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	<title>Edith Pichler &#8226; Neodemos</title>
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	<description>Popolazione, società e politica</description>
	<lastBuildDate>Thu, 25 Jun 2026 16:45:42 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Edith Pichler &#8226; Neodemos</title>
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		<title>La riforma delle riforme: Bürgergeld e Cittadinanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Edith Pichler]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 07:32:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[reddito di cittadinanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli anni successivi all&#8217;era Merkel, i diversi governi tedeschi hanno introdotto importanti riforme in materia di cittadinanza e politiche sociali. Da un lato, è stata ... <a title="La riforma delle riforme: Bürgergeld e Cittadinanza" class="read-more" href="https://www.neodemos.info/2026/06/19/la-riforma-delle-riforme-burgergeld-e-cittadinanza/" aria-label="Per saperne di più su La riforma delle riforme: Bürgergeld e Cittadinanza">Leggi</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Negli anni successivi all&#8217;era Merkel, i diversi governi tedeschi hanno introdotto importanti riforme in materia di cittadinanza e politiche sociali. Da un lato, è stata semplificata la normativa per l&#8217;acquisizione della cittadinanza tedesca; dall&#8217;altro, il precedente sistema di assistenza sociale è stato riformato con l&#8217;introduzione del nuovo reddito di cittadinanza (Bürgergeld)Con l&#8217;insediamento dell&#8217;attuale governo, anche in risposta alla crescita del consenso nei confronti dell&#8217;AfD registrata dai sondaggi, sono state avviate una serie di &#8220;controriforme&#8221; che hanno reso più restrittivo l&#8217;accesso sia alla cittadinanza sia alle prestazioni di sostegno al reddito. Edith Pichler analizza questi processi, ricostruendone le motivazioni politiche e discutendone le principali conseguenze sociali e istituzionali.</em></p>



<p class="has-drop-cap">Neodemos, negli anni scorsi, ha pubblicato diversi articoli sulle riforme dell&#8217;allora governo Verde-Rosso, poi definito &#8220;Semaforo&#8221;: rosso (SPD), verde (Grüne) e giallo (FDP). Le riforme riguardavano la legge sull&#8217;acquisizione della cittadinanza tedesca, semplificandola, e quella sull&#8217;assegno sociale, diventato reddito di cittadinanza. Di questo potevano usufruire anche i profughi ucraini che, a differenza, per esempio, dei profughi provenienti da altri Paesi, beneficiavano di un trattamento più generoso. Tuttavia, si è discusso sempre più della necessità di modificare tale sistema attraverso una nuova legge.<br>La legge prevede che i rifugiati ucraini che arrivano in Germania dopo il 1° aprile 2025 ricevano prestazioni inferiori, simili a quelle dei richiedenti asilo, invece del &#8220;Bürgergeld&#8221; (reddito di cittadinanza): i rifugiati ucraini riceveranno circa 441 euro al mese, contro i 563 euro previsti dal <em>Bürgergeld</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dal “reddito di cittadinanza” al ritorno all&#8217;assegno sociale di base</strong></h3>



<p>E con la discussione sugli ucraini è iniziato anche un dibattito più generale sul &#8220;Bürgergeld&#8221; e sulla sua funzione. Dibattito fomentato anche dal partito AfD (Alternative für Deutschland), che ripete in continuazione il concetto del &#8220;turismo sociale&#8221; e degli &#8220;imbrogli sociali&#8221; a danno della Germania. Il partito viene dato negli ultimi sondaggi, a metà maggio 2026, a livello federale al 28% e nella Sachsen-Anhalt (ex DDR) al 42%, dove in settembre ci saranno le elezioni regionali.<br>La riforma del Bürgergeld è stata però principalmente un&#8217;iniziativa della CDU. Durante la campagna elettorale per il Bundestag, la CDU aveva chiesto la fine di un sistema criticato come ingiusto e costoso: &#8220;Lo Stato sociale non è più giusto in alcuni punti&#8221;, ha dichiarato Carsten Linnemann, segretario generale della CDU, durante un dibattito. &#8220;Dobbiamo fare tutto il possibile per riportare le persone al lavoro, invece di amministrare la disoccupazione.&#8221;</p>



<p>Ma come sono i dati nella realtà? Nel marzo 2024, un totale di 5.548.000 persone aveva diritto a ricevere il Bürgergeld. Di queste, 1.536.000 persone non erano in grado di lavorare (principalmente bambini e adolescenti sotto i 15 anni). Dei 4.012.000 beneficiari in grado di lavorare, circa 1,7 milioni di persone erano registrate come disoccupate. Tra queste, vi erano soprattutto persone che si occupavano di bambini piccoli o assistevano familiari, oppure partecipavano a programmi scolastici o universitari (circa il 18%). Altre non erano disoccupate perché attive in un&#8217;occupazione lavorativa non sovvenzionata di almeno 15 ore settimanali (circa l&#8217;11%), prendevano parte a una misura di politica del lavoro o erano malate e non in grado di lavorare (circa il 13%).<br>Nel marzo 2024, il 20% (pari a 814.000) dei beneficiari di prestazioni in grado di lavorare era occupato; poiché il loro reddito non era sufficiente a garantire il minimo vitale, veniva integrato con il Bürgergeld (comunemente chiamati &#8220;Aufstocker&#8221;).</p>



<p>Ma, nonostante ciò, il sistema del Bürgergeld verrà trasformato in una nuova forma di assistenza sociale di base: chi è in grado di lavorare dovrà essere inserito nel mercato del lavoro più rapidamente. Il Governo ha approvato definitivamente il disegno di legge sulla riforma del reddito minimo garantito per le persone in cerca di lavoro. Dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale federale, la legge entrerà in vigore gradualmente a partire dal 1° luglio 2026.</p>



<p>Mentre il Bürgergeld puntava maggiormente sulla cooperazione, sulla collaborazione fra chi ne fa richiesta e i Job Center (Uffici di collocamento) e su periodi di aspettativa più generosi rispetto a quanto previsto con il precedente Hartz IV, la nuova assicurazione di base ritorna a un sistema di controllo e sanzioni. Coloro che non collaborano dovranno affrontare conseguenze più severe.<br>Ecco i punti principali della nuova assistenza sociale di base:</p>



<p>• Inserimento più rapido nel mercato del lavoro: la nuova normativa mira a facilitare l&#8217;inserimento lavorativo per chi è in grado di lavorare, riducendo i tempi di attesa e migliorando l&#8217;efficienza dei programmi di collocamento.</p>



<p>• Conseguenze per la mancata collaborazione: chi non collabora con le misure di inserimento lavorativo previste dalle autorità potrebbe affrontare sanzioni più severe rispetto al passato.</p>



<p>• Supporto intensivo: i programmi prevedono un supporto più strutturato e mirato per facilitare l&#8217;inserimento lavorativo, ad esempio attraverso la formazione o il coaching individuale.</p>



<p>• Inasprimento delle riduzioni: l&#8217;assicurazione di base – 563 euro per le persone sole – sarà ridotta del 30% per tre mesi se i disoccupati non presentano candidature o rifiutano corsi di formazione.</p>



<p>• Sanzioni per gli appuntamenti mancati: per gli appuntamenti mancati nei Job Center scatterà una riduzione del 30% per un mese. Successivamente, si rischia una completa cancellazione dell&#8217;assicurazione di base.</p>



<p>La coalizione intende sfruttare quanto consentito costituzionalmente; tuttavia, oggi le sanzioni riguardano solo una piccola percentuale dei beneficiari: recentemente, in media, meno di 30.000 al mese.</p>



<p>Con il Bürgergeld, inoltre, esisteva una fase durante la quale i risparmi non dovevano venire subito utilizzati (erano allora circa 40.000 euro per persona singola e 15.000 euro per ciascun familiare); la nuova legge prevede l&#8217;abolizione di questa norma. Di conseguenza, i richiedenti dovranno dichiarare il proprio patrimonio fin dall&#8217;inizio. Chi possiede un patrimonio superiore ai limiti previsti dalla nuova legge (10.000 euro per persona) può perdere il diritto alle prestazioni della cosiddetta &#8220;assicurazione di base&#8221;.<br>Questa misura colpisce particolarmente le persone che si trovano temporaneamente in difficoltà. I risparmi messi da parte in caso di malattia, vecchiaia, necessità di cura dei bambini o spese impreviste diventano una barriera e un ostacolo per singoli e famiglie, perché bloccano l&#8217;accesso all&#8217;assegno sociale. La nuova assicurazione di base rafforza nuovamente il principio secondo cui i soggetti devono consumare il proprio patrimonio prima di ricevere aiuti statali.</p>



<p>Durante questa discussione, alcune settimane fa, una giornalista della ZDF, nel corso di un programma televisivo, ha sottolineato che il danno causato ai contribuenti tedeschi dall&#8217;evasione fiscale e da diversi scandali come Cum-Ex è di gran lunga superiore a quello che potrebbe essere causato da persone che ricevono il Bürgergeld &#8220;ingiustamente&#8221;. Per contestualizzare: nel bilancio federale per il 2026 sono destinati circa 51 miliardi di euro al Bürgergeld.<br>Contemporaneamente, studi come quello della Hans-Böckler-Stiftung stimano la perdita sociale causata dagli evasori fiscali fino a 100 miliardi di euro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fine della naturalizzazione “turbo”</strong></h3>



<p>Una riforma dell&#8217;allora governo &#8220;semaforo&#8221; era stata una serie di norme per facilitare l&#8217;acquisizione della cittadinanza tedesca. Con la riforma, la naturalizzazione diventava possibile dopo cinque anni di residenza, invece degli otto precedenti, e, in casi di &#8220;riuscita integrazione&#8221;, il periodo era ridotto fino a tre anni. Importanti presupposti erano non dipendere da sussidi sociali e non aver commesso reati. Con la riforma, il cosiddetto &#8220;doppio passaporto&#8221; passava da eccezione a regola e la generazione dei &#8220;Gastarbeiter&#8221; degli anni Sessanta non doveva più sostenere un esame di conoscenza della lingua tedesca. La nuova legge aveva allora innescato discussioni e critiche da parte della CDU e dell&#8217;AfD, che parlavano di &#8220;svendita&#8221; della cittadinanza tedesca e, vista la possibilità della doppia cittadinanza (permessa comunque a tutti i cittadini UE), di possibili problemi di lealtà nei confronti della Germania. Nel 2024, il numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza in Germania ha raggiunto un punto massimo, con circa 292.000 nuovi cittadini.</p>



<p>Il Bundestag ha deciso perciò di &#8220;riformare&#8221; un po&#8217; la legge e di eliminare la possibilità di ottenere la cittadinanza in modo accelerato dopo tre anni. D&#8217;ora in poi, sarà possibile ottenere la cittadinanza solo dopo almeno cinque anni di permanenza. Questa decisione è stata presa nell&#8217;ottobre 2025 da un&#8217;alleanza tra la CDU, la SPD e alcuni deputati dell&#8217;AfD. Il Ministro dell&#8217;Interno, Alexander Dobrindt, ha giustificato la nuova legge sostenendo che il passaporto tedesco dovrebbe essere un riconoscimento al successo dell&#8217;integrazione e non un incoraggiamento all&#8217;immigrazione illegale. Tuttavia, la decisione ha suscitato critiche da vari fronti.</p>



<p>La decisione è stata criticata dai Verdi e dalla Sinistra. I Verdi sostengono che chi dimostra di soddisfare le condizioni per la cittadinanza e contribuisce attivamente alla società dovrebbe essere in grado di ottenerla. La Sinistra ha accusato le forze di governo di legittimare l&#8217;odio propagato dall&#8217;AfD e ha proposto che chi vive in Germania da cinque anni dovrebbe avere il diritto di voto, indipendentemente dalla cittadinanza. Anche l&#8217;Associazione caritativa della Chiesa evangelica ha espresso critiche, evidenziando come la riforma potrebbe avere effetti negativi sul mercato del lavoro e sull&#8217;immigrazione qualificata in un Paese con una popolazione che invecchia.</p>



<p>Ed infatti Herbert Brücker, professore dell&#8217;Istituto per la Ricerca sul Mercato del Lavoro, critica l&#8217;abolizione della procedura di naturalizzazione accelerata, proprio perché l&#8217;esigenza demografica della Germania richiede centinaia di migliaia di lavoratori qualificati ogni anno. Brücker sostiene che questa decisione potrebbe ostacolare l&#8217;immigrazione di lavoratori qualificati e vede un peggioramento del clima politico e sociale nei confronti dei migranti. Secondo l&#8217;esperto, la modifica delle normative potrebbe influire negativamente sull&#8217;attrattiva della Germania per i professionisti stranieri, che potrebbero invece decidere di spostarsi in Paesi che offrono migliori opportunità di integrazione e cittadinanza. Herbert Brücker, inoltre, afferma che la naturalizzazione aiuta l&#8217;integrazione perché le persone naturalizzate tendono ad avere tassi di occupazione elevati e ricevono meno prestazioni sociali.</p>



<p>La riforma attuale, che elimina la possibilità di naturalizzazione dopo tre anni, riguardava comunque un piccolo gruppo di persone altamente qualificate, con eccellenti competenze linguistiche e ben inserite economicamente e socialmente. Perciò, in fondo, si è trattato di una discussione e di una decisione che non riguardavano molte persone, ma dettate da interessi partitici e dal valore simbolico che se ne poteva trarre.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h3>



<p>Fra riforme, riforme delle riforme e &#8220;controriforme&#8221;, la Germania, da Paese stabile, si dimostra sempre più, in alcuni settori, un Paese &#8220;instabile&#8221;, con scelte governative che dipendono dal colore delle ultime coalizioni, dopo anni di &#8220;stabilità merkeliana&#8221;. Inoltre, l&#8217;avanzare dell&#8217;AfD, e non solo nei sondaggi, influenza decisioni politiche e socio-economiche che potrebbero incidere sulle scelte a livello europeo, se però, visto &#8220;come va il mondo&#8221;, esistono ancora possibili alternative e strategie europee.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Per saperne di più</strong></h3>



<p>Die Bundesregierung: <em><a href="https://www.bundesregierung.de/breg-de/aktuelles/bundesrat-neue-grundsicherung-2399562">Bürgergeld wird zur neuen Grundsicherung</a></em></p>



<p>Angelo Mincuzzi: <em><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/maxi-frode-fiscale-europa-55-miliardi-coinvolte-banche-e-fondi-d-investimento-AEG7Q2QG?refresh_ce=1">Inchiesta in Germania: maxi-frode fiscale in Europa da 55 miliardi. Coinvolte banche e fondi d&#8217;investimento.</a></em></p>



<p>Edith Pichler: <em><a href="https://www.boeckler.de/de/magazin-mitbestimmung-2744-steuerhinterziehung-kostet-100-milliarden-5391.htm">La Germania vuole diventare attrattiva! La nuova legge sull&#8217;immigrazione e il disegno di legge sulla cittadinanza</a></em></p>



<p>Edith Pichler, neodemos 2023 &#8211; <em><a href="https://www.neodemos.info/2023/02/14/la-germania-il-malato-deuropa-e-la-difficile-riforma-del-welfare/">La Germania, il &#8220;malato&#8221; d&#8217;Europa, e la difficile riforma del welfare</a></em></p>



