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Il sostegno alle famiglie e alla natalità nei programmi delle elezioni politiche 2022

L’incedere di una denatalità sempre più preoccupante trova un certo spazio all’interno dei programmi elettorali. Tuttavia, le possibili strategie per fornire un adeguato supporto alle famiglie e alla natalità, sintetizzate da Roberto Impicciatore, appaiono piuttosto diversificate anche per le diverse su posizioni sui ruoli dei genitori e sulla rilevanza dell’immigrazione.

In presenza di una natalità che continua a scendere, le preoccupazioni per un imminente inverno demografico emergono spesso nei programmi elettorali dei partiti sebbene il peso della questione, e la necessità di far fronte a specifiche misure di sostegno alle famiglie e alla natalità appaia piuttosto diversificata. Da un lato, troviamo i partiti del centrodestra che dedicano sistematicamente nei loro programmi almeno una sezione specificamente dedicata alla denatalità, tema che per Fratelli d’Italia viene posta addirittura come primo punto del programma. Dall’altro lato, troviamo il Movimento 5 Stelle nel cui programma la questione è del tutto assente. In mezzo, i programmi del Partito Democratico e di Azione-Italia viva che, pur ponendo adeguato peso alla questione, la inseriscono all’interno di sezioni più ampie dedicate ai diritti, alla parità di genere e alla scuola. 

Le proposte per contrastare la denatalità sono le più varie. Di seguito proponiamo alcuni dettagli dei vari programmi ma possiamo qui anticipare che in linea di massima i partiti del centrodestra si concentrano principalmente su aspetti fiscali mentre PD e Azione-Italia Viva insistono sull’attuazione del Family Act. Una seconda, ma non meno rilevante, differenza è relativa a come si intende l’interazione tra le diverse dinamiche demografiche. Se il PD non si esprime in maniera esplicita, Azione-Italia Viva pone in risalto la necessità di gestire in maniera integrata il supporto alle famiglie e la gestione delle immigrazioni. Al contrario, per i partiti del centrodestra, in perfetto schema sovranista, la denatalità non risulta in alcun modo riparabile con l’immigrazione ma va affidata esclusivamente alla riproduzione degli autoctoni.

Forza Italia

La questione demografica è ben evidente nel programma di Forza Italia che prevede ben due sezioni relative a famiglie e natalità. 

Nella sezione “Forza Italia per le famiglie e i monoreddito” vi sono indicazioni puntuali su questioni fiscali: riforma dell’ISEE (agevolazioni per figli minorenni ed esclusione della prima casa dal patrimonio); deduzione di 2.900 euro dall’IRPEF per i primi tre anni di vita del figlio, sistema degli acconti e tassazione delle partite IVA tarato anche sul numero di figli). Più generiche indicazioni fanno riferimento a meccanismi di revisione di erogazione dell’assegno unico e all’emanazione tempestiva dei decreti attuativi del Family Act. Non manca, infine, una certa sensibilità verso i servizi di esternalizzazione della cura dei figli prevedendo il completamento del piano asili previsto dal PNRR, favorire il tempo pieno nelle scuole e la presenza di centri estivi e scuole aperte anche in estate.

La questione demografica viene ulteriormente evidenziata nella sezione “Forza Italia per la natalità”, dove si promuove un generico aumento delle risorse destinate alla conciliazione tra vita professionale e vita privata (anche attraverso il ricorso a forme di lavoro agile per genitori in difficoltà). Resta tuttavia centrale, anche per questa sezione, la questione fiscale. Viene ribadito, infatti, l’intento di introdurre il quoziente familiare e di incrementare gli sgravi fiscali per le famiglie e per le aziende per assumono neomamme e donne in età fertile (oltre all’esenzione contributiva per le assunzioni effettuate in sostituzione di genitori in congedo di paternità o maternità). 

