• Italia

      • geodemos

      • mondo

      • migrazioni e stranieri

      • famiglie fecondità e welfare

      • anziani, salute e mortalità

      • giovani, istruzione e lavoro

      • Geodemografia 2018. Tredici scritti per meglio comprendere il mondo

      • I suoi primi quarant’anni. L’aborto ai tempi della 194

      • Verso la metà del secolo: un’Italia più piccola?

      • ius soli e ius culturae. Un dibattito sulla cittadinanza dei giovani migranti

      • I tre giganti, Cina India e Stati Uniti

      • tutte le pubblicazioni

Italia e Argentina: le nuove migrazioni

Elena Ambrosetti, Donatella Strangio
argentina

L’Argentina, fino ai primi del ‘900 meta di migrazioni dall’Europa e anche dall’Italia, ha però progressivamente perso di attrattività, e questa condizione si è aggravata nella seconda metà del ‘900, per la crisi economica (la fase peggiore, quella del 1998-2002, ha origini ben più antiche, ha già avuto una ricaduta nel 2014, e secondo molti osservatori non è stata ancora superata) e per l’instabilità politica. In realtà, l’Argentina è oggi un paese di accoglienza di migranti provenienti da altre paesi dell’America del Sud, come Bolivia, Paraguay e Perù, ma è terra di emigrazioni intercontinentali, verso il Nord America (Stati Uniti) e verso l’Europa del Sud: soprattutto verso la Spagna, ma anche verso l’Italia.

Argentini e (in qualche caso in) Italia

ArgentinaQuesto flusso migratorio è stato facilitato non solo dagli storici legami sociali, economici e culturali fra questi paesi, ma anche da esplicite scelte politiche di entrambi i paesi europei. Per quanto riguarda l’Italia, per esempio, si può ricordare l’approvazione nel 1992 della legge n. 91 “Nuove norme sulla cittadinanza”, il cui art. 9 prevede l’acquisizione della cittadinanza italiana secondo lo jus sanguinis per i discendenti diretti di cittadini italiani – una misura formalmente erga omnes, ma in pratica mirata ai paesi di nostra precedente emigrazione, tra cui, appunto, l’Argentina.
All’ultimo censimento (2011) risiedevano in Italia quasi 8 mila argentini, con una diminuzione di circa 3.000 unità nel corso decennio appena trascorso. In effetti, dopo il l’aumento di afflussi registrato nel periodo post-crisi argentina (2001-2005), il saldo migratorio è tornato su valori molto simili a quelli del periodo pre-crisi (Fig. 1).

Gli italiani in Argentina

La presenza di Italiani è ancora oggi una realtà importante in Argentina¹: si tratta, complessivamente, di circa 725.000 persone (su un totale di circa 40 milioni di abitanti), che si trovano soprattutto nelle città di Buenos Aires, La Plata, Rosario e Córdoba. Si tratta per la stragrande maggioranza discendenti di italiani emigrati nel passato: non a caso, solo il 20% di essi non possiede la doppia cittadinanza e si è fatto registrare come “Italiano” all’ultimo censimento argentino del 2010 (INDEC). Per il restante 80% circa, chiaramente, la principale fonte di informazioni è l’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero), secondo la quale l’Argentina continua ad essere il primo Paese di residenza per gli Italiani (si veda anche il recente rapporto Migrantes, che riporta i dati al 1° gennaio 2014). A questi dati mancano, però, gli “emigranti temporanei”, e cioè quelli con permanenze stagionali o limitate ad uno o due anni, per lavoro o studio, e gran parte di quelli che nel 2012, anno della crisi più dura per l’Italia, sono partiti all’avventura. Nessuno di questi si iscrive all’AIRE se prima non si stabilisce stabilmente nel nuovo Paese.

ArgentinaLa presenza italiana in Argentina ha portato, oltre a milioni di italo-argentini diciamo “ordinari”, anche diversi presidenti, il più famoso compositore di tango del paese, un papa, e alcuni dei migliori calciatori del mondo. Ed è come se quei migranti avessero portato tutta la diversità regionale dell’Italia con loro: un Frondizi dall’Umbria, un Illia dalla Lombardia, un Bergoglio dal Piemonte, un Piazzolla dalla Puglia, un Messi dalle Marche, …Tuttavia, negli ultimi cinquant’anni, il peso degli italiani è venuto calando, sia rispetto alla popolazione straniera (dal 34% nel 1960 all’8% nel 2010) sia rispetto ai residenti (dal 4,4% nel 1960 allo 0,4% nel 2010). E anche negli anni più recenti, quando l’emigrazione italiana verso l’estero è tornata a crescere (le emigrazioni annue sono salite da 60.000 nel 2011 a 95.000 nel 2013), meno del 3% degli italiani che hanno deciso di lasciare il nostro Paese nel corso del 2012 si è trasferito in Argentina (Fig. 2). La forza attrattiva dell’Argentina per gli Italiani sembra essere ormai definitivamente tramontata.

Per saperne di più

Ambrosetti Elena e Strangio Donatella (2015) Italiani in movimento, Ripensare l’emigrazione italiana in Argentina, Edizioni Nuova Cultura: Roma

Bonifazi Corrado (2013) L’Italia delle migrazioni, Il Mulino: Bologna.

Devoto Fernando J. (2003) Italiani in Argentina ieri e oggi, Atreitalie, n. 27, pp. 4-17

Licata Delfina (a cura di) (2014) Rapporto italiani nel mondo 2014, Fondazione Migrantes, Tau Editrice: Roma.

¹Ne parla anche Ivano Fossati nel suo Italiani d’Argentinaqui anche con foto d’epoca).

image_pdfimage_print