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L’impatto sociale e economico della pianificazione familiare

Silvana Salvini

A cura dell’AIDOS, l’Associazione Italiana delle Donne per lo Sviluppo, è uscito il 13 novembre scorso lo Stato della Popolazione del Mondo 2012 dedicato alla procreazione responsabile e alla pianificazione familiare. L’esercizio del diritto alla pianificazione familiare (PF), e in senso più ampio alla salute riproduttiva, è strumentale per il raggiungimento di altri diritti e genera molti benefici economici per gli individui, le famiglie, le comunità e gli stati interi.
Più salute = più soldi
Il punto di partenza è rappresentato dal miglioramento della salute, e le conseguenze positive sono un maggiore investimento nell’istruzione, una maggiore produttività, una più ampia partecipazione alla forza lavoro, e una crescita del reddito, del risparmio, degli investimenti e dell’accumulo di ricchezza.
I legami fra salute riproduttiva e risultati economici (fig. 1) spesso sono poco percepiti, eppure le relazioni sono sia dirette che indirette e molto forti, passando attraverso una serie di fattori che vanno dalla maggior istruzione all’abbassamento della mortalità infantile, dal conseguente aumento della speranza di vita alla nascita (e0), all’aumento del capitale umano, fino al miglior sfruttamento del “dividendo demografico”[1].
Un caso esemplare è rappresentato dal declino di fecondità e dal miglioramento della salute nel Matlab, in Bangladesh, dove le donne che hanno beneficiato del programma di miglioramento della salute (distribuzione di contraccettivi, cure pre-natali etc.) hanno sperimentato un declino di fecondità del 15%, una diminuzione dei tassi di mortalità materno-infantili e un deciso miglioramento della propria salute, in termini, ad esempio, di aumento dell’ indice_di_massa_corporea . (http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_massa_corporea)
Ma ci sono altri esempi interessanti che comprovano i legami fra PF e risultati sociali e economici. In Colombia, il calo della fecondità prodotto dal programma di pianificazione familiare Profamilia è stato associato a circa 0,15 anni in più di istruzione, in media. In Sri Lanka, la riduzione del rischio di mortalità materna tra il 1946 e il 1953 ha portato a un aumento di 1,5 anni (circa il 4 per cento) nell’aspettativa di vita delle donne, e a un aumento della scolarizzazione femminile.
Donne attive? Un vantaggio per tutti
L’accesso ai servizi di salute riproduttiva, compresa la pianificazione familiare, migliora le opportunità per le donne di entrare e poi restare nella forza lavoro, consentendo loro di decidere quale momento è adatto per avere figli. Del resto, è quel che è successo con il lancio sul mercato dell’Enovid, la prima pillola anticoncezionale distribuita negli Stati Uniti a partire dal 1960. La pillola consentì alle donne americane una libertà senza precedenti di prendere decisioni, sia riguardo ai figli che volevano avere, sia sulla carriera che desideravano intraprendere.
L’aumento della PF agisce sulla mortalità materna, quindi più in generale sulla salute, che a sua volta influenza la crescita economica, in primo luogo a livello micro (cioè per i singoli individui e le singole famiglie), e in secondo luogo a livello macro.
A livello micro, la riduzione di fecondità dovuta all’aumento di PF agisce sui fattori socio-economici attraverso l’impatto sulla scuola, sulla partecipazione al mercato del lavoro, sul reddito e i diritti delle donne alla gestione dei propri guadagni, sul benessere dei figli, sulla sopravvivenza infantile, sulla scuola e capitale umano dei figli, sul loro futuro e la loro partecipazione lavorativa, sulla salute riproduttiva, ricchezza e benessere delle famiglie, sul possibile conseguente aumento dei risparmi delle famiglie, reddito e proprietà, sui cambiamenti dei processi decisionali delle famiglie, sul benessere degli uomini e dei ragazzi
A livello macro, la PF aiuta a contenere la fecondità e può quindi ridurre drasticamente le criticità sollevate a livello macroeconomico dallo scontro fra un numero rapidamente crescente di giovani e gli investimenti nella scuola e nel mercato del lavoro, migliorando le opportunità di reddito, risparmio, investimento e cambiamento sociale.
Uno struttura per età favorevole, può influenzare le economie e le società in diversi modi: gli investe in sanità e scuola per i giovani sono più efficaci, se il numero dei giovani non è eccessivo. Poi, al diminuire della fecondità, la popolazione in età attiva aumenta rispetto a coloro che sono economicamente dipendenti, creando possibilità per uno sviluppo economico sostenibile. Uno dei fattori chiave del processo è rappresentato dai risparmi e dagli investimenti, che il diminuito numero di figli favorisce in ogni singola famiglia. I miglioramenti della salute, l’aumento degli investimenti nella scuola, la crescita dei tassi di risparmio e degli investimenti si traducono poi in sviluppo economico.
Per saperne di più
UNFPA, 2012, By Choice, Not by Chance. Family Planning, Human Rights and Development, trad. It. AIDOS, 2012, Per scelta, non per caso. Pianificazione familiare, diritti umani e sviluppo.
Miller, Grant. 2009. “Contraception as Development? New Evidence from Family Planning in Colombia.” The Economic Journal. 120(545):709-736.NE
F Bailey, Martha J. 2006. “More Power to the Pill: The Impact of Contraceptive Freedom on Women’s Life Cycle Labor Supply.” The Quarterly Journal of Economics. 121(1): 289-320.


[1] Ovvero, la modificazione della struttura per età della popolazione in senso più favorevole, con diminuzione della quota dei giovani, o degli anziani, o di entrambi i gruppi.

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