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Primi risultati del censimento demografico 2007 in Mozambico

Antonio Cortese
Il Mozambico vanta una superficie che è circa due volte e mezzo quella dell’Italia. Le sue lunghe coste fronteggiano il Madagascar. I confini, da nord a sud, sono con la Tanzania, il Malawi, lo Zambia, lo Zimbabwe, il Sudafrica e lo Swaziland. E’ il più popoloso dei cinque paesi del cosiddetto gruppo PALOP (Países Africanos de Língua Oficial Portuguesa): gli altri sono l’Angola, Guinea-Bissau, São Tomé e Principe, Capo Verde.

Raggiunta l’indipendenza nel 1975, il paese ha poi attraversato un lungo periodo di guerra civile tra due movimenti di diversa ispirazione politica (FRELIMO e RENAMO) che nel 1992 hanno firmato a Roma gli accordi di pace, definendo congiuntamente una nuova costituzione di stampo democratico.

Queste brevi note aiutano ad inquadrare il contesto in cui si è svolto il censimento generale della popolazione, effettuato nel corso del 2007, di cui stanno adesso uscendo i primi risultati, relativi per il momento solo alla distribuzione della popolazione residente per sesso e distretto.

Il censimento è sempre operazione complessa, tanto più in una realtà come quella africana, e comporta un impegno gravoso per la struttura pubblica cui spetta la responsabilità della produzione statistica ufficiale, nonostante il sostegno garantito dalle agenzie internazionali (UNFPA, UNDP, ecc.) e il contributo finanziario assicurato dai “paesi donatori”. Nel 1997, anno in cui fu eseguito il precedente censimento, l’INE, l’Istituto Nazionale di Statistica, che era stato da poco costituito (decreto presidenziale 28 agosto 1996, n. 9), si mostrò comunque all’altezza del compito. E anche nel 2007 le cose sembrano essere andate bene, per quanto appaia forse un po’ ambizioso l’obiettivo di completare le elaborazioni censuarie entro il mese di novembre del 2009.

Tra il 1997 ed il 2007, la popolazione mozambicana è passata da 16,1 a 20,5 milioni di abitanti, crescendo a un ritmo del 2,4% all’anno. E’ l’effetto di una dinamica demografica con riferimento alla quale ci si limita qui a segnalare che, secondo stime recenti, la speranza di vita alla nascita è intorno ai 44 anni con una differenza di circa quattro anni a favore delle donne (fig. 1). Negli ultimi anni si è interrotta la tendenza al miglioramento nella lotta alla mortalità, a causa della diffusione dell’Aids, e non si prevedono significativi miglioramenti ancora per qualche tempo.

Intanto la fecondità resta alta, oltre cinque figli per donna, la popolazione ha una struttura per età molto giovane, con il 64% della popolazione con meno di 25 anni, e il saldo migratorio con l’estero ha segno negativo[1].


[1] Come termine di riferimento si consideri che in Italia gli uomini vivono in media fino a 77 anni e le donne fino a 83; il TFT, o numero medio di figli per donna, è attualmente pari a circa 1,3 e il peso della popolazione con meno di 25 anni è pari appena al 24%. Il tasso medio di crescita della popolazione italiana degli ultimi 10 anni è stato di circa 0,5%.

Per approfondimenti:

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