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	<title>La Redazione &#8226; Neodemos</title>
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	<description>Popolazione, società e politica</description>
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	<title>La Redazione &#8226; Neodemos</title>
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		<title>Risveglio da un lungo sonno: lo Ius Culturae per i giovani migranti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Aug 2024 16:33:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inopinatamente, dopo sette anni di sonno, si è riacceso il dibattito sulla cittadinanza dei giovani migranti. Riproponiamo l’ebook “Ius Soli Ius Culturae” che riporta i ... <a title="Risveglio da un lungo sonno: lo Ius Culturae per i giovani migranti" class="read-more" href="https://www.neodemos.info/2024/08/20/risveglio-da-un-lungo-sonno-lo-ius-culturae-per-i-giovani-migranti/" aria-label="Per saperne di più su Risveglio da un lungo sonno: lo Ius Culturae per i giovani migranti">Leggi</a></p>
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<p><em>Inopinatamente, dopo sette anni di sonno, si è riacceso il dibattito sulla cittadinanza dei giovani migranti. Riproponiamo l’ebook “<a href="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2017/11/E-book-IUS-SOLI4.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ius Soli Ius Culturae</a>” che riporta i contributi sul tema di un gruppo di studiosi sollecitati da Neodemos, e pubblicato nel novembre 2017. I problemi sono, oggi, identici a quelli di allora, ma la loro soluzione è più urgente perché più numerosi sono i giovani con i giusti requisiti per diventare cittadini del nostro paese.</em></p>



<p class="has-drop-cap">Risveglio da un lungo sonno: lo Ius Culturae per i giovani migranti. La questione della cittadinanza è riemersa nel dibattito politico, dopo un sonno durato sette anni, precisamente dal luglio del 2017, quando il Ddl 2092, “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, e altre disposizioni in materia di cittadinanza” venne di fatto affossato “per la viltà delle forze politiche che siedono in Parlamento che l’hanno sostenuta alla Camera, ma rifiutano di appoggiarla al Senato”, per calcoli elettorali (Neodemos, 28 Luglio 2017). Le elezioni politiche erano vicine (si tennero il 4 marzo successivo), e si ritenne opportuno “lasciar perdere” un argomento spinoso, che sottrae voti anche quando le riforme proposte sono di buon senso e largamente condivise. Eppure il disegno di legge era stato approvato dalla Camera due anni prima, e a larga maggioranza. In quegli stessi mesi, Neodemos chiese a un gruppo di studiosi di esprimersi sulla proposta di riforma, e i loro contributi vennero raccolti nell’ebook “<a href="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2017/11/E-book-IUS-SOLI4.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ius Soli Ius Culturae: un dibattito sulla cittadinanza dei giovani migranti</a>” (novembre 2017), e presentato successivamente al Senato. Lo riproponiamo ai nostri lettori, senza alcuna aggiunta o modifica: i termini del problema sono gli stessi, solo la loro soluzione è oggi più urgente che mai, poiché i giovani desiderosi di acquisire la nazionalità italiana, e che ne avrebbero i requisiti, sono più numerosi e anche più integrati di sette anni fa.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2017/11/E-book-IUS-SOLI4.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-20-alle-18.08.01-722x1024.png" alt="" class="wp-image-21653" width="263" height="373" srcset="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-20-alle-18.08.01-722x1024.png 722w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-20-alle-18.08.01-211x300.png 211w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-20-alle-18.08.01-768x1090.png 768w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-20-alle-18.08.01.png 792w" sizes="(max-width: 263px) 100vw, 263px" /></a></figure></div><p>L'articolo <a href="https://www.neodemos.info/2024/08/20/risveglio-da-un-lungo-sonno-lo-ius-culturae-per-i-giovani-migranti/">Risveglio da un lungo sonno: lo Ius Culturae per i giovani migranti</a> proviene da <a href="https://www.neodemos.info">Neodemos</a>.</p>
