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Le misure economiche di sostegno alle famiglie con figli nel Regno Unito

Il sistema di welfare del Regno Unito è definito “liberale” perché è il mercato che fornisce i servizi, e il sostegno dello stato è rivolto ai meno abbienti. Nonostante ciò – argomenta Agnese Vitali – il sostegno alle famiglie con figli è stato, storicamente, piuttosto generoso, rafforzandosi con una riforma del 1999. Dal 2010, però, la riduzione della spesa pubblica ha fortemente ridotto il welfare delle famiglie, colpendo in particolare quelle famiglie monogenitoriali e quelle con tre o più figli.

Nelle classificazioni dei paesi in base del welfare, il Regno Unito è definito ‘liberale’, perché il libero mercato è il principale fornitore di servizi, mentre il supporto statale è destinato esclusivamente ai meno abbienti. Nonostante ciò, storicamente, il supporto alle famiglie con figli è stato piuttosto generoso. Già nel 1946 era in vigore un sussidio universale a partire dal secondo figlio, dal 1956 esteso a tutti i figli in l’età scolare. La misura, seppur modificata molte volte nel tempo, rimane in vigore tutt’oggi, ma perde la caratteristica dell’universalità. Per le persone con figli (coppie, famiglie monogenitoriali e genitori affidatari), oggi sono in vigore svariate misure di sostegno economico, di seguito presentate.

Congedi parentali

Per le mamme è previsto un congedo retribuito di 39 settimane. Per le prime 6 settimane, il pagamento è pari al 90% dello stipendio settimanale (per chi, alla 15ma settimana prima del presunto termine della gravidanza, è occupata da almeno 26 settimane con l’attuale datore di lavoro e guadagna almeno £120 a settimana), per le successive 33 settimane è pari al minimo tra il 90% dello stipendio settimanale e £151.97. Per i padri, dal 2002, sono disponibili 2 settimane pagate, con la possibilità di scegliere un congedo condiviso (‘shared parental leave’) tra madri e padri.

Sure Start Maternity Grant

Si tratta di un pagamento pari a £500 per far fronte alle spese legate all’arrivo del primo figlio o a un parto gemellare se successivo al primo, destinato a chi già beneficia di altre fonti di supporto al reddito. In Scozia, invece, il pagamento ammonta a £606 per il primo figlio e £303 per ciascuno dei successivi, tramite uno schema alternativo chiamato ‘Pregnancy and Baby Payment’, anche questo tuttavia limitato a chi già percepisce altri supporti al reddito.

Assegno per i figli

Oggi, l’assegno per i figli (‘child benefit’) non è più, come in passato, universale, ma è tassato se uno dei due genitori guadagna più di £50.000 all’anno fino ad annullarsi se il reddito di uno dei genitori sale a £60.000. Dal 2017 il child benefit è inoltre legato all’ordine di nascita. Per il primo figlio, il sostegno economico ammonta a £21.15 alla settimana, pari a £1.100 l’anno per il 2021/2022. Per i figli successivi al primo, il sostegno si riduce a £14 alla settimana, pari a 728 l’anno, in controtendenza con le politiche di altri paesi europei che invece tendono a supportare maggiormente le famiglie numerose.

L’ammontare del sostegno è rivisto e leggermente aumentato ad aprile di ogni anno. La somma è elargita mensilmente ad uno dei genitori direttamente sul conto corrente, fino al compimento del 16esimo anno di età del figlio, innalzato a 20 se il figlio è iscritto a tempo pieno a un corso di formazione o istruzione, esclusa quella universitaria. Il diritto al sostegno economico è esteso agli stranieri purché abbiano il diritto di risiedere nel Regno Unito. Si qualificano, ad esempio, le famiglie straniere con almeno un genitore lavoratore.

Credito d’imposta sui figli

Il credito d’imposta sui figli (‘child tax credit’) è un assegno per i figli destinato alle famiglie a basso reddito. La misura può arrivare fino a £2,845 annui per figlio, tuttavia, per i nati da aprile 2017 in poi, la misura si applica solo fino al secondo figlio, penalizzando, di fatto, le famiglie numerose. Invece per i nati precedentemente, la misura si applica per tutti i figli, e ad essa si aggiunge un importo fino a £545 per il nucleo familiare.