Lega

La Lega specifica i punti del programma in ordine alfabetico dedicando una lunga sezione al tema “Famiglia e natalità”. La sensibilità verso la questione demografica è particolarmente enfatizzata.  Bisogna “creare condizioni favorevoli e aumentare le nascite per donna, con l’idea che il figlio sia un valore e un bene comune anche per la società”. Una demografia debole vorrebbe dire anche una maggiore tassazione: “a lungo termine, infatti, una popolazione lavorativa sempre più ridotta dovrà sostenere i costi sociali del welfare di tutti i cittadini, il che significherebbe più tasse”. 

La natalità va incentivata attraverso una lunga serie di proposte (in alcuni casi ben dettagliate) tra cui segnaliamo: la riforma la riduzione del carico fiscale commisurata al numero di figli (quoziente familiare qui denominata flat-tax familiare), l’esenzione a vita dalla tassa sui redditi per tutte le madri con almeno 4 figli, la piena detraibilità delle spese scolastiche per i figli, il potenziamento di misure a favore della conciliazione tra lavoro e famiglia soprattutto per le donne (proposta corredata con una serie di dati e misure presentate nella sezione “Pari opportunità”) , l’azzeramento o la riduzione dell’Iva su pannolini e latte in polvere, un voucher di 3 mila euro per ogni nuovo nato per l’acquisto di dotazioni per l’infanzia.

Nel complesso, la Lega punta su alcuni aspetti fortemente conservatori secondo le quali il ruolo di cura dei minori resta una questione prevalentemente femminile o, al più, delegata ai nonni. Non a caso, si sostiene che servono “politiche familiari che includano anche l’indispensabile ruolo dei nonni a servizio di figli e nipoti”. Rimane scarsa l’attenzione dedicata al ruolo del padre nella cura dei figli (con la sola eccezione dell’equiparazione dei congedi parentali per la madre e il padre) e alla valorizzazione di servizi di esternalizzazione del supporto genitoriale (viene riportato solo un generico proposito di “adeguamento offerta asili nido alla domanda”).

Fratelli d’Italia

Così come per il programma della Lega, anche quello di FdI usa la retorica della famiglia come elemento fondante della società “bene sacro da proteggere, non un’istituzione vecchia e superata da abbattere”. 

Il “sostegno alla natalità e alla famiglia” è il primo punto del programma di FdI. “Sostenere la natalità significa dare la possibilità alle giovani coppie di costruire il proprio progetto familiare, significa dare speranza all’Italia investendo sul futuro.” Questo può essere raggiunto attraverso una serie di proposte che si allineano a quelle viste negli altri due partiti del centrodestra quali: la progressiva introduzione di un sistema di tassazione basato sulle dimensioni familiari (quoziente familiare); l’aumento degli importi per l’assegno unico (fino a 300 euro/mese per il primo anno e 260 dai 2 ai 18 anni e mantenimento dell’attuale assegno fino ai 21 anni), la riduzione dell’iva sui prodotti per la prima infanzia (pannolini, biberon, latte artificiale, ecc.). 

Altri obiettivi condivisi, invero piuttosto generici, riguardano la presenza di incentivi alle aziende che assumono neomamme e favoriscono la conciliazione lavoro-famiglia e il rafforzamento del sistema dei congedi parentali e di maternità.

Al contrario, il programma di FdI si caratterizza rispetto agli altri partiti del centrodestra per una maggiore attenzione verso il supporto esterno (pubblico e privato) alla famiglia nella cura dei figli. Si propone, infatti, di sostenere i comuni nell’assicurare asili nido gratuiti e aperti fino a tardi (con un sistema di rotazione nel periodo estivo), di promuovere di nidi privati (aziendali, condominiali e familiari sul modello tedesco delle Tagesmutter), di aumentare le deduzioni fiscali per spese dedicate a badanti e collaboratori domestici.

Movimento 5 Stelle

La questione demografica appare del tutto assente nel programma del M5S. I termini “natalità, “figli” e “bambini” non appaiono mai nel testo. L’unico riferimento, indiretto poiché inserito nella sezione dedicata alla parità di genere (“Dalla parte delle donne”), è la presenza di sgravi fiscali per l’assunzione delle donne in gravidanza e l’equiparazione dei tempi di congedo di paternità e maternità. 

