Popolazione mondiale:

Popolazione italiana:

Giovani (0-19 anni):

Anziani (64+ anni)

Demografia senza numeri. Il caso della Russia

La demografia è una delle prime vittime dei regimi autoritari, inclini a occultare verità scomode e sgradite. Neodemos pubblica il testo parziale di una intervista a un esperto anonimo che commenta la sospensione della pubblicazione di importanti statistiche demografiche ufficiali in Russia , avvenuta nei primi mesi dell’anno. 

Il sito russo di analisi Meduza, messo al bando dal regime e rifugiato all’estero, ha dato risalto alla soppressione, da parte delle autorità, della pubblicazione di dati di grande importanza per comprendere le vicende demografiche del paese. Pubblichiamo parte della lunga intervista che sotto condizione di stretto anonimato, un esperto ha concesso al gruppo di giornalisti indipendenti “Bereg”e pubblicato da Meduza1.

Premessa

Tra maggio e luglio 2025, il Servizio Statistico Federale della Federazione Russa (Rosstat) ha gradualmente interrotto la pubblicazione di quasi tutti i più importanti indicatori demografici del Paese. Inizialmente, i dati operativi su nascite, decessi, matrimoni e divorzi per regione sono stati occultati. E alla fine di giugno, è stato annunciato che Rosstat, per la prima volta, si era rifiutato di fornire i dati definitivi sulla mortalità per il 2024. Informazioni simili per il 2022 e il 2023 hanno permesso allo statistico Dmitry Kobak1 e ai suoi coautori di calcolare l’eccesso di mortalità correlato alla guerra e di confermare in modo indipendente i calcoli dei giornalisti basati sul Registro delle Eredità. Ora, tali calcoli saranno impossibili, così come molti altri studi basati su statistiche ufficiali… Per motivi di sicurezza, l’esperto ha parlato in condizione di anonimato.

Chiariamo una cosa: quali sono i principali indicatori statistici che abbiamo perso? Quali di questi erano i più significativi?

Quasi tutte le statistiche demografiche mensili sono state soppresse. In primo luogo, si tratta dei dati assoluti, ovvero del numero di nascite, decessi, matrimoni e divorzi, anche per regione: si tratta del primo set di statistiche, quello attuale. In secondo luogo, si tratta dei dati annuali dettagliati su tutti i decessi. A quanto pare, qualsiasi set di dati relativo alla mortalità non verrà più pubblicato per ordine del governo. Ciò è la conseguenza di nuove disposizioni legislative delle quali il governo si è avvalso per sopprimere del tutto i dati sulla mortalità. Ma, cosa interessante, questo lo sappiamo solo grazie alla  corrispondenza di Dmitry Kobak con Rosstat: questo è l’unico caso in cui l’agenzia ha fornito una chiara risposta. Tutti gli altri recenti casi di soppressione dei dati sono stati imputati a problemi tecnici o modifiche al flusso dei documenti, che suonavano come giustificazioni infantili, oppure sono rimasti senza alcuna spiegazione.

Abbiamo sostanzialmente perso tutto ciò che veniva pubblicato mensilmente, tranne due indicatori: il tasso di fecondità totale (TFT, o numero medio di figli per donna) e il tasso di fecondità totale per il terzo figlio, per regione, calcolato per un periodo cumulativo di 12 mesi. Questo è l’unico dato superstite, presumibilmente perché è un indicatore chiave di performance per i governatori. Ma poiché questi dati non possono più essere verificati, credo che aumenti anche il rischio di manipolazione.

Non solo Rosstat, ma anche gli uffici di stato civile hanno smesso di pubblicare dati demografici?

Sì. Tutte le tabelle dedicate alle statistiche di stato civile precedentemente pubblicate dalle singole Direzioni Principali degli Uffici di Stato Civile (GU ZAGS) nelle entità costituenti la Federazione Russa sono ora mute o rese illeggibili; le pagine in cui queste tabelle erano pubblicate sono state eliminate o semplicemente non vengono più aggiornate. Fino a poco tempo fa, molti uffici GU ZAGS pubblicavano il numero di nascite, decessi, matrimoni e divorzi registrati. Alcuni pubblicavano anche dati sui cambi di nome, sulle adozioni e sui riconoscimenti di paternità. Ora, tutto ciò che alcuni uffici GU ZAGS pubblicavano normalmente è scomparso. Tutte queste informazioni sono svanite. Questo processo è avvenuto con estrema rapidità: da metà maggio a metà giugno, praticamente tutto è stato chiuso.

È chiaro che non conosciamo la vera ragione, ma quale potrebbe essere stata la motivazione di un passo così radicale?