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		<title>Le ultime previsioni dell’Istat</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2023 06:21:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[ISTAT]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, l’Istat ha rese disponibili le nuove previsioni della popolazione italiana per l’intero Paese e per le singole regioni, fino all’anno 2080 (Previsioni ... <a title="Le ultime previsioni dell’Istat" class="read-more" href="https://www.neodemos.info/2023/10/04/le-ultime-previsioni-dellistat/" aria-label="Per saperne di più su Le ultime previsioni dell’Istat">Leggi</a></p>
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<p class="has-drop-cap">Nei giorni scorsi, l’Istat ha rese disponibili le nuove previsioni della popolazione italiana per l’intero Paese e per le singole regioni, fino all’anno 2080 (<a href="https://www.istat.it/it/archivio/288443" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Previsioni della popolazione residente e delle famiglie</a>). Si tratta di un aggiornamento che l’Istat esegue con cadenza annuale, tenendo conto delle tendenze più recenti e dei dati più aggiornati e adattando, di conseguenza, le ipotesi sul futuro. Nella sua variante media, basata su ipotesi sulle quali c’è un buon consenso tra gli esperti circa l’andamento futuro dei fenomeni demografici, la popolazione del Paese diminuisce dai 59 milioni di inizio 2022 a 56,5 milioni nel 2050 e 45.8 del 2080. Una data assai lontana, quest’ultima, per la quale la previsione ha una funzione illustrativa e di scenario, più che di realistica valutazione. La cifra di 56,5 milioni per il 2050 è sensibilmente maggiore di quella prevista, per la stessa data, nell’edizione previsiva dell’anno passato, pari a 54,2 milioni, in conseguenza – soprattutto – di una sostanziale revisione al rialzo della immigrazione netta (circa 170mila unità all’anno attorno al 2050). La riproduttività rimarrebbe molto bassa, risalendo timidamente da 1,24 nel 2021 a 1,38 nel 2050, una modesta ripresa che abbassa le aspettative formulate lo scorso anno (1,51) per quest’ultima data. Insomma, il percorso è strutturalmente in discesa, e sollecita una visione politica di lungo periodo per contrastare le inevitabili conseguenze negative (contrazione della forza lavoro, ulteriore invecchiamento, accentuazione delle fragilità sociali) che già oggi indeboliscono il nostro Paese. </p>



<p><a href="https://www.neodemos.info/2023/10/04/e-ancora-possibile-una-solida-ripresa-delle-nascite-i-margini-sempre-piu-stretti-delle-previsioni-istat/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Neodemos ospita una prima analisi delle nuove previsioni</a>, a cura di Marcantonio Caltabiano e Alessandro Rosina, uno strumento indispensabile per formulare politiche sociali di breve, e soprattutto di lungo periodo,&nbsp; utilissimo per meglio comprendere la direzione di marcia della società italiana nei prossimi decenni.</p>
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		<title>Uno due e tre!</title>
		<link>https://www.neodemos.info/2021/06/01/uno-due-e-tre/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=uno-due-e-tre</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 07:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglie e Riproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