<p>Brigitte Unger: <em>Steuerhinterziehung kostet 100 Milliarden</em></p>



<p>Angelo Mincuzzi: <em><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/maxi-frode-fiscale-europa-55-miliardi-coinvolte-banche-e-fondi-d-investimento-AEG7Q2QG?refresh_ce=1">Inchiesta in Germania: maxi-frode fiscale in Europa da 55 miliardi. Coinvolte banche e fondi d&#8217;investimento.</a></em></p>
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		<title>Paura e sicurezza: la Germania al voto</title>
		<link>https://www.neodemos.info/2025/02/18/paura-e-sicurezza-la-germania-al-voto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=paura-e-sicurezza-la-germania-al-voto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edith Pichler]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 09:01:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Germania è prossima al voto, e la questione migratoria è al centro del dibattito. Ce ne parla Edith Pichler, descrivendo un elettorato pervaso da ... <a title="Paura e sicurezza: la Germania al voto" class="read-more" href="https://www.neodemos.info/2025/02/18/paura-e-sicurezza-la-germania-al-voto/" aria-label="Per saperne di più su Paura e sicurezza: la Germania al voto">Leggi</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>La Germania è prossima al voto, e la questione migratoria è al centro del dibattito. Ce ne parla Edith Pichler, descrivendo un elettorato pervaso da paure e diffusa richiesta di sicurezza, acuita dai recenti attentati. E un clima di gravi preoccupazioni tra gli immigrati, oggetto di attacchi razzisti e minacciati dai progetti di deportazione e espulsione (“remigrazione”) dei partiti estremisti.</em></p>



<p class="has-drop-cap">In vista delle imminenti elezioni, la discussione politica in Germania è principalmente centrata sui temi della migrazione e dell’integrazione, ed è resa incandescente dai recenti attentati compiuti da stranieri, profughi siriani e afghani. Già in vista delle passate elezioni europee, in alcuni Bundeslander il tema dell’immigrazione era diventato cruciale, e l’avanzata della AfD (Alternative für Deutshland) lo ha poi posto al centro del dibattito attuale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Remigrazione</strong></h3>



<p>Il candidato alla cancelleria, Friederich Merz, esponente della CDU (Unione Crstiano Democratica), già presidente del consiglio di sorveglianza di BlackRock, puntava inizialmente a condurre una campagna elettorale centrata sui problemi socioeconomici della Germania, proponendosi come possibile risolutore. Ultimamente, però, è andato “inseguendo” il tema caro alla AfD, quello della “remigrazione”, che in realtà significa espulsione o deportazione. Ha destato scandalo l’approvazione da parte del Parlamento Federale delle mozioni restrittive in tema di migrazione, approvate con il sostegno della AfD e di parte dell’ambiguo partito di estrema sinistra BSW di Sahra Wagenknecht. Questo dibattito su temi migratori ha creato paure e insicurezze sia nella popolazione autoctona, sia in quella immigrata di vecchia generazione o discendente da immigrati e profughi del passato. Per alcuni, i violenti fatti recenti esigono maggiore sicurezza, e timori e paure spingono l’elettorato verso i partiti ostili all’immigrazione. Gli immigrati, preoccupati dall’orientamento ostile alla migrazione dell’opinione pubblica, temono di non essere più accettati come parte della società e dello stato nel quale vivono. Paure e bisogno di sicurezza da un lato, timore del rifiuto dall’altro, conducono alla polarizzazione e alla radicalizzazione del dibattito arroccato su posizioni non conciliabili.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Profughi e mercato del lavoro</strong></h3>



<p>Un tema centrale del recente dibattito è l’integrazione nel mercato del lavoro dei profughi siriani, un tema che ha parzialmente oscurato quella dei profughi dall’Ucraina. Una parte rilevante dei profughi siriani è occupata in quei settori definiti “rilevanti per il sistema”, quali la logistica, la sanità, o la produzione alimentare. Rilevanti per il funzionamento dell’intero sistema paese, dal quale dipende anche il senso di sicurezza e stabilità della collettività. Il 62% dei profughi siriani regolarmente occupati e che pagano contributi sociali sono occupati in settori giudicati di rilevanza sistemica, contro il 48% dei lavoratori tedeschi. Il tasso di occupazione tra i siriani che era appena dell’8% a fine 2015, è cresciuto al 42% nel 2024. Andrebbe ricordato ai tanti che antepongono ad altre considerazioni i timori dell’insicurezza generata dai migranti siriani che questi contribuiscono significativamente con il loro lavoro alla stabilità dell’intero “sistema” del quale si teme l’indebolimento.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Migranti disorientati</strong></h3>



<p>La propaganda antimigratoria e razzista è insidiosa, anche se non mancano posizioni di coraggiosa resistenza. Tra le tante è significativa quella di una profuga dall’Iran, alla Deutschlandfunk (radio nazionale tedesca): “anche se la AfD mi vuole rimandare indietro, non me ne vado. In Germania mi sento sicura, è uno stato di diritto a differenza dell’Iran&#8230; manifesto per dire che se anche ho paura, non mi lascio scacciare”. Questa è una donna adulta e presumibilmente istruita. Ma che dire di quei tanti bambini figli di profughi che nelle scuole sono vittime di bullismo, e che si sentono dire – come il bambino di terza elementare di una scuola di Meissen: “l’AfD è ora il partito più forte qui, quindi puoi fare i bagagli”? Questo episodio, e mille altri, sono i frutti dei semi diffusi dall’AfD che, purtroppo risvegliano qualcosa che giace dormiente in molti tedeschi, specialmente dell’Est, dai quali è assai difficile liberarsi con dichiarazioni e manifestazioni!</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Per saperne di più</strong></h3>



<p>Institut für Arbeitsmarkt- <a href="https://iab.de/daten/syrische-arbeitskraefte-in-deutschland/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">und Berufsforschung</a> (IAB) </p>



<p>www.deutschlandfunkkultur.de &#8211; <a href="https://www.deutschlandfunkkultur.de/migranten-deutschland-angst-auswandern-rechtsruck-100.html">Immer mehr Menschen denken über Auswanderung nach</a></p>



<p>www.deutschlandfunk.de &#8211; <a href="https://www.deutschlandfunk.de/proteste-in-mehreren-staedten-nach-gemeinsamer-abstimmung-von-union-und-afd-102.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Proteste in mehreren Städten nach gemeinsamer Abstimmung von Union und AfD</a></p>



<p></p>
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		<title>Elezioni,  politiche migratorie ed economia. Il dilemma tedesco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Edith Pichler]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 09:40:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le recenti elezioni europee hanno spostato il continente su posizioni conservatrici, soprattutto per quanto riguarda le migrazioni. Ciò è evidente, come riferisce Edith Pichler, in ... <a title="Elezioni,  politiche migratorie ed economia. Il dilemma tedesco" class="read-more" href="https://www.neodemos.info/2024/11/08/elezioni-politiche-migratorie-ed-economia-il-dilemma-tedesco/" aria-label="Per saperne di più su Elezioni,  politiche migratorie ed economia. Il dilemma tedesco">Leggi</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.neodemos.info/2024/11/08/elezioni-politiche-migratorie-ed-economia-il-dilemma-tedesco/">Elezioni,  politiche migratorie ed economia. Il dilemma tedesco</a> proviene da <a href="https://www.neodemos.info">Neodemos</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Le recenti elezioni europee hanno spostato il continente su posizioni conservatrici, soprattutto per quanto riguarda le migrazioni. Ciò è evidente, come riferisce Edith Pichler, in Germania, dove si prospettano e approvano restrizioni per quanto riguarda il welfare degli immigrati, l’asilo dei profughi, le espulsioni e i respingimenti. L’affermazione dei partiti dell’estrema destra induce il governo alla massima cautela sulle questioni migratorie. Ma, come la Germania, molti altri paesi europei vanno nella stessa direzione.</em></p>



<p class="has-drop-cap">Il Governo tedesco (Socialdemocratici, Verdi e Liberali), negli ultimi due anni, ha approvato  due leggi per facilitare l&#8217;immigrazione di manodopera verso la Germania (Neodemos • <a href="https://www.neodemos.info/2023/06/23/la-germania-vuole-diventare-attrattiva-la-nuova-legge-sulla-immigrazione-e-il-disegno-di-legge-sulla-cittadinanza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Germania vuole diventare attrattiva! La nuova legge sulla immigrazione e il disegno di legge sulla cittadinanza</a>): una legge sulla immigrazione e la nuova legge sulla naturalizzazione. Leggi contestate sia dalla CDU e CSU, &#8211; entrambi vogliono cambiarle dovessero vincere le elezioni il prossimo anno &#8211; e dal partito di estrema destra AFD, che da anni ha fatto della politica contro i cittadini immigrati e l´immigrazione un suo cavallo di battaglia: contro un welfare generoso con gli immigrati, a favore della introduzione di controlli alle frontiere e ad una politica di naturalizzazione severa nell’interesse della Germania. Ma anche Sahra Wagenknecht (figlia di un Iraniano immigrato nella DDR)  fondatrice del nuovo partito populista di sinistra BWS, già  dall´anno scorso ripeteva, in vista delle elezioni europee, che la Germania non ha “più spazio” per migranti, i quali causerebbero inoltre un “dumping salariale”, ed aggiungendo che bisogna  tagliare i benefici per i richiedenti asilo.</p>



<p>I risultati delle elezioni Europee sembrano avere dato ragione a questi partiti, democratici o meno, critici o avversari nei confronti di una politica migratoria “generosa&#8221;. Infatti il partito CDU/CSU ha guadagnato alcuni punti rispetto alle elezioni 2019 e con il 30% dei voti è il primo partito, seguito dalla AFD con&nbsp; il 15,9% (5 punti percentuali in più), seguito dalla SPD col 13,9% (2 punti in meno), dai Verdi&nbsp; con l’11,9% ( meno 8,6 punti),&nbsp; e i Liberali (5,2 punti in meno). Si impone come quarto partito alla prima “uscita” il partito della Wagenknecht&nbsp; BSW, con il 6,2 % superando di alcuni punti il suo ex partito die Linke.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Elezioni e restrizioni</strong></h3>



<p>Da questo momento, anche in vista delle elezioni del settembre scorso in tre Bundesländern della ex Germania Orientale (Brandenburgo, Turingia e Sassonia), anche i partiti della coalizione hanno incominciato a discutere e proporre politiche restrittive nei confronti della immigrazione e dei profughi.&nbsp;</p>



<p>Si è iniziato già in primavera, con la discussione circa la conversione dell´assegno sociale in contanti per rifugiati in una “carta di pagamento”, una specie di carta di credito (460 Euro di disponibilità), proposta che i diversi Bundesländer applicheranno entro l’autunno. Il vantaggio di questa carta di credito secondo il Governo, appoggiato dalla opposizione, è che l´importo disponibile può essere “utilizzato” solo in Germania e non permette come in passato di fare versamenti/trasferimenti nel Paese d&#8217;origine. Indiretto scopo del Governo, “suggerito” dai partiti della opposizione, è quello di bloccare il finanziamento dell’immigrazione irregolare</p>



<p>Dopo i risultati delle elezioni del 4 settembre in Sassonia (qui governava una coalizione CDU, SPD e Verdi) e in Turingia (qui al governo era una coalizione di minoranza tra Linke, SPD e Verdi), dove l´AFD &nbsp; è diventato il primo partito con più del 30%, si è iniziato da parte del Governo a discutere la politica del controllo delle frontiere e dei respingimenti.&nbsp;</p>



<p>Già in precedenza, la CDU/CSU aveva insistito con veemenza sul fatto che la Germania dovesse respingere i rifugiati alle sue frontiere, e il leader della CDU Friedrich Merz aveva persino chiesto al Cancelliere di esprimere una “parola di autorità”. Ma nel governo di coalizione, molti politici, i Verdi in particolare, si erano espressi contro i respingimenti alle frontiere tedesche. Nonostante ciò, la Ministra degli Interni Nancy Faeser ha ordinato controlli temporanei, iniziati il 16 settembre, a tutte le frontiere tedesche per ridurre ulteriormente il numero di ingressi non autorizzati. Tuttavia. secondo la CDU/CSU l´iniziativa di Faeser non sta determinando un aumento dei respingimenti. Per gli osservatori critici di questa politica si tratta di una scelta soprattutto simbolica. Faeser voleva dimostrare prima delle elezioni nel Brandeburgo che: “Stiamo facendo qualcosa”. Gli esperti dubitano che il numero di richiedenti asilo possa diminuire, o rendere la Germania più sicura, dato che non c&#8217;è correlazione tra ingressi illegali e criminalità.&nbsp; Al contrario, c&#8217;è la minaccia che i tempi di attesa alle frontiere si allunghino. causando ingorghi e ostacolando i pendolari e la circolazione delle merci. Faeser ha promesso in questo contesto “controlli intelligenti” (che implicherà certamente il ricorso al “profiling razziale”). Non è un caso de Viktor Orbán si sia subito congratulato con Olaf Scholz con le parole “Benvenuto nel club”!</p>



<p>Già a fine 2023 il governo federale aveva proposto una normativa del Ministero federale dell&#8217;Interno che inasprisce la legge sulle espulsioni, prevedendo rimpatri più rapidi ed espulsioni di persone senza diritto di soggiorno in Germania.&nbsp; Il disegno di legge corrispondente è entrato in vigore il 27 febbraio 2024.&nbsp; Secondo diverse fonti il governo tedesco nei primi tre mesi dell&#8217;anno, ha operato 4.700 espulsioni in più (+30%) rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente.&nbsp; Il maggior numero di espulsioni è avvenuto verso la Georgia, la Macedonia del Nord, l’Albania e la Serbia.&nbsp;</p>



<p>Anche in vista delle elezioni (poi vinte), la AFD ha presentato una mozione alla sessione plenaria del Bundestag una mozione che richiede di avviare subito un&#8217;inversione di rotta della politica migratoria, “adottando misure per porre immediatamente fine ai flussi di immigrazione clandestina”. In sostanza si chiedeva al governo federale di controllare i confini, e di erigere barriere e recinzioni quando necessario, e di respingere gli ingressi non autorizzati da un Paese di transito sicuro (ad esempio la Polonia) che non avrebbero potuto, pertanto, avere diritto all&#8217;asilo. In risposta a coloro che sostengono che alla mancanza di manodopera si può rispondere con l’immigrazione, la AFD propone di avviare programmi per incentivare la formazione professionale e tecnica dei cittadini tedeschi e promuovere la natalità attraverso aiuti alle famiglie “tedesche”.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il caso dei profughi Turchi</strong></h3>



<p>Toccati, in parte, dalle proposte della AFD sono i tanti cittadini Turchi arrivati in Germania negli ultimi anni, che non potendo avere un visto o arrivando senza un permesso di lavoro hanno fatto richiesta d´asilo. Fra loro persone di origine Curda originarie dalle zone del terremoto, ma anche intellettuali, professori universitari e giornalisti, come nel caso più noto di Can Dündar, caporedattore del giornale Cumhuriyet, condannato in Turchia a 27 anni di carcere. Le reti sociali e parentali qui in Germania hanno favorito questi ingressi formalmente illegali. Ultimamente però in una intervista di fine agosto, la Ministra Nancy Faeser (SPD) ha annunciato una politica di espulsione verso la Turchia. “Ora abbiamo ottenuto che i rimpatri verso la Turchia possano avvenire in modo più rapido ed efficace e che la Turchia riprenda più rapidamente i cittadini che non sono autorizzati a rimanere in Germania”. C´è da chiedersi se l’accordo con Erdogan sui profughi siriani, afghani, e altre provenienza non abbia determinato una intesa “non dichiarata” del tipo: “Tu, Erdogan, trattieni i profughi che noi non vogliamo, e noi ti rimandiamo i tuoi”, in gran parte oppositori del regime.lo” tu tieni quelli e noi ti mandiamo i tuoi”. Poco male se così facendo si calpestano i diritti umani.&nbsp;</p>



