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	<title>Giulia Feltrin &#8226; Neodemos</title>
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	<description>Popolazione, società e politica</description>
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	<title>Giulia Feltrin &#8226; Neodemos</title>
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		<title>Figli desiderati, figli mancati: le ragioni dell’ampio divario riproduttivo in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Feltrin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 08:14:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglie e Riproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[fecondità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I risultati dall’indagine WelFerPoli indicano che il divario tra fecondità desiderata e fecondità realizzata rimane ampio in Italia e mostrano anche un divario tra l’età ... <a title="Figli desiderati, figli mancati: le ragioni dell’ampio divario riproduttivo in Italia" class="read-more" href="https://www.neodemos.info/2026/06/26/figli-desiderati-figli-mancati-le-ragioni-dellampio-divario-riproduttivo-in-italia/" aria-label="Per saperne di più su Figli desiderati, figli mancati: le ragioni dell’ampio divario riproduttivo in Italia">Leggi</a></p>
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<p><em>I risultati dall’indagine WelFerPoli indicano che il divario tra fecondità desiderata e fecondità realizzata rimane ampio in Italia e mostrano anche un divario tra l’età desiderata e l’età effettiva al primo figlio. Barriere di tipo economico, politiche familiari insufficienti e condizioni abitative inadeguate sono state le ragioni più frequentemente riportate per il mancato raggiungimento del numero di figli desiderato.&nbsp;&nbsp;</em></p>



<p class="has-drop-cap">L&#8217;incapacità di realizzare le proprie aspirazioni riproduttive, ovvero di scegliere quanti figli avere e quando averli, è stata recentemente riconosciuta dal Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione come &#8220;la vera crisi della fecondità&#8221; (UNFPA, 2025).</p>



<p>Nei contesti a bassissima fecondità come l&#8217;Italia, le aspirazioni insoddisfatte sono principalmente legate alla fecondità non realizzata, ovvero all&#8217;avere meno figli di quanti se ne desiderino o all&#8217;essere involontariamente senza figli (UNFPA, 2025). Sorprendentemente, nonostante l’evidenza empirica suggerisca che il divario tra fecondità desiderata ed effettiva in Italia sia il più alto d’Europa (Beaujouan &amp; Berghammer, 2019), questo divario rimane ancora poco studiato. Per sopperire a questa mancanza, nell’ambito del progetto “WelFerPoli – Wellbeing and Fertility Policies”, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, abbiamo raccolto dati su un campione rappresentativo&nbsp; di circa 6.000 individui di età compresa tra i 25-49 anni, nati e residenti in Italia<sup>1</sup>.&nbsp;</p>



<p>I risultati dell’indagine WelFerPoli indicano che solo una minoranza (16%) di donne e uomini in età 25-49 anni in Italia non vede i figli come parte del proprio progetto di vita, la maggioranza (68%) di rispondenti vorrebbe averne due o addirittura di più. Il numero medio di figli desiderato è pari a circa a 1,8 tra i rispondenti di età pari o superiore a 35 anni, e scende a 1,6 tra i rispondenti di età compresa tra 25 e 29 anni.&nbsp;</p>



<p>Questo desiderio di genitorialità non sempre si traduce in realtà. Anche se, nel nostro campione, il numero medio di figli desiderato è inferiore alla norma diffusa di 2 figli, supera di gran lunga il tasso di fecondità delle donne italiane, pari a 1,11 figli per donna nel 2024. Nella fascia d&#8217;età 45-49 anni, ovvero verso la fine della loro vita riproduttiva, il 53,4% delle donne e il 55,3% degli uomini ha dichiarato di avere meno figli di quanti ne desiderasse e il divario tra fecondità desiderata e reale corrisponde a 0,8 figli per gli uomini e 0,7 per le donne (Figura 1). Le nostre analisi mostrano anche che il 10,3% dei genitori dichiara di aver avuto più figli di quanti ne desiderasse. Questo fenomeno sembra più diffuso tra gli uomini e aumenta con il numero di figli avuti.&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2026/06/Figura-1-Numero-medio-desiderato-ed-effettivo-di-figli-per-fascia-deta-donne-e-uomini.-.jpg" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="614" src="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2026/06/Figura-1-Numero-medio-desiderato-ed-effettivo-di-figli-per-fascia-deta-donne-e-uomini.--1024x614.jpg" alt="" class="wp-image-24269" style="width:897px;height:auto" srcset="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2026/06/Figura-1-Numero-medio-desiderato-ed-effettivo-di-figli-per-fascia-deta-donne-e-uomini.--1024x614.jpg 1024w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2026/06/Figura-1-Numero-medio-desiderato-ed-effettivo-di-figli-per-fascia-deta-donne-e-uomini.--300x180.jpg 300w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2026/06/Figura-1-Numero-medio-desiderato-ed-effettivo-di-figli-per-fascia-deta-donne-e-uomini.--768x460.jpg 768w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2026/06/Figura-1-Numero-medio-desiderato-ed-effettivo-di-figli-per-fascia-deta-donne-e-uomini.-.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>