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<p class="has-drop-cap">Nel 2016 la Cina abolì ufficialmente la politica del “figlio unico”, inaugurata nel 1978, permettendo alle coppie di avere un secondo figlio senza incorrere in severe penalità. Ieri, 31 maggio, il politburo presieduto da Xi Jinping, ha abolito anche il limite dei due figli, spostandolo a tre e, come si legge nel comunicato dell’agenzia ufficiale Xinhua, decidendo “misure di sostegno che permetteranno di migliorare la struttura della popolazione del nostro paese, dando seguito alla strategia volta ad affrontare le sfide dell’invecchiamento della popolazione”. Sul China Daily di oggi si legge un editoriale che così si esprime “Il 14.mo piano quinquennale (2021-25) afferma che occorre ottimizzare la politica di pianificazione familiare e renderla più inclusiva. Il che significa dare alle coppie maggiore libertà, come possibile con la nuova “politica dei tre figli”, creando un ambiente sociale più favorevole alle nascite…soprattutto mediante politiche industriali, fiscali, sociali, abitative e di trasporto che potranno incoraggiare fortemente le donne ad avere più figli”.</p>



<p>Neodemos ha costantemente tenuta alta l’attenzione sulla politica demografica della Cina. Nella realtà le giovani coppie cinesi hanno da tempo “interiorizzato” la bassa fecondità, condizionate dagli alti costi connessi con la nascita e l’allevamento di un figlio. Già assai prima del 2016 le indagini avevano anticipato che l’abolizione della politica del figlio unico avrebbe avuto effetti del tutto irrilevanti, così come in effetti è avvenuto, e così avverrà con la cancellazione del limite del secondo figlio. Sarà interessante capire quali tipi di interventi e provvedimenti la Cina metterà in cantiere per rovesciare una tendenza profondamente iscritta nei comportamenti riproduttivi. E quante risorse riuscirà a mobilitare. Il cambio di passo del regime – da una politica ferreamente e dispoticamente imposta col “figlio unico” ad una pro-natalista – è spettacolare, ma sicuramente tardivo. Frenato anche da una numerosissima burocrazia che col minuzioso controllo verticale dei comportamenti riproduttivi – dai quartieri delle megalopoli giù giù fino al più microscopico villaggio – aveva costruito la sua potenza.</p>
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		<title>L’Ospite inatteso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2020 12:18:00 +0000</pubDate>
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		<title>“L’Ospite inatteso” il nuovo e-book di Neodemos</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2020 08:42:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Mortalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“L’Ospite inatteso” è l’e-book che oggi Neodemos offre ai lettori e che raccoglie e sistema i contributi pubblicati sull’epidemia Covid-19, dal suo inizio a oggi. ... <a title="“L’Ospite inatteso” il nuovo e-book di Neodemos" class="read-more" href="https://www.neodemos.info/2020/06/19/lospite-inatteso-il-nuovo-e-book-di-neodemos/" aria-label="Per saperne di più su “L’Ospite inatteso” il nuovo e-book di Neodemos">Leggi</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2020/06/lospite-inatteso-neodmos-e-il-covid-193.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">“L’Ospite inatteso”</a> è l’e-book che oggi Neodemos offre ai lettori e che raccoglie e sistema i contributi pubblicati sull’epidemia Covid-19, dal suo inizio a oggi. I temi discussi sono vari, dai modelli statistici, alle modalità di diffusione del contagio, alle conseguenze di natura&nbsp; sociale, demografica e economica dell’epidemia. Questi brevi interventi sono stati scritti mentre l’ondata epidemica faceva il suo corso, e perciò hanno la natura “provvisoria” che è inevitabile quando si studia un fenomeno non ancora giunto a conclusione. L’epidemia ha dato luogo ad una ricchissima pubblicistica che ha diffuso, non sempre in modo corretto, i risultati di una altrettanto ricca messe di studi scientifici. Neodemos, tenendo fede alla sua funzione di luogo di incontro tra scienza e opinione pubblica bene informata, continuerà a seguirne l’evoluzione. Passata l’ondata di piena, siamo entrati in una<br />
fase di “convivenza” col nuovo coronavirus che condizionerà i nostri modi di vita fin quando, si spera presto, all’Ospite inatteso non verrà dato uno sfratto vaccinale. Oggi l’attenzione è massima, com’è giusto, circa gli effetti economici dell’epidemia, mentre rimangono in ombra altri effetti di natura culturale, demografica e sociale, che ci proponiamo di analizzare nei mesi che verranno.</p>