<p>Nei primi 8 mesi di quest’anno, l’ufficio federale per le migrazioni aveva riconosciuto come “profugo”, e quindi destinatario di protezione, solo il 9,6% dei 28.492 cittadini turchi richiedenti asilo. Secondo informazioni riportate da diversi media, fonti governative hanno rivelato che la Turchia si è offerta di riprendersi fino a 500 cittadini a settimana. Sicuramente una prospettiva assai inquietante per gli espulsi.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h3>



<p>Il governo della Germania, data la difficile situazione politica e economica, viene definito “stabile-instabile”. È di questi giorni la notizia che la Volkswagen, simbolo della potenza economica della Germania, intende chiudere diverse stabilimenti e licenziare più di 10.000 persone. Tra questi molti sono italiani, inclusa Daniela Cavallo, figlia di emigrati italiani e presidente del consiglio di fabbrica globale. Se più di 10.000 persone – senza includere i lavoratori dell’indotto &#8211; perderanno il loro lavoro, riscoprirà la SPD la sua anima “politica-sociale” o si apriranno ulteriori spazi per partiti antistranieri, antimmigrazione, come la AFD e, in parte, la BSW?</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Per saperne di più&nbsp;</strong></h3>



<p><a href="https://www.bundesregierung.de/breg-de/aktuelles/bezahlkarte-fluechtlinge-2263574">Bezahlkarte für Geflüchtete</a>.</p>



<p><a href="https://www.bundestag.de/dokumente/textarchiv/2024/kw03-de-rueckfuehrung-986284">Bundestag stimmt Gesetz zur Verbesserung von Rückführungen zu</a>.</p>



<p><a href="https://mediendienst-integration.de/migration/flucht-asyl/abschiebungen.html">Abschiebungen und &#8220;freiwillige Ausreisen&#8221;</a>.</p>



<p><a href="https://www.br.de/nachrichten/deutschland-welt/deutschland-startet-mehr-abschiebungen-in-die-tuerkei,UPabq10">Deutschland startet mehr Abschiebungen in die Türkei</a>.</p>



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		<title>Germania: non sempre prima!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Edith Pichler]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2024 09:52:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Mortalità]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[mortalità]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, la longevità della Germania ha segnato il passo, e si trova oggi a un livello inferiore a quello della media degli altri ... <a title="Germania: non sempre prima!" class="read-more" href="https://www.neodemos.info/2024/07/24/germania-non-sempre-prima/" aria-label="Per saperne di più su Germania: non sempre prima!">Leggi</a></p>
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<p><em>Negli ultimi anni, la longevità della Germania ha segnato il passo, e si trova oggi a un livello inferiore a quello della media degli altri paesi dell’Europa occidentale. Edith Pichler e Stefano Mazzuco quantificano il ritardo, e ipotizzano che tra le possibili cause ci siano sia il sistema sanitario “duale”, sia un certo impoverimento della popolazione anziana, soprattutto di quella immigrata.</em></p>



<p class="has-drop-cap">Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale i progressi della longevità sono stati continui e sostenuti nei paesi ricchi; non solo è scesa rapidamente la mortalità infantile, giovanile e adulta, ma anche quella alle età anziane ha segnato riduzioni che decenni addietro erano considerate impossibili. Si è gradualmente infoltita la schiera di coloro che ritengono aperta la strada per ulteriori, continuativi progressi anche nel ciclo finale della vita umana. Accreditate proiezioni – come quelle periodicamente aggiornate delle Nazioni Unite – ritengono che prima della metà del secolo le popolazioni più longeve (come il Giappone, la Francia, l’Italia e la Spagna) possano avvicinare o superare una speranza di vita di 90 anni per le donne e di 85 per gli uomini. Nemmeno la pandemia di Covid-19 sembra avere attenuato queste rosee aspettative. Eppure non mancano segnali che dovrebbero invitare alla prudenza; il Covid-19 insegna che nuove patologie possono emergere; in alcuni paesi la longevità segna il passo; in altri la coperta della sanità pubblica minaccia di ritrarsi.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Germania: perché perde terreno in Europa?</strong></h3>



<p>Una&nbsp; recente pubblicazione ufficiale ha confermato che la Germania è il fanalino di coda dell&#8217;Europa occidentale in termini di aspettativa di vita. Il divario rispetto al resto d&#8217;Europa è aumentato costantemente negli ultimi due decenni, come si evince dalle Figure 1 e 2.</p>



<p>Nella Figura 1 si vede, inoltre, che se all’inizio degli anni novanta si poteva imputare il divario tra Germania e altri paesi europei agli effetti dell’unificazione (la Germania Est aveva livelli di longevità molto più bassi rispetto alla Germania Ovest, abbassando così la media generale), questo argomento non vale ai giorni nostri: nonostante il divario tra le due Germanie si sia quasi annullato, la distanza dagli altri paesi è andata aumentando, anziché diminuire. Nel 2000 la Germania aveva una speranza di vita di 0,7 anni inferiore rispetto alla media dei 12 paesi dell’Europa occidentale considerati, nel 2022 il divario è salito a 1,7 anni. &#8220;L&#8217;inizio degli anni 2000 ha segnato un punto di svolta nelle dinamiche di sviluppo della mortalità in Germania&#8221;, ha spiegato Pavel Grigoriev del BiB. Da allora, il divario di mortalità tra la Germania e gli altri Paesi dell&#8217;Europa occidentale è &#8220;cresciuto in modo relativamente costante&#8221;. Dall&#8217;inizio del millennio, il gap rispetto agli altri paesi era di 0,7 anni sia per gli uomini che per le donne; nel 2022, è raddoppiato per le donne (1,4 anni) e cresciuto di due volte e mezzo per gli uomini (1,8 anni). Questo divario rimane confermato anche se consideriamo la speranza di vita a 65 anni), a dimostrazione che il ritardo della Germania rispetto agli altri paesi sia dovuto in buona parte a una maggiore mortalità in età avanzata.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="714" src="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2024/07/Figura-1-–-Speranza-di-vita-alla-nascita-maschi-e-femmine-in-Germania-nella-Germania-Est-e-in-quella-Ovest--1024x714.jpg" alt="" class="wp-image-21623" srcset="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2024/07/Figura-1-–-Speranza-di-vita-alla-nascita-maschi-e-femmine-in-Germania-nella-Germania-Est-e-in-quella-Ovest--1024x714.jpg 1024w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2024/07/Figura-1-–-Speranza-di-vita-alla-nascita-maschi-e-femmine-in-Germania-nella-Germania-Est-e-in-quella-Ovest--300x209.jpg 300w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2024/07/Figura-1-–-Speranza-di-vita-alla-nascita-maschi-e-femmine-in-Germania-nella-Germania-Est-e-in-quella-Ovest--768x536.jpg 768w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2024/07/Figura-1-–-Speranza-di-vita-alla-nascita-maschi-e-femmine-in-Germania-nella-Germania-Est-e-in-quella-Ovest-.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="620" src="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2024/07/Figura-2-–-Speranza-di-vita-alla-nascita-maschi-e-femmine-in-Germania-Germania-dellEst-e-Germania-dellOvest-1024x620.jpg" alt="" class="wp-image-21624" srcset="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2024/07/Figura-2-–-Speranza-di-vita-alla-nascita-maschi-e-femmine-in-Germania-Germania-dellEst-e-Germania-dellOvest-1024x620.jpg 1024w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2024/07/Figura-2-–-Speranza-di-vita-alla-nascita-maschi-e-femmine-in-Germania-Germania-dellEst-e-Germania-dellOvest-300x182.jpg 300w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2024/07/Figura-2-–-Speranza-di-vita-alla-nascita-maschi-e-femmine-in-Germania-Germania-dellEst-e-Germania-dellOvest-768x465.jpg 768w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2024/07/Figura-2-–-Speranza-di-vita-alla-nascita-maschi-e-femmine-in-Germania-Germania-dellEst-e-Germania-dellOvest.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Un’alta quota della mortalità è imputabile alle patologie cardiovascolari – patologie che sono state fortemente contenute dai moderni sistemi di cura. Si ritiene che il sistema sanitario tedesco sia moderno e efficiente, e presumibilmente è così, se si pensa all’opera di contenimento dell’epidemia Covid-19.&nbsp; Occorre però considerare il fatto che la Germania è caratterizzata da un sistema sanitario – spesso criticato – della cosiddetta “Zweiklassemedizin”, in realtà un sistema “duale”. Da un lato il sistema che si appoggia alle varie casse mutue pubbliche (GKV) che copre la grande maggioranza della popolazione, dall’altra il sistema assicurativo privato, ritenuto più efficiente, per la maggiore disponibilità e qualità dei servizi.</p>



<p><strong>Solo problemi sanitaria o anche socio-economici?</strong></p>



<p>La disparità di trattamento sanitario si combina con fattori socio-economici che potrebbero amplificare l’effetto negativo sulla longevità. Una parte della crescente popolazione anziana tedesca vive in condizioni economiche precarie anche perché le &#8220;pensioni&#8221; nella Germania “frugale” sono calcolate al 48% dell’ultimo stipendio.</p>



<p>Secondo alcuni dati&nbsp; dell&#8217;Ufficio federale di statistica&nbsp; del 2022, la soglia-povertà per una persona che vive da sola è di 15.000 euro netti all&#8217;anno (1.250 euro al mese). Mentre meno del 15% della popolazione totale è a rischio di povertà, il tasso di rischio di povertà per le persone di 65 anni e oltre è molto più alto, attualmente al 20%. Si tratta del 42% di tutti i pensionati del Paese, secondo la risposta del governo a un&#8217;interrogazione parlamentare.</p>



<p>Ancora più precaria è la situazione dei pensionati “Gastarbeiter”. Gli ex lavoratori stranieri ricevono in media circa 280 euro in meno di pensione rispetto ai tedeschi: 834 euro contro 1.111 euro al mese, secondo una valutazione dell&#8217;assicurazione pensionistica del 2022. Le donne sono particolarmente colpite, e rappresentano quasi i due terzi dei beneficiari di pensione. La loro pensione è inferiore di circa un terzo rispetto a quella delle donne tedesche (661 euro rispetto a 899 euro). Le ragioni di questo divario attengono alla politica migratoria della Germania e alle caratteristiche del mercato del lavoro e al fatto che gli stranieri, generalmente impiegati nei segmenti bassi della produzione. guadagnano meno dei loro colleghi tedeschi. All&#8217;inizio, compensavano i salari più bassi con gli straordinari e i bonus per i lavori pesanti. In seguito, però, durante la crisi petrolifera degli anni &#8217;70, sono stati i primi a perdere il lavoro.</p>



<p>Il risultato? Quando non c&#8217;è abbastanza per vivere, molte persone in età pensionabile continuano a lavorare. Secondo l&#8217;Ufficio federale di statistica, nel giro di dieci anni il loro numero è raddoppiato, arrivando a circa il 20%. Non a caso è molto alto il numero dei pensionati impegnati a raccogliere i vuoti a perdere per “guadagnare 10 centesimi”. Un nuovo sistema sociale per integrare le pensioni povere?</p>



<p>Infine, in Germania, la maggioranza dei pensionati residenti nelle città vivono in case il cui canone di affitto è fortemente aumentato negli ultimi anni. Infatti le &#8220;case popolari&#8221;, negli ultimi decenni, sono entrate a far parte del libero mercato, diventando oggetto di speculazioni delle grandi società immobiliari o delle assicurazioni, e generando buoni profitti.&nbsp;</p>



<p>Le ristrettezze economiche costringono molti &#8220;poveri&#8221; pensionati a risparmiare sul cibo, un fattore negativo per loro salute e la loro aspettativa di vita. I <em>banchi alimentari</em> in Germania registrano un numero crescente di pensionati tra i propri clienti. Andreas Steppuhn, presidente di Tafel Deutschland (una delle più grandi associazioni di volontariato della Germania, membro della European Food Bank) ha dichiarato: &#8220;Per molte persone, rivolgersi al banco alimentare è un modo per risparmiare e arrivare a fine mese. La povertà degli anziani esploderà”. I banchi alimentari distribuiscono le donazioni di cibo ai bisognosi in oltre 2.000 punti di distribuzione in tutto il Paese. Un utente su quattro è un pensionato.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h3>



<p>Le dinamiche della longevità in Germania ci suggeriscono qualcosa anche per l’Italia. In particolare, un sistema sanitario a “due velocità“ combinato con una crescente disuguaglianza socio-economica, potrebbe essere un pericolo anche per il nostro paese; anzi, è un pericolo attuale, dato il definanziamento della sanità pubblica. Le conseguenze in termini di mortalità potrebbero non tardare a farsi sentire. Ricordiamoci che l’universalità del sistema, e la democratizzazione dell’accesso ai suoi servizi, è forse la causa più potente dell’alta longevità del nostro paese.&nbsp;</p>
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		<title>La Germania vuole diventare attrattiva! La nuova legge sulla immigrazione e il disegno di legge sulla cittadinanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Edith Pichler]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 08:40:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
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<p><em>La Germania si confronta da tempo con un mercato del lavoro saturo e una crescente domanda di lavoro inevasa. Edith Pichler ci informa sulle novità apportate alla normativa sull’immigrazione, volte a rendere più attrattivo il paese per migranti tecnici e professionalmente qualificati. A questo fine saranno anche introdotte a breve modifiche alla legge sulla cittadinanza al fine di renderne più agevole il conseguimento.&nbsp;</em></p>



<p class="has-drop-cap">Da oltre 20 anni la Germania discute su come attirare un maggior numero di lavoratori stranieri qualificati. Il Paese si confronta da anni con un mercato del lavoro saturo, caratterizzato da un basso tasso di disoccupazione e con un crescente fabbisogno sia nei segmenti poco qualificati dei servizi, sia di tecnici e laureati. Già nel 2019 fu approvata dal Parlamento una legge sull’immigrazione (Legge sull’immigrazione di tecnici e professionisti) che facilitava l’immigrazione per lavoro in Germania di persone con determinati requisiti, non provenienti dai Paesi Europei. Nonostante ciò, rimanevano alcuni impedimenti: per esempio, i titoli di studio conseguiti all&#8217;estero dovevano essere riconosciuti dalle autorità tedesche prima dell&#8217;ingresso, il ricongiungimento familiare non era garantito, ed inoltre, a differenza di altri Paesi di immigrazione, in Germania è possibile richiedere la cittadinanza tedesca solo dopo otto anni di residenza. Tutti fattori che ostacolano la decisione di andare a lavorare in Germania.</p>



<p>Il Covid ha poi frenato l’immigrazione, riducendo ulteriormente la disponibilità di forza lavoro tanto che, nel 2022, il numero di posti vacanti era di circa 1,98 milioni e secondo analisti del mercato del lavoro, nel 2035 ci sarà una carenza di sette milioni di lavoratori. La carenza di manodopera colpisce le aziende in un&#8217;ampia gamma di settori, dalle professioni sanitarie e assistenziali, all&#8217;assistenza all&#8217;infanzia, al settore informatico e a molte altre professioni nella manifattura e nei servizi. L´insufficienza di lavoratori qualificati è diventata, secondo gli esperti, un rischio per la prosperità della Germania e per il mantenimento del sistema sociale.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Riforma numero uno: la legge sull´immigrazione</strong></h3>