<p>Abbiamo poi misurato, per la prima volta, anche un divario sostanziale tra l’età desiderata e quella effettiva al primo figlio. Il 65% delle madri e il 47% dei padri che hanno avuto il primo figlio tra i 30 e 34 anni dichiara che avrebbe voluto averlo prima, e la percentuale aumenta all’aumentare dell’età: il 96% delle madri e il 95% dei padri che hanno avuto il primo figlio tra i 40 e i 44 anni avrebbe voluto avere figli in età più giovane. La metà dei rispondenti senza figli inoltre avrebbe desiderato avere figli in precedenza (Figura 2).&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2026/06/Figura-2-Divario-temporale-tra-A-leta-effettiva-e-leta-desiderata-al-primo-figlio-tra-genitori-e-B-.jpg" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" width="1024" height="975" src="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2026/06/Figura-2-Divario-temporale-tra-A-leta-effettiva-e-leta-desiderata-al-primo-figlio-tra-genitori-e-B--1024x975.jpg" alt="" class="wp-image-24270" style="width:938px;height:auto" srcset="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2026/06/Figura-2-Divario-temporale-tra-A-leta-effettiva-e-leta-desiderata-al-primo-figlio-tra-genitori-e-B--1024x975.jpg 1024w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2026/06/Figura-2-Divario-temporale-tra-A-leta-effettiva-e-leta-desiderata-al-primo-figlio-tra-genitori-e-B--300x286.jpg 300w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2026/06/Figura-2-Divario-temporale-tra-A-leta-effettiva-e-leta-desiderata-al-primo-figlio-tra-genitori-e-B--768x732.jpg 768w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2026/06/Figura-2-Divario-temporale-tra-A-leta-effettiva-e-leta-desiderata-al-primo-figlio-tra-genitori-e-B-.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>


<p>I risultati dell’indagine WelFerPoli confermano quelli dell’Indagine Istat (2025, 2026) Famiglia e Soggetti Sociali: i fattori economici e lavorativi, le politiche familiari insufficienti e le condizioni abitative inadeguate sono le ragioni più frequentemente riportate per il mancato raggiungimento del numero di figli desiderato.&nbsp; In diverse fasi della vita, poi, emergono anche ulteriori motivazioni (Figura 3): tra i più giovani, la mancanza di un/a partner e una generale sensazione di incertezza sul futuro; al crescere dell’età diventano sempre più importanti anche motivi legati all’età e alla salute (e quindi all’infertilità).&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2026/06/Figura-3-Motivi-per-cui-non-si-e-ancora-raggiunto-il-numero-di-figli-desiderato.jpg" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" width="1024" height="563" src="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2026/06/Figura-3-Motivi-per-cui-non-si-e-ancora-raggiunto-il-numero-di-figli-desiderato-1024x563.jpg" alt="" class="wp-image-24271" style="width:880px;height:auto" srcset="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2026/06/Figura-3-Motivi-per-cui-non-si-e-ancora-raggiunto-il-numero-di-figli-desiderato-1024x563.jpg 1024w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2026/06/Figura-3-Motivi-per-cui-non-si-e-ancora-raggiunto-il-numero-di-figli-desiderato-300x165.jpg 300w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2026/06/Figura-3-Motivi-per-cui-non-si-e-ancora-raggiunto-il-numero-di-figli-desiderato-768x422.jpg 768w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2026/06/Figura-3-Motivi-per-cui-non-si-e-ancora-raggiunto-il-numero-di-figli-desiderato.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>


<p>I risultati dell’indagine WelFerPoli suggeriscono che, in Italia, l’esistenza di barriere strutturali rappresenta l’ostacolo principale al raggiungimento della fecondità desiderata. Misure volte a ridurre l&#8217;insicurezza lavorativa e abitativa e a promuovere l&#8217;indipendenza economica dei giovani adulti (Vignoli et al. 2025) possono contribuire a rimuovere almeno alcune di queste barriere, in modo da mettere le persone nella condizione di poter scegliere più liberamente se e quanti figli avere, e a che età averli.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Note</strong></h3>