<p><a href="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2020/06/lospite-inatteso-neodmos-e-il-covid-193.pdf"><img decoding="async" class="alignright wp-image-12844 size-large" src="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2020/06/CLICCA_E-BOOK-1024x512.jpg" alt="" width="1024" height="512"></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Misurare l’epidemia col metro giusto</title>
		<link>https://www.neodemos.info/2020/04/20/misurare-lepidemia-col-metro-giusto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=misurare-lepidemia-col-metro-giusto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 09:56:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Mortalità]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[modelli matematici]]></category>
		<category><![CDATA[pandemie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il testo qui riportato è scritto da Maria Letizia Tanturri e rappresenta la posizione dell&#8217;associazione Neodemos. In questi giorni di blocco totale, qualcuno sostiene che ... <a title="Misurare l’epidemia col metro giusto" class="read-more" href="https://www.neodemos.info/2020/04/20/misurare-lepidemia-col-metro-giusto/" aria-label="Per saperne di più su Misurare l’epidemia col metro giusto">Leggi</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.neodemos.info/2020/04/20/misurare-lepidemia-col-metro-giusto/">Misurare l’epidemia col metro giusto</a> proviene da <a href="https://www.neodemos.info">Neodemos</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il testo qui riportato è scritto da Maria Letizia Tanturri e rappresenta la posizione dell&#8217;associazione Neodemos.</em></p>
<p>In questi giorni di blocco totale, qualcuno sostiene che le misure adottate dall’Italia siano eccessive rispetto all’impatto dell’epidemia di Covid-19 sulla mortalità italiana complessiva, ed è convinto che che così facendo si infligga all’economia un danno sproporzionato. Il dibattito sull’opportunità delle misure ovviamente è legittimo in un Paese democratico. La discussione pubblica è senz’altro utile, vista anche la diversità degli approcci adottati nei vari Paesi interessati dall’epidemia e la crescente preoccupazione per le sorti della nostra economia. A nostro avviso, però, si dovrebbe evitare di utilizzare presunti dati statistici per dare carattere di scientificità a quelle che restano (legittime) posizioni politiche, soprattutto quanto questi dati in realtà non esistono.</p>
<p>E’ purtroppo accaduto anche ad una testata prestigiosa come il Sole24ore che il 17 Aprile scorso ha ospitato un articolo intitolato “L’economia ferma e il dubbio sui decessi in Italia” in cui gli autori Paolo Becchi e Giovanni Zibordi, più che dubbi esprimono certezze: nei mesi in cui è partita l’epidemia non si sarebbe riscontrato un eccesso di mortalità nel nostro Paese.</p>
<p>Il Sole 24 Ore in un disclaimer prende sì le distanze: “I commenti ospitati nella sezione Interventi non sono di giornalisti e commentatori de Il Sole 24 Ore e non impegnano la linea editoriale del giornale”, ma lascia comunque spazio all’argomentazione degli autori. La loro tesi è chiara:</p>
<p><em>“In Italia siamo circa in 60 milioni, abbiamo 650 mila decessi l&#8217;anno e circa 230 mila decessi nel periodo gennaio-aprile e quest&#8217;anno, in base ai dati Istat, non si riscontra un aumento complessivo di mortalità rispetto agli anni precedenti”</em></p>
<p>Subito sotto, infatti, confrontano i dati ufficiali forniti dall&#8217;Istat per il primo quadrimestre degli anni precedenti al 2020 con i dati del primo quadrimestre 2020. La tesi sembra corroborata dall’evidenza. Sostengono gli autori:</p>