<p>Il Governo tedesco, vista la situazione, ha deciso di introdurre entro la fine dell´anno una nuova legge sull&#8217;immigrazione, che prevede nuove opportunità di ingresso in Germania per motivi di lavoro o formazione.&nbsp; Il 29 marzo 2023, il Cancelliere Olaf Scholz ha sottolineato al Bundestag quanto sia importante per la Germania riuscire ad attirare lavoratori qualificati. &#8220;E per questo abbiamo bisogno di una delle leggi più moderne dell´Unione Europea sull´immigrazione di manodopera qualificata, concorrenziale a livello globale e all` avanguardia. È un altro passo verso la modernizzazione della Germania, un altro passo per garantire la crescita economica del futuro, ed è un altro passo per superare decenni di stagnazione&#8221;. Gli ostacoli burocratici e la richiesta di conoscenza della lingua tedesca scoraggiano, di fatto, troppe persone dal decidere di immigrare in Germania. Il governo federale intende perciò cambiare questa situazione.</p>



<p>In futuro ci saranno essenzialmente tre percorsi per l&#8217;immigrazione di manodopera qualificata in Germania.&nbsp;</p>



<p><strong>• </strong>Qualifica: In futuro, chiunque sia in possesso di un diploma di laurea potrà accedere a qualsiasi occupazione qualificata; inoltre non è necessario dimostrare la conoscenza della lingua tedesca.</p>



<p><strong>• </strong>Esperienza: In futuro, chiunque abbia almeno due anni di esperienza lavorativa e una qualifica professionale potrà immigrare come lavoratore qualificato. La qualifica non dovrà più essere riconosciuta dalla Germania.</p>



<p><strong>• </strong>Potenziale: Verrà introdotta una carta delle opportunità per le persone che non hanno ancora un&#8217;offerta di lavoro concreta, ma che hanno un potenziale per il mercato del lavoro. Si basa su un sistema a punti. I criteri includono le qualifiche, la conoscenza del tedesco e dell&#8217;inglese, l&#8217;esperienza lavorativa, il legame con la Germania, l&#8217;età e il possibile potenziale di partner o coniugi.</p>



<p>Inoltre il Governo intende ridurre ulteriormente gli ostacoli all&#8217;immigrazione, abolendo le norme restrittive sull’immigrazione dai Balcani occidentali. Ciò consentirebbe annualmente a circa 50.000 cittadini di Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia e Serbia di immigrare in Germania svolgendo qualsiasi occupazione, senza dover dimostrare le proprie qualifiche professionali.</p>



<p>I rappresentanti della CDU/CSU hanno accusato il Governo di promuovere con la nuova legge l&#8217;afflusso di persone non idonee, perché la legge attirerebbe solo &#8220;persone poco qualificate&#8221;.&nbsp; Anche il partito di estrema destra e xenofobo AFD si è unito alle critiche accusando il Governo di voler attirare &#8220;persone sottoqualificate&#8221;, aggiungendo che la Germania non è attrattiva come luogo di lavoro, ma come “ufficio di assistenza sociale”.</p>



<p>I rappresentanti della SPD, dei Verdi e della FDP hanno respinto queste critiche accusando la CDU/CSU di avversare l&#8217;immigrazione, mettendo così in pericolo l&#8217;economia. Il ministro del Lavoro Hubertus Heil ha inoltre criticato la CDU/CSU che vorrebbe reclutare solo laureati e non anche persone con una qualifica professionale, aggiungendo che la Germania ha bisogno sia “di mani che di menti”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Riforma numero due: La nuova legge sulla cittadinanza</strong></h3>



<p>Per rendere più attrattivo il Paese, la nuova legge sull’immigrazione viene affiancata da una riforma della legge sulla cittadinanza che faciliterà la naturalizzazione.&nbsp; La Ministra Federale dell&#8217;Interno Nancy Faeser ha sottolineato, prendendo l´esempio del Canada, che la riforma è decisiva anche per attirare i lavoratori qualificati, di cui c&#8217;è urgente bisogno.</p>



<p>Con la riforma la naturalizzazione sarà possibile dopo cinque anni di residenza, invece degli otto precedenti, ed in casi di “riuscita integrazione” il periodo può essere ridotto fino a tre anni. Importanti presupposti sono di non dipendere da sussidi sociali e non aver commesso dei reati. Con la riforma il cosiddetto “doppio passaporto” passerà da eccezione a regola. In linea di principio, i cittadini naturalizzati potranno mantenere la loro cittadinanza originaria. Infatti, attualmente la doppia cittadinanza è un&#8217;eccezione: secondo il microcensimento del 2021, in Germania ci sono circa 2,9 milioni di persone con doppia cittadinanza. Ciò corrisponde a circa il 3,5% della popolazione. Alla fine del 2021, vivevano in Germania circa 72,4 milioni di persone con cittadinanza tedesca e circa 10,7 milioni con cittadinanza straniera. La proporzione di naturalizzazioni in Germania rispetto alla popolazione straniera che vive in Germania da almeno dieci anni rimane da tempo bassa: nel 2021 era solo del 2,45%.&nbsp;</p>



<p>Mentre gli economisti e il mondo dell’industria valutano la riforma positivamente, e ritengono che vista la concorrenza globale possa attirare la manodopera necessaria, da parte dell’opposizione sono arrivate delle critiche. La CDU/CSU sottolineando che la cittadinanza tedesca è qualcosa di molto prezioso, ha parlato di “svendita” del passaporto tedesco, paragonandolo ad articolo in offerta speciale al Black Friday. Sostenendo il principio della “lealtà” nei confronti di un solo Stato, si è dichiarata contraria all´introduzione della doppia cittadinanza, anche se questa possibilità esiste per tutti i cittadini della Unione Europea.</p>



<p>La legge sull´immigrazione entrerà in vigore entro la fine dell´anno, mentre &nbsp; la legge sulla cittadinanza dovrebbe venire approvata a breve. Si vedrà se le due riforme contribuiranno ad attirare la manodopera richiesta dal mercato del lavoro, perché un ostacolo rimane, ed è quello della ”accoglienza”. A questo proposito, il Commissario per la Germania orientale Schneider, della SPD, vede il crescente sostegno al partito AfD (che nei nuovi Bundesländer, secondo un sondaggio, raggiungerebbe il 32%) &nbsp; come un pericolo per l&#8217;economia e la società. Infatti, la Germania&nbsp; ha bisogno di lavoratori stranieri qualificati, i quali&nbsp; si sentano “accolti” e non rifiutati e attaccati&nbsp; perché “non tedeschi”.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Per saperne di più</strong></h3>



<p>Die Bundesregierung, marzo 2023, <a href="https://www.bundesregierung.de/breg-de/aktuelles/fachkraefteeinwanderungsgesetz-2182168" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Deutschland wird ein modernes Einwanderungsland.&nbsp; </a></p>



<p>Deutschlandfunk, marzo 2023, <a href="https://www.deutschlandfunk.de/arbeitsmarkt-fachkraeftemangel-zuwanderung-arbeitslosigkeit-deutschland-100.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Warum Arbeitskräfte fehlen und was dagegen getan wird. </a></p>



<p>Tageschau, aprile 2023, <a href="https://www.tagesschau.de/inland/innenpolitik/fachkraefte-einwanderung-bundestag-100.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CDU sieht Anreiz nur für &#8220;Minderqualifizierte&#8221;</a>.</p>



<p>Bundeministerium des Inneren und für Heimat, Gesetzentwurf für modernes Staatsangehörigkeitsrecht veröffentlicht – Faeser: <a href="https://www.bmi.bund.de/SharedDocs/pressemitteilungen/DE/2023/05/staatsangehoerigkeitsrecht.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;Erwerb der Staatsangehörigkeit ist stärkstes Bekenntnis zu Deutschland&#8221;</a>,&nbsp; Pressemitteilung&nbsp; 19.05.2023. </p>



<p>WDR, maggio 2023, <a href="https://www1.wdr.de/nachrichten/schnellere-einbuergerung-deutsche-staatsbuergerschaft-100.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Die Einbürgerung soll einfacher werden: Details zur Gesetzesreform. </a></p>



<p>Lucas Maier, <a href="https://www.fr.de/politik/einbuergerung-reform-deutschland-staatsbuergerschaft-friedrich-merz-cdu-news-91943004.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Einbürgerung: Merz macht Stimmung gegen Reform der Staatsbürgerschaft, Frankfurter Rundschau</a>, 28.11.2022.</p>
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		<title>La Germania, il “malato” d’Europa, e la difficile riforma del welfare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Edith Pichler]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2023 09:30:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Istruzione e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 2003 esiste, in Germania, un sussidio di disoccupazione, percepito da oltre 5 milioni di persone, considerato insufficiente e inadatto a reinserire i percettori nel ... <a title="La Germania, il “malato” d’Europa, e la difficile riforma del welfare" class="read-more" href="https://www.neodemos.info/2023/02/14/la-germania-il-malato-deuropa-e-la-difficile-riforma-del-welfare/" aria-label="Per saperne di più su La Germania, il “malato” d’Europa, e la difficile riforma del welfare">Leggi</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Dal 2003 esiste, in Germania, un sussidio di disoccupazione, percepito da oltre 5 milioni di persone, considerato insufficiente e inadatto a reinserire i percettori nel mercato del lavoro. Edith Pichler spiega come la riforma del sistema, attuata con l’introduzione di un „reddito di cittadinanza“ all’inizio del 2023, soffra di inconvenienti molto simili a quelli del precedente sistema.</em></p>



<p class="has-drop-cap">Nel 1999 la rivista The Economist definì la Germania, che aveva più di quattro milioni di disoccupati, “il malato” d´Europa. &nbsp; L’allora Governo rosso-verde, con il Cancelliere Schröder, istituì nel 2002 una Commissione &#8211; sotto la guida del Manager della Volkswagen Peter Hartz &#8211; con il compito di elaborare delle riforme per rendere più efficiente la politica del mercato del lavoro, modificando il sistema sociale.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Hartz-IV, la riforma rosso-verde</strong></h3>



<p>La chiave delle riforme Hartz – attuate in questo spirito dal 2003 al 2005 &#8211;&nbsp; è stata la fusione di precedenti sussidi di disoccupazione e assistenza sociale, nel nuovo sussidio denominato ALG II &#8211; e poi ribattezzato &#8220;Hartz IV&#8221; &#8211; entrato in vigore nel 2005. Poiché Hartz-IV non si basa sul reddito dell&#8217;occupazione precedente, e l´ammontare del sussidio è relativamente poco attraente, esso è erogato per lo più ai disoccupati a lungo termine. Questi, prima della riforma, potevano fruire di assegni di disoccupazione più elevati e per un periodo più lungo dei 18 mesi previsti dalla riforma Hartz. Con la riforma Hartz sono stati spesso costretti a fare richiesta del sussidio sociale.</p>



<p>Hartz-IV è una prestazione finanziata dalle imposte che garantisce il minimo vitale e che viene elargita a persone che non godono di un proprio reddito perché disoccupati. &nbsp; L´assegno ammontava, nel 2022, a 449 Euro mensili per una singola persona. Le famiglie ricevevano una indennità extra a seconda della fascia d&#8217;età dei figli. &nbsp; Le spese per l&#8217;alloggio e il riscaldamento venivano coperte se motivate, ed entro determinati limiti, entro parametri che tenevano conto dei metri quadri a disposizione. In molti casi, le persone percipienti lo Hartz-IV, sono state costrette a traslocare in appartamenti di dimensioni più piccole, spesso in altri quartieri, provocando forme di sradicamento sociale.&nbsp; Comunque, di norma, prima di accedere alle prestazioni del Hartz-IV, il beneficiario deve aver attinto ai suoi risparmi (lo stesso vale per il Bürgergeld, del quale parliamo più avanti).&nbsp;</p>



<p>La riforma mirava ad interrompere il periodo dalla disoccupazione attraverso una maggiore &#8220;attivazione&#8221; dei percettori del sussidio ed “incentivare” quei servizi necessari a facilitare l’inserimento dei disoccupati nel mercato del lavoro.&nbsp; Infatti la riforma adottava il principio del “promuovere e esigere”: i disoccupati venivano sostenuti finanziariamente ma allo stesso tempo veniva loro richiesto&nbsp; di partecipare attivamente a tutte le misure che sostengono l´ integrazione nel mercato del lavoro, sanzionando le eventuali inadempienze,- per esempio la mancata partecipazione a corsi di riqualificazione o il rifiuto di un posto di lavoro.- attraverso un decurtamento&nbsp; del sussidio. Questa pressione crescente nei confronti di coloro che sono disoccupati, costringendoli ad accettare lavori sottopagati o part-time, ha avuto il risultato che le famiglie povere colpite dalla disoccupazione rimangono povere, nonostante il lavoro.&nbsp; Queste modifiche, e la conseguente deregolazione del mercato del lavoro, hanno determinato un aumento delle persone con basso salario, e quindi del numero dei cosiddetti <em>working poor</em>, persone che non riescono a vivere del loro lavoro e che spesso sono costrette a chiedere come integrazione un assegno sociale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La controriforma: Il Bürgergeld</strong></h3>



<p>La riforma Hartz-IV è stata oggetto di un acceso dibattito fin dalla sua introduzione. Lo stesso Peter Hartz in un suo libro scrisse che risultato della riforma è un sistema che disciplina e punisce i disoccupati.&nbsp; Nel tempo si sono diffusi nei media e nell´opinione pubblica stereotipi negativi per i percettori che hanno portato alla loro stigmatizzazione: “ricevere l´Hartz-IV uguale ad essere fannulloni”.&nbsp; Se il governo Merkel e la sua parte politica hanno tratto vantaggio dalle riforme “socialdemocratiche” guadagnando consenso, per la SPD queste hanno rappresentante una “débacle” che ha provocato un‘emorragia di voti nel proprio elettorato.&nbsp; Da qui origina l´idea del nuovo governo Scholz e del Ministro del Lavoro, Hubertus&nbsp; Heil, di “riformare” la riforma Hartz-IV e di introdurre al suo posto il “Bürgergeld”, e cioè un reddito di cittadinanza che sostituisce, a partire dal 2023, il controverso sistema finora vigente.</p>



<p>Già la scelta del nome sembra indicare un cambiamento almeno semantico in direzione di maggiore inclusione e di rafforzati diritti di cittadinanza. Il principio fondante è che il &nbsp; Bürgergeld debba consentire a chi lo riceve di condurre una vita dignitosa. La riforma pone al centro il sostegno alle persone, mentre ai centri per l’impiego spetta il compito di assicurare la riqualificazione dei disoccupati e il loro aggiornamento professionale. Queste misure mirano a inserire un maggior numero di disoccupati in un&#8217;occupazione permanente invece che in lavori precari e generici. Comunque non è chiaro se si tratti di una vera riforma oppure solo di una operazione “cosmetica”. Si tenga conto poi che il reddito di cittadinanza – come era stato ideato inizialmente &#8211; era stato bocciato dalla maggioranza della CDU/CSU e dal Bundesrat, con l´argomento che i percettori sarebbero stati indotti a non lavorare e solo dopo alcuni cambiamenti si è raggiunto un compromesso, ma a discapito dei futuri percettori.&nbsp;</p>



