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Demografia e salute: è sostenibile il SSN? Neodemos, con le fondazioni Cesifin e Stensen, alla ricerca di una risposta lo scorso 19 Novembre

Potremmo così sintetizzare la risposta emersa dall’incontro: il Sistema Sanitario Nazionale è sostenibile…ma con una serie di radicali adattamenti e riforme che conservandone i principi di equità e accessibilità, ne migliorino l’efficienza contrastando l’onerosità crescente dovuta anche a motivi demografici. In Italia, come in altri paesi  avanzati, si vive a lungo; la speranza di vita, oggi di 85 anni per le donne e di 80 per gli uomini, ha superato le previsioni – anche quelle più rosee – che gli esperti facevano qualche decennio fa. Merito, sicuramente, del maggiore benessere e delle più vaste conoscenze scientifiche, ma anche di competenti e moderni sistemi sanitari “universalistici” (cioè accessibili a tutti) che riescono a trasmettere alla cittadinanza i benefici delle innovazioni della medicina mediante la prevenzione e le cure. Se questi sistemi si incrinano o regrediscono, anche la buona e lunga sopravvivenza raggiunta è a rischio; ulteriori progressi scientifici farebbero fatica a trasmettere i propri benefici alla popolazione; le disuguaglianze ancor oggi considerevoli potrebbero approfondirsi; né sono esclusi passi indietro nella sopravvivenza e nella sua qualità.

All’incontro hanno partecipato Attilio Maseri, con una nota introduttiva ed Enrico Rossi con un intervento conclusivo: il primo con considerazioni tratte dalla sua lunga esperienza di cardiologo innovatore con riconoscimenti internazionali, il secondo con riflessioni ispirate dal lungo lavoro di Assessore alla sanità e di Presidente di Regione. L’apporto scientifico è stato assicurato dalle relazioni di tre studiosi di fama: Viviana Egidi, della Sapienza di Roma, Cesare Cislaghi, di Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) e Sabina Nuti, del Sant’Anna di Pisa. Sono emersi numerosi spunti di grande interesse: in primo luogo, il processo d’invecchiamento misurato  considerando l’età biologica equivalente, anziché limiti fissi cronologici, risulta in crescita relativamente moderata. In secondo luogo l’esistenza di spazi considerevoli per una riduzione relativa dei costi e per un aumento dell’efficienza del sistema, per mezzo, soprattutto, di una maggiore appropriatezza delle cure, della riallocazione delle risorse, della riduzione della variabilità “evitabile” della performance delle varie aree territoriali. In terzo luogo la necessità di ridisegnare in modo equilibrato gli spazi: quelli spettanti alla politica come quelli dei professionisti della sanità e dei manager, in un’alleanza che abbia al centro l’interesse dei cittadini.

Neodemos si accinge a pubblicare in volume – disponibile sia in formato cartaceo, sia in PDF sul sito – gli atti dell’incontro, così come fatto per gli incontri degli anni precedenti che videro come ospiti Romano Prodi, Fabrizio Saccomanni e Elsa Fornero. Vogliamo così rafforzare la vocazione di Neodemos volta ad offrire ai propri colti e curiosi lettori – oltreché agli studiosi, ai ricercatori, agli amministratori – un’alta, affidabile e buona divulgazione. Occupando quell’ampio “spazio di mezzo” tra l’informazione dei media, spesso frettolosa se non superficiale, e quella scientifica, difficilmente accessibile e fruibile dai non specialisti.    

 

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