<p>“<em>Quest&#8217;anno, alla data dell&#8217;ultimo aggiornamento del 13 aprile, siamo arrivati a 191 mila decessi. Per fare </em>un confronto dobbiamo<em> allora stimare quanti saranno allora i decessi nell&#8217;aprile 2020 per il quale abbiamo i dati fino al 13 aprile. Dato che ad esempio </em>il 13 aprile ci sono stati 1,457 decessi, stimiamo il totale dei decessi per il resto del mese di aprile come<em> 1,457 X 17 giorni = 25 mila decessi (arrotondando alle migliaia). Se allora sommiamo ai 191mila decessi alla data del 13 aprile (partendo dal 1 gennaio), la stima di altri 25 mila decessi nel resto del mese di aprile, ottengo 216mila decessi nei primi 4 mesi del 2020 in Italia complessivamente. Dato che la media degli anni precedenti è di 231 mila decessi (sempre nei primi 4 mesi dell&#8217;anno), si avrebbe che nel 2020 si stanno verificando meno decessi (circa 15 o 16 mila in meno)”.</em></p>
<p>Il ragionamento apparentemente non fa una grinza. Anche se gli autori riconoscono il problema dell’eccesso di mortalità in alcune selezionate Province, si chiedono: perché il paese è chiuso se i morti dunque non solo non sono aumentati, ma sono addirittura in calo, secondo i dati ufficiali dell’ISTAT? Il paese vuole forse suicidarsi?</p>
<p>Un’argomentazione così solida e così ben articolata posa però sui piedi di argilla: in realtà non sono disponibili dati ufficiali di mortalità relativi ai primi mesi del 2020. Se andiamo sul sito dell’ISTAT, scopriamo infatti che l&#8217;Istituto non ha ancora fornito i dati ufficiali per il primo quadrimestre 2020, anche perché il processo di produzione dei dati di mortalità necessita di alcuni mesi (<a href="https://www.istat.it/it/files//2020/04/Infografica-dati-decessi-15-04-2020.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">si veda</a>).</p>
<p>L’Istituto Nazionale di Statistica lo dice molto chiaramente sul suo sito:<em> “Al momento, <a href="https://www.istat.it/it/archivio/241576" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dai dati prodotti dall’Istat</a> non è possibile fare alcuna sintesi dell’incremento dei decessi in Italia (così come nelle regioni e nelle province) nei primi quattro mesi del 2020 e alcun confronto con lo stesso periodo del 2019 perché non sono ancora disponibili i dati di tutti i Comuni italiani”.</em></p>
<p>L’Istat al tempo stesso offre ai cittadini un servizio utile ed importante: pubblica un data base di dati di mortalità anticipatori parziali relativi a una lista di comuni, presenti con dati affidabili, nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione residente (ANPR), che viene settimanalmente aggiornata e ampliata. Chiaramente si dice che si tratta di un campione non rappresentativo dell’intero territorio nazionale, ma solo di una selezione di Comuni (pari a 1.689 su 8000, dopo l’ultimo aggiornamento settimanale) operata sulla base di una valutazione della completezza e della tempestività delle informazioni raccolte, nonché di criteri statistici ben descritti in una nota esplicativa. Si tratta dei Comuni che presentano almeno dieci decessi nel periodo 4 gennaio -4 aprile 2020 (ultimi tre mesi) e che hanno fatto registrare un aumento dei morti pari o superiore al 20 percento nel periodo 1 marzo-4 aprile 2020 rispetto al dato medio dello stesso periodo degli anni 2015-2019. In quelli del Nord si registrano le variazioni più consistenti: in oltre la metà dei comuni presi in esame, i decessi per il complesso delle cause sono più che raddoppiati nel mese di marzo e nei primi quattro giorni di aprile.</p>
<p>L’<a href="https://www.istat.it/it/archivio/241428" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Istat offre anche la possibilità di accedere a grafici interattivi</a>, che visualizzano per singolo comune il valore cumulato dei decessi dal 1 gennaio al 4 aprile, avvenuti nel 2020, e permettono di confrontarli con quelli avvenuti negli stessi mesi di anni precedenti (dal 2015). E’ possibile anche effettuare comparazioni per classe di età, genere e vedere le fasce di popolazione più colpite.</p>
<p>Si tratta di dati utili e importanti, ma ancora non rappresentativi dell’intero Paese. E i dati dell’articolo del Sole 24 Ore allora da dove arrivano?</p>