Credito Universale

In vigore dal 2017, lo strumento del ‘credito universale’ dovrebbe, nel tempo, sostituire i vari crediti d’imposta e le altre misure esistenti, inclusi quelli a sostegno delle famiglie con figli e concentrarli in un unico strumento. Oltre ad un assegno standard, i cui beneficiari sono le persone a basso reddito, sono previste integrazioni per i figli, per adulti disabili, per il supporto al costo dell’alloggio e per l’assistenza all’infanzia.

Il completamento del passaggio al credito universale è previsto entro il 2024, nel frattempo credito universale e altre misure coesistono, ma non sono cumulabili. Le famiglie che beneficiano del Credito Universale sono ancora poche: a fine 2019, solo 59.161 famiglie ricevevano sostegno all’assistenza all’infanzia tramite Credito Universale, 49.274 delle quali erano famiglie mono-genitoriali (Stewart e Reader, 2020).

Aiuti economici per nidi e scuole dell’infanzia

Dal 2017 è in vigore anche un sostegno economico che contribuisce al pagamento dei costi di cura dei figli. Si tratta, come per i precedenti, di un sussidio elargito ad uno dei genitori, spendibile esclusivamente per pagare fino a 30 ore settimanali di scuola dell’infanzia per i bambini e le bambine di tre e quattro anni di età presso strutture convenzionate (‘30 hours free childcare’). Sempre dal 2017, un altro strumento (‘tax-free childcare’), rimborsa £2 per ogni £8 spesi in servizi di cura per la fascia 0-2 anni e, limitatamente alle ore superiori a 30, anche per la fascia 3-4 anni, fino a un massimo di £2,000 all’anno per figlio. Beneficiari di entrambi gli schemi sono i genitori lavoratori, inclusi gli autonomi, purché nessuno dei due superi la soglia dei £100,000 annui.

Il sostegno economico per le famiglie: Dagli aiuti ai tagli

La generosità del sostegno economico per le famiglie a basso reddito con figli fu aumentata considerevolmente da una riforma nel 1999. Si stima che questa riforma abbia aumentato del 15% la natalità tra le donne in coppia (Brewer e Ratcliffe 2012) e che ricevere elevati livelli di credito d’imposta per i figli fosse associato a una maggiore probabilità di avere un secondo e terzo figlio (Stone e Berrignton 2017).

A partire dal 2010, tuttavia, il sostegno economico alle famiglie con figli ha risentito di tagli generalizzati legati al tentativo di ridurre la spesa pubblica aumentata a seguito della crisi finanziaria del 2008. Questi tagli hanno colpito spropositatamente le famiglie monogenitoriali e le coppie con figli, in particolare quelle con 3+ figli (De Agostini et al. 2015). Si registra anche un aumento della percentuale di bambini che vivono in povertà (Stewart e Reader 2020). Le famiglie con figli hanno risentito indirettamente anche di altri tagli al welfare, ad esempio quelli agli alloggi sociali, forniti a canoni abbordabili. Se le riforme generose del 1999 avevano avuto un effetto positivo sulla natalità, è possibile che i tagli in atto contribuiranno ad una riduzione della natalità negli anni futuri.

Riferimenti

Brewer, M., & Ratcliffe, A. (2012). Does welfare reform affect fertility? Evidence from the UK. Journal of Population Economics, 25(1), 245-266.

De Agostini, P., Hills, J., & Sutherland, H. (2015). Were we really all in it together? The distributional effects of the 2010-2015 UK Coalition government’s tax-benefit policy changes: an end-of-term update (No. EM13/15). EUROMOD Working Paper.

Stewart, K., & Reader, M. (2020). The Conservatives’ record on early childhood: policies, spending and outcomes from May 2015 to pre-COVID 2020.

Stone, J., & Berrington, A. (2017). Income, welfare, housing and the transition to higher order births in the UK.

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