempre notevolmente più basso di quello registrato per l’intera popolazione italiana; la forte differenza (29% nel 2016) può essere attribuita, verosimilmente, al fatto che tra gli extracomunitari è maggiore il peso dei giovani in età non ancora da lavoro e degli anziani privi di pensione. A questo va anche aggiunto il fattoche gli adulti incontrano più difficoltà a svolgere un’attività produttrice di reddito tracciabile.

La presenza di contribuenti extracomunitari è proporzionalmente più diffusa nelle aree che offrono maggiori opportunità economiche e che, a desumere dal più alto rapporto contribuenti/popolazione per il totale della popolazione residente, presentano un minor tasso di evasione fiscale totale. Infatti, nelle regioni dove tale rapporto è più elevato, si ha un “trascinamento” verso l’alto anche della quota di extracomunitari che presenta la dichiarazione dei redditi (grafico 1).

Il reddito complessivo dichiarato per il 2016 è di 16 miliardi di euro³, pari all’1,9% del reddito complessivo Irpef di tutti i contribuenti; l’apporto degli extracomunitari al reddito delle singole regioni è particolarmente contenuto in quelle meridionali, fino a ridursi sotto lo 0,4% in Sardegna, per superare l’1% solo in Abruzzo.

La geografia del reddito

Il profilo del grafico che sintetizza la geografia del reddito complessivo dichiarato rispecchia sostanzialmente quello della distribuzione regionale dei contribuenti (grafico 2). L’insieme dei contribuenti extracomunitari dichiara un reddito medio di poco inferiore a 12 mila euro, che costituiscono circa il 57% del reddito complessivo medio di tutti i contribuenti italiani (Tabella 2). Il livello di questa percentuale evidenzia una demarcazione territoriale meno accentuata di quanto non si riscontri per l’importo del reddito medio dichiarato dagli extracomunitari residenti nelle singole regioni.

 

 

 

Con l’esclusione del dato anomalo della Basilicata per il reddito medio da lavoro autonomo, in tutte le altre regioni, indipendentemente dalla sua fonte, l’importo medio dichiarato al fisco dai contribuenti extracomunitari è sempre più basso di quello registrato dall’insieme dei contribuenti. I lavoratori dipendenti extracomunitari dichiarano in media 11,6 mila euro, poco più della metà di quanto dichiarato dalla totalità di questa tipologia di contribuenti. Lo scarto può essere, verosimilmente, attribuito alla relativamente maggiore presenza di lavoratori extracomunitari nelle categorie professionali meno ambite sul piano salariale e, all’interno di ognuna di esse, nelle qualifiche più basse e quindi meno pagate. Nelle regioni del Sud i lavoratori dipendenti extracomunitari dichiarano un reddito medio, in alcuni casi notevolmente più piccolo, rispetto a quello registrato nelle altre regioni. Ciò può essere collegato al più basso reddito medio dichiarato della totalità dei lavoratori dipendenti nel Sud: gli extracomunitari lì residenti per essere competitivi con i lavoratori locali devono accettare condizioni che si traducono anche in un maggiore svantaggio retributivo rispetto alle condizioni che possono ottenere quelli di essi che offrono il proprio lavoro nelle restanti regioni.

Anche il reddito medio dei pensionati extracomunitari presenta differenze territoriali, sebbene l’indice di variazione relativa sia per esso molto più basso di quello calcolato per i contribuenti delle altre due fonti di reddito. La spiegazione del più basso reddito medio dei lavoratori autonomi extracomunitari, rispetto a quello per il totale di questa categoria di contribuenti, può essere simile a quella avanzata per i lavoratori dipendenti: gli extracomunitari svolgono soprattutto attività di piccolo commercio, soprattutto ambulante, meno redditizie di quelle professionali, dove la loro presenza è poco diffusa.

La condizione economica degli extracomunitari residenti in Italia, diventa ancora più debole ove si sottragga al reddito dichiarato l’Irpef netta versata (nel complesso 2,65 miliardi di euro): il reddito disponibile medio per contribuente diventa inferiore a 10 mila euro. Solo in Abruzzo e Basilicata l’importo di questo reddito è di poco superiore alla soglia di povertà assoluta[4], anche nell’ipotesi, poco probabile, che con esso debba vivere una sola persona. Anche se non avessero la necessità di inviarne una parte come rimesse nei loro paesi di provenienza, gli importi modesti dei redditi annui di cui possono disporre rende gli immigrati extracomunitari – come tutte persone di ogni nazionalità che si trovano nelle stesse condizioni economiche – particolarmente vulnerabili alle conseguenze di interruzioni anche per brevi periodi delle attività svolte.

Note

¹ Agenzia delle entrate, Gli immobili in Italia 2019,

² INPS – cittadini non comunitari 

³ L’Agenzia delle entrate fornisce solo il reddito medio dei contribuenti per le tre fonti di reddito sopra indicate. L’ammontare del reddito complessivo dichiarato dagli extracomunitari è stato calcolato ipotizzando che la distribuzione percentuale, per fonte di reddito, del numero di contribuenti extracomunitari di ogni regione sia la stessa della distribuzione tra lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi e pensionati degli immigrati extracomunitari conosciuti all’Inps per l’intero aggregato nazionale, in ognuno degli anni considerati. Il numero di contribuenti per singola fonte di reddito così ottenuto è stato moltiplicato per il reddito medio dichiarato da ognuna delle tipologie di contribuenti. Dalla somma del reddito complessivo delle singole regioni si ottiene l’importo totale a livello nazionale.

[4] ISTAT – La soglia di povertà assoluta, per il 2016, è stata determinata utilizzando l’applicazione disponibile all’indirizzo; essa è stata calcolata per un nucleo famigliare composto da una sola persona di età 18-59 anni, residente in un’area metropolitana.

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