<p><sup>1</sup> L’indagine WelFerPoli è stata somministrata online da SWG S.p.A., società operante nel settore delle ricerche di mercato e di opinione, tra aprile e maggio 2025. I/Le partecipanti appartengono a un panel proprietario di SWG S.p.A. Una strategia di campionamento per quote garantisce la rappresentatività del campione in termini di fascia d&#8217;età, genere, livello di istruzione, situazione lavorativa, stato civile e regione di residenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Per saperne di più:</strong></h3>



<p>Beaujouan, E., &amp; Berghammer, C. (2019). The Gap Between Lifetime Fertility Intentions and Completed Fertility in Europe and the United States: A Cohort Approach: E. Beaujouan, C. Berghammer.&nbsp;<em>Population Research and Policy Review</em>,&nbsp;<em>38</em>(4), 507-535.</p>



<p>Feltrin, G., Ferraretto, V., Guetto, R., Soldo, R., &amp; Vitali, A. (2026). Brief Report: Unmet Fertility Desires: Evidence from a Lowest-Low Fertility Context. Population Research and Policy Review 45, 31.&nbsp;</p>



<p>Istat. (2025). Statistiche Report: Intenzioni di fecondità &#8211; Anno 2024. <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/12/Intenzioni-di-fecondita-22-dicembre-2025.pdf">https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/12/Intenzioni-di-fecondita-22-dicembre-2025.pdf</a>&nbsp;</p>



<p>Istat. (2026). Rapporto Annuale. La situazione del Paese. <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/05/Sintesi-Rapporto-Annuale-2026.pdf">https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/05/Sintesi-Rapporto-Annuale-2026.pdf</a>&nbsp;</p>



<p>UNFPA – United Nations Population Fund. (2025). State of World Population 2025: The Real Fertility Crisis.&nbsp; The Pursuit of Reproductive Agency in a Changing World. New York. <a href="https://www.unfpa.org/sites/default/files/pub-pdf/EN_State%20of%20World%20Population%20report%202025.pdf">https://www.unfpa.org/sites/default/files/pub-pdf/EN_State%20of%20World%20Population%20report%202025.pdf</a>&nbsp;</p>



<p>Vignoli, D., Guetto, R., &amp; Brini, E. (2025). Quali politiche per la fecondità in Italia?. In&nbsp;<em>Age-It e la promessa di una demografia positiva. Ripensare l’invecchiamento con politiche sostenibili</em>&nbsp;(pp. 15-22). Neodemos.<br><br></p>
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		<title>Volere figli in Italia: quali i costi e i benefici attesi?</title>
		<link>https://www.neodemos.info/2025/04/08/volere-figli-in-italia-quali-i-costi-e-i-benefici-attesi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=volere-figli-in-italia-quali-i-costi-e-i-benefici-attesi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Feltrin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 07:53:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglie e Riproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[ISTAT]]></category>
		<category><![CDATA[riproduzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come viene percepito l’arrivo di un figlio dai potenziali genitori in Italia? In un’analisi dei dati di Famiglie e Soggetti Sociali (2016), Rebecca Soldo, Giulia ... <a title="Volere figli in Italia: quali i costi e i benefici attesi?" class="read-more" href="https://www.neodemos.info/2025/04/08/volere-figli-in-italia-quali-i-costi-e-i-benefici-attesi/" aria-label="Per saperne di più su Volere figli in Italia: quali i costi e i benefici attesi?">Leggi</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Come viene percepito l’arrivo di un figlio dai potenziali genitori in Italia? In un’analisi dei dati di Famiglie e Soggetti Sociali (2016), Rebecca Soldo, Giulia Feltrin e Valeria Ferraretto mostrano che le aspettative negative sono predominanti nella sfera economico-lavorativa, specialmente per le donne, mentre vi è più ottimismo riguardo le ripercussioni sul benessere soggettivo.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le barriere alla genitorialità in Italia</strong></h3>



