Come hanno raccontato la migrazione i quotidiani italiani durante la campagna elettorale del 2022? Attraverso l’analisi di un ampio archivio di titoli pubblicati online, Paparusso, Fortunato e Ambrosetti mostrano come la copertura mediatica varia in funzione dell’orientamento politico delle testate, alternando rappresentazioni incentrate sulla paura e sulla sicurezza a narrazioni di carattere umanitario e solidaristico.
La migrazione nelle notizie italiane
Le narrazioni sulla migrazione sono dinamiche e si trasformano continuamente in risposta ai principali eventi sociali, economici e politici. Crisi umanitarie, crisi economiche e campagne elettorali influenzano il modo in cui il fenomeno migratorio viene rappresentato nello spazio pubblico. In particolare, durante i periodi di campagna elettorale la migrazione diventa spesso un tema centrale del confronto politico e dell’attenzione mediatica. Poiché i media contribuiscono a costruire le percezioni collettive dei fenomeni migratori e dei migranti, analizzarne la rappresentazione è fondamentale per comprendere le dinamiche della comunicazione politica contemporanea.
In un recente studio (Fortunato et al., 2026), abbiamo analizzato il modo in cui quotidiani italiani di vari orientamenti politici hanno trattato il tema della migrazione durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del 2022. In particolare ci siamo concentrate sui titoli degli articoli pubblicati online dalle principali testate nazionali, selezionate sulla base della loro diffusione, numero di lettori e rilevanza pubblica. L’analisi copre il periodo compreso tra il 25 settembre 2021 e il 25 settembre 2022 e si basa su titoli estratti tramite web scraping dalla biblioteca digitale Internet Archive. Combinando analisi quantitativa e qualitativa dei titoli pubblicati, abbiamo esaminato l’andamento dell’attenzione mediatica nel tempo e la relazione tra i picchi di copertura giornalistica e i principali eventi migratori. In particolare, abbiamo analizzato i temi più ricorrenti, gli attori maggiormente presenti nel discorso mediatico, i termini più frequentemente associati con la migrazione e le emozioni trasmesse dai titoli. Per una descrizione dettagliata della metodologia rimandiamo a Fortunato et al. (2026).
L’Italia rappresenta un caso di studio particolarmente interessante. Negli ultimi quarant’anni il Paese è passato dall’essere prevalentemente un paese di emigrazione a una delle principali destinazioni migratorie europee. Dopo le cosiddette Primavere arabe, il tema della migrazione è diventato sempre più centrale nel dibattito politico e mediatico, soprattutto in relazione agli arrivi irregolari attraverso il Mediterraneo. Allo stesso tempo, l’immigrazione ha contribuito ad attenuare gli effetti dell’invecchiamento demografico e delle carenze di manodopera. Le elezioni del settembre 2022 hanno ulteriormente alimentato il confronto e la contrapposizione sul tema, portando alla guida del governo Giorgia Meloni, leader di una forza politica che ha fatto del contrasto all’immigrazione irregolare uno dei punti chiave della propria campagna elettorale.
Le narrazioni sulla migrazione durante la campagna elettorale
La Tabella 1 riporta la distribuzione degli articoli dedicati alla migrazione nelle testate considerate, suddivise per orientamento politico. La maggiore attenzione al tema si osserva nei giornali di area conservatrice e di destra, che rappresentano il 52,3% degli articoli analizzati. In questo gruppo spicca Il Giornale, responsabile da solo del 46,7% della copertura complessiva. La migrazione risulta invece meno presente nelle testate di orientamento di sinistra/progressista (13%) e in quelle di area moderata (34,7%).

L’andamento temporale della copertura (Figura 1) evidenzia una presenza relativamente costante del tema migratorio, interrotta da alcuni picchi associati a eventi specifici. L’attenzione cresce alla fine del 2021, raggiunge il massimo nella primavera del 2022, diminuisce durante l’estate e torna ad aumentare nella fase conclusiva della campagna elettorale. La migrazione rimane dunque un tema presente durante tutto il periodo considerato, anche se alcuni eventi ne modificano significativamente la visibilità e l’inquadramento.