<p>Non ne siamo certi, ovviamente, ma sospettiamo che i presunti dati ufficiali siano stati invece presi da qualche sito di statistiche “in tempo reale” (ce ne sono diversi in rete) che a partire da dati Istat degli anni passati stimano, con un algoritmo di previsione, proprio sulla base della mortalità degli anni scorsi, la mortalità dei primi mesi del 2020. Lo fanno però a bocce ferme, senza tener conto dell’epidemia di Covid-19. Non sorprende quindi che non ci sia traccia della super-mortalità di questo periodo e degli effetti del virus.</p>
<p>Rammarica costatare che in un periodo in cui l’importanza di disporre di dati affidabili per decidere dovrebbe essere evidente per tutti i cittadini, si confondano con superficialità i dati della Statistica Ufficiale con dati stimati su un qualche sito, con un algoritmo costruito senza chiare ipotesi e senza che siano espliciti i metodi statistici di previsione. La facilità di ottenere dati in rete non dovrebbe indurre nell’errore che la loro comprensione sia facile, che i dati siano semplicemente “dati”, e che da essi si possano trarre conclusioni ignorando totalmente il processo da cui hanno origine. Questa attenzione è ancor più auspicabile quando i dati contano perdite di vite umane. I dati non sono opinioni.</p>
<h3><strong>Per saperne di più:</strong></h3>
<p>Dati di mortalità: cosa produce l’Istat</p>
<p><a href="https://www.istat.it/it/archivio/240401">www.istat.it/it/archivio/240401</a></p>
<p>Istat: <a href="https://www.istat.it/it/files//2020/04/Infografica-dati-decessi-15-04-2020.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Infografica decessi </a></p>
<p>Istat: <a href="https://www.istat.it/it/files//2020/03/Covid_Indicazioni_scheda_morte.pdf">Come si rileva la causa di morte</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.neodemos.info/2020/04/20/misurare-lepidemia-col-metro-giusto/">Misurare l’epidemia col metro giusto</a> proviene da <a href="https://www.neodemos.info">Neodemos</a>.</p>
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		<title>Geodemografia 2019 &#8211; 15 scritti per meglio comprendere il Mondo</title>
		<link>https://www.neodemos.info/2020/02/26/geodemografia-2019-15-scritti-per-meglio-comprendere-il-mondo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=geodemografia-2019-15-scritti-per-meglio-comprendere-il-mondo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2020 16:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[E-book]]></category>
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		<title>Geodemografia 2018 &#8211; 13 scritti per meglio comprendere il mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2019 09:06:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[E-book]]></category>
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		<title>I suoi primi quarant’anni. L’aborto ai tempi della 194</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2018 16:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[E-book]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
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		<title>I suoi primi quarant’anni…</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2018 08:50:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Mortalità]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[donne genere]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione ... <a title="I suoi primi quarant’anni…" class="read-more" href="https://www.neodemos.info/2018/05/22/i-suoi-primi-quarantanni/" aria-label="Per saperne di più su I suoi primi quarant’anni…">Leggi</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite&#8221;.</p>
<p>Con tanta cautela si apriva il 22 maggio di quarant&#8217;anni fa il testo della legge 194, intitolata &#8220;Tutela sociale della maternità e interruzione volontaria di gravidanza&#8221;. Si tratta della legge che avrebbe permesso, anche nel nostro Paese, di far uscire l&#8217;aborto dalle condizioni di illegalità in cui esso veniva di fatto praticato: condizioni segnate, all&#8217;epoca, non soltanto dalla paura della reclusione per la donna e per chi l&#8217;avesse eventualmente aiutata (come previsto dal codice penale), ma anche da grossi rischi per la salute e da costi economici elevati. La 194/1978 permetteva infatti alla donna di interrompere volontariamente