• Italia

      • geodemos

      • mondo

      • migrazioni e stranieri

      • famiglie fecondità e welfare

      • anziani, salute e mortalità

      • giovani, istruzione e lavoro

      • Geodemografia 2019. Quindici scritti per meglio comprendere il mondo

      • I suoi primi quarant’anni. L’aborto ai tempi della 194

      • Verso la metà del secolo: un’Italia più piccola?

      • ius soli e ius culturae. Un dibattito sulla cittadinanza dei giovani migranti

      • I tre giganti, Cina India e Stati Uniti

      • tutte le pubblicazioni

Il censimento della popolazione: quali alternative al censimento tradizionale?

Paolo Valente

In vista del censimento della popolazione del 2011, l’Istat prevede di introdurre una serie di importanti innovazioni rispetto alle rilevazioni passate, tra cui l’impiego delle liste anagrafiche comunali di famiglie e convivenze affiancate da altre liste ausiliarie, e, nei comuni con più di 20.000 abitanti, l’adozione di questionari di diversa lunghezza (short e long form; vedi oltre). Inoltre, i questionari saranno distribuiti per posta e non più dai rilevatori, e i rispondenti potranno scegliere fra diverse soluzioni per la loro compilazione e restituzione: web, posta, centri di raccolta. Queste ed altre innovazioni, nelle intenzioni dell’Istat, dovrebbero contribuire a limitare l’onere operativo sugli enti locali, diminuire il carico per i cittadini, e infine migliorare l’accuratezza dei dati e la tempestività nella loro diffusione[1].

 

Limiti e difficoltà dei censimenti tradizionali

In questa sfida per il rinnovamento della metodologia censuaria, l’Istat è in buona compagnia. Infatti, un numero elevato di istituti di statistica in altri paesi hanno sviluppato metodologie innovative per il censimento del 2010-2011[2]. L’obiettivo è di ovviare ad alcuni dei problemi associati al censimento tradizionale, inteso come indagine esaustiva della popolazione condotta mediante questionari cartacei distribuiti e raccolti da agenti rilevatori in un periodo di tempo limitato (generalmente alcune settimane).

Tra i problemi associati al censimento tradizionale vanno citati: i costi elevati e la complessità di organizzare una rilevazione esaustiva della popolazione in un periodo di tempo ridotto; la distribuzione ciclica dei costi e del lavoro, con un picco molto elevato intorno all’anno di censimento e livelli bassi o nulli negli anni intercensuari; la difficoltà di reclutare un numero elevato di personale temporaneo qualificato (rilevatori, supervisori etc.) per un breve periodo durante la rilevazione; la difficoltà di trattenere il personale dell’ufficio di statistica addetto al censimento dopo la fine delle operazioni censuarie, con la conseguente perdita delle conoscenze acquisite; la riluttanza di una parte crescente della popolazione a partecipare all’indagine, soprattutto quando vengono richieste informazioni che sono già disponibili presso fonti amministrative; la difficoltà di rilevare alcune categorie di persone molto mobili e che difficilmente si trovano a casa durante il giorno, come ad esempio i giovani professionisti o gli studenti, che spesso hanno più di una residenza.

Anche dal punto di vista dei risultati, il censimento tradizionale ha dei difetti: i risultati finali sono di norma disponibili solo molto tempo dopo la rilevazione, a causa della necessità di elaborare un’enorme massa di informazioni; i dati vengono aggiornati solo ogni dieci anni, una frequenza insufficiente per determinate categorie di utenti; infine, il contenuto informativo è limitato dalle caratteristiche della rilevazione soprattutto quando il questionario è autocompilato, in quanto non si possono includere nel questionario troppe domande, o domande di difficile comprensione o potenzialmente sensibili.

 

Varianti al censimento tradizionale

 

Short e long form

Per cercare di ovviare ad alcuni di questi inconvenienti, diverse varianti o innovazioni metodologiche sono state introdotte nel corso del tempo in vari paesi. Una variante del censimento tradizionale fu introdotta già dal 1940 negli Stati Uniti, e poi dal 1971 in Canada. Si tratta dell’utilizzo di un long form con informazioni dettagliate raccolte però solo su un campione della popolazione, e di uno short form con informazioni di base raccolte per tutta la popolazione. Questo sistema permette di ridurre sensibilmente il volume di dati raccolti (e quindi costi e tempi di elaborazione) ma il prezzo che si paga è nel minor dettaglio territoriale delle informazioni presenti solo sul long form (raccolte quindi solo su un campione della popolazione). Un’ulteriore variante di questo approccio è stata recentemente introdotta nei censimenti degli Stati Uniti del 2010 e del Canada del 2011: nell’anno di censimento la popolazione viene enumerata solo sulla base dello short form, e il long form viene sostituito da una grande indagine campionaria annuale, che permette anche di produrre stime aggiornate annualmente della popolazione e delle sue caratteristiche principali.

