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Bambino sette miliardi. E se nascesse a San Marino?

La Redazione
C’è molta aspettativa per la nascita della bambina, o del bambino, "sette miliardi". Si stanno preparando celebrazioni mediatiche in tutto il mondo per festeggiare doverosamente l’evento. Sicuramente sarà l’occasione di valorosi esercizi di retorica con sorrisi di soddisfazione per il raggiunto traguardo dell’umanità – quasi questa sia impegnata in una gara ciclistica – e simmetriche lamentazioni sulla catastrofe ecologica della quale l’eptamiliardesimo sfortunato bebé sarebbe incolpevole annuncio. Questa nascita dovrebbe issare la popolazione mondiale a quota  sette miliardi, dopo aver raggiunto quota sei  nel 1998 e quota cinque nel 1987. L’Agenzia delle Nazioni Unite sulla Popolazione (UNFPA) ha già indicato nel 31 ottobre la data del lieto evento. In lieve contraddizione con le indicazioni degli autorevoli uffici studi delle Nazioni Unite stesse (la Population Division) che  pongono il raggiungimento del traguardo nei primi mesi del 2012, ipotesi condivisa anche dal nostro volenteroso (anche se meno autorevole) demometro, nonché dal "Population Clock" del Bureau of the Census degli Stati Uniti. Ma tant’è: il 31 ottobre è una data conveniente per le celebrazioni, e Neodemos ne prende atto. Anche se non può fare a meno di ricordare ai propri lettori che i numeri della popolazione mondiale non sono, certo, numeri al lotto, ma sono la sintesi di "stime" per ciascuno delle due centinaia di paesi del mondo, molte delle quali basate su statistiche parecchio zoppicanti. Perciò le valutazioni del numero di abitanti del globo – anche quelle del nostro beneamato demometro – sono il punto centrale di un intorno che può valere un centinaio di milioni in più, o in meno. E conseguentemente noi di Neodemos, forse un po’ pedanti e noiosi, pensiamo che l’eptamiliardesimo bebé – se fosse possibile individuarlo – possa essere già nato nel 2010, o nella prima parte del 2011, o che debba ancora farsi attendere ed arrivare nel 2012 o forse, chissà, nel 2013.

         Ma torniamo al 31 ottobre prossimo venturo. Immaginiamo che il Segretario dell’ONU, Ban Ki-moon, stia incaricando il suo staff od i suoi ghost writers, di dargli qualche indicazione di colore da aggiungere al mero dato numerico dell’anniversario. Sarebbe utile per le sue dichiarazioni. Il Times of India ha un suggerimento: che l’eptamiliardesimo bebé sia una bambina, e che nasca in India. Mediaticamente e politicamente efficace, perché l’India è avviata a diventare il paese più popoloso del mondo nell’arco di un decennio, ma ha scarsità di bambine che hanno difficoltà a nascere. Già: la preferenza per i figli maschi e la complicità delle analisi precoci del sesso incoraggiano l’aborto selettivo. La scelta di una bambina, poi, pareggerebbe i conti con l’esamiliardesimo bebé, che fu maschio e nacque il 1 gennaio del 1999 a Sarajevo. La madre, Fatima Nevic, ebbe il privilegio di vedere il bambino, di tre chili e mezzo, fotografato nelle braccia di Kofi Annan, prontamente accorso al suo capezzale.

         E allora ben venga una bambina indiana: anzi, la stampa indiana suggerisce di collocare la neonata nello Uttar Pradesh, che è lo stato più popoloso, e quindi ne ha tutti i diritti. E’ possibile però che la scelta non sia indolore: c’è infatti l’indicazione terzomondista di un grande giornale italiano che, lo scorso 14 settembre, sparava in prima pagina la notizia "Il bambino numero sette miliardi sarà africano". Immaginiamo Ban Ki-moon in ambasce, tirato per la giacchetta a est ed a ovest, a sud e a nord.

         Noi di Neodemos abbiamo un suggerimento. E se l’eptamiliardesimo bebé nascesse a San Marino? Non è impossibile visto che a San Marino nascono tre bambini ogni milione di nascite nel mondo: una chance c’è, non inferiore a quella di far tredici al Totocalcio. E, in fondo, San Marino ha un voto nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ban Ki-moon, pensaci: la cerimonia potrebbe coincidere con l’insediamento dei Capitani Reggenti, sulla Rocca del Titano.
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