Attenzione ediatica e sentimenti
Il primo aumento significativo dell’attenzione mediatica sul tema della migrazione si registra alla fine del 2021, in concomitanza con le tensioni al confine tra Bielorussia e Polonia. La Bielorussia viene descritta da molti media come responsabile di aver favorito il passaggio di migranti verso l’Unione Europea nell’ambito di una più ampia contrapposizione geopolitica. I titoli pubblicati in quel periodo richiamano frequentemente concetti legati alla crisi e alla sicurezza, come caos, illegalità, minaccia, respingimenti, violenza e morti.
Nel dicembre 2021 l’attenzione torna a crescere, concentrandosi soprattutto sui naufragi nel Mediterraneo e sull’aumento degli sbarchi. Tuttavia, l’evento che più influenza le narrazioni sulla migrazione nel 2022 è la guerra in Ucraina. Termini come Ucraina, rifugiati, corridoi umanitari e guerra dominano i titoli dei quotidiani, riflettendo l’arrivo in Europa di milioni di persone in cerca di protezione.
I picchi più elevati si registrano tra marzo e maggio 2022, immediatamente dopo l’invasione russa dell’Ucraina. In questa fase la copertura giornalistica si concentra prevalentemente sull’accoglienza dei rifugiati e sulle risposte umanitarie. I titoli richiamano temi quali la protezione temporanea, i corridoi umanitari, l’evacuazione dei civili, la cooperazione europea, le raccolte fondi e il sostegno alle donne e ai bambini coinvolti nel conflitto.
Un secondo importante picco si osserva tra agosto e settembre 2022, in piena campagna elettorale. La migrazione torna al centro del dibattito politico, in particolare nei quotidiani di orientamento conservatore. I titoli amplificano le proposte dei partiti di destra, tra cui il rafforzamento dei controlli alle frontiere e l’istituzione di un blocco navale nel Mediterraneo.
Nelle settimane che precedono il voto, la migrazione viene frequentemente associata a criminalità, ordine pubblico, frodi ai danni del welfare, traffico di esseri umani, estremismo religioso e problemi di integrazione. In questo quadro, anche eventi tragici come i naufragi vengono talvolta interpretati come una conferma della necessità di politiche migratorie più restrittive, rafforzando una rappresentazione della migrazione come fonte di rischio, minaccia e instabilità sociale.
L’analisi delle emozioni presenti nei titoli offre ulteriori elementi di riflessione. Attribuendo a ciascun titolo un’emozione prevalente (Figura 2), emerge come paura (24%), tristezza (17%) e rabbia (16%) siano i sentimenti più frequentemente evocati, rappresentando complessivamente oltre la metà dei titoli analizzati. Le testate di destra mostrano una prevalenza costante di narrazioni caratterizzate da paura e rabbia, soprattutto grazie al contributo di Il Giornale, Il Resto del Carlino e La Verità. L’invasione dell’Ucraina, tuttavia, favorisce la diffusione di emozioni simili anche nelle testate di orientamento progressista, come La Repubblica e Domani, che sottolineano soprattutto la necessità di solidarietà, assistenza umanitaria e coordinamento europeo.

I risultati di questo studio devono essere interpretati come un’analisi dell’inquadramento dei titoli giornalistici e non dell’intero contenuto degli articoli. Inoltre, lo studio non misura direttamente l’effetto delle narrazioni mediatiche sugli atteggiamenti dell’opinione pubblica. Ciononostante, l’analisi mostra come la migrazione venga spesso presentata come un’emergenza o una questione di sicurezza, contribuendo a orientare il dibattito pubblico e politico. Quando il fenomeno migratorio è raccontato quasi esclusivamente attraverso le lenti della crisi, della minaccia e del controllo, rischiano di passare in secondo piano il suo ruolo strutturale nella dinamica demografica italiana, il contributo al mercato del lavoro e la sua più ampia rilevanza sociale ed economica.
Note
1 Internet Archive (https://archive.org/) è una biblioteca digitale no-profit fondata nel 1996 che raccoglie e rende accessibile un patrimonio immenso di siti Internet e altri beni culturali in formato digitale. Funziona come una memoria storica del web e la Wayback Machine, il suo strumento più utilizzato per il web scraping, cattura e salva istantanee di miliardi di pagine web.
Per saperne di più
Fortunato, C., Paparusso, A., Ambrosetti, E., Arcagni, A. (2026) An Investigation into Media Coverage of Immigration Using a Web Scraping Methodology: An Analysis of Online Newspaper Headlines During the 2022 Italian General Election Campaign. Social Indicators Research 183, 30: https://doi.org/10.1007/s11205-026-03880-2.
La ricerca è stata sostenuta dal progetto PRIN “The subjective well-being of immigrants and natives: Italy in the European context (WELL-MIG)” [2022CHTHEF], finanziata dal MUR Ministero dell’Università e della Ricerca e dall’Unione Europea – Next Generation EU.