<p class="has-drop-cap">Ormai da decenni, l’Italia spicca in Europa con uno dei tassi di fecondità più bassi, pari a 1,26 figli per donna nel 2023, accompagnato da un’età media al primo figlio tra le più alte (31,6 anni). Inoltre, l’Italia si colloca al terzo posto in Europa per ampiezza del divario tra il numero di figli desiderato &#8211; generalmente, 2 &#8211; e quello effettivamente realizzato (Beaujouan &amp; Berghammer, 2019). Questo divario suggerisce che la bassa fecondità in Italia sia dovuta, almeno in parte, alla presenza di barriere che ostacolano la realizzazione dei desideri di fecondità. In questo dibattito, la deregolamentazione del mercato del lavoro, la precarietà lavorativa, i bassi livelli di occupazione femminile, l’inadeguatezza delle politiche di welfare a sostegno delle famiglie e dei giovani rappresentano da tempo temi centrali (Guetto et al., 2025; Vignoli et al., 2020). A questi si aggiungono i sempre più esigenti standard genitoriali che incoraggiano ad investire sui figli non solo in termini economici, ma anche di tempo, energia e attenzioni. Queste dinamiche gravano soprattutto sulle donne, ritenute prime responsabili dell’attività di cura, per le quali la maternità rappresenta spesso un’esperienza totalizzante in contesti come l’Italia (Lebano &amp; Jamieson, 2020). Meno indagato è invece il ruolo della percezione soggettiva di vincoli e opportunità legati alla genitorialità, che potrebbero di fatto ampliare o mitigare l’effetto negativo delle barriere economiche, strutturali ed istituzionali esistenti, ed influenzare, quindi, la decisione di avere figli.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Costi e benefici attesi dai potenziali genitori&nbsp;</strong></h3>



<p>Attraverso una batteria di domande dedicata, l’indagine multiscopo Istat “Famiglie e Soggetti Sociali” (2016) offre l’opportunità di esplorare i costi e i benefici associati alla genitorialità. In particolare, i rispondenti tra i 18 e i 49 anni, in una relazione di coppia e che intendono avere un figlio nel breve o nel lungo termine, sono chiamati a valutare se l’arrivo ipotetico di un figlio nei successivi tre anni migliorerebbe o peggiorerebbe la loro vita in diversi ambiti, sia economico-lavorativi che personali-valoriali.&nbsp;</p>



<p>La Figura 1 mostra che le dimensioni valutate più negativamente sono quelle relative alla sfera economico-lavorativa, soprattutto per le donne: circa la metà dei rispondenti (sia uomini che donne) dichiara che, con l’arrivo di un figlio entro i tre anni successivi, la propria situazione economica peggiorerebbe; per oltre il 49% delle donne le proprie opportunità lavorative peggiorerebbero, contro solo il 19% degli uomini. Anche gli uomini riportano in larga parte (oltre il 45%) aspettative negative riguardo le opportunità lavorative della partner. Quasi il 10% degli uomini si aspetta invece un miglioramento delle proprie opportunità lavorative con l’arrivo di un figlio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="451" src="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2025/04/Figura-1-Costi-e-benefici-percepiti-associati-allarrivo-ipotetico-di-un-figlio-entro-i-tre-anni-successivi-per-donne-e-uomini-1024x451.jpg" alt="" class="wp-image-22605" srcset="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2025/04/Figura-1-Costi-e-benefici-percepiti-associati-allarrivo-ipotetico-di-un-figlio-entro-i-tre-anni-successivi-per-donne-e-uomini-1024x451.jpg 1024w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2025/04/Figura-1-Costi-e-benefici-percepiti-associati-allarrivo-ipotetico-di-un-figlio-entro-i-tre-anni-successivi-per-donne-e-uomini-300x132.jpg 300w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2025/04/Figura-1-Costi-e-benefici-percepiti-associati-allarrivo-ipotetico-di-un-figlio-entro-i-tre-anni-successivi-per-donne-e-uomini-768x338.jpg 768w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2025/04/Figura-1-Costi-e-benefici-percepiti-associati-allarrivo-ipotetico-di-un-figlio-entro-i-tre-anni-successivi-per-donne-e-uomini.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Al contrario, i rispondenti si aspettano un miglioramento nelle dimensioni legate alla&nbsp; sfera personale e valoriale, come la propria reputazione, le loro certezze e la soddisfazione che ricevono dalla vita. Le aspettative rimangono perlopiù negative o neutre, invece, per quanto riguarda la propria vita sessuale e la possibilità di fare ciò che si vuole. Considerando la selettività del campione, composto da individui che intendono avere un figlio in futuro, questi risultati suggeriscono che, in Italia, le intenzioni di fecondità potrebbero dipendere in misura maggiore dai benefici attesi riguardo la soddisfazione e le certezze nella vita, piuttosto che riguardo i&nbsp; costi economici o la libertà personale.&nbsp;</p>



