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Italiani in Brasile: chi sono e come vivono

Pier Francesco De Maria

Gli ultimi due Censimenti del Brasile, condotti nel 2000 e nel 2010, consentono di conoscere le condizioni di vita degli Italiani nel paese, di valutare come la durata della residenza influenza tali condizioni e come queste condizioni siano variate nel tempo. L’indagine ha riguardato le persone nate in Italia e residenti in Brasile: nel 2000, erano circa 55.000; nel 2010, erano poco più di 37.000. Circa l’1% dei dichiaranti non sono Italiani, pur essendo nati in Italia, in quanto presumibilmente figli di genitori stranieri.

I dati dei Censimenti e il loro utilizzo

I dati necessari sono stati ottenuti dai quesiti del modulo “migrazione” dei questionari del campione dei due censimenti. Le informazioni selezionate permettono di identificare gli italiani residenti in Brasile, stratificando per durata e della permanenza e per regione di residenza. Le varaibili utilizzate per misurare le condizioni di vita studiate sono le seguenti:

  • Condizioni dell’abitazione:
    • Abitazione: tipologia; titolo di possesso
    • Caratteristiche: numero di stanze; approvvigionamento idrico; fognatura e destinazione dei rifiuti; energia elettrica
  • Beni di consumo:
    • Elettrodomestici: frigo; lavatrice
    • Mezzi di comunicazione e trasporto: TV; radio; PC; telefono; auto
  • Caratteristiche sociodemografiche:
    • Generali: nazionalità; sesso; età; stato civile; residenza urbano/rurale
    • Individuali: anno di arrivo in Brasile; relazione con il capofamiglia
    • Istruzione: livello di scolarità
  • Condizioni di salute:
    • Disabilità: limitazione visiva, uditiva e di locomozione; problemi mentali
  • Redditi e lavoro:
    • Redditi: reddito familiare; eventuali benefici assistenziali
    • Lavoro: ore lavorate; salario del lavoro principale; reddito totale

Poiché la durata della residenza in Brasile è fondamentale nel processo di integrazione, si sono create 4 categorie: immigrati recenti, fino a 2 anni di residenza; in adattamento, da 3 a 5 anni; in integrazione, da 6 a 9 anni; e integrati, da 10 anni in poi.

Oltre all’analisi qualitativa, si è utilizzata una regressione logistica per verificare l’impatto di variabili sociodemografiche sulle condizioni di vita. La variabile dipendente si basa sul “Critério Brasil 2014”, che classifica le famiglie in 5 livelli (A-E), combinando il possesso di beni di consumo, il grado di istruzione del capofamiglia e il reddito lordo familiare. Nell’analisi qui presentata, la classificazione segue un criterio modificato, considerando, oltre ai beni di consumo e al reddito familiare, l’accesso ai servizi. Nel prospetto che segue sono riportati gli elementi costituitivi del criterio, con i punteggi attribuiti.

Schermata 2015-04-30 alle 14.20.47

Il punteggio totale attribuito è suddiviso in 7 livelli socioeconomici (A-E), con la classe media (livello C) suddivisa in tre sottogruppi (C+, C e C–). Questi livelli compongono la variabile dipendente del modello, con l’obbiettivo di verificare come caratteristiche sociodemografiche influenzino la probabilità di una persona appartenere ad un determinato livello. Come si vede nel prospetto seguente, sono state scelte 7 variabili indipendenti.Schermata 2015-04-30 alle 14.21.06

Alcune caratteristiche degli Italiani

I due ultimi Censimenti descrivono una popolazione italiana con una proporzione di giovani sotto i venti anni in aumento, tra il 2000 e il 2010, alimentata da un flusso di immigrazione dovuto al peggioramento delle condizioni economiche in patria. Un’alta proporzione vive in abitazioni di proprietà con accesso a servizi e infrastrutture. In generale, però, il livello di vita si è abbassato, ed è aumentata la proporzione di famiglie con reddito più basso.Schermata 2015-04-28 a 11.11.34 Come da tradizione, la principale destinazione è il Sud-est, in particolare lo Stato di San Paolo, ma c’è un aumento dell’immigrazione verso Nord-est, tendenza rafforzata tra gli Italiani di recente immigrazione. E’ diminuita la proporzione degli immigrati da più di dieci anni, sia per la scomparsa delle generazioni più anziane (e numerose), sia per l’aumento del flusso d’immigrazione tra il 2005 e il 2010. La tabella 1 compara alcune caratteristiche osservate negli Italiani in Brasile.

Le risultanze del modello logistico

Il modello logistico conferma, in linea generale, i risultati dell’analisi descrittiva. Le condizioni di vita, rappresentate dagli indicatori desunti dai censimenti, sono correlate positivamente con la durata della residenza in Brasile ma, al netto degli altri fattori, peggiorano col crescere dell’età; tali condizioni migliorano col grado d’istruzione e sono migliori nelle aree urbane, così come per coloro che risiedono nel Sud-est del paese. Gli immigrati recenti hanno peggiori condizioni di vita nel 2010 rispetto al 2000 e, sempre nel 2010, è aumentato il divario tra le condizioni di vita degli anziani e quelle dei giovani.

Conclusioni

I risultati mostrano l’importanza della durata della residenza in Brasile per comprendere le condizioni di vita degli immigrati. Anche se l’uso dei dati censuari non consente di approfondire tutti gli aspetti di interesse, si nota comunque che che i principali flussi migratori avvengono in periodi di crisi o instabilità economica in patria. La prima significativa migrazione di Italiani verso il Brasile risale alla metà del secolo XIX, in cerca di migliori condizioni di vita. Nel XX, l’immigrazione si riduce nella prima metà del secolo, a causa del peggioramento delle condizioni di vita in Brasile, mentre s’intensifica nell’immediato secondo dopoguerra. Già nel secolo XXI, il flusso cresce nuovamente, a causa della crisi economica recente. Tuttavia emigrare non protegge del tutto dalla crisi: i dati mostrano che le condizioni di vita degli Italiani in Brasile sono peggiorate tra il 2000 e il 2010.

Per saperne di più

Pier Francesco De Maria, Chi sono e come vivono gli immigrati Italiani in Brasile? Risultati dei Censimenti del 2000 e del 2010, Relazione presentata al “Population Days 2015”, AISP, Palermo, 4-6 Febbraio 2015.

 

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