 

Fonti amministrative

Una metodologia totalmente diversa per il censimento è stata sviluppata a partire dagli anni ’70 nei paesi scandinavi, dove al posto della rilevazione tradizionale si usano dati di fonte amministrativa (es. anagrafe, catasto, istituti di previdenza, ecc.), incrociati, utilizzando un codice identificativo personale, per produrre i dati censuari. Questo approccio, adottato per la prima volta in Danimarca nel 1981, permette di produrre i dati censuari a un costo ridotto e con risorse relativamente limitate, una volta che si sia messo in piedi un sistema di registri di buona qualità. Bisogna tuttavia considerare che questo approccio richiede risorse ingenti e un periodo di sviluppo molto lungo per mettere a punto il sistema di registri, un buon grado di cooperazione tra l’istituto di statistica e le autorità responsabili per i registri, un quadro istituzionale e legale che permetta l’incrocio dei dati dei registri e la loro utilizzazione per fini statistici, e infine l’accettazione di tale sistema da parte della popolazione. Queste condizioni sono soddisfatte nei paesi scandinavi, che adotteranno tutti questo approccio nel 2011. In altri paesi, invece, pur in presenza dei registri amministrativi, non è possibile utilizzarli come fonte esclusiva di dati per il censimento poiché le precedenti condizioni non sono soddisfatte o per il timore di sentirsi eccessivamente controllati dall’alto (una sorta di paura di un “grande fratello”).

 

Un mix di metodi

Nel corso degli ultimi anni, in alcuni di questi paesi sono state sviluppate metodologie miste, in cui i dati dei registri vengono utilizzati insieme a dati provenienti da altre fonti per "simulare" un censimento. In Olanda, ad esempio, nel 2001 è stato condotto un “virtual census” in cui sono stati utilizzati dati presenti nei registri integrati da dati provenienti da indagini campionarie come l’indagine sulle forze lavoro. In Israele, per il censimento del 2008 i dati dei registri sono stati utilizzati insieme con i risultati di alcune indagini campionarie condotte ad hoc per stimarne la copertura e l’accuratezza e per raccogliere informazioni supplementari. Altri paesi hanno affiancato ai dati dei registri una rilevazione esaustiva sia per controllare e correggere questi dati sia per aggiungere informazioni di altro tipo. Quest’ultimo metodo, relativamente dispendioso, è adottato a volte durante la transizione dal censimento tradizionale al censimento basato esclusivamente sui registri. Un approccio di questo genere verrà adottato nel 2011 da Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca e Spagna.

 

Rolling census

Per quanto riguarda i paesi che invece non hanno registri di popolazione, un interessante esempio di metodologia innovativa per il censimento è il “rolling census” introdotto in Francia a partire dal 2004. Qui la rilevazione censuaria è distribuita nel tempo e condotta ogni anno anziché concentrata in un periodo limitato come nel censimento tradizionale. Nei grandi comuni (10.000 abitanti o più) si effettua ogni anno una rilevazione campionaria sull’8% delle famiglie. Nei piccoli comuni invece, (meno di 10.000 abitanti) si effettuata ogni 5 anni una rilevazione esaustiva a rotazione. I risultati sono prodotti a partire da medie mobili, aggregando i risultati delle rilevazioni su un periodo di cinque anni.

 

Per effetto di queste innovazioni, i censimenti del ciclo del 2010 verranno condotti dai paesi europei utilizzando un ampio ventaglio di metodologie diverse. Tuttavia, la comparabilità dei risultati ottenuti sarà assicurata grazie alle raccomandazioni della Conferenza degli Statistici Europei per i censimenti del 2010 (UNECE 2006), che definiscono le variabili da rilevare e forniscono definizioni e classificazioni armonizzate.

 


[1] Informazioni estratte dal sito web dell’Istat : http://www.istat.it/censimenti/popolazione2011/

[2] Tutti i paesi dell’Unione Europea e molti altri paesi europei condurranno il prossimo censimento nel 2011. Altri paesi hanno scelto di effettuare il censimento nel 2010 (come Russia e Stati Uniti) o in altri anni.

 

 

Per saperne di più

UNECE (2004) Seminar on new methods for population censuses (Geneva, 22 November), http://www.unece.org/stats/documents/2004.11.censussem.htm

UNECE (2006) Conference of European Statisticians Recommendations for the 2010 Censuses of Population and Housing (United Nations), Appendix II: Alternative approaches to census-taking, http://www.unece.org/stats/publications/CES_2010_Census_Recommendations_English.pdf

UNECE (2007) Register-Based Statistics in the Nordic Countries (United Nations) – Ch. 10: Register-based population and housing censuses, http://www.unece.org/stats/publications/Register_based_statistics_in_Nordic_countries.pdf

UNECE (2008) Measuring Population and Housing – Practices of UNECE countries in the 2000 round of censuses (United Nations), Ch. 2: Overview of the 2000 census round and methodological approaches adopted, http://www.unece.org/stats/publications/Publication_on_2000_censuses.pdf

Valente P. (2010) Census taking in Europe: how are populations counted in 2010? Population et sociétés (INED), No. 467, Maggio 2010 (http://www.ined.fr/en/resources_documentation/publications/pop_soc/bdd/publication/1506/)

image_pdfimage_print