<p>Al tempo stesso, le intenzioni potrebbero essere posticipate quando il peggioramento atteso delle condizioni economiche non è sufficientemente controbilanciato da aspettative positive sulle altre dimensioni. Per tutti gli ambiti considerati, infatti, i rispondenti che hanno intenzione di avere figli nel lungo termine sono in generale più negativi rispetto a coloro che hanno dichiarato di volere un figlio nei prossimi tre anni (Tabella<strong> </strong>1).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="593" src="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2025/04/Tabella-1-Distribuzione-percentuale-dei-costi-e-benefici-attesi-per-eta-status-occupazionale-presenza-di-figli-e-intenzioni-di-fecondita-1024x593.jpg" alt="" class="wp-image-22606" srcset="https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2025/04/Tabella-1-Distribuzione-percentuale-dei-costi-e-benefici-attesi-per-eta-status-occupazionale-presenza-di-figli-e-intenzioni-di-fecondita-1024x593.jpg 1024w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2025/04/Tabella-1-Distribuzione-percentuale-dei-costi-e-benefici-attesi-per-eta-status-occupazionale-presenza-di-figli-e-intenzioni-di-fecondita-300x174.jpg 300w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2025/04/Tabella-1-Distribuzione-percentuale-dei-costi-e-benefici-attesi-per-eta-status-occupazionale-presenza-di-figli-e-intenzioni-di-fecondita-768x445.jpg 768w, https://www.neodemos.info/wp-content/uploads/2025/04/Tabella-1-Distribuzione-percentuale-dei-costi-e-benefici-attesi-per-eta-status-occupazionale-presenza-di-figli-e-intenzioni-di-fecondita.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Considerando le differenze in base alle caratteristiche socio-demografiche dei rispondenti, le percezioni negative sono prevalenti nella fascia d’età 18-29, ma tendono a calare con l’età: l’intenzione di avere un figlio prima dei 30 anni si scontra quindi con aspettative negative in merito alla propria situazione economica, lavorativa e personale. L’arrivo di un figlio è ancora valutato come peggiorativo della situazione economica nelle fasce di età successive, ma aumentano, in questo caso, i benefici attesi in altre sfere della vita.<br>I costi economici sono molto più preoccupanti per chi sta ancora studiando, mentre il divario limitato tra gli occupati e i non occupati evidenzia l’importanza delle percezioni soggettive per le scelte di fecondità.<br>L’esperienza pregressa è rilevante: i rispondenti senza figli appaiono più pessimisti dei genitori, soprattutto sugli aspetti economico-lavorativi e sulla libertà personale. Minori le differenze nei benefici attesi, tranne per la reputazione sociale che migliora con l’arrivo del primo figlio.<br><br>Per concludere, le persone che intendono avere figli in Italia sono guidate principalmente da motivazioni legate al proprio benessere soggettivo ma si aspettano, almeno nel breve periodo, un deterioramento nelle proprie possibilità economiche e lavorative. L’impatto atteso negativo nella sfera economica varia limitatamente per età, condizione occupazionale, o per numero di figli, suggerendo che intervenire sulla conciliazione tra lavoro e famiglia e sugli aiuti economici potrebbe cambiare sensibilmente le aspettative riguardo l’arrivo di un figlio, permettendo a più persone di realizzare le loro intenzioni di fecondità.<br>Questo contributo è parte del progetto “Well-being and Fertility Policies (WelFerPoli)”, finanziato dal Ministero Italiano dell’Università e della Ricerca nell’ambito del programma PRIN 2022 PNRR.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Bibliografia</strong></h3>



<p>Beaujouan, E., &amp; Berghammer, C. (2019). The gap between lifetime fertility intentions and completed fertility in Europe and the United States: A cohort approach.&nbsp;<em>Population Research and Policy Review</em>,&nbsp;<em>38</em>, 507-535.</p>



<p>Guetto, R., Alderotti, G., &amp; Vignoli, D. (2025). Can Policy Reforms Enhance Fertility? An Ex-Ante Evaluation through Factorial Survey Experiments. <em>Demography</em>, 11775048.</p>



<p>Lebano, A., &amp; Jamieson, L. (2020). Childbearing in Italy and Spain: Postponement Narratives. <em>Population and Development Review</em>, 46(1), 121–144.</p>



<p>Vignoli, D., Tocchioni, V., &amp; Mattei, A. (2020). The impact of job uncertainty on first-birth postponement.&nbsp;<em>Advances in Life Course Research</em>,&nbsp;<em>45</em>, 100308.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.neodemos.info/2025/04/08/volere-figli-in-italia-quali-i-costi-e-i-benefici-attesi/">Volere figli in Italia: quali i costi e i benefici attesi?</a> proviene da <a href="https://www.neodemos.info">Neodemos</a>.</p>
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