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Mare … Monstrum (quando prevale la demagogia)

Gianpiero Dalla Zuanna

Tra pochi giorni, nel novembre del 2014, l’operazione di pattugliamento del Canale di Sicilia chiamata Mare Nostrum, cominciata circa un anno fa, dopo il naufragio di 366 migranti al largo di Lampedusa (e una ventina di dispersi – 3 ottobre 2013), dovrebbe cessare, ed essere sostituita da una nuova operazione dell’agenzia europea per il controllo delle frontiere Frontex, che si chiamerà Frontex Triton (dopo un’iniziale proposta di denominazione Frontex Plus). Non sarà la stessa cosa: le principali differenze sono nella responsabilità della gestione (europea, e non più nazionale), nel contenimento dei costi, e – forse soprattutto – nel raggio d’azione, limitato a 30 miglia dalla costa italiana, mentre con Mare Nostrum si operava in acque internazionali, spesso anche a ridosso delle coste libiche, pattugliando una superficie vasta come tre volte la Sicilia.

Mare Nostrum ha incontrato molte opposizioni interne: alcune ragionevoli (ci sono indubbiamente problemi di costi e di condivisione delle responsabilità con gli altri paesi europei), ma, come spesso avviene, quelle gridate a voce più alta sono invece fondate più su pregiudizi e demagogia che non su fatti oggettivi. Proviamo a smontare alcuni miti.
Mito #1: con Mare Nostrum importiamo malattie (a cominciare da Ebola)
Mare Nostrum non ha aumentato il rischio di “importare” malattie: anzi, lo ha diminuito. La San Giusto, ad esempio, nave ammiraglia dell’operazione, dispone di strumenti sanitari molto avanzati (fig. 1), come la barella filtro pressurizzata (necessaria per trasporti di pazienti a con ipotesi di gravi malattie infettive) e la sala operatoria d’emergenza. Tutte le persone, recuperate in mare, vengono visitate già direttamente nelle navi. Se Mare Nostrum venisse sospesa e se aumentasse il numero di sbarchi diretti dai barconi sulle nostre coste, il rischio di contagi aumenterebbe, perché si tratterebbe, a quel punto, di persone non più controllate.

Per giunta, i migranti che vengono indirizzati ai centri di accoglienza vengono nuovamente visitati e vengono poi costantemente controllati dal punto di vista sanitario. Insomma: qualche migrante arriva, sì, con malattie (che altro ci si poteva aspettare, date le condizioni in cui queste persone hanno vissuto e viaggiato negli ultimi mesi?), ma è altamente improbabile che queste vengano trasmesse alla popolazione italiana, né civile né militare.
Mito #2: Mare Nostrum ha fatto aumentare gli sbarchi
Mare Nostrum non ha fatto aumentare gli arrivi di immigrati sulle nostre coste: è la situazione demografica, economica e, oggi soprattutto politica, che è la responsabile dell’impennata degli arrivi. Ad esempio, oltre 250 km di costa della Libia sono oggi totalmente prive di qualsiasi tipo di autorità statale. I profughi partono dalle tante zone di guerra dell’Africa e del Medio Oriente (specialmente dall’Eritrea, dal Mali e dalla Siria), diretti verso queste spiagge. Se si interrompesse Mare Nostrum, questa gente – che spesso ha affrontato viaggi di migliaia di chilometri – partirebbe lo stesso: sono persone praticamente senza alternative, spesso famiglie con bambini, anche piccoli, che non potrebbero mai ritornare indietro, né restare sulle coste libiche dove ormai sono arrivati. L’arretramento del raggio di azione delle navi, che avverrà con il passaggio da Mare Nostrum a Triton, comporta semplicemente un aumento del rischio di naufragio, e del numero dei morti. Nel prossimo futuro Dovremo scrivere molti altri “In memoriam” , e non sarà semplice accampare la scusa che non potevamo prevederlo.

Certo, è necessario lavorare perché diminuiscano le guerre africane e del medio oriente (la “Terza guerra mondiale a pezzettini” secondo la definizione di Papa Francesco), e, per inciso, l’Italia – silenziosamente e con tenacia – sta cercando di farlo, con tutte le difficoltà del caso. Ma a tempi brevi non ci sono alternative: o Mare Nostrum o un aumento certo dei morti.

Mito #3: Con Mare Nostrum gli scafisti la fanno sempre franca
Mare nostrum ha permesso di arrestare 700 scafisti. Grazie a strumenti sofisticati (specialmente sottomarini e droni, come quello della fig. 2, sempre in dotazione alla San Giusto) i barconi vengono fotografati di nascosto, e si riesce facilmente a individuare chi “dirige il traffico”, arrestando poi gli scafisti una volta recuperato il barcone. Quindi, Mare Nostrum ha portato a un aumento della legalità attorno alle coste d’Italia. Ma non nascondiamocelo: la tratta dei migranti è un’operazione rischiosa, sì, ma così lucrosa, che il fenomeno degli scafisti continuerà. La sola questione è se abbandonare il campo all’illegalità o fare qualcosa, pur se imperfettamente, per ripristinarla.

Mito #4: L’Italia non è preparata a tutti questi sbarchi e tutte queste domande di asilo
Ci sono difficoltà, è ovvio, anche perché un numero così alto di profughi è un’assoluta novità per l’Italia, al contrario di quanto accade in altri paesi europei, primo fra tutti la Germania. Ma l’Italia sta iniziando a prendere le misure all’emergenza – anche all’emergenza profughi. Con il decreto “Stadi & migrazioni”, recentemente approvato dal Parlamento, il sistema di accoglienza territoriale e delle commissioni di valutazioni della condizione di profughi/rifugiati è stato finalmente potenziato e migliorato. Già oggi i tempi di valutazione delle pratiche si stanno accorciando, nonostante il forte aumento delle domande, determinato – come abbaimo già detto – dalle tensioni e dalle instabilità politiche di molte aree, in Africa e in Medio Oriente. Nell’ultimo anno, ad esempio, ci sono stati circa 140 mila sbarchi, di cui circa la meno di metà ha avuto il riconoscimento dello status di rifugiato e il conseguente permesso di soggiorno.

L’autore è senatore nelle liste del Partito Democratico. Le idee qui espresse erano state anticipate nel suo blog http://gianpierodallazuanna.com/

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