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Un nuovo sistema informativo su immigrati e nuovi cittadini

Cinzia Conti

L’ISTAT ha recentemente reso disponibile un sistema informativo tematico dedicato a “Immigrati e nuovi cittadini ”, che si pone come singolo punto di accesso multifonte a dati e metadati su questo fenomeno.

Un nuovo strumento per lo studio di immigrati e nuovi cittadini Il sistema è diviso in aree tematiche – popolazione e famiglie; salute e sanità; lavoro; istruzione e formazione; condizioni economiche delle famiglie e disuguaglianze; assistenza; partecipazione sociale; criminalità – all’interno di ciascuna area sono rese disponibili informazioni integrate, tratte da diverse rilevazioni ed elaborazioni realizzate dall’Istat.Il corpo centrale del sistema è costituito da un data warehouse che raccoglie in un unico contesto semantico le statistiche sul tema con la finalità di renderle più facilmente accessibili e fruibili.
Mappe interattive permettono di osservare, oltre alla distribuzione della popolazione straniera sul territorio, i flussi migratori che si muovono dall’estero verso il nostro Paese (Fig. 1) e le migrazioni interne (a livello provinciale) che interessano la popolazione straniera (Fig. 2).
Grafici dinamici vengono utilizzati per visualizzare l’evoluzione della presenza di cittadini stranieri nel tempo e per i confronti tra le diverse collettività e le regioni italiane. Le piramidi per età permettono di confrontare in diversi momenti di tempo, per le regioni italiane, la struttura per età della popolazione straniera e di quella autoctona (Fig. 3).
Le tavole multifonte raccolgono dati provenienti da diverse rilevazioni ed elaborazioni condotte dall’istituto e consentono, per una selezione di indicatori, un immediato confronto tra italiani e stranieri:
Il sistema è completato da una serie di sezioni dedicate alla descrizione di fonti, dati, termini, informazioni rese disponibili da altri enti, riferimenti normativi, progetti e documenti di indirizzo.
Nella sezione del data sharing, sono disponibili per gli utenti alcunielementi grafici (“widget”) che permettono la condivisione di tavole e grafici che si aggiornano in tempo reale.Questo tipo di condivisione, familiare ai fruitori dei social network, consente di incorporare contenuti all’interno di documenti esterni al sito dell’Istat, con un semplice copia/incolla di stringhe di testo.
Una sintesi delle informazioni disponibili sul nuovo Sistema informativo
Il sistema fa emergere luci ed ombre dell’immigrazione in tempi di crisi. Sono oltre 4 milioni gli stranieri che nel 2012 risiedono in Italia. A questa componente radicata sul territorio si accompagnano anche presenze meno stabili dovute a migrazioni temporanee, stagionali, di passaggio o riconducibili ad emergenze internazionali. In ogni caso, anche considerando solo la componente più stabile della presenza, in 10 anni il numero di residenti stranieri è quasi triplicato: all’inizio del 2002 erano meno di 1 milione e 400 mila.
La struttura della popolazione straniera continua a essere molto giovane, specie se confrontata con quella italiana che è invece particolarmente “invecchiata”. La struttura per età degli stranieri ha infatti la forma di una piramide con base allargata per la presenza di numerosi bambini; mentre quella della popolazione italiana ha ormai perso da anni la forma tradizionale. Basta un confronto tra le età medie delle due popolazioni al Censimento 2011 per capire la differenza: 31 anni per gli stranieri, 44 per gli italiani.
Gli stranieri mettono in luce comportamenti tipici di un popolazione giovane Si sposano: nel 2011 il 4,2% dei matrimoni riguarda sposi entrambi stranieri mentre nel 13% dei casi si tratta di nozze con almeno uno sposo straniero. Fanno figli, contribuendo in maniera consistente alla fecondità registrata in Italia: nel 2011 oltre il 14% dei nati (circa 79 mila) ha entrambi i genitori stranieri. Se si considerano anche i nati da coppie miste si arriva a 106 mila nati da almeno un genitore straniero (il 19,4% del totale delle nascite).
Anche se in generale il tasso di fecondità in Italia è in diminuzione – si attesta a 1,39 nel 2011- quello delle donne straniere (2,04 figli per donna) resta superiore a quello delle italiane (1,30 figli per donna).
I minori immigrati o figli di immigrati sono sempre di più e rappresentano una quota consistente sia della popolazione straniera e anche una percentuale non trascurabile della popolazione scolastica. In media nell’anno scolastico 2010/2011 sono stranieri più di 8 alunni su cento.
I processi di inserimento nelle società di accoglienza per i ragazzi con background migratorio presentano elementi di complessità specifici che richiedono l’attenzione dei policy makers. Ad esempio nel 2010 è straniero quasi il 30% dei minori ospiti nei presidi residenziali socio-assistenziali in Italia.
Anche i percorsi degli adulti stranieri in Italia sono complessi: cresce al 36% la percentuale dei detenuti stranieri (era il 29% nel 2000).
Nonostante la crisi e le difficoltà intrinseche di integrazione, la presenza straniera si stabilizza sul territorio italiano e sono sempre di più gli stranieri che diventano nuovi cittadini: quasi 66mila le acquisizioni di cittadinanza registrate solo nel 2010. Nel 2011 la crescita è rallentata (circa 56 mila acquisizioni), ma il valore resta comunque molto più alto rispetto al passato.
Il numero più elevato di acquisizioni si registra per residenza o matrimonio, ma sono sempre di più anche i minori che diventano italiani per trasmissione dai genitori della cittadinanza e coloro che, nati nel nostro Paese da genitori stranieri, decidono al diciottesimo anno di età di diventare italiani.
Sulle norme che regolano l’accesso alla cittadinanza dei nati in Italia da genitori stranieri il dibattito è molto vivace e alcuni elementi di novità sono stati introdotti in questi giorni dal decreto legge 21 giugno 2013 n. 69, recante “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia che ha ripreso le proposte di avanzate da Stefano Molina su Neodemos nel suo pezzo dell’8 maggio dal titolo Stallo in tre mosse: il dibattito italiano sulla cittadinanza ai figli degli immigrati Ma cosa ne pensano gli Italiani? Una larga maggioranza (oltre il 72% degli intervistati) è favorevole a considerare cittadini italiani dalla nascita i figli di immigrati nati nel nostro Paese.
Per saperne di più
Nuovo sistema informativo “Immigrati e nuovi cittadini
*Le opinioni espresse in questo articolo sono quelle dell’autrice ma non coinvolgono l’Istituzione di appartenenza

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