una gravidanza entro primi novanta giorni di gestazione qualora essa avesse accusato &#8220;circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito&#8221; (art.4). Essa prevedeva che i consultori, istituiti tre anni prima, promuovessero l&#8217;informazione sui diritti e i servizi a disposizione della gestante (art.2) e, al pari di medici e strutture socio-sanitarie, producessero la certificazione necessaria alla interruzione della gravidanza (art.5). Inoltre, essa riconosceva la possibilità per il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie di sollevare obiezione di coscienza (art.9).</p>
<p>Si coglie in tutto il testo della legge i termini del dibattito in cui essa aveva visto la luce: al di là di questioni etiche o religiose, c&#8217;era il rischio, sostenevano i suoi oppositori, che l&#8217;interruzione di gravidanza fosse utilizzata dalle donne con leggerezza e che il ricorso all&#8217;aborto si sarebbe così diffuso indiscriminatamente. La storia di questi quarant&#8217;anni ci racconta un esito molto diverso da quello paventato: da quando fu istituita, il tasso di abortività si è progressivamente ridotto in tutto il Paese. Ma ci racconta anche di una implementazione contrassegnata da potenzialità, criticità, variabilità e asimmetrie sul territorio che di quegli stessi articoli di legge sono stati il frutto.</p>
<p>Con la pubblicazione congiunta dei due articoli settimanali (<a href="http://www.neodemos.info/articoli/aborto-e-obiezione-di-coscienza-in-italia-in-viaggio-per-poter-abortire/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Aborto e obiezione di coscienza in Italia. In viaggio per poter abortire </strong></a><strong>e </strong><strong><a href="http://www.neodemos.info/articoli/linterruzione-volontaria-di-gravidanza-in-italia-a-quarantanni-da-quel-22-maggio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’interruzione volontaria di gravidanza in Italia: a quarant’anni da quel 22 maggio),</a></strong></p>
<p>Neodemos inizia oggi un percorso di informazione e aggiornamento sull&#8217;implementazione della 194 che verrà ulteriormente approfondito nelle prossime settimane, nella consapevolezza che questa legge ha giocato -e gioca ancora- un ruolo importante della storia demografica e civile di questo Paese.</p>
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		<title>Verso la metà del secolo. Un’Italia più piccola?</title>
		<link>https://www.neodemos.info/2018/04/13/verso-la-meta-del-secolo-unitalia-piu-piccola-3/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=verso-la-meta-del-secolo-unitalia-piu-piccola-3</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2018 16:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[E-book]]></category>
		<category><![CDATA[convegno neodemos]]></category>
		<category><![CDATA[convegno neodemos 2017]]></category>
		<category><![CDATA[e-book]]></category>
		<category><![CDATA[e-book neodemos]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.neodemos.info/2018/04/13/verso-la-meta-del-secolo-unitalia-piu-piccola-3/">Verso la metà del secolo. Un’Italia più piccola?</a> proviene da <a href="https://www.neodemos.info">Neodemos</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.neodemos.info/2018/04/13/verso-la-meta-del-secolo-unitalia-piu-piccola-3/">Verso la metà del secolo. Un’Italia più piccola?</a> proviene da <a href="https://www.neodemos.info">Neodemos</a>.</p>
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		<title>8° concorso neodemos e i giovani</title>