<p>Così diverse associazioni (come  il  Paritätische Wohlfahrtsverband – Federazione per un Welfare Egualitario) hanno definito l&#8217;accordo assai deludente e hanno accusato la CDU di aver montato una campagna di disinformazione  a spese dei più poveri.  A questo si aggiunge che l&#8217;immagine negativa dei percettori del Bürgergeld come passivi questuanti, meritevoli di subire una sorta di “pedagogia del bastone, continua a dominare la scena. In una prima fase, era previsto un &#8220;periodo di tolleranza” di sei mesi, dall&#8217;inizio della percezione del reddito di cittadinanza, durante il quale le agenzie di collocamento avrebbero applicato delle sanzioni e ridotto le prestazioni solo in casi molto limitati. Tuttavia, la CDU/CSU ha ritenuto che ciò minasse il principio di &#8220;promuovere ed esigere&#8221;: le sanzioni sono possibili fin dal primo giorno nel caso, ad esempio, del rifiuto di una offerta di lavoro, non diversamente da quanto. stabilito dallo Hartz-IV. Anche l &#8216;aumento dell’assegno percepito, dai 449 ai 502 euro del nuovo “reddito di cittadinanza” per un adulto (e aumenti proporzionali per i figli)  è, secondo i critici, solo una compensazione per l&#8217;inflazione, e non porta le persone fuori dalla povertà.  Nel gennaio 2023, secondo i dati del Job-Center, 5,4 milioni di persone erano percettori del Bürgergeld;  di questi 3,9 milioni erano abili al lavoro,  mentre  i   beneficiari  non abili al lavoro  circa 1,6 milioni erano  nel 97% dei casi  persone sotto i 15 anni,  ovvero i  figli dei ricettori del Bürgergeld, aventi loro stessi, come visto sopra,  diritto ad un aiuto sociale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Bürgergeld rimane Hartz IV!&nbsp; Le critiche alla debole controriforma</strong></h3>



<p>Bürgergeld rimane Hartz IV: è così che diverse organizzazioni sociali valutano il compromesso sul cosiddetto nuovo “reddito di cittadinanza”. In sostanza si è cambiato il nome ma non il sistema.&nbsp; Dal loro punto di vista, il progetto centrale di politica sociale del Governo è fallito. Secondo i calcoli della Paritätische Forschungsstelle (Centro di Ricerche sull’Eguaglianza) le prestazioni per contrastare la povertà dovrebbero essere aumentate ad almeno 725 euro per adulto. Che si tratti dell&#8217;Hartz- IV o del reddito di cittadinanza, criticano, non è mutato nulla nel metodo di calcolo effettivo, e le prestazioni rimangono insufficienti e non riflettono la realtà della vita delle persone.&nbsp;</p>



<p>Alla luce del rapido aumento dei prezzi, soprattutto dell&#8217;energia e dei generi alimentari, l&#8217;aumento in vigore dall’inizio di quest’anno non rappresenta un miglioramento del tenore di vita, ma solo un adeguamento all&#8217;aumento dei prezzi avvenuto nel 2022. A conti fatti, si tratta di una mini-riforma del Hartz- IV e non della grande riforma sociale&nbsp; preannunciata dal Ministro Heil.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Per saperne di piu</strong></h3>



<p><a href="https://www.arbeitsagentur.de/einfuehrung-buergergeld" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bundesagentur für Arbeit</a></p>



<p>Hans Böckler Stiftung, <a href="https://www.boeckler.de/data/impuls_2022_01_S3.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hartz IV braucht mehr als einen neuen Namen. </a></p>



<p>Deutschlandfunk Nova: Umstrittene Arbeitsmarktreform 2002. <a href="https://www.deutschlandfunknova.de/beitrag/2002-bundesregierung-beschliesst-hartz-iv-gesetze-die-umstrittene-reform-des-deutschen-arbeitsmarktes" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Die Regierung Schröder beschließt Hartz-IV-Gesetze </a></p>



<p>Sozialgesetzbuch (SGB II) Zweites Buch Bürgergeld, <a href="https://www.sozialgesetzbuch-sgb.de/sgbii/1.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Grundsicherung für Arbeitsuchende 16.12.2022 </a></p>



<p>Verga, Enrico, <a href="https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2022/11/24/germania-crisi-errori/?refresh_ce=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Germania e la crisi: punti deboli, errori e i rischi per l’Europa</a>,&nbsp; 24 Novembre 2022, Il Sole 24 Ore, </p>



<p></p>
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		<title>La partecipazione degli elettori italiani in Europa al voto del 25 settembre</title>
		<link>https://www.neodemos.info/2022/12/06/la-partecipazione-degli-elettori-italiani-in-europa-al-voto-del-25-settembre/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-partecipazione-degli-elettori-italiani-in-europa-al-voto-del-25-settembre</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edith Pichler]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2022 10:02:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni politiche 2022]]></category>
		<category><![CDATA[emigrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[italiani estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Italiani residenti in Europa, e iscritti all’AIRE, sono cresciuti, tra il 2014 e il 2021, da 2,4 a 3,1 milioni, ma la loro partecipazione ... <a title="La partecipazione degli elettori italiani in Europa al voto del 25 settembre" class="read-more" href="https://www.neodemos.info/2022/12/06/la-partecipazione-degli-elettori-italiani-in-europa-al-voto-del-25-settembre/" aria-label="Per saperne di più su La partecipazione degli elettori italiani in Europa al voto del 25 settembre">Leggi</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Gli Italiani residenti in Europa, e iscritti all’AIRE, sono cresciuti, tra il 2014 e il 2021, da 2,4 a 3,1 milioni, ma la loro partecipazione al voto è in continua discesa, dal 37% nel 2006 al 25% nelle elezioni dello scorso 25 settembre. Edith Pichler analizza la partecipazione per paese di residenza e partito votato, e ipotizza che una delle ragioni della disaffezione al voto derivi in molti casi dal fatto che l’elettore si consideri cittadino europeo e più distante dalle istituzioni italiane.</em></p>



<p class="has-drop-cap">Dal 2006 gli italiani residenti all’estero hanno acquisito una propria rappresentanza al Parlamento di Roma, con proprie circoscrizioni elettorali. A differenza dei cittadini in Italia, gli Italiani all´estero possono esprimere una loro preferenza per i diversi candidati. Da allora, però, la partecipazione degli elettori in Europa è diminuita nonostante l’aumento costante degli italiani residenti all´estero: in Europa gli iscritti all´Aire (l´Anagrafe degli Italiani Residenti all´Estero)&nbsp; erano, nel 2014, 2.428.871, e al 1.01.2021, 3.096.007<sup>1</sup> . La percentuale dei votanti è però diminuita al Senato, dal 37,08% nel 2006 al 36,19% nel 2008, per scendere ulteriormente al 31,62% nel 2013 e al 30, 50% del 2018. Alla Camera la partecipazione non è diversa: dal 36,04% del 2006 al 29, 89 del 2018.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Si abbassa ancora la partecipazione al voto</strong></h3>



<p>In questa tornata elettorale la partecipazione al voto si è ridotta ulteriormente: per il Senato nella Circoscrizione Europa hanno votato solo 24,77% degli elettori e per la Camera il 24,78%.&nbsp;<br>Se osserviamo la partecipazione, in tutti i Paesi presi in considerazione, la quota non supera il 25% sia per le elezioni al Senato che per quelle alla Camera (tab. 1).&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-1.-Partecipazione-al-voto-degli-Italiani-in-alcuni-Paesi-Europei-25-settembre-2022-.jpg" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="512" src="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-1.-Partecipazione-al-voto-degli-Italiani-in-alcuni-Paesi-Europei-25-settembre-2022--1024x512.jpg" alt="" class="wp-image-19020" srcset="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-1.-Partecipazione-al-voto-degli-Italiani-in-alcuni-Paesi-Europei-25-settembre-2022--1024x512.jpg 1024w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-1.-Partecipazione-al-voto-degli-Italiani-in-alcuni-Paesi-Europei-25-settembre-2022--300x150.jpg 300w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-1.-Partecipazione-al-voto-degli-Italiani-in-alcuni-Paesi-Europei-25-settembre-2022--768x384.jpg 768w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-1.-Partecipazione-al-voto-degli-Italiani-in-alcuni-Paesi-Europei-25-settembre-2022-.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Gli Italiani aventi diritto di voto che vivono in Germania sono i più numerosi d’Europa, immigrati caratterizzati da storie e tipologie di vita diverse, quali i <em>Gastarbeiter</em> e i loro discendenti, oppure i cosiddetti <em>nuovi mobili</em> del lavoro, o, ancora, quelli per cui la migrazione è una sorta di “avventura”. Ma nonostante questa diversificata presenza, che in qualche modo potrebbe rendere vivace la rete sociale della comunità, gli italiani di Germania hanno in entrambi i rami del Parlamento una quota di partecipazione relativamente bassa. E ciò nonostante che alla Camera il PD avesse candidato due persone residenti e radicate in Germania: una di Wolfsburg, ed una di Berlino, comunità che sono tipiche e rappresentative per l´emigrazione del lavoro degli anni sessanta la prima, e della nuova&nbsp; mobilità la seconda. Un’eccezione è la Svizzera dove la percentuale di partecipazione si&nbsp; avvicina sia alla Camera che al Senato&nbsp; al 28%.&nbsp; Dalla Svizzera però provenivano i capilista per la Camera del PD e della Lega, entrambi eletti, come il secondo candidato per il Senato del PD.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Sorprende la bassa quota di partecipazione del Belgio mèta già nel primo dopoguerra di lavoratori italiani e dove le reti sociali degli italiani sono abbastanza attive, sia quelle tipiche del mondo dell´emigrazione, come i diversi Patronati o la Federazione Italiana lavoratori emigranti e famiglie (FILEF) ed&nbsp; anche nuove strutture dei cosiddetti “nuovi mobili”. Ma come vedremo sotto, analizzando le preferenze per Paese e Partito, sembra che le prime siano riuscite a mobilizzare l’elettorato più che le nuove reti virtuali (Tab. 2).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-2-Preferenze-per-Partito-nella-Circoscrizione-Europa.jpg" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="477" src="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-2-Preferenze-per-Partito-nella-Circoscrizione-Europa-1024x477.jpg" alt="" class="wp-image-19021" srcset="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-2-Preferenze-per-Partito-nella-Circoscrizione-Europa-1024x477.jpg 1024w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-2-Preferenze-per-Partito-nella-Circoscrizione-Europa-300x140.jpg 300w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-2-Preferenze-per-Partito-nella-Circoscrizione-Europa-768x358.jpg 768w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-2-Preferenze-per-Partito-nella-Circoscrizione-Europa.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>A differenza del passato ed in contrasto con i risultati ottenuti in Italia, il&nbsp; &nbsp;PD in Europa cresce al Senato di quasi 10 punti a confronto delle elezioni del 2018, nelle quali aveva ottenuto il&nbsp; 32% (alla Camera il risultato &nbsp;è&nbsp; quasi uguale a quello del 2018).&nbsp; Il risultato attuale al Senato può essere ricondotto alla personalità di due candidati del PD nella Circoscrizione Estero -Europa. Il capolista, il virologo Andrea Crisanti, Professore all´Università di Padova ma iscritto all´AIRE di Londra &#8211; il quale godeva dell´appoggio del PD di Roma ed è conosciuto all´estero per la sua presenza nei media italiani -,&nbsp; e Michele Schiavone figlio di emigrati in Svizzera, attivo nell´associazionismo, e Segretario Generale del Consiglio Generale degli Italiani all´Estero (CGIE), appoggiato dalle associazioni delle migrazioni.&nbsp; Questo <em>duello</em> ha sicuramente contribuito a mobilitare piú persone per l’uno e l’altro candidato, facendo aumentare di 10 punti il voto al PD.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Comunità diverse, comportamenti elettorali diversi</strong></h3>



<p>Come osservato sopra, oltre all’aumento dell’astensionismo, il comportamento di voto degli Italiani in Europa ha denotato differenze regionali nell’attribuzione delle preferenze per le liste riconducibili alla diversa composizione della comunità italiana residente nei vari Paesi. In Belgio, come scritto sopra, la partecipazione al voto è stata molto bassa, di appena il 17%, e un’alta proporzione di voti è andata al PD: il secondo candidato PD al Senato, Michele Schiavone, ha ottenuto con 2.829 quasi 700 preferenze in più di Andrea Crisanti. Qui sembra aver funzionato quanto scritto sopra circa la possibilità di movimentare le reti sociali del mondo dell´emigrazione come i Patronati e le Associazioni (tab. 3).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-3-Preferenze-al-Senato-per-partito-in-alcuni-Paesi-in-Europa.jpg" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="462" src="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-3-Preferenze-al-Senato-per-partito-in-alcuni-Paesi-in-Europa-1024x462.jpg" alt="" class="wp-image-19022" srcset="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-3-Preferenze-al-Senato-per-partito-in-alcuni-Paesi-in-Europa-1024x462.jpg 1024w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-3-Preferenze-al-Senato-per-partito-in-alcuni-Paesi-in-Europa-300x135.jpg 300w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-3-Preferenze-al-Senato-per-partito-in-alcuni-Paesi-in-Europa-768x346.jpg 768w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-3-Preferenze-al-Senato-per-partito-in-alcuni-Paesi-in-Europa.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Dal Belgio proveniva la candidata del Movimento 5 Stelle, poi eletta alla Camera. Interessante è che proprio in Belgio i 5 Stelle ricevono appena il 9% dei voti (nel 2018&nbsp; il&nbsp; 15,27%), mentre, pur regredendo rispetto alla elezioni precedenti,&nbsp; si attestano sul&nbsp; 15% in Germania , in Spagna e nel Regno Unito.&nbsp; In Spagna e nel Regno Unito va ricordata la presenza di tanti giovani “movimentisti”,&nbsp; con un <em>habitus antisistema, </em>sensibili al messaggio pentastellato. Per il buon risultato in Germania va messa nel conto la presenza di tante famiglie originarie dell’Italia meridionale i cui familiari in Italia&nbsp; beneficiano del reddito di cittadinanza (Tab. 4).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-4-Preferenze-alla-Camera-per-partito-e-alcuni-Paesi-in-Europa-.jpg" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="462" src="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-4-Preferenze-alla-Camera-per-partito-e-alcuni-Paesi-in-Europa--1024x462.jpg" alt="" class="wp-image-19023" srcset="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-4-Preferenze-alla-Camera-per-partito-e-alcuni-Paesi-in-Europa--1024x462.jpg 1024w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-4-Preferenze-alla-Camera-per-partito-e-alcuni-Paesi-in-Europa--300x135.jpg 300w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-4-Preferenze-alla-Camera-per-partito-e-alcuni-Paesi-in-Europa--768x346.jpg 768w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2022/12/Tab.-4-Preferenze-alla-Camera-per-partito-e-alcuni-Paesi-in-Europa-.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Un’analisi più dettagliata per Circoscrizioni Consolari delle preferenze per partito e candidati nei diversi Paesi di immigrazione sarebbe utile per dare una visione più chiara del comportamento elettorale degli Italiani emigrati e residenti in Europa. Confrontando, per esempio, il voto degli italiani nella Circoscrizione Belga di Louvière tipica della migrazione dei minatori italiani a con il voto nella Circoscrizione Consolare della “multietnica” Bruxelles. Oppure confrontando il voto a&nbsp; Wolfsburg a con quello&nbsp; di&nbsp; Berlino, &#8211; da dove provenivano &nbsp; entrambi i&nbsp; candidati PD per la Camera; o, ancora, in Francia, confrontando il voto nella metropoli parigina con quelli espressi a Lilla.&nbsp;</p>



<p>Infine merita una riflessione il crescente “assenteismo politico”. E’ possibile che a questo non sia estranea la percezione, tra gli Italiani all’estero, dell´appartenenza alla UE, e l’idea di essere oramai “ Cittadini Europei” (e anzi, con la propria mobilità, di esserne stati gli anticipatori). Con lo svilupparsi di questa identità europea può essersi trasformata, in effetti, anche la prassi politica, con un orientamento degli elettori verso una partecipazione politica di tipo sovranazionale e sovraregionale, dove a dominare sono altre istanze e altri soggetti istituzionali dai quali ci si sente meglio rappresentati.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Note</strong></h3>



<p><sup>1</sup>Fondazione Migrantes,&nbsp; Rapporto Italiani nel Mondo 2014, Tau, Todi 2014; &nbsp; Fondazione Migrantes, &nbsp; Rapporto Italiani nel Mondo 2021, Tau, Todi 2021.</p>
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		<title>Ucraini in Polonia. Guerra, donne, violenza e diritti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Edith Pichler]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2022 08:34:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[emigrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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<p><em>Prossimità geografica e culturale hanno spinto quattro milioni di Ucraini in fuga dalla guerra a varcare il confine con la Polonia, già meta di un’intensa migrazione. Ne parla Edith Pichler che tra l’altro riferisce il dilemma delle donne ucraine vittime di stupro cui viene di fatto negata la possibilità di abortire in terra polacca.&nbsp;</em></p>



<p class="has-drop-cap">Mentre Angela Merkel, nel 2015, con la frase “Ce la faremo” aprì i confini della Germania ai profughi siriani e alla loro accoglienza, la Polonia perseguì una politica restrittiva, e come gli altri paesi del Gruppo di Visegrad (Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria) accolse un numero ridotto di profughi dalla Siria. Anche durante la crisi in Bielorussia, la Polonia per mezzo di Frontex ha rafforzato i suoi confini per renderli impermeabili alla pressione dei profughi. Negli ultimi mesi la Polonia è diventata mèta importante dei profughi di guerra Ucraini, che in quattro milioni (dato del 15 giugno 2022) hanno varcato la frontiera, aggiungendosi alle centinaia di migliaia di connazionali che già lavoravano nel paese.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Immigrati e profughi Ucraini in Polonia</strong></h3>



<p>Secondo alcune stime, già prima della guerra, vivevano in Polonia circa due milioni di ucraini, manodopera necessaria per sostenere lo sviluppo e sostituire i polacchi emigrati in Gran Bretagna, Paesi Bassi e Germania. Gli Ucraini vengono impiegati nell´edilizia, nella cantieristica, nell´industria del mobile e in altri settori manifatturieri, e nell´agricoltura. Per molti di loro si tratta di lavori a carattere stagionale, o comunque per brevi periodi, per altri di migrazione permanente. La prossimità geografica e anche culturale, oltre al divario del livello di vita, hanno facilitato questa intensa migrazione.&nbsp;</p>



<p>Una migrazione che comunque sceglie ulteriori rotte e possibilità occupazionali se vengono loro date, come dopo l’11 maggio 2017, quando il Consiglio Europeo adottò un regolamento che esonerava i cittadini Ucraini dall’obbligo del visto per l’Unione Europea per soggiorni non superiori a 90 giorni durante un semestre. Tanti cittadini Ucraini decisero di emigrare verso la Germania e la Polonia, sebbene il regolamento non prevedesse la concessione di un permesso di lavoro all’interno dell’UE.&nbsp; A volte si trattava di studenti ucraini assunti come lavoratori temporanei (per esempio dalla DHL tedesca per supplire a carenze nella distribuzione dei pacchi dovute al Covid e non sempre reclutati in modo “legale”.&nbsp; Mano d´opera che però veniva a mancare in Polonia e proprio la Banca centrale polacca ha stimato nel 2020 che circa mezzo punto del Pil del 2020 è dovuto all’apporto dei lavoratori ucraini.&nbsp;</p>



<p>La presenza di reti sociali e parentali, così come la vicinanza geografica, hanno però sicuramente contribuito all’afflusso di massa dei profughi ucraini verso la Polonia. Come già accennato, si tratta di milioni di persone, in prevalenza donne con minori, che cercano di inserirsi nel mondo del lavoro. Le mansioni che vengono loro offerte sono spesso nella gastronomia, nel settore alberghiero e delle cure e assistenza agli anziani.&nbsp;</p>



<p>Se da una parte abbiamo l’arrivo di profughi, dall’altra si nota un controesodo: migliaia di cittadini ucraini tornano nel loro paese non solo per farsi arruolare, ma anche per prendersi cura delle persone a carico bisognose, ed anche alcune profughe sono nel frattempo rientrate in Ucraina per essere vicine ai loro mariti e genitori.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Profughe &#8220;in un Paese UE che ricorda il medioevo”</strong></h3>



<p>Ad aprile, il quotidiano liberale di sinistra Gazeta Wyborcza ha richiamato l&#8217;attenzione sulla situazione delle donne ucraine violentate durante l´assedio di Bucha. Dall&#8217;inizio della guerra in Ucraina, molte donne e uomini hanno riferito di aver subito violenze sessuali per mano di soldati russi. Solo a Bucha, circa 120 donne dichiarano di esserne state vittime, con il timore di essere rimaste incinte. Per la loro sicurezza dovevano essere trasferite in Polonia, ma si sono rifiutate, temendo la legge sull´aborto del Paese, una delle più severe nella UE. Nel 2020 il tribunale costituzionale polacco, sotto il controllo del partito al governo PiS, ha approvato una legge che rende quasi impossibile l&#8217;aborto, ammesso solo in caso di stupro, di incesto oppure quando la gravidanza minaccia la vita della madre, mentre in Ucraina, una gravidanza può essere interrotta, senza fornire una motivazione, fino alla dodicesima settimana di gravidanza. A questo si aggiungono le difficoltà procedurali, perché formalmente anche le ucraine dovrebbe presentare una prova della violenza subita per poter avviare un procedimento legale. Ciò è complicato e difficilmente realizzabile nelle attuali condizioni di guerra.</p>



<p>Alcune iniziative sono state attivate per aiutare le profughe, dare loro un sostegno materiale e psicologico, sbrogliare le difficoltà burocratiche. È da segnalare Euromaidan Warszawa, nata durante le proteste di Maidan, che raggruppa organizzazioni umanitarie e attivisti con il compito di coordinare le diverse iniziative di sostegno e aiuto all’Ucraina. Grazie alle sue attività è diventato possibile, per le donne vittime di stupro, recarsi brevemente in Ucraina per abortire e ritornare poi in Polonia. Un’opzione che è psicologicamente, oltreché legalmente, più facilmente percorribile per le donne vittime di violenza.</p>



<p>Vale la pena citare, seppure in un contesto assai diverso, l’opera dell’Associazione “Ciocia Basia” ( “Zia Barbara”), un collettivo femminista di Berlino nato per aiutare le donne polacche, con gravidanze non volute, ad abortire in Germania. L&#8217;organizzazione fa parte della rete europea “Abortion without Borders”.&nbsp; Dallo scoppio della guerra in Ucraina “Ciocia Basia” ha ricevuto richieste anche da ucraine incinte fuggite in Polonia. &#8220;Si mettono in contatto con noi. Sono scioccate perché la situazione legale in Ucraina è diversa da quella della Polonia&#8230;” afferma Urszula Bertin, attiva nell´Associazione. Prima dello scoppio della guerra, erano le polacche che si recavano in Ucraina per abortire.&nbsp; Per molte ucraine &#8220;è impossibile immaginare che si provenga da un paese con un atteggiamento liberale nei confronti dell&#8217;aborto e si finisca in un paese della UE che ricorda il Medioevo&#8221;, cosí&nbsp; Zuzana Dziuban&nbsp; dell´Associazione,&nbsp; che riferisce che&nbsp; più di 400 rifugiate hanno chiesto aiuto all&#8217;organizzazione.</p>



<p>Le guerre sono eventi cruenti e crudeli, e il loro grado di violenza viene spesso sintetizzato riferendo le statistiche delle vittime e dei feriti. Ma le ferite dovute alla violenza dello stupro, che sono profonde e marcano le persone per la vita, non vengono conteggiate. È compito delle scienze sociali rivolgere la loro attenzione a questo aspetto dei conflitti, tanto doloroso quanto poco conosciuto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Per saperne di più</strong></h3>



<p>Ernst-Ludwig von Aster,&nbsp; 08.01.2019, <a href="https://www.deutschlandfunk.de/einwanderungsland-polen-die-ukrainer-kommen-100.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Einwanderungsland Polen. Die Ukrainer kommen. </a></p>



<p>Agnieszka Łada-Konefał, 24.02.2022, <a href="https://www.deutsches-polen-institut.de/blog/ukrainer-in-polen-neuste-zahlen-und-regelungen/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ukrainer in Polen &#8211; neuste Zahlen und Regelungen. </a></p>



<p>Eugen Theise, 18.12.2019, <a href="https://www.dw.com/de/ukrainische-leiharbeiter-bei-dhl-die-schattenseite-des-weihnachtsgesch%C3%A4fts/a-51717918" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ukrainische Leiharbeiter bei DHL: Die Schattenseite des Weihnachtsgeschäfts. </a></p>



<p>Nina Monecke, 3. Mai 2022, <a href="https://www.zeit.de/gesellschaft/zeitgeschehen/2022-05/frauen-ukraine-vergewaltigung-schwangerschaftsabbruch-polen?utm_referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com%2F" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Frauen aus der Ukraine: Bloß nicht nach Polen. </a></p>



<p>rbb24 &#8220;<a href="https://www.rbb24.de/panorama/beitrag/2022/04/abtreibung-deutschland-polen-rechtslage-gefluechtete-ukraine.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Die Frauen sind geschockt, weil die Rechtslage in Polen anders ist als in der Ukraine&#8221;</a></p>



<p>Marianne Max, 23.05.2022, <a href="https://www.t-online.de/nachrichten/ausland/id_92220518/abtreibung-nach-flucht-ankunft-in-einem-eu-land-das-dem-mittelalter-aehnelt-.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ankunft &#8220;in einem EU-Land, das dem Mittelalter ähnelt&#8221;. </a></p>



<p>Rat der EU Pressemitteilung,&nbsp; 11. Mai 2017, Visa: <a href="https://www.consilium.europa.eu/de/press/press-releases/2017/05/11/visa-liberalisation-ukraine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rat verabschiedet Verordnung über die Befreiung ukrainischer Staatsangehöriger von der Visumpflicht. </a></p>



<p>Nele Husmann, 07. März 2022, Krieg in der Ukraine. <a href="https://www.wiwo.de/politik/europa/krieg-in-der-ukraine-wie-der-abfluss-ukrainischer-arbeiter-polen-belastet/28137926.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wie der Abfluss ukrainischer Arbeiter Polen belastet.&nbsp; </a></p>
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		<title>Gli Ucraini in Germania: profughi di “prima” o “seconda classe”?</title>
		<link>https://www.neodemos.info/2022/04/29/gli-ucraini-in-germania-profughi-di-prima-o-seconda-classe/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=gli-ucraini-in-germania-profughi-di-prima-o-seconda-classe</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edith Pichler]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 08:58:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[asilo politico]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più di 380mila profughi dall’Ucraina hanno raggiunto la Germania dallo scorso 24 febbraio. Edith Pichler si sofferma sulle facilitazioni che sono state loro offerte, ma ... <a title="Gli Ucraini in Germania: profughi di “prima” o “seconda classe”?" class="read-more" href="https://www.neodemos.info/2022/04/29/gli-ucraini-in-germania-profughi-di-prima-o-seconda-classe/" aria-label="Per saperne di più su Gli Ucraini in Germania: profughi di “prima” o “seconda classe”?">Leggi</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Più di 380mila profughi dall’Ucraina hanno raggiunto la Germania dallo scorso 24 febbraio. Edith Pichler si sofferma sulle facilitazioni che sono state loro offerte, ma anche sulla disuguaglianza di trattamento nei confronti di altri profughi, soprattutto siriani e afghani</em>.</p>



<p class="has-drop-cap">Nel 2015 la Germania si dimostrò molto generosa nell’accoglienza dei profughi siriani, tanto che si parlò di una “Willkommenkultur”, o cultura del benvenuto, per il gran numero di centri appositamente aperti, e gestiti da volontari, per la distribuzione di generi di prima necessità, alimentari, per l’abbigliamento e altro ancora. Alcuni di questi centri, gestiti da associazioni di volontariato, da istituzioni come la Croce Rossa, da organizzazioni legate alle Chiese, continuano ancora oggi a operare a sostegno dei profughi per favorire la loro integrazione, anche se il numero dei volontari che vi operano è costantemente diminuito.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Gli arrivi dall’Ucraina</strong></h3>



<p>Con l´inizio della guerra in Ucraina anche la Germania è diventata mèta dei flussi di profughi: gli <em>hotspot </em>degli arrivi sono la stazione centrale di Berlino (via Polonia) e quella di Monaco (via Budapest). Nel frattempo sono arrivate al 25 di aprile del 2022 secondo il Ministero degli Interni circa 380.000 persone, anche se si presume che il numero potrebbe essere più alto, per via di coloro che hanno trovato una prima sistemazione presso familiari ed amici, e non sono ancora registrate. Un sondaggio condotto dal Ministero Federale degli Interni a fine marzo su circa 2.000 rifugiati adulti rivela che si tratta di donne nell’84% dei casi, il 58% delle quali è arrivato in Germania con i propri figli minori; la loro età media è di 38 anni, e il 92% delle persone intervistate lavorava o studiava in Ucraina prima della partenza. Fino all&#8217;inizio di marzo sono stati esclusivamente i volontari che hanno accolto e assistito con grande impegno i rifugiati che arrivavano dall&#8217;Ucraina. Tuttavia in questo primo periodo di emergenza e improvvisazione si sono registrati diversi tentativi di “adescamento” di donne e minori con false promesse di sistemazione e di aiuto. I responsabili delle associazioni hanno reagito regolarizzando i criteri di assistenza ai rifugiati, e ottenendo un rafforzamento dei controlli da parte delle forze dell’ordine. L’associazione Solwodi (<em>SOLidarity with WOmen in DIstress</em>), un’&#8217;organizzazione umanitaria per i diritti delle donne immigrate in Germania, aveva messo in guardia contro il pericolo di sfruttamento delle donne provenienti dall&#8217;Ucraina, sia per gli eventuali tentativi di avviamento alla prostituzione, sia per il loro possibile impiego non retribuito in famiglie private. La Presidente di Solwodi, Maria Decker, ha denunciato l’esistenza di annunci sessisti sui social media, legati a siti di prostituzione, nei quali si citava l´arrivo di “Frischfleich” (&#8220;carne fresca&#8221;) dall&#8217;Ucraina.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Procedure di accoglienza più rapide e favorevoli</strong></h3>



