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Futuri Italiani Crescono

Alessandro Rosina

Quanti sono gli alunni stranieri nelle scuole italiane? I dati più recenti li fornisce il Ministero della Pubblica Istruzione che ha recentemente pubblicato il Rapporto sugli “Alunni con cittadinanza non italiana”, aggiornato all’anno scolastico 2005-2006 (www.pubblica.istruzione.it).

Ebbene, in tale anno scolastico gli allievi con cittadinanza straniera risultavano essere circa 430 mila, vale a dire quasi il 5% della popolazione scolastica. Un valore comunque ancora relativamente basso se confrontato con paesi europei con una storia di immigrazione più consolidata (come Francia, Germania ed Inghilterra). Ma inferiore di qualche punto percentuale anche rispetto alla Spagna, paese che, come il nostro, sta conoscendo solo da poco più di un decennio una forte accelerazione del fenomeno.

I valori attuali sono ancora sotto la media dei grandi paesi dell’Europa occidentale, la crescita risulta però particolarmente accentuata (Fig. 1). In Italia gli alunni stranieri erano meno di 50 mila fino alla metà degli anni Novanta (ovvero meno dello 0,5% del totale degli alunni). Da allora ad oggi il loro numero è quindi aumentato di oltre 8 volte. Il ritmo di incremento equivale ad un raddoppio ogni 4-5 anni. Un valore impressionante, che mette a dura prova le capacità di reazione e ristrutturazione adeguata del sistema scolastico italiano, come messo in evidenza dall’articolo di Gianpiero Dalla Zuanna su Neodemos.

Per l’anno attualmente in corso si stima una presenza già vicina al mezzo milione. Il Ministero della Pubblica Istruzione prevede che nell’arco dei prossimi 5 anni si possa arrivare su valori medi nazionali del 10% (quantomeno nelle scuole d’infanzia, primaria e secondaria di primo grado). Valori che si possono considerare molto prudenti, se si considera il forte incremento delle nascite straniere e degli ingressi osservato negli ultimi dieci anni.

In alcune aree del nostro paese, del resto, si raggiungono e si superano già oggi tali livelli. Tra le regioni italiane in posizione più avanzata c’è l’Emilia Romagna (9,5%), mentre tra le città spiccano Milano (12,7%) e Torino (11,2%).

“Piccoli futuri italiani crescono” nelle nostre scuole, e ci piace pensare che tra trent’anni al posto di Benigni ci sia un toscano di colore che giri i teatri d’Italia recitando Dante.

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