Tutto è iniziato quando Rosstat non ha pubblicato i consueti dati regionali nello scorso marzo, fornendo invece solo dati sintetici e solo per l’intero paese, arrotondati al centinaio più vicino, e solo cumulativamente dall’inizio dell’anno. I dati di marzo sono apparsi a maggio, il che significa che la pubblicazione era già in ritardo.

Inoltre, anche prima della pubblicazione di questi dati “troncati”, abbiamo assistito a un aumento significativo dei decessi presso gli uffici di stato civile ad aprile: fino al 40% in alcune regioni, con una media del 15% a livello nazionale. Questo aumento è stato attribuito all’epidemia di influenza e infezioni virali respiratorie acute, che quest’anno si è spostata in primavera. Se si esaminano le statistiche dell’Istituto di Virologia di San Pietroburgo, si vedrà che a marzo si è effettivamente registrato un aumento dei casi, e anche piuttosto significativo. Questo aumento a marzo porta a un aumento dei decessi a marzo e aprile, ed è quello che abbiamo visto. In effetti, questo potrebbe benissimo spiegare tutto.

Qualcuno potrebbe dire: “Beh, li hanno soppressi, ma cosa ci importa di questi dati? Non influenzano le nostre vite”. Cosa potrebbe cambiare, oltre a rendere ancora più difficile monitorare le conseguenze della guerra?

Innanzitutto, è importante ricordare che questi dati vengono utilizzati per il calcolo di sussidi e pagamenti, per il numero dei posti nelle scuole e negli asili, per la pianificazione di costruzioni, trasporti e gassificazione. E per un’infinità di scopi simili.

Ma la cosa principale è che le statistiche demografiche sono il fondamento della politica. Abbiamo avuto questo stolto spostamento del capitale di maternità al primo figlio invece che al secondo3. E, naturalmente, i demografi avevano previsto che come misura di stimolo alle nascite non avrebbe funzionato, ma grazie ai dati sappiamo che in realtà è andata ancor peggio del previsto. E se questo cambiamento fosse fatto oggi, non sapremmo l’esito di questo spostamento – se ha funzionato o meno, e in quale direzione – per mancanza di dati.

Oppure, supponiamo che il governatore dell’oblast di Vologda, Georgy Filimonov, che dichiara di sposare una politica anti-alcol, implementi nuove regole di vendita degli alcolici, cosicché durate i giorni feriali si possano comprare solo tra le 12 e le 14, mentre nel fine-settimana la vendita rimane libera. Ma è risaputo che è proprio nel fine settimana che la gente si ubriaca a morte. Ora, la restrizione nei giorni feriali determinerà un abbassamento della mortalità, ma non quanto sarebbe avvenuto se la restrizione avesse riguardato anche l’weekend. Sebbene, in generale, sia risaputo che le persone diventano alcoliste, e muoiono più spesso, nei giorni di fine settimana, nulla è cambiato: in questi giorni si possono comprare alcolici e bere. Anche a prescindere da questo, possiamo aspettarci che la mortalità nella regione di Vologda diminuisca con l’introduzione delle restrizioni, anche se non tanto quanto se le restrizioni fossero estese ai giorni di fine settimana. Ma di quanto sia diminuita, non lo sapremo mai per mancanza di dati giornalieri. E questo significa che non conosceremo mai nemmeno l’efficacia delle misure del governatore Filimonov: ora si può dire qualsiasi cosa, e sarà impossibile verificarla.

Un altro esempio riguarda la regione di Nižnij Novgorod. Hanno un meraviglioso programma per promuovere le nascite. Il più completo di qualsiasi altra regione in Russia. Lo hanno annunciato a fine dicembre e hanno iniziato a distribuire i fondi il 1° luglio. Entro ottobre o novembre dovrebbero esserci risultati, e anche piuttosto buoni. Ma non lo sapremo mai, per mancanza di dati. Tutto qui.

Temo che quest’anno non ci sarà alcun bollettino statistico annuale sul movimento naturale della popolazione, e che sul sito web dell’EMISS4 non saranno disponibili altre statistiche, se non molto sintetiche. E la cosa principale è che tutto questo è già successo. Hanno cercato di sopprimere le statistiche demografiche in URSS negli anni ’70: a quel tempo, l’aspettativa di vita stava diminuendo nell’Unione, mentre stava aumentando nei paesi capitalisti. Per nascondere il problema, le autorità hanno semplicemente oscurato le statistiche. Oppure c’è il recente esempio della Bielorussia, dove le statistiche sono state chiuse nel 2020 e quest’anno hanno pubblicato solo i dati più generali, praticamente inutili per gli specialisti.

Abbiamo ricevuto una foto istantanea della situazione demografica del Paese. Qual è la cosa più importante da ricordare di questa immagine? Cosa sta succedendo alla popolazione russa in termini di mortalità, fertilità e migrazione?

