• Italia

      • geodemos

      • mondo

      • migrazioni e stranieri

      • famiglie fecondità e welfare

      • anziani, salute e mortalità

      • giovani, istruzione e lavoro

      • Geodemografia 2018. Tredici scritti per meglio comprendere il mondo

      • I suoi primi quarant’anni. L’aborto ai tempi della 194

      • Verso la metà del secolo: un’Italia più piccola?

      • ius soli e ius culturae. Un dibattito sulla cittadinanza dei giovani migranti

      • I tre giganti, Cina India e Stati Uniti

      • tutte le pubblicazioni

Sul sesso non ci si può astenere

Francesco Billari

Non volete contrarre malattie veneree? Basta non fare sesso. Non volete un bambino adesso? Basta non fare sesso. L’astinenza dai rapporti sessuali è l’insegnamento base dei programmi di educazione abstinence-only (“sola astinenza”), molto propagandati negli USA dell’amministrazione Bush, e diffusi già a partire dal 1996. L’approccio basato sulla sola astinenza ricorda quello della Chiesa Cattolica, non solo in Italia, dove però non esiste un diffuso dibattito scientifico sul tema. In questi giorni, nella campagna elettorale per le elezioni statunitensi, l’educazione sessuale abstinence-only è giunta sulle prime pagine. Non per motivi scientifici. Che senso ha l’approccio basato sull’astinenza?
 
Il caso Palin
John McCain ha scelto di candidare la Governatrice dell’Alaska, Sarah Palin, al posto di Vicepresidente. Madre di cinque figli, la Palin è paladina dei valori “tradizionali” che tanto ama la destra statunitense. Contro la libertà di scelta nell’aborto, ma a favore della pena di morte. Per un’educazione sessuale puntata solo verso l’astinenza, ma contro l’insegnamento esclusivo dell’evoluzionismo darwiniano. D’altra parte, è una madre lavoratrice, e per questo potrebbe attrarre voti dalle deluse sostenitrici di Hillary Clinton. Una scommessa per McCain, benvenuta dai tradizionalisti nel partito repubblicano.
A sorpresa, dopo l’annuncio, lo staff del candidato presidente ha ufficialmente annunciato che la figlia di Sarah Palin, Bristol, 17 anni è incinta. Tra il plauso dei difensori della famiglia tradizionale, è stato annunciato anche che avrebbe avuto il bambino, e sposato il padre. Niente può essere privato nella corsa alla presidenza, neppure quello che accade ai figli (o ai futuri nipoti). Tutto viene utilizzato a scopi politici, comunque. I repubblicani hanno enfatizzato la scelta pro life (a favore della vita) dell’adolescente Bristol. I candidati democratici si sono defilati, ma i blogger liberal hanno sottolineato che Sarah Palin è contro la libertà di scelta. Inoltre, Bristol ha avuto un’educazione sessuale abstinence-only, che non pare abbia dato l’esito desiderato.
 
Cosa dicono i dati?
Il dibattito sull’educazione sessuale è ampio tra i ricercatori, malgrado la posizione della Casa Bianca negli ultimi anni sia stata chiaramente orientata verso l’abstinence-only. D’altronde, gli USA continuano ad avere i livelli di fecondità tra le teenagers tra più alti nel mondo sviluppato. (cfr. figg. 1 e 2).


Nel 2006, la Society for Adolescent Medicine, che raccoglie i migliori ricercatori interessati a questo tema ha espresso il proprio pensiero, pubblicando un position paper, un articolo cioè con un’esplicita presa di posizione.
Cosa dice il position paper dei ricercatori? Ovviamente, in via teorica, l’astinenza completa è il metodo più sicuro. I dati però mostrano, in linea con quello che può essere ovvio per il senso comune, come la teoria sia distante, e molto, dalla pratica. Gran parte degli statunitensi ha comunque il primo rapporto sessuale da adolescenti: in questo senso la situazione non è molto diversa dai coetanei di altri paesi. L’astinenza è praticata solo da una minoranza: il 77% dei giovani statunitensi ha rapporti sessuali prima dell’età di 20 anni. I ricercatori, passando in rassegna i risultati di molti studi, mostrano come l’approccio “sola astinenza” non funzioni perché, di fatto, non protegge da malattie sessualmente trasmesse o da gravidanze indesiderate. I programmi abstinence-only non forniscono infatti adeguate informazioni su metodi contraccettivi (in particolare sull’uso dei preservativi) né sulla protezione da malattie sessualmente trasmissibili. Non ammettono discussioni, instillano sensi di colpa tra gli adolescenti sessualmente attivi, non tengono conto dei diversi orientamenti sessuali. I ricercatori concludono che “Le scuole e i servizi sanitari dovrebbero incoraggiare l’astinenza come opzione importante per gli adolescenti. La “sola astinenza” come base per le politiche e i programmi sanitari dovrebbe essere abbandonata”. Tutto viene confermato con gli studi ancora più recenti.
Il caso Palin mostra una volta ancora la necessità di abbandonare la teoria pura, soprattutto quando guidata da ideologie volte al ritorno ad un passato che non è affatto mitico, per valutare le politiche che effettivamente migliorano la situazione, le opzioni, le scelte responsabili degli adolescenti. La “sola astinenza” non basta, non ha basi scientifiche e si presta a posizioni spesso ipocrite. Serve un’educazione sessuale completa, che tenga conto delle diversità, e che lasci ai ragazzi la possibilità di scegliere liberamente, ma in maniera informata, tra l’astinenza e una sessualità responsabile.
 
 
Riferimenti
Shari L. Dworkin, John Santelli, Do Abstinence-Plus Interventions Reduce Sexual Risk Behavior among Youth?, PLOS Medicine, Volume 4, Issue 9, September 2007, e276: http://medicine.plosjournals.org/perlserv/?request=get-document&doi=10.1371/journal.pmed.0040276
John Santelli, Mary A. Ott, Maureen Lyon, Jennifer Rogers, Daniel Summers, Abstinence-only education policies and programs: A position paper of the Society for Adolescent Medicine, Journal of Adolescent Health, Volume 38, Issue 1, January 2006, Pages 83-87.
 

image_pdfimage_print