Popolazione mondiale:

Popolazione italiana:

Giovani (0-19 anni):

Anziani (60+ anni)

Grasso è bello?

Nel 1988 John Waters dirigeva Hairspray (in italiano “Grasso è bello”), con l’attore Divine, film poi rifatto nel 2007 da Adam Shankman, con John Travolta e Michelle Pfeiffer tra i protagonisti. Il musical narra la storia di una ragazza, Tracy, ottima ballerina, ma osteggiata dalla società perbenista americana dei primi anni ’60, perché sovrappeso e amica dei neri. Nelle commedie americane, si sa, le cose finiscono bene: la battaglia per i diritti civili dei neri segna punti a suo favore, e Tracy vince un’importante gara di ballo, umilia Amber, la sua rivale wasp (white-anglo saxon people) e le ruba persino il ragazzo. Che bello! Ma nella vita vera?

L’insostenibile pesantezza dell’essere

Nella vita vera aumentano i cicciottelli. Vediamo intanto come fare a riconoscerli – statisticamente, intendo. Per ognuno di noi si può calcolare l’IMC (Indice di Massa Corporea), anche noto come BMI (Body Mass Index): si prende il peso in kg e lo si divide per l’altezza, in metri, elevata al quadrato. Io, ad esempio, che peso 75 kg e sono alto 1,80 (in metri), devo fare 75/3,24 (che è il quadrato di 1,80), e ottengo IMC=23,1.

Il mio risultato, sotto forma di freccia blu, è rappresentato nella Fig. 1, dove la cosa importante è la zona (colorata) in cui cade la punta della freccia: nel mio caso, siamo nell’area della normalità (e nel vostro?). Sono preoccupanti i casi di sottopeso (tipici dei paesi poveri: indicano insufficienza alimentare) e quelli dell’obesità, e in particolare della superobesità, quella che io raggiungerei se pesassi circa 113 kg.

Se guardiamo non ai casi individuali ma alle collettività nel loro insieme, dobbiamo immaginarci tantissime frecce, e domandarci come si dispongono sull’asse colorato della figura, e come tendono a muoversi nel tempo. Ebbene, la risposta è che le frecce si stanno spostando sempre più a destra: nel mondo, gli adulti con eccesso di peso (mischiando quindi sovrappeso e obesi), che si stimavano in 1,5 miliardi nel 2002, sono saliti a 1,6 miliardi nel 2005 e a 1,9 miliardi nel 2010 (http://vitalsigns.worldwatch.org/vs-trend/levels-overweight-rise). Si tratta del 38% del totale degli adulti: tanti di più del 23% stimato nel 2002, e tanti di più anche delle persone sottonutrite di ogni età, che, nel mondo, si stimano in circa 1,1 miliardi.

E’ un problema essenzialmente americano, direte voi. E in parte avete ragione: negli Stati Uniti, gli adulti più pesanti del normale si stimano ormai in oltre il 65% del totale, e, tra questi, vi sarebbe un 17% di obesi e un ulteriore 6% di superobesi (Mehta e Chang, 2011)[1]: Ma il fenomeno non riguarda solo gli americani, né solo i paesi ricchi: ci sono ormai persone troppo pesanti in tutti i paesi del mondo, anche in quelli poveri. In India, ad esempio, il 19% degli adulti è in sovrappeso, e si raggiunge il 18% persino nei 10 paesi più poveri del mondo.

Anche in Italia abbiamo persone di un certo peso …

Per scoprire qualcosa della situazione in Italia, si può scaricare un gigantesco database dall’area Istat – Health for All, che, per il vero, contiene anche troppe variabili per i nostri interessi attuali. Ma possiamo selezionarne due sole, relative agli adulti in sovrappeso e, separatamente, obesi, e ottenere la figura 2.

Come si vede il quadro non è roseo: la quota di adulti italiani con eccesso di peso ha ormai raggiunto il 46% (era il 40% nel 1994) e, tra questi, sono molto aumentati anche gli obesi, dal 7,3% del 1994 al 10,3% del 2010. Le nostre quote sono forse un po’ migliori di quelle del resto dei paesi industrializzati, ma i valori sono, anche da noi, alti e in crescita.

Tab. 1 Giovani in eccesso di peso (Italia, 2010)

Età

% in Eccesso di peso

6-9

37,3

10-13

25,6

14-17

16,2

Totale

26,2

Fonte: Istat, Indagine annuale "Aspetti della vita quotidiana"

Nota: Eccesso di peso = sovrappeso o obesi. Per i giovani, le soglie per l’individuazione delle categorie, “sovrappeso” e “obesi”, sono lievemente diverse: v. la nota metodologica dell’indagine Multiscopo Istat "Aspetti della vita quotidiana" (febbraio 2010).
Possiamo allora sperare nelle giovani generazioni? Mica tanto: la tab. 1 mostra che anche tra i giovani il problema dell’eccesso di peso è tutt’altro che trascurabile e, soprattutto, è più diffuso tra i giovanissimi (6-9 anni = 37%) che non alle età successive, il che fa temere che la tendenza alla crescita non si sia ancora arrestata.

C’è da perderci il sonno?

Ma l’aumento di peso è davvero motivo di preoccupazione? I già citati Metha e Chang (2011) sostengono di no, e mostrano che la supermortalità degli obesi, che effettivamente si osservava in passato, è oggi quasi scomparsa: l’eccesso di peso non è più un fattore di rischio, tranne, forse che per i casi veramente estremi. Del resto, a livello macro, la tendenza a accumulare chili in eccesso che ha caratterizzato negli ultimi anni la popolazione mondiale, e ogni singolo paese, non ha impedito che la durata media della vita aumentasse costantemente e sensibilmente quasi dappertutto, come evidenziano Shkolnikov et alii (2011), in un articolo che, curiosamente, si trova proprio a fianco di quello di Metha e Chang (2011), nello stesso numero della stessa (prestigiosa) rivista: Population and Development Review.

Ma, allora, possiamo mangiare allegramente e dormire sonni tranquilli, no?

Ah, dimenticavo solo una cosa: Divine (al secolo: Harris Glenn Milstead), uno degli attori protagonisti del primