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Un primo bilancio del test di italiano per gli stranieri in una provincia del Nord-Est

La Redazione

Sono trascorsi sei mesi dall’avvio dei test di conoscenza della lingua italiana [1] richiesti per il rilascio del permesso di soggiorno CE di lungo periodo, a tempo indeterminato, richiedibile da chi ha più di 14 anni e possiede un regolare permesso di soggiorno da almeno cinque anni [2].
Tracciamo qui un bilancio delle prime tre tornate dei test svoltisi in provincia di Padova (3 febbraio, 22 marzo e 10 maggio 2011). Gli esami sono coordinati a livello regionale dall’Ufficio Scolastico Regionale in collaborazione con gli Uffici Scolastici Territoriali e le Prefetture competenti per ambito locale, secondo un calendario bimestrale.
La provincia di Padova è caratterizzata da una rilevante presenza straniera. Al 1° gennaio 2009 i titolari di permesso di soggiorno erano 66.851, di cui il 27% minorenni. Il 46% degli stranieri era presente da meno di 5 anni, il 32% tra 5 e 9 anni e il 22% da oltre 9 anni.
Tuttavia, nel primo semestre del 2011 soltanto 589 cittadini extracomunitari hanno presentato domanda per partecipare al test. Di questi hanno poi effettivamente partecipato alle prove in 462 (pari al 78% dei richiedenti). Raffrontando la distribuzione dei permessi di soggiorno per cittadinanza con quella delle richieste di partecipazione al test si nota un maggiore interesse tra i cittadini dell’Europa orientale, in particolare tra i Moldavi, mentre la partecipazione in questi primi sei mesi è stata ridotta tra i cittadini cinesi.
Il test è stato superato dai due terzi dei partecipanti (305 su 462), ma gli esiti non sono stati uniformi. Infatti, tra gli uomini ben il 41% non ha superato il test, mentre tra le donne ha avuto un esito negativo solamente il 27%.
Notevoli differenze vi sono anche per cittadinanza ed età. Tra i cittadini di paesi dell’Europa Orientale e del Sudamerica non ha superato il test rispettivamente solo il 12% e il 18% dei partecipanti. In prevalenza negativo è stato invece l’esito tra gli immigrati provenienti dall’Africa (52% di test negativi) e dall’Asia (58% di test negativi). Tra le singole nazionalità la percentuale di successo oscilla tra il 92% dei Moldavi e il 7% degli Indiani.

Tra gli immigrati più giovani, quelli con meno di 30 anni la quota di coloro che hanno superato il test di lingua italiana è stata significativamente più alta, pari al 78%, mentre gli esiti sono peggiori tra 30 e 49 anni, con il 41% di bocciati. Tra gli ultracinquantenni (tra i quali prevalgono le donne originarie dell’Est Europa) la percentuale di promossi torna a crescere, raggiungendo il 67%.

Ringrazio per i dati il Dott. Carmelo Caltabiano della Prefettura – U.T.G. di Padova.

[1] Il test di conoscenza della lingua italiana è stato introdotto dal Decreto Ministeriale del 4 giugno 2010 entrato in vigore il 9 dicembre 2010. V. anche Daniela Ghio,  Lingua e integrazione, Neodemos,  20/04/2011.

[2] Sono esonerati gli stranieri in possesso di attestati che certificano la conoscenza della lingua italiana ad un livello non inferiore all’A2; ovvero di titoli di studio della scuola secondaria di primo o secondo grado; certificati di frequenza universitaria, master o dottorati; sono, altresì, esonerati quegli stranieri che hanno fatto ingresso in Italia ex art. 27 TUI (lavori altamente specializzati) e coloro che sono affetti da gravi limitazioni della capacità di apprendimento certificata da una struttura pubblica.
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