<p>Secondo una direttiva UE, attivata il 4 marzo 2022, le persone provenienti dall&#8217;Ucraina possono viaggiare in Europa, e in Germania, come turisti, per 90 giorni. Questo vale anche per le persone che non hanno un passaporto biometrico, profughe dall&#8217;Ucraina. In Germania è stato inoltre introdotto un biglietto “Helpukraine” che prevede la gratuità del trasporto sia locale, sia di &nbsp;lunga distanza dietro presentazione del passaporto ucraino. Diversamente per esempio dai profughi siriani, afgani o eritrei, i rifugiati ucraini in Germania non devono passare attraverso una normale procedura di asilo, che di solito è burocratica e lunga, e che può durare fino a quattro anni. Ricevono invece automaticamente uno status di residenza, -chiamato &#8220;protezione temporanea&#8221; &#8211;&nbsp; valido per un anno e che può essere prorogato per un totale di altri due anni. Questo stato giuridico permette loro, a differenza degli altri profughi, di fruire di una serie di privilegi: essi possono svolgere un&#8217;attività subordinata o autonoma, accedere ai programmi di istruzione per gli adulti, ottenere &#8211; oltre al proseguimento degli studi o l&#8217;accesso al sistema educativo per i bambini e i giovani sotto i 18 anni – anche i diritti all&#8217;assistenza sanitaria, alle prestazioni sociali, alla disponibilità di un alloggio adeguato o a un sostegno finanziario per l&#8217;alloggio. A seguito di questa generosa accoglienza degli ucraini, è emersa una polemica circa il disuguale trattamento rispetto a profughi di altre provenienze che non fruiscono degli stessi privilegi, fino a poco tempo fa inaccessibili per i rifugiati. Questa disuguaglianza è particolarmente evidente per tutti quei profughi &#8211; siriani, afghani o etiopi &#8211; che a seguito di norme e leggi restrittive, non hanno ricevuto un permesso di soggiorno e di lavoro e hanno quindi dovuto vivere per anni in condizioni di precarietà. E così non è raro trovare nei media tedeschi, in queste ultime settimane, commenti sul differente trattamento dei profughi del passato rispetto a quelli attuali, spesso chiedendo se siamo davanti a profughi di “prima” o di “seconda” classe.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Scendere dalla prima alla seconda classe</strong></h3>



<p>Se, come visto sopra, i profughi ucraini godono di alcuni privilegi riguardo al loro status di permanenza, il loro inserimento nel mondo del lavoro rischia di diventare di seconda classe. Il Sindacato tedesco infatti ha ribadito, con diverse prese di posizione, l’assoluta necessità di evitare lo sfruttamento degli ucraini, mediante il loro impiego come manodopera a basso costo nei settori dell’edilizia, dell’agricoltura, delle pulizie e dell’assistenza. Che si tratti di un cantiere, di un campo di asparagi o in un&#8217;impresa di pulizie, non dovrebbero esserci &#8220;dipendenti di seconda classe&#8221;, ha affermato Robert Feiger, presidente nazionale del sindacato IG BAU (<em>IG Bauen-Agrar-Umwelt</em><strong>)</strong>. Inoltre per via dell´alta percentuale di donne e bambini tra i rifugiati, ribadisce Feiger, sono necessari maggiori sforzi per una inclusione scolastica dei minori, perché senza un numero sufficiente di posti negli asili e nelle scuole, molti genitori saranno in grado di svolgere solo mini-job, precari e con bassi salari.&nbsp;</p>



<p>Proprio nel settore dell’assistenza, dove sono impiegate molte donne provenienti dai Paesi dell´Europa dell´Est, potrebbero sorgere delle “lotte fra povere”. Secondo una ricerca della televisione ARD, molte donne ucraine lavorano già nelle famiglie tedesche per soli 900 euro al mese. A causa della loro difficile situazione come <em>breadwinner</em>, sono disposte a lavorare anche a salari più bassi pur di “sfamare” la famiglia. Ed infatti il presidente della VHBD (<em>Associazione Federale per l&#8217;Assistenza Domiciliare e l&#8217;Infermieristica</em>), Daniel Schlör, teme effetti negativi per le “badanti” rumene e polacche, prevedendo che fino a 300.000 donne ucraine siano disposte a lavorare con salari più bassi e che le badanti polacche e rumene, che generalmente guadagnano di più, possano venire espulse dal mercato.</p>



<p>&nbsp;La Germania ha bisogno di specialisti e di professionisti, e di quadri tecnici, ma anche di persone disposte a lavorare in quei settori dei servizi, spesso precari e a basso salario, evitati dalla popolazione locale. Nel 2015 con l´arrivo dei profughi siriani si poteva leggere, dietro i propositi umanitari, anche un “discorso utilitaristico”: “arrivano gli ingegneri e i medici siriani necessari all´economia tedesca”, anche se questo poi non si è avverato. Riguardo alle profughe ed ai profughi ucraini, e proprio nell´ottica della “cultura della memoria”, la classe politica e dirigenziale tedesca dovrebbe ricordare che c’è stato un tempo nel quale gli ucraini vennero impiegati come “operai di seconda classe” (se non peggio), un’ideologia dell’uso “utilitaristico della forza lavoro” che non dovrebbe più ripetersi. Ma questo vale per tutti, qualsiasi sia la provenienza.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Per saperne di più</strong>&nbsp;</h3>



<p>Brücker, Herbert, <em>: Geflüchtete Aus Der Ukraine: Eine Einschätzung Der Integrationschancen “</em>ab-forschungsbericht”, 4|2022;</p>



<p>Bundeministerium des Innern und für Heimat, <a href="https://www.bmi.bund.de/SharedDocs/downloads/DE/veroeffentlichungen/nachrichten/2022/umfrage-ukraine-fluechtlinge.pdf;jsessionid=3A05F7D8DF75351F0E9D1AE95ADD895D.2_cid295?__blob=publicationFile&amp;v=2" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Pressemitteilun</em>g</a>,&nbsp; 04.04.2022.</p>



<p>&nbsp;Mediendienst Integration<em>.  <a href="https://mediendienstintegration.de/migration/flucht-asyl/ukrainische-fluechtlinge.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Flüchtlinge aus der Ukraine</a></em>.</p>



<p>&nbsp;Rometsch, Claudi, <em><a href="https://www.migazin.de/2022/04/05/frischfleisch-ukraine-solwodiwarnt-vor-gefahr-der-ausbeutung-frauen/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Frischfleisch“ aus der</a> Ukraine,</em> Solwodi warnt vor Gefahr der Ausbeutung von Frauen, 05.04.2022 </p>



<p>Schober, Gottlob e Kaffanke, Claudia, <em><a href="https://www.tagesschau.de/investigativ/report-mainz/ukrainerinnen-pflege" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SWR, Krieg in der Ukraine Neues P</a>flegepersonal zum Dumpingpreis?</em>&nbsp; </p>
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		<title>Migrazioni e migranti nei programmi dei partiti alle elezioni tedesche del 2021</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Edith Pichler]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Oct 2021 08:27:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo le elezioni del 26 Settembre, la formazione della coalizione del nuovo Governo tedesco sembra orientata ad un’alleanza tra Socialdemocratici, Liberaldemocratici e Verdi, le cui ... <a title="Migrazioni e migranti nei programmi dei partiti alle elezioni tedesche del 2021" class="read-more" href="https://www.neodemos.info/2021/10/19/migrazioni-e-migranti-nei-programmi-dei-partiti-alle-elezioni-tedesche-del-2021/" aria-label="Per saperne di più su Migrazioni e migranti nei programmi dei partiti alle elezioni tedesche del 2021">Leggi</a></p>
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<p><em>Dopo le elezioni del 26 Settembre, la formazione della coalizione del nuovo Governo tedesco sembra orientata ad un’alleanza tra Socialdemocratici, Liberaldemocratici e Verdi, le cui posizioni in tema di migrazione non sono coincidenti, come ci illustra Edith Pichler. Dato il peso politico della Germania in Europa, l’orientamento del Governo sarà assai importante per la politica migratoria della UE, oggi preda di profondi dissidi e dissonanze. </em></p>



<p class="has-drop-cap">In questi giorni la Germania ricorda i sessant’anni dell’accordo bilaterale con la Turchia, che prevedeva il reclutamento di forza lavoro da inserire in quei settori non graditi dalla popolazione locale. L’accordo faceva seguito a quelli già stipulati con l´Italia nel 1955, con la Spagna e la Grecia nel 1960 e ancora, prima del blocco del reclutamento nel 1973, quelli con il Marocco e la Corea del Sud (1963), con il Portogallo (1964), con la Tunisia (1965) e con la Jugoslavia (1968). &nbsp;Nonostante questa politica migratoria, la Germania ha sostenuto per anni di non essere un “paese di immigrazione” (kein Einwanderungsland), e solo con il governo rosso-verde di Schröder negli anni Novanta si è corretta questa narrazione.</p>



<p>&nbsp;Proprio in questi giorni il Presidente Steinmeier ha sostenuto che la Germania è un Paese con “Migrationshintergrund” ovvero con un background migratorio, e non solo un paese che ospita residenti stranieri, come correntemente si dice nei diversi mass media. E’ quindi interessante capire quale sia la posizione dei singoli partiti<sup>1</sup> sulla questione migratoria, e quale sia la loro posizione &#8211; espressa nei rispettivi programmi &#8211; in merito al ruolo delle persone con un “ background migratorio”. Ancora non è chiaro che tipo di coalizione governerà nei prossimi anni la Germania, importante per questo riportare le posizioni dei cinque partiti che sono presenti nel futuro Parlamento. Non si vuole però presentare ogni singola proposta dei partiti riguardo al tema “migrazioni” ma dare uno sguardo generale alla visione che i partiti hanno del fenomeno migratorio, in quale contesto, e con quale rilievo essi affrontino la questione. Tralasciamo, in queste pagine, l’esame delle posizioni assunte sul tema dei rifugiati e dei profughi per le loro complessa interazioni con gli accordi e i trattati e la politica internazionale in generale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Rispetto e Cittadinanza</strong></h3>



<p>I scialdemocratici della <a href="https://www.spd.de/zukunftsprogramm/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SPD</a> trattano l´argomento “migrazione e migranti” in un capitolo dal titolo “una società del rispetto” dove vengono discussi diversi temi sociali, riguardanti il lavoro, la parità, le abitazioni, la solidarietà e il “vivere assieme” con le persone con un background migratorio. Per la SPD il presupposto fondamentale per vivere assieme in una società del rispetto è l´appartenenza e la certezza che si viene accettati indipendentemente dalla biografia familiare. La SPD inquadra il tema in una classica agenda socialdemocratica, nella quale l´obiettivo è quello di una società giusta, libera da ogni sorta di discriminazioni (sociali, etniche o di genere) e nella quale ognuno ha &nbsp;accesso ai diritti di cittadinanza: sociali, politici e civili. Un simbolo di questa pratica dell´inclusione si può anche intravedere nel fatto che sul sito della SPD si trovano le informazioni sulle elezioni parlamentari in diverse lingue (Turco, Inglese, Polacco, Russo e Arabo) con il titolo: “Rispetto per te!” &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Controllo e Cultura</strong></h3>



<p>Nel programma della CDU si affronta il tema migranti fin dal primo capitolo associandolo alla questione dell’illegalità che deve essere controllata in maniera efficace. Segue, più avanti, un capitolo nel quale esplicitamente gli stranieri vengono associati a organizzazioni criminali, al riciclaggio di denaro, e nel quale in un paragrafo dal titolo “Tolleranza zero nei confronti dei clan familiari criminali” si discute delle cosiddette “società parallele” che sono da prevenire e da combattere, perché (letteralmente) lo Stato “è presente e non si lascia prendere per il naso”. &nbsp;Per la CDU l´integrazione funziona ed avviene principalmente a livello culturale-identificativo, perché la Germania è una “Kulturnation” una “nazione-cultura”, sottolineando così il concetto di Nazione nella tradizione di Herder e di Fichte. Ne segue che un prerequisito per un&#8217;integrazione di successo è l’identificazione, la condivisione ed il riconoscimento dei valori e delle norme fondamentali della Germania, delle sue istituzioni, della sua storia, della lingua e della cultura. Secondo il partito, solo quando questi valori vengono condivisi dai migranti si ha garanzia di partecipazione, e si conseguono l’inclusione e il riconoscimento della società.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diversità e Partecipazione</strong></h3>



<p>Giá con il titolo <a href="https://cms.gruene.de/uploads/documentà Wahlprogramm-DIE-GRUENEN-Bundestagswahl-2021_barrierefrei.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“difendere la diversità, riconoscimento e pari diritti”</a> il partito dei Verdi delinea in un’ottica multiculturale la sua posizione in tema di migranti, e di minoranze in generale, precisando che “siamo tutti diversi, ma uguali nei diritti e nella dignità”. Non tanto la provenienza etnica, ma gli stili di vita ed i milieux di provenienza fanno “diversità, e questa deve essere rispettata, riconosciuta per poter partecipare, essere ascoltati ed interagire a livello paritario”. &nbsp;I Verdi vedono un possibile strumento per ridurre sistematicamente la discriminazione e promuovere la coesione sociale in una società “post-migrante”, nel porre le questioni e le responsabilità relative all&#8217;uguaglianza e alla partecipazione dei “migranti” in capo ad un unico ministero, diverso dal Ministero dell´Interno, che finora ne ha avuto il compito.&nbsp; Inoltre la Germania, come Paese di immigrazione, necessita una nuova, moderna legge sull&#8217;immigrazione, per regolare e semplificare le procedure di immigrazione per studenti e per lavoratori.&nbsp; Riguardo all’immigrazione di manodopera generica come quella qualificata , i Verdi propongono un sistema di punteggio annuale per stabilirne il fabbisogno.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Questione Sociale e Solidarietà</strong></h3>



<p>Il partito di sinistra <a href="https://www.die-linke.de/fileadmin/download/wahlen2021/Wahlprogramm/DIE_LINKE_Wahlprogramm_zur_Bundestagswahl_2021.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Die Linke</a>&nbsp; affronta il tema migratorio sullo sfondo di una “società migratoria solidale” &nbsp;in un contesto internazionale, in piena tradizione &nbsp;“terzomondista”. &nbsp;&nbsp;Le migrazioni, secondo il partito, sono parte di una più ampia questione sociale che negli ultimi anni, a causa delle diverse crisi, è diventata una questione globale e perciò anche Europea. Ed infatti, si legge nel programma, l&#8217;economia si sostiene sullo sfruttamento dei migranti che spesso hanno uno status di residenza precario e talvolta &nbsp;un&#8217;assistenza sociale e sanitaria limitata. &nbsp;&nbsp;Il partito pertanto si oppone alle restrizioni in tema di accesso al sistema della sicurezza sociale, sia per i migranti provenienti dai paesi dell&#8217;UE, sia per quelli extracomunitari, e auspica il superamento del capitalismo neoliberista, caratterizzato da deregolamentazione, privatizzazione e tagli alla spesa sociale. Lo slogan del partito è pertanto: “Vogliamo giustizia sociale &#8211; in tutto il mondo! Vogliamo superare la crisi non solo in Germania o in Europa, ma a livello globale”. Obiettivo della Die Linke è pertanto un cambiamento fondamentale nella politica, verso la libertà dei movimenti internazionali, con uguali diritti per tutti, in una società solidale con gli immigrati.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cittadini e Libero Mercato</strong></h3>



<p>La FDP (Partito Liberale Democratico) che si definisce come partito dei &nbsp;diritti civili e rappresentante degli interessi dei “cittadini/citoyen”&nbsp; (Bürger),&nbsp; in un passo finale&nbsp; del programma dal titolo&nbsp; <a href="https://www.fdp.de/sites/default/files/2021-06/FDP_Programm_Bundestagswahl2021_1.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“una società tollerante e aperta”</a> si impegna a sostenere una società liberale in cui tutti, indipendentemente dall&#8217;origine, dall&#8217;etnia, dalla religione e dalle &nbsp;opinioni politiche, &nbsp;possano vivere ed esprimersi liberamente. Diritti umani e tutela delle minoranze sono per la FDP essenziali per la convivenza, per questo il partito si oppone ad ogni forma di razzismo, xenofobia, antisemitismo e omofobia. Ma la FDP è anche il partito del libero mercato, in difesa degli interessi degli imprenditori (piccoli o grandi che siano), e introduce il capitolo del programma “Migrazioni”, affermando che la Germania è, sì, un paese di immigrazione che si attiene agli impegni umanitari, ma ha bisogno di chiare norme per regolare l´immigrazione. Queste devono tener conto degli interessi del Paese, e pertanto la FDP propone un controllo “dell&#8217;immigrazione nel mercato del lavoro” introducendo un sistema a punteggio simile a quello canadese.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Prima la Germania! ovvero dei divieti e dei doveri</strong></h3>