Non sta succedendo nulla di insolito; non stiamo assistendo a cambiamenti radicali. Tutte le tendenze continuano. Ci sono sfumature, certo, e ci sono cambiamenti nei dettagli. Ma questo dipende da quanto si vuole approfondire la materia. Per quanto riguarda la natalità ci troviamo attualmente nel mezzo di una seconda transizione demografica della fecondità. L’età media al primo parto continua ad aumentare lentamente, il tasso di natalità dei primogeniti continua a diminuire e, dopo un calo, il tasso di natalità dei secondogeniti sembra essersi stabilizzato. Quest’anno, la diminuzione della fecondità ha toccato i terzogeniti per la prima volta, come può dedursi dai dati ufficiali sul tasso di fecondità totale per il terzo figlio (e successivi) pubblicati sul sito web dell’EMISS. Ciò è probabilmente una conseguenza del calo della natalità dei secondogeniti nel 2022, avvenuto a causa del trasferimento delle prestazioni del capitale materno al primogenito nel 2020, come già detto. Quindi, si tratta di una catena di eventi, con una sorta di effetto domino.

Ma, in generale, le famiglie numerose in Russia sono molto frequenti, più di quanto lo siano in tutti i paesi cristiani sviluppati, soprattutto per quanto riguarda i figli quartogeniti, e questo “cuscinetto” mantiene la fecondità intorno a 1,4, figli per donna, un livello più alto di quello di molti altri paesi europei, e di altri paesi sviluppati, per i quali sono disponibili statistiche aggiornate. Questa è la conseguenza del declino più drammatico dei nostri vicini occidentali, e non solo di questi. In altre parole, non è che la Russia abbia superato la maggior parte dei paesi europei negli ultimi tre anni, sono questi che sono scesi al di sotto della Russia!

L’età delle donne alla nascita del primo figlio è in aumento, come è accaduto ovunque durante la seconda transizione demografica, ma sta avvenendo lentamente e con un ritardo rispetto ad altri Paesi. Secondo diverse fonti, è iniziata negli anni ’90 e sta procedendo a un ritmo lento. Nel nostro Paese, la seconda transizione demografica si è manifestata non solo con un aumento della sterilità, ma anche con un aumento molto significativo delle famiglie numerose, più che raddoppiate. Ciò è dovuto principalmente all’introduzione del capitale materno, e forse anche ad una ripresa della religiosità, e poi a forme di “contagio” sociale. La Russia ha ottenuto un certo successo con la sua politica demografica: nell’ultimo quarto di secolo, pochi paesi possono vantare il tipo di crescita del tasso di natalità che la Russia ha sperimentato dal 2006 al 2015, quando l’introduzione del capitale materno ha avuto il suo maggiore effetto stimolante. La riproduttività è cresciuta del 38%, da 1,28 a 1,76 figli per donna5. Il problema è che anche le cose più ovvie sono tutt’altro che ovvie per chi prende le decisioni.

Note

1https://meduza.io/en/feature/2025/07/14/no-births-no-deaths-no-data. Parte dell’intervista qui non pubblicata, riguarda i dati sui decessi anch’essi in parte occultati.

2Ricercatore in statistica alla Università di Tubinga

3Il Maternity Capital (capitale materno) consiste in un molto sostanzioso complesso di provvidenze una tantum, di natura monetaria, creditizia e altro, introdotto nel 2007, a beneficio delle donne alla nascita di un figlio secondogenito o di ordine superiore. Dal 2020 questo beneficio è concesso anche alla nascita di un primo figlio, sollevando le critiche degli esperti secondo i quali un primogenito è nel programma della maggioranza delle coppie anche senza la prospettiva del beneficio e quindi poco o nulla influente sulla natalità. Sul capitale materno Neodemos ha riferito più volte. 

4EMISS – Sistema Informativo e Statistico Interdipartimentale Unificato. Contiene informazioni statistiche ufficiali generate da enti ufficiali.

5Ma è poi ridisceso gradualmente a 1,4 nel 2024 [Neodemos] 

PDFSTAMPA

Condividi questo articolo

Sostieni Neodemos


Cara Lettrice e caro Lettore, fare buona e seria divulgazione è il mestiere che esercitiamo da 15 anni con impegno e entusiasmo e, ci dicono, con autorevolezza. Dacci una mano a fare il nostro lavoro e rafforza la nostra indipendenza con un contributo, anche piccolo. Ci aiuterà a sostenere i costi di Neodemos, e ci incoraggerà a far meglio.

Grazie!

Iscriviti alla nostra newsletter


Due volta la settimana, riceverai una email che ti segnalerà i nostri aggiornamenti


Leggi l'informativa completa per sapere come trattiamo i tuoi dati. Puoi cambiare idea quando vuoi: ogni newsletter che riceverai avrà al suo interno il link per disiscriverti.

Potrebbero interessarti anche