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Naturalizzazioni: si, no, quando e perché? Italia e Spagna a confronto

Claudia Finotelli, Maria Caterina La Barbera, Gabriel Echeverria

Chi acquisisce la cittadinanza di un determinato paese e perché? Nei paesi dell’Europa del Sud, dove ormai l’immigrazione è un fenomeno consolidato, politici e accademici dedicano sempre maggiore attenzione a queste domande. Allo stesso modo, i governi si mostrano sempre più interessati ai meccanismi che favoriscono l’integrazione degli stranieri residenti sul proprio territorio e si interrogano sul nesso fra cittadinanza e appartenenza.

Diversi comportamenti: i Filippini

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Diverse pubblicazioni evidenziano come, soprattutto in Italia e Spagna, le concessioni di cittadinanza siano aumentate considerevolmente in termini assoluti negli ultimi 10 anni, anche se i tassi di naturalizzazione (TN)¹ non sembrano essere molto più alti di quelli di altri paesi europei²
Nonostante il trend generale sia stato crescente, alcuni studiosi hanno fatto presente come non tutte le nazionalità abbiano mostrato la stessa propensione a richiedere la cittadinanza. Nel caso italiano, per esempio, i tassi relativamente alti di marocchini o albanesi hanno convissuto con i tassi piuttosto bassi di cinesi, filippini o rumeni. Norme restrittive nei paesi d’origine nel caso di cinesi e filippini, oppure i vantaggi della cittadinanza europea nel caso dei rumeni, sono stati menzionati come fattori rilevanti che potrebbero spiegare questi trend³ A sorpresa, il caso spagnolo mostra un quadro marcatamente diverso, ed infatti il tasso di naturalizzazione dei filippini è molto più alto che in Italia. Le ragioni di questa differenza sono legate alla normativa spagnola che permette a determinate nazionalità, tra cui i filippini, di acquisire la cittadinanza dopo due anni di residenza legale senza perdere la cittadinanza del paese d’origine. La possibilità di mantenere la doppia cittadinanza (cosa non contemplata nel caso italiano) favorisce notevolmente il processo di naturalizzazione perché non altera il sentimento di appartenenza al paese di origine da parte di chi la richiede.

Rumeni e Marocchini

Schermata 2016-07-08 alle 16.46.28È anche interessante notare che, sebbene il tasso di naturalizzati rumeni sia molto basso sia in Italia sia in Spagna, in termini assoluti, esso è triplo nel primo dei due paesi. Tale differenza è senza dubbio legata ai tempi di residenza legale richiesti. Mentre in Spagna i cittadini europei, inclusi i rumeni, devono aspettare 10 anni per potersi naturalizzare, la legge italiana permette ai cittadini europei di naturalizzarsi dopo solo 4 anni di residenza legale. Infine, risulta singolare che il tasso di naturalizzazione dei marocchini sia più alto in Spagna che in Italia, considerando che la legge spagnola non ammette la doppia cittadinanza con il Marocco, mentre quella italiana sì. Schermata 2016-07-08 alle 16.47.36Ciò è dovuto probabilmente al fatto che le statistiche spagnole sull’acquisizione della cittadinanza per residenza includono la cittadinanza acquisita per nascita. Se restringiamo la nostra analisi ai migranti con residenza permanente naturalizzati dopo i 10 anni di residenza previsti dalla legge (tabella 2), osserviamo che i tassi dei marocchini si invertono. Nonostante gli alti tassi di naturalizzazione, i marocchini residenti in Spagna sembrano essere meno propensi a richiedere la cittadinanza rispetto a quelli italiani.

Le differenze messe in luce dai dati illustrati indicano come per capire la dinamica delle naturalizzazioni sia importante tenere presente la natura dell’interrelazione della normativa sulla cittadinanza nei paesi d’origine con quella dei paesi di destinazione e di come questa possa influire sul sentimento di appartenenza dei soggetti implicati. Inoltre, non bisogna dimenticare altri fattori che potrebbero influire sulla decisione di diventare cittadini, come per esempio l’esistenza di radici storico-culturali comuni, come nel caso dei filippini in Spagna, o un crescente scetticismo nei confronti della cittadinanza europea, come nel caso dei rumeni in Italia che con la naturalizzazione avrebbero potuto decidere di rafforzare le opportunità di mobilità intra-europea in tempi di crisi economica.

Note

¹ I tassi di naturalizzazione (TN) descrivono il numero di naturalizzazioni per residenza (quindi non per matrimonio o altro motivo) degli stranieri di una determinata cittadinanza, in un determinate anno rispetto al totale degli stranieri con la stessa cittadinanza nello stesso anno.. Basandoci su Domingo & Ortega Rivero (cfr. nota 2) abbiamo usato i permessi di residenza validi al 31 di dicembre dell’anno in questione

per il denominatore e le naturalizzazioni per residenza concesse nello stesso anno per il numeratore.

² Domingo, A., Ortega-Rivera, E. “Acquisition of Nationality as Migration Policy”. In Demographic Analysis of Latin American Immigrants in Spain edited by

A. Domingo, A. Sabater, and R. R. Verdugo. Dordrecht: Springer, 2015.

³ Conti, C., F.M. Rottino, Italia sì, Italia no: Chi vuole essere italiano?, Neodemos, 26/01/2016.

 

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