<p>Non stupisce che nel programma della &nbsp;<a href="https://www.afd.de/wp-content/uploads/sites/111/2021/06/20210611_AfD_Programm_2021.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AFD (Alternativa per la Germania)</a> si inizia a parlare di “stranieri” nel capitolo sulla sicurezza interna, in ragione della presunta alta&nbsp; criminalità degli stranieri. &nbsp;Già dal titolo del capitolo dedicato al tema immigrazione “Migrazioni, Asilo e Integrazione: agire umanamente e razionalmente, proteggere la Germania”, si comprende quale politica &nbsp;&nbsp;intenda perseguire la AFD. Compito e obiettivo della politica, secondo la AFD, non è impegnarsi per i diritti degli immigrati, ma proteggere e difendere la Germania e la sua popolazione autoctona dagli stranieri che hanno, secondo il programma, solo doveri, e devono sottostare a espliciti divieti. Secondo la AFD, l&#8217;attuale sistema di immigrazione danneggia il Paese culturalmente ed economicamente, e necessita di una urgente riforma. A livello economico, fra le diverse proposte una propone di limitare l´accesso dei cittadini comunitari al sistema sociale tedesco, e l´altra consiste nel divieto di erogare prestazioni sociali su conti esteri, anche se i titolari ne hanno diritto. Culturalmente la AFD enfatizza l´importanza di una &nbsp;&nbsp;<em>deutsche Leitkultur</em> (“guiding culture” o “leading culture”) ed è contraria ad ogni &nbsp;“relativismo culturale ed al multiculturalismo”.</p>



<p>Come già detto non è ancora chiaro quale sarà la coalizione che governerà nei prossimi anni la Germania – anche se è sicura l’esclusione della AFD dall’esecutivo &#8211; e se il tema “migrazioni” sarà rilevante nella loro agenda politica, e quale ruolo e peso potranno avere i nuovi eletti che hanno un background migratorio.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><sup>1</sup> I 5 partiti sono la SPD (Socialdemocratici) che ha ottenuto 206 seggi al Bundestag (che conta 735 seggi in totale) nelle elezioni dello scorso 26 Settembre, la CDU-CSU (Cristiano Democratici), con 196 seggi; i Gruenen (Verdi) con 118 seggi, la FDP (Liberal Democratici), con 92 seggi, la AFD (Destra) con 83 seggi, Die Linke (la Sinistra) con 39 &nbsp;ed un seggio al Partito Südschleswigsche Wählerverband (SSW)&nbsp;della Minoranza Danese nel Bundesland Schleswig-Holstein </p>
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		<title>La politica per le famiglie in Germania</title>
		<link>https://www.neodemos.info/2021/05/07/la-politica-per-le-famiglie-in-germania/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-politica-per-le-famiglie-in-germania</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edith Pichler]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2021 07:25:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglie e Riproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Germania, a partire dal 2007, ha notevolmente rafforzato le politiche di sostegno alle famiglie, composta da assegni familiari, assegni parentali e assegni di formazione. ... <a title="La politica per le famiglie in Germania" class="read-more" href="https://www.neodemos.info/2021/05/07/la-politica-per-le-famiglie-in-germania/" aria-label="Per saperne di più su La politica per le famiglie in Germania">Leggi</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>La Germania, a partire dal 2007, ha notevolmente rafforzato le politiche di sostegno alle famiglie, composta da assegni familiari, assegni parentali e assegni di formazione. Ne parla Edith Pichler, sottolineando oltre agli indubbi aspetti positivi anche alcune critiche mosse ad un impegno di risorse volto più a sostenere i redditi familiari che non a rafforzare servizi e infrastrutture. Tuttavia la Germania, che dieci anni fa aveva un numero di figli per donna uguale a quello dell’Italia, nel 2019 ha toccato il livello di 1,6 contro 1,3 nel nostro paese.</em></p>



<p class="has-drop-cap">I governi della Germania hanno sviluppato<ins>,</ins> a partire dagli anni Cinquanta<ins>,</ins> una serie di misure di sostegno per le famiglie: il Kindergeld (assegno familiare), l´Elterngeld (assegno parentale), il Kinderzuschlag (un assegno familiare integrativo)&nbsp; ed il cosiddetto Bildungspaket&nbsp; assegno&nbsp; per promuovere la formazione e la partecipazione&nbsp; ai servizi educativi-culturale di bambini e giovani provenienti da famiglie bisognose. Nell’insieme una politica divenuta più generosa negli anni recenti a seguito dei mutamenti strutturali del mercato del lavoro, della crisi economica, delle vicende pandemiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Kindergeld</em></strong><strong>, o assegni familiari</strong></h3>



<p>Il Kindergeld è stato introdotto nel 1954 come compensazione fiscale. Con gli assegni familiari i genitori ricevono un aiuto finanziario per le spese aggiuntive date dal mantenimento dei figli.&nbsp; Il diritto agli assegni familiari ha due basi giuridiche: la legge federale sugli assegni familiari (BKGG) e la legge sull&#8217;imposta sul reddito (EStG). Indipendentemente dal reddito della famiglia si ha diritto agli assegni familiari fino al compimento del 18° anno di vita dei figli, esteso a 25 anni se studiano o fanno formazione professionale, o a 21 anni se sono disoccupati. Gli assegni familiari vengono corrisposti alla persona che alleva e mantiene il bambino, perciò in linea di principio ai genitori biologici, ai genitori adottivi, ai genitori acquisiti che hanno accolto i figli del coniuge nella loro famiglia, ai nonni od altri familiari che hanno accolto i nipoti nella loro famiglia, ed ai genitori affidatari,</p>



<p>L’importo dell&#8217;assegno familiare, dal 1° gennaio 2021, è di 219 Euro per il primo e il secondo figlio, 225 euro per il terzo, 250 euro dal quarto in poi. In alternativa al diretto versamento dell´assegno alle famiglie, è prevista la possibilità di una detrazione fiscale annuale per i figli a carico. Per i genitori con un reddito familiare di oltre 60.000 euro questa opzione risulta in genere più vantaggiosa. In questo caso è lo stesso ufficio delle imposte, dopo una verifica, a determinare quale delle due alternative sia più favorevole per i genitori. Gli assegni familiari non vengono perciò corrisposti, ma presi in considerazione nell&#8217;imposta sul reddito con una detrazione fiscale. Anche i cittadini stranieri (se provenienti da alcuni paesi) occupati o che percepiscono una indennità di disoccupazione o di malattia, hanno diritto agli assegni familiari. Sempre che siano residenti o abbiano un permesso di soggiorno, o siano rifugiati richiedenti asilo.</p>



<p> Il  Kindergeld viene versato anche per i figli che risiedono nel paese di provenienza dell’avente diritto,  ma non viene corrisposto  se questi vi sono titolari di un analogo assegno. Nel marzo 2021 83.126 cittadini italiani in Germania ricevevano il Kindergeld per 141 mila figli dei quali 4.009 risedevano in un altro Paese dell´Unione Europea, si presume nella maggioranza dei casi in Italia. Nel 2019  il Kindergeld è costato 38,8 miliardi di euro, pari all’11% del bilancio federale; circa un quinto di questa somma è andata ai figli di stranieri (in piccola parte – il 4,4% &#8211; ai figli d’Italiani)</p>



<p>Con l´avvento della pandemia il governo ha deciso di elargire, per il 2020, un Kinderbonus &nbsp;annuale di 300 Euro per figlio, ridotto a 150 nel 2021. Un aiuto finanziario per le famiglie, ma inteso anche come stimolo economico per sostenere la domanda interna.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>&nbsp;</em></strong><strong><em>Elterngeld</em></strong><strong>, assegno parentale</strong></h3>



<p>L&#8217;assegno parentale è stato introdotto per la prima volta nel 2007, con l&#8217;obiettivo di promuovere la pianificazione familiare e rappresenta un cambiamento di paradigma nella politica familiare. &nbsp;Esso fornisce sostegno ai genitori che dopo la nascita non lavorano, o lavorano con orario ridotto per accudire il figlio. Questo sostegno spetta alle madri e ai padri. Chi percepisce questa prestazione può lavorare fino a un massimo di 30 ore alla settimana. È possibile inoltre non svolgere alcuna attività lavorativa. L´Elterngeld permette ai genitori di lasciare temporaneamente il posto di lavoro senza dover subire una decurtazione del reddito o perdere il posto di lavoro e si configurava, nelle intenzioni del legislatore, come un incoraggiamento alla procreazione.</p>



<p>&nbsp;L’assegno, corrisposto per i primi 14 mesi di vita dei neonati, spetta ai lavoratori sia autonomi che dipendenti, privati e pubblici. Anche i genitori senza reddito &#8211; casalinghe, disoccupati, studenti e tirocinanti &#8211; possono richiedere l&#8217;assegno parentale e ricevere l’importo minimo. &nbsp;Nel 2019 lo Stato ha investito circa 7 miliardi per coprire le richieste del Elterngeld.</p>



<p>&nbsp;L&#8217;assegno parentale di base copre il 65 per cento del mancato reddito netto e varia&nbsp; &nbsp;da &nbsp;un minimo di 300 &nbsp;a un massimo di 1.800 euro al mese, a seconda del reddito percepito prima della nascita del figlio. Genitori che hanno un reddito imponibile superiore a 500.000 euro (300.000 dal prossimo settembre) e genitori single &nbsp;con più di 250.000 euro non hanno diritto all&#8217;assegno parentale. &nbsp;&nbsp;Nel 2020 circa 1,9 milioni di persone &nbsp;hanno ricevuto l&#8217;assegno parentale, per una durata di 14,5 mesi se donne e di 3,7 mesi se uomini.</p>



<h3 class="wp-block-heading">&nbsp;<strong><em>Kinderzuschlag e Bildungspaket</em>, assegno integrativo e assegno di formazione</strong></h3>



<p>A seguito delle modifiche restrittive nell´ambito della legislazione sociale introdotte dal governo Schröder e della deregolazione del mercato del lavoro, che fa della Germania un paese&nbsp; con un ampio settore a basso salario, si assiste&nbsp; ad un aumento di cosiddetti <em>working poor</em>, persone che spesso sono costrette a chiedere come integrazione un assegno sociale,&nbsp; come nel caso del Kinderzuschlag.&nbsp; Famiglie a basso reddito possono fare richiesta di un supplemento agli assegni familiari per coprire ulteriori spese necessarie per allevare e mantenere i figli. &nbsp;L&#8217;assegno familiare supplementare può arrivare fino a 205 euro a figlio, a seconda della situazione finanziaria della famiglia. Nel 2019 il Governo ha investito 445 milioni di Euro per il Kinderzuschlag, 195 dei quali per genitori stranieri (7,3 per i genitori italiani).</p>



<p>Gli studi Pisa dell’OECD hanno rilevato che in Germania il successo scolastico dipende in maniera rilevante dal milieu di provenienza e dal capitale culturale ed economico della famiglia. &nbsp;Così spesso non è facile per i genitori che dipendono dai diversi servizi sociali e assistenziali offrire ai propri figli le stesse opportunità nel tempo libero o nella scuola offerte dai genitori con redditi più elevati. Per alleviare questa situazione, all&#8217;inizio del 2011 è stato predisposto un pacchetto educativo per consentire ai figli di famiglie a basso reddito, che ricevono il Kinderzuschlag, di&nbsp; partecipare alle diverse attività sociali e culturali: come &nbsp;gite, attività musicali, sport, la mensa scolastica o dell´asilo. Il pacchetto ha erogato, nel 2019, 745 milioni di euro. Molti genitori, pur avendone dritto, non accedono al Bildungspakete perché si teme che i figli possano essere vittime di pregiudizi, stereotipi e forme di rifiuto perché&nbsp; “dipendenti&nbsp; “&nbsp; dai soldi dello Stato”. Citando Serge Paugam, la “povertà”&nbsp; viene stigmatizzata.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Alcune osservazioni</strong></h3>



<p>Con l´introduzione del Kindergeld negli anni ‘50 il governo della CDU tendeva a salvaguardare la famiglia nel modello tradizionale, con il marito unico breadwinner e la moglie nella funzione di casalinga.&nbsp; Lo Stato doveva perciò intervenire per garantire un dignitoso tenore di vita alle&nbsp; famiglie che disponevano di un unico introito nel bilancio familiare. Processi di individualizzazione e modernizzazione hanno trasformato la Germania a partire dalla metà degli anni ’60, ed hanno contribuito a mettere in discussione i ruoli familiari con la richiesta di condivisione del lavoro domestico e maggiore partecipazione femminile sul mercato del lavoro. L’introduzione del Elterngeld può essere interpretato come la risposta a questi processi. &nbsp;La politica familiare del governo e della CDU di Merkel è assai cambiata se confrontata con quella della CDU di Adenauer.</p>



<p>Nonostante quella che appare come una “generosa” politica sociale per le famiglie, non mancano le critiche. Una di queste è che la politica familiare tedesca si concentra principalmente sui benefici in denaro erogati direttamente alle famiglie, invece di investire e migliorare le infrastrutture, come gli asili nido, in modo che i genitori possano conciliare più facilmente&nbsp; famiglia e lavoro. &nbsp;Per quanto riguarda il Kindergeld, diversi esperti lo considerano socialmente ingiusto perché corrisposto sia alle famiglie bisognose che a quelle benestanti, se non facoltose. Diverse analisi confermano inoltre che l&#8217;assegno familiare nella sua forma attuale induce le madri del ceto medio e medio- alto a restare a casa, mentre fornisce scarso aiuto alle famiglie povere. Secondo uno studio recente della Bertelsmann Stiftung (2020) più di un bambino su cinque in Germania cresce in povertà, si tratta di 2,8 milioni di bambini e giovani sotto i 18 anni. Nonostante un lungo periodo di sviluppo economico, secondo gli autori dello studio, la povertà infantile e giovanile è da anni ferma a questo livello elevato, e la crisi determinata dalla pandemia aggraverà ulteriormente la situazione dei bambini poveri e delle loro famiglie. &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Bibliografia</strong></h3>



<p>Bertelsmann Stiftung, 2020, <a href="https://www.bertelsmann-stiftung.de/fileadmin/files/BSt/Publikationen/GrauePublikationen/291_2020_BST_Facsheet_Kinderarmut_SGB-II_Daten__ID967_final.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Factsheet Kinderarmut in Deutschland, Gütersloh.</a> </p>



<p><a href="https://www.zeit.de/gesellschaft/familie/2013-02/familienpolitik-leistungen-sinn-und-unsinn/komplettansicht" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Die Zeit</a></p>



<p>Heinrich-Böll-Stiftung/ Dorothee Schulte-Basta, 2018, Sicherer Start! Für eine bundesweite Kinderteilhabestrategie, Berlin.</p>



<p>Institut der deutschen Wirtschaft, &nbsp;IW-Kurzbericht 92/2020, 6. September 2020, Etwa die Hälfte des Kinderbonus soll ausgegeben werden, Köln.</p>
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		<title>Edith Pichler: Italiani in Germania: nuova mobilità o classica Reservarmee?</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2020 13:58:00 +0000</pubDate>
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