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Giovani che aiutano giovani: un progetto olandese

jacopo Vergoni

Per tornare a crescere non basta uscire dalla recessione, è necessario avviare un modello di sviluppo in grado di stimolare l’energia creativa delle nuove generazioni, rendendole produttrici di benessere. . Questo obiettivo è una priorità nazionale ed europea, e per raggiungerlo occorre mobilitare le risorse e le idee necessarie . Le politiche devono essere fatte non tanto per i giovani, ma con i giovani, considerandoli non più come il problema ma come parte della soluzione, riattivandone le potenzialità. Occorre spingere i giovani a guardare con attenzione la realtà circostante ed a vederne i limiti, ma anche ad essere positivi, pronti ed audaci nel cercare delle soluzioni innovative per superarli¹.

un progetto europeo per giovani

Coerente con questa impostazione è il progetto olandese 2GetThere. Questo programma sta ottenendo ottimi risultati tanto da essere replicato in altre città della Germania, del Belgio, della Svezia e della Finlandia. Nel 2014 ha vinto il primo premio come miglior programma di rinserimento al lavoro dall’agenzia delle Nazioni Unite per i diritti del lavoro ILO. Può essere quindi interessante valutare la possibilità di adattarlo alla realtà italiana, consci delle particolarità delle politiche sociali e culturali dell’Italia rispetto ai paesi del Nord Europa, nei quali la collaborazione tra individui, o associazioni, per il raggiungimento di obiettivi comuni, è molto più sviluppata ed incentivata, e nei quali la dinamicità del mercato del lavoro è molto maggiore. A questa premessa va aggiunta anche la diversa quantità e qualità degli investimenti in istruzione e formazione che denotano un senso di fiducia nel presente e nel futuro, e non un ripiegamento ed una chiusura, come spesso capita d’avvertire in Italia.

descrizione del progetto

2GetThere è un programma sociale creato e diretto da giovani, rivolto ad altri loro coetanei che si trovano senza occupazione, senza motivazioni, senza fiducia in loro stessi. L’ispirazione di base è quella di dar consigli pratici, infondere nuove energie e motivazioni a chi, più o meno giovane, si trova in difficoltà per mancanza di lavoro o perché del tutto demotivato nel cercarselo o nel crearsene uno proprio. Il punto innovativo è che, ad indicare nuove strade e percorsi formativi, non sono persone mature o non del tutto coinvolte in questi processi, ma persone giovani, che dopo uno specifico percorso volto ad accrescere l’autostima e la fiducia nelle proprie capacità, sanno come entrare in comunicazione ed in empatia con i loro coetanei.

responsabilizzazione dei giovani

Poter contare su giovani coaches capaci di aiutare i loro coetanei, è l’elemento fondamentale del progetto; peer to peer. I problemi vengono affrontati con più forza con l’aiuto dei coaches, che sanno perfettamente cosa significhi stare per lungo tempo fuori dal mercato del lavoro o non avere un reddito e avere poche speranze per il futuro. Hanno perciò familiarità con queste difficoltà e sui percorsi da intraprendere per superarle. I coaches possono indicare i percorsi pratici psicologici da seguire per uscire da queste situazioni di disagio, condividendo le proprie esperienze di crescita personale. Il compito dei giovani addestratori è quello di stabilire contatti, creare ponti di dialogo ed essere fonte d’ispirazione.

L’obiettivo finale è quello di creare più opportunità ed una rete di giovani pronti a sostenersi a vicenda per creare un terreno fertile per idee e progetti innovativi. Un progetto analogo potrebbe avviarsi anche in Italia, per mettere di nuovo in cammino le gambe e le menti di tanti giovani che perdono speranza e fiducia, avviliti dalla mancanza di un lavoro e di un reddito.

caratteristiche del progetto

Innovativo: perché audace, creativo e propone qualcosa di sperimentale che non è mai stata attuato in Italia.
Di qualità: le ambizioni sono realistiche, le attività sono coerenti ed efficaci per la realizzazione del progetto.
Partecipativo: coinvolgere il maggior numero di associazioni ed organizzazioni interessate, pubbliche e private, che porteranno competenze e conoscenze al progetto.
Misurabile: ottenere risultati chiari e di valore che possono sempre essere valutati e quantificati da autorità pubbliche ed essere condivisi.

come realizzare il progetto

La realizzazione del progetto può trovare il sostegno del Fondo Sociale Europeo (FSE) che è uno dei Fondi strutturali comunitari e ha lo scopo di migliorare l’occupazione e le possibilità d’impiego sul territorio dell’Unione europea.

Tra le priorità d’investimento c’è:
L’integrazione sostenibile nel mercato del lavoro dei giovani (FSE), in particolare quelli che non svolgono attività lavorative, non seguono corsi di studio o di formazione, inclusi i giovani a rischio di esclusione sociale e i giovani delle comunità emarginate, anche attraverso l’attuazione della garanzia per i giovani.

Il programma, per funzionare, ha bisogno di una rete di supporto e di collaborazione: dai servizi sociali locali, agli uffici del lavoro, ai provveditorati agli studi, in modo di disporre di un quadro preciso delle situazioni di disagio sociale ed economico di ogni realtà e capire quale sia la migliore modalità d’intervento. La proposta va presentata alle Regioni, che si occupano della gestione dei fondi sociali europei e che vogliano sperimentare qualcosa di totalmente nuovo nel panorama italiano, mettendo in pratica un progetto pilota, di almeno 3/4 anni, in una grande città. I risultati dei programmi già avviati in Olanda ci dicono che si hanno riscontri positivi in circa quattro casi su cinque: c’è chi riprende un percorso di studi, chi trova un impiego o chi avvia una propria attività.

¹Su questi temi, si vedano i molti contributi, anche su Neodemos, di Alessandro Rosina e in particolare i giovani dalla panchina all’attacco: . Si veda anche “Neet. Giovani che non studiano e non lavorano”, Vita e Pensiero, 2015.

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