		<link>https://www.neodemos.info/2018/01/14/8-concorso-neodemos-giovani/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=8-concorso-neodemos-giovani</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jan 2018 17:22:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[concorso neodemos]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche nel 2018, come negli scorsi anni, lanciamo il “concorso Neodemos e i giovani”, con cui selezioneremo e premieremo i migliori articoli originali, proposti a ... <a title="8° concorso neodemos e i giovani" class="read-more" href="https://www.neodemos.info/2018/01/14/8-concorso-neodemos-giovani/" aria-label="Per saperne di più su 8° concorso neodemos e i giovani">Leggi</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.neodemos.info/2018/01/14/8-concorso-neodemos-giovani/">8° concorso neodemos e i giovani</a> proviene da <a href="https://www.neodemos.info">Neodemos</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche nel 2018, come negli scorsi anni, lanciamo il <strong>“concorso</strong> <strong>Neodemos e i giovani”</strong>, con cui selezioneremo e premieremo i migliori articoli originali, proposti a Neodemos da autori nati dal 1.1.1982 in avanti. Gli articoli dovranno arrivare alla redazione di Neodemos entro il 29 aprile 2018. I dettagli del concorso sono definiti qui sotto. Ma quel che forse più conta è lo spirito dell’iniziativa: avvicinare tutti, anche i non demografi, ai problemi di popolazione: non quelli di metodo di analisi, per i quali altre riviste sono più qualificate di noi, ma quelli di sostanza, nei quali ci imbattiamo tutti i giorni: dallo stato di salute degli anziani al calo della fecondità, dalla crescita di nuove forme familiari alla presenza straniera in Italia, e via dicendo. Capire come cambia la popolazione, in fondo, è un po’ come capire i mutamenti della società.</p>
<h2><strong>Regolamento concorso</strong></h2>
<p><strong>1.</strong> Verranno presi in considerazione solo gli articoli che:<br />
a) rispettano gli standard indicati nella sezione <a href="http://www.neodemos.info/scrivi-per-noi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">“Scrivi per noi”</a> ;<br />
b) contengono materiale originale;<br />
c) sono scritti solo da autori che, tutti, rispettino il limite di età sopra riportato.<br />
<strong>2.</strong> L’articolo (in formato editabile: file di Word, con eventuali tabelle e grafici in Excel) deve essere spedito come allegato a una mail da inviare a: info@neodemos.it, avente come oggetto “CONCORSO NEODEMOS E I GIOVANI”, che deve riportare la data di nascita dell’autore (o, se più di uno, di tutti gli autori) e deve giungere entro le ore 24.00 del 29 aprile 2018.<br />
<strong>3.</strong> La Redazione di Neodemos stilerà, a proprio insindacabile giudizio, la graduatoria dei migliori articoli, e conferirà il premio ai migliori articoli proposti.<br />
<strong>4.</strong> La data della consegna del premio è da definirsi.<br />
<strong>5.</strong> La redazione si riserva il diritto di pubblicare TUTTI gli articoli presentati per il concorso – anche quelli non premiati – e di farlo in qualunque momento, anche prima della scadenza dei termini del concorso.<br />
<strong>6.</strong> Gli autori possono, se lo desiderano, chiedere di apparire con uno pseudonimo o chiedere l’inserimento di una nota che precisi che “<em>Le opinioni espresse in questo articolo sono quelle dell’autore, e non riflettono necessariamente quelle dell’istituzione di appartenenza”</em>.<br />
<strong>7.</strong> Gli articoli soggetti solo a modifiche marginali, di natura editoriale, potranno essere pubblicati senza ulteriori contatti con l’autore. Per gli altri, le eventuali modifiche saranno concordate con gli autori. In tal caso il giudizio della commissione riguardo al conferimento del premio si baserà sulla versione pubblicata.<br />
<strong>8.</strong> Non vi è limite al numero di proposte di articolo (scritte a una o più mani) che una stessa persona può sottoporre a Neodemos per il concorso. I premi, però, non sono cumulabili: una stessa persona non potrà in alcun caso vincere più di un premio.<br />
<strong>9.</strong> Neodemos si riserva il diritto di decidere il numero dei premi da conferire, e anche quello di non assegnarne alcuno.<br />
<strong>10.</strong> I vincitori saranno avvertiti privatamente, per posta elettronica</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.neodemos.info/2018/01/14/8-concorso-neodemos-giovani/">8° concorso neodemos e i giovani</a> proviene da <a href="https://www.neodemos.info">Neodemos</a>.</p>
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