Azione – Italia Viva

Le indicazioni sul tema famiglie e natalità sono principalmente legate all’attuazione del Family Act, vista anche come riforma di accompagnamento del PNRR. Una prima serie di proposte in sostegno alle famiglie e alla natalità si concentra sulle pari opportunità nel mondo del lavoro (sottosezione “Pari opportunità”). In particolare, si propone di: favorire il rientro al lavoro dopo la maternità (incentivi economici per la formazione nel periodo della maternità e per la riqualificazione professionale post-maternità delle donne); riformare i congedi parentali (aumentare la durata del congedo obbligatorio di paternità, aumento al 100% dell’indennità dei congedi obbligatori e incentivi per una equa distribuzione dei congedi tra entrambi i genitori); promuovere il diritto al lavoro da remoto per i neogenitori.

Poco più avanti, sempre nella stessa sezione (sottosezione “Famiglie e natalità”), si affronta in maniera ancora più esplicita la questione demografica sottolineando che “l’invecchiamento della popolazione provocherà, tra le altre cose, un aumento della spesa pensionistica e una drastica riduzione della spesa sanitaria pro-capite”. Tra le varie proposte segnaliamo: il potenziamento dell’Assegno Unico e universale insieme a una revisione dell’ISEE con un maggior peso attribuito al numero di figli; assegno di rimborso delle spese educative (servizi per l’infanzia, attività sportive e culturali, centri estivi, ecc.); l’attuazione del piano asili nido e il potenziamento del Bonus asili nido in modo da renderli gratis per nuclei con ISEE fino a 25 mila euro e garantendo un sussidio decrescente in base al reddito per le altre famiglie; l’assegno per i costi sostenuti per i servizi di cura per figli piccoli, anziani e persone con disabilità.

A differenza, dei partiti del centrodestra, qui la questione della denatalità viene associata alla gestione dei flussi migratori. Nella sezione “Immigrazione”, si sottolinea che “oltre che attivare forti politiche a sostegno della natalità, a favore dei giovani e del loro ingresso nel mercato del lavoro e a tutela della famiglia, occorre governare seriamente i flussi migratori, con politiche pragmatiche e gestibili”.

Da segnalare, infine, la proposta (inserita nella sezione “Scuola, università e ricerca”, di estendere il tempo pieno a tutte le scuole primarie e introdurre il diritto alla mensa per tutti anche per andare incontro alle esigenze delle famiglie.

Partito Democratico

Le proposte del PD sul tema famiglia e natalità non sono raccolte in maniera organica in un’unica sezione ma risultano sparse in varie parti del programma elettorale. Nella sezione “Diritti e cittadinanza: nessun destino è già scritto” viene citata nello specifico il tema della denatalità e dell’inverno demografico ma ci si limita a proporre politiche di sostegno per la famiglia attraverso un potenziamento dell’Assegno Unico e Universale. Nella sezione “Siamo Pari”, si sottolinea la necessità di stabilire un nuovo equilibrio tra i tempi di vita e lavoro per entrambi i genitori proponendo una legge di co-genitorialità per introdurre parità totale nei congedi di maternità e paternità e un nuovo congedo parentale (paritario) da affiancare a “strumenti di flessibilità, come part time e lavoro agile di coppia agevolati”.

Altre indicazioni emergono dalla sezione “Conoscere è potere: istruzione, cultura, socializzazione” dove si propongono l’estensione del tempo pieno nella scuola e la progressiva gratuità dei servizi educativi 0-3 anni per i nuclei familiari a basso ISEE. 

Da segnalare infine, anche la misura che prevede una dotazione di 10000 euro, erogata al compimento dei 18 anni, sulla base dell’ISEE, per favorire il processo di acquisizione di autonomia dei giovani sia in campo lavorativo che familiare con possibili ripercussioni anche sull’anticipo della formazione familiare.