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Il Censimento Permanente

Negli scorsi giorni l’Istat ha reso pubblici i primi risultati del “Censimento permanente” relativi al 2018 e al 2019. Silvana Salvini descrive le caratteristiche e le novità del nuovo sistema censuario che poggia sull’integrazione tra statistiche anagrafiche e amministrative correnti e indagini campionarie, mandando in soffitta il tradizionale metodo di rilevazione diretta presso tutte le famiglie del paese. Maggiore rapidità, minori costi, ma bisognerà valutarne attentamente la qualità.

Nell’ ottobre 2018 l’Istat ha avviato il Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni, la rilevazione che consente, con cadenza annuale, di rilasciare informazioni continue e tempestive sulle principali caratteristiche socio-economiche della popolazione residente in Italia. Alla base del Censimento permanente c’è l’integrazione di dati amministrativi con i dati da indagini statistiche campionarie, con l’obiettivo di produrre informazioni ogni anno, contenendo i costi cospicui propri di un censimento tradizionale, e moderando il disturbo arrecato alle famiglie con la rilevazione.

Le novità del Censimento permanente

L’obiettivo primario del Censimento permanente consiste nel mantenere sia il dettaglio territoriale sia la rilevazione di un insieme di variabili demografiche, sociali ed economiche, aumentando la frequenza temporale della restituzione dei dati, annuale anziché decennale, e assicurando la tempestività della diffusione degli stessi.

Sono anni di grandi cambiamenti, legati ai flussi migratori, al mutamento delle funzioni e dei modi di vita delle famiglie, alle nuove necessità abitative, e c’è bisogno di informazioni continuamente aggiornate. Se si fosse continuato col tradizionale censimento decennale, adesso saremmo nella fase preparatoria del censimento 2021, in attesa di conoscere i risultati nel 2022 e nel 2023, e privi di informazioni aggiornate.

Gli obiettivi del Censimento permanente sono la continuità informativa, l’integrazione delle fonti, la possibilità di operare indagini longitudinali, la granularità territoriale dell’informazione. Tutto questo con un minore aggravio burocratico per i Comuni e con costi ridotti. Questi obiettivi, sottolinea l’Istat, sarebbero stati raggiunti con questa tornata del 2018-2019.

Il Censimento permanente si avvale sia delle informazioni del Sistema integrato di registri (SIR)1, sia di quelle rilevate attraverso apposite indagini campionarie periodiche: una “areale” e una da “lista”2. Tali indagini sono annuali e ogni anno coinvolgono 1 milione e 400mila famiglie e circa 2800 comuni. Entro il 2021, tutti i comuni d’Italia avranno partecipato almeno una volta alle rilevazioni. L’ultima rilevazione si è chiusa il 20 dicembre 2019.

Nel 2020, a fronte dell’emergenza Covid-19, l’Istat ha modificato parzialmente il disegno censuario, sospendendo le indagini campionarie sul territorio e presso le famiglie, tradizionalmente svolte da ottobre a dicembre ma avviate, a livello organizzativo, sin dal mese di marzo. Alla mancanza dei risultati delle indagini si è ovviato con l’utilizzo dei dati amministrativi. Pertanto nel 2020 il Censimento permanente non è stato sospeso, garantendo la diffusione a livello comunale delle informazioni strutturali della popolazione, sulla base dell’integrazione tra il Registro base degli individui (RBI)3 e le fonti amministrative. Nel 2021 è prevista la ripresa delle rilevazioni sul campo e il recupero di tutte le attività sospese nel 2020 a causa dell’emergenza sanitaria.

È dunque evidente la necessità che le informazioni contenute nei Registri siano precise, per garantire l’affidabilità dell’operazione censuaria. D’altra parte, secondo la legge, uno degli obiettivi del Censimento è quello di fornire dati e informazioni utili all’aggiornamento e alla revisione delle anagrafi comunali della popolazione residente.

Metodologia e difficoltà tecniche

Dai controlli quantitativi e emergono significative discrepanze tra il dato anagrafico comunale e il dato censuario. Queste sono da imputare oltreché alla diversa natura delle due fonti, anche alla correttezza e accuratezza della tenuta del registro anagrafico e alla capacità dei rilevatori di Censimento e degli altri operatori nell’ottenere dalla popolazione complete e corrette informazioni. Analizzando la qualità dei registri anagrafici comunali, è emerso che essa dipende non solo dalla dimensione demografica del comune e dalla sua localizzazione territoriale, ma anche dai controlli e dai vincoli di qualità imposti dai software utilizzati per l’acquisizione e la gestione delle pratiche anagrafiche rese dai cittadini.

Molto lavoro è stato fatto dopo il Censimento del 2011 in vista del primo Censimento permanente. Si è imposta un’attività di confronto, non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi, fra i risultati del censimento e l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR). Questa sarà l’unica fonte di dati sulla popolazione, che alimenterà tutte le altre banche dati di interesse nazionale. Tuttavia il Censimento permanente, oltre ai dati di popolazione desunti dall’ANPR, contiene anche informazioni di tipo sociale come quelle sull’istruzione o la professione, che sono desunte dalle indagini campionarie, non esaustive. Non sono stati esplicitati finora dall’Istat i criteri seguiti nell’operare questo “aggancio” tra le due fonti, sicuramente irto di difficoltà tecniche.

I primi risultati

Lo scorso 15 dicembre 2020 l’Istat ha organizzato l’evento virtuale Leggere il Paese. Primi risultati del Censimento Permanente della Popolazione e delle Abitazioni (2018 e 2019). L’evento ha presentato i principali risultati emersi dalle prime due edizioni del Censimento permanente. I dati presentati restituiscono un quadro della struttura demografica del Paese e del territorio, fino a livello comunale, un patrimonio conoscitivo fondamentale che si arricchisce di significato anche per il confronto con i censimenti passati. Tra i temi trattati vi sono le caratteristiche della popolazione residente in Italia (per sesso, età, cittadinanza, condizione professionale e grado di istruzione) e la strategia di diffusione dei censimenti, dalla pianificazione alla gestione operativa delle diverse modalità di accesso ai dati. Una sintesi dei risultati si trova al sito Istat (censimentigiornodopogiorno.it); ci si limita qui a qualche informazione sintetica sulla popolazione complessiva (tabella 1). Questa scende, alla fine del 2018, a 59,6 milioni di abitanti, circa 1 milione in meno rispetto alla valutazione massima del 2015. In calo sistematico dal 1951 sono 1380 comuni, generalmente di piccole dimensioni, che evidenziano uno spopolamento continuativo, contro 758 comuni che vedono aumentare sistematicamente la loro popolazione dal 1951 al 2019.

Le sfide del futuro

Un obiettivo importante per i prossimi anni sarà rappresentatao dall’integrazione fra i dati del censimento permanente e i dati delle indagini sociali svolte dall’ISTAT anche nell’ambito delle Indagini Multiscopo, in particolare quelle su Famiglie e soggetti sociali. L’integrazione consentirà di costruire storie di vita per lo studio longitudinale di molti fenomeni. E’ in questa direzione che stanno andando da tempo gli studi demografici, finora  ostacolati, nel nostro paese, dalla mancanza di dati (panel o longitudinali), contrariamente a quanto avviene in molti altri paesi del mondo.

Un altro punto importante consiste nello sfruttamento delle piattaforme (sono basi hardware e/o software formate da basi di dati, su cui sono sviluppati e/o eseguiti programmi o applicazioni) che in parte sono già state costruite e in parte sono in via di realizzazione. Basti pensare che sono state o saranno a breve rese disponibili ben 260 tabelle e grafici per ciascun comune italiano. Le piattaforme contengono sia componenti tradizionali (nel senso informatico della parola, quali data warehouse), sia innovativi (quali il browser che permette la costruzione di tabelle e grafici per territorio). Le mappe consentono di navigare su cartine interattive, in forma confrontabile.

L’Italia ha intrapreso il difficile percorso del Censimento permanente con le sue possibilità di continuo aggiornamento dei dati di popolazione, anno per anno. Una grande innovazione, che se correttamente condotta, consentirà una conoscenza demografica a scopi scientifici e operativi di indubbia valenza, mettendo l’Italia al passo coi tempi, e in grado di produrre migliori analisi: i dati ufficiali sono una ricchezza insostituibile.

Riferimenti bibliografici

  1. ISTAT, 2014, Linee strategiche del censimento permanente della popolazione e delle abitazioni metodi, tecniche e organizzazione.
  2. ISTAT; Piano generale del Censimento Permanente della Popolazione e delle Abitazioni.
  3. ISTAT, 15 dicembre 2020, Il Censimento permanente, della popolazione e delle abitazioni. Prima diffusione dei dati definitivi 2018 e 2019.
  4. ISTAT Censimento permanente popolazione e abitazioni
  5. REGIONE TOSCANA Modifiche del Censimento permanente popolazione e abitazioni
  6. ISTAT Censimenti giorno dopo giorno

1 Sistema integrato dei Registri (SIR): ha l’obiettivo di realizzare Registri statistici (dati individuali integrati sull’intera popolazione di riferimento) in grado di produrre statistiche ufficiali attraverso l’utilizzo di più tipologie di fonti (amministrative, come l’Anagrafe, statistiche, come le indagini, Big data).

2 La rilevazione da Lista interessa alcun e famiglie all’interno dei comuni selezionati per l’indagine. I dati sono acquisiti grazie alla compilazione di un questionario digitale, che può essere restituito attraverso canali differenti. La rilevazione Areale interessa tutte le persone e le abitazioni delle aree da censire.

3 Il Registro Base degli Individui (RBI) è un insieme di individui ottenuti dall’integrazione di varie fonti amministrative. Al suo interno è possibile individuare il sottoinsieme delle unità residenti che costituisce la base del censimento. Per le unità del registro sono state ricostruite le principali informazioni relative alla loro determinazione anagrafica (luogo di nascita, data di nascita, genere). A queste si aggiungono le variabili di localizzazione, in particolare relative al luogo di residenza, e la cittadinanza che vengono ricalcolate annualmente e storicizzate.