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Se stai bene vai all’estero. Il nuovo paradosso delle migrazioni qualificate

Mastro Cico
Questo è il nuovo paradosso della recente emigrazione italiana verso l’estero. Tra i dottori di ricerca[1], il capitale umano più prezioso che l’Italia produce, il 7% lavora all’estero e sono soprattutto quelli che hanno la situazione apparentemente più favorevole in patria a cercare più spesso  lavoro fuori dal Paese.
Cervelli in fuga

L’indagine condotta dall’Istat sui dottori di ricerca consente finalmente di osservare la mobilità dei giovani qualificati da una nuova prospettiva. La rilevazione non coglie, infatti, solo quegli spostamenti che comportano il cambiamento della residenza, ma anche i trasferimenti temporanei che non danno luogo a cancellazioni anagrafiche, molto diffusi tra i giovani.

La mobilità rilevata in questi termini risulta particolarmente elevata tra coloro che hanno conseguito il titolo di dottore nel 2004 o nel 2006: il 24% vive in una regione diversa da quella in cui risultava residente prima di iniziare il percorso di studi universitario. La quota risulta più contenuta al Nord e particolarmente elevata nel Mezzogiorno. Alcune regioni come Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria riescono a trattenere meno del 70% dei dottori di ricerca residenti prima dell’inizio del percorso di studi universitario.   

Nel caso degli originari del Mezzogiorno la meta finale più frequente è una regione del Centro o del Nord. Nel caso del Centro i flussi in uscita  si dividono, invece,  equamente tra Nord ed estero (Tab.1). I percorsi “migratori” con origine Sud e destinazione Centro-Nord non sempre, però, danno luogo a situazioni lavorative che, in qualche modo, valorizzino le conoscenze acquisite con il corso di dottorato: il 30% dichiara di essere impegnato, al momento dell’intervista, in un lavoro in cui non  svolge attività di ricerca.
Tab.1. Dottori di ricerca (2004 e 2006) per ripartizione di residenza prima dell’iscrizione all’università e ripartizione dove vivono abitualmente nel 2009. Valori percentuali per ripartizione di residenza prima dell’iscrizione all’università.

Ripartizione di residenza prima dell’iscrizione all’università

Ripartizione di domicilio nel 2009

Totale

Nord

Centro

Mezzogiorno

Estero

Nord

87,4

3,1

1,1

8,4

100,0

Centro

6,7

85,5

1,3

6,5

100,0

Mezzogiorno

10,8

10,8

74,0

4,4

100,0

Totale

36,8

26,8

29,4

7,0

100,0

Fonte: Istat, Indagine 2009-2010 sull’inserimento professionale dei dottori di ricerca
I dottori di ricerca che risiedevano in una regione del Nord prima dell’inizio degli studi universitari, invece, scelgono come meta degli spostamenti prevalentemente l’estero. Qui il vantaggio nel tipo di attività svolta appare notevole: a “fare ricerca” nell’attuale lavoro è ben il 93% degli occupati.
Figli di papà: tra la Via Emilia e il West

Tra i dottori di ricerca che hanno conseguito il titolo nel 2004 o nel 2006 il 7% si trova al momento dell’intervista impegnato in attività lavorative all’estero.

La propensione alla mobilità risulta correlata al titolo di studio dei genitori. In tutte le ripartizioni la mobilità verso altri paesi cresce al crescere del titolo di studio dei genitori (tab. 2).

Tenendo conto sia della variabile territoriale che del capitale umano dei genitori risulta che quasi il 10% dei dottori di ricerca di origine settentrionale con un genitore che ha conseguito un titolo universitario vive all’estero.

Naturalmente  entrano in gioco anche altre variabili come l’area disciplinare del titolo, le precedenti esperienze all’estero, etc., ma colpisce che proprio coloro che partono da situazioni apparentemente vantaggiose emigrino più spesso all’estero.
Tab.2. Dottori di ricerca (2004 e 2006) per ripartizione di residenza prima dell’iscrizione all’università e ripartizione dove vivono abitualmente nel 2009 per titolo di studio dei genitori. Valori percentuali per ripartizione di residenza prima dell’iscrizione all’università e titolo di studio dei genitori

RIPARTIZIONE DI RESIDENZA
PRIMA DELL’ISCRIZIONE ALL’UNIVERSITA’

DOMICILIO NEL 2009 RISPETTO ALLA RESIDENZA PRIMA DELL’ISCRIZIONE ALL’UNIVERSITA’

TOTALE

TITOLO DI STUDIO DEI GENITORI

Stessa ripartizione territoriale

Altra ripartizione territoriale

Estero

Nord

Al più diploma di scuola secondaria superiore

88,4

4,0

7,6

100,0

Titolo universitario

85,6

4,5

9,9

100,0

Totale

87,4

4,2

8,4

100,0

Centro

Al più diploma di scuola secondaria superiore

87,3

7,1

5,6

100,0

Titolo universitario

83,2

9,0

7,8

100,0

Totale

85,5

7,9

6,5

100,0

Mezzogiorno

Al più diploma di scuola secondaria superiore

74,3

21,8

3,9

100,0

Titolo universitario

73,7

21,4

5,0

100,0

Totale

74,0

21,6

4,4

100,0

Totale

Al più diploma di scuola secondaria superiore

82,8

11,5

5,7

100,0

Titolo universitario

79,9

12,8

7,3

100,0

Totale

81,6

12,0

6,4

100,0

Fonte: Istat, Indagine 2009-2010 sull’inserimento professionale dei dottori di ricerca

Si salvi chi può

In sostanza sembra che chi parte da condizioni di vita migliori sia più propenso a cercare fortuna all’estero. Questo è un segnale importante e un’indicazione che spinge ancora di più al pessimismo sulle opportunità che l’Italia offre ai giovani. Non solo si mette in luce un’importante perdita di capitale umano, ma la fuga interessa proprio chi fino a qualche anno fa avrebbe avuto chances di opportuno collocamento anche nel nostro Paese. Il fatto di risiedere in regioni del Nord non spinge a restare e nemmeno il tradizionalmente potente capitale sociale familiare sembra più poter aprire strade soddisfacenti in Italia. Anzi, chi può sembra incoraggiare i figli a lasciare il Paese, almeno per un periodo di tempo.


[1] Si tratta di coloro che hanno conseguito il titolo nel 2004 e nel 2006.

Per saperne di più

Auriol L., Careers of Doctorate Holders: Employment and mobility patterns, STI Working paper 2010/4, Directorate for Science, Technology and Industry, OECD, 2010

CNVSU, Undicesimo Rapporto sullo Stato del Sistema Universitario, Ministero dell’università e della ricerca, Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario, gennaio 2011, Disponibile on line all’indirizzo: www.cnvsu.it

Istat,  L’indagine sui dottori di ricerca: un’esperienza pilota, Documenti Istat, n.10/2009, Roma, Istat, 2009.

Istat, L’inserimento professionale dei dottori di ricerca, Statistiche in breve, Roma, Istat, 2010.  Disponibile on line all’indirizzo: http://www.istat.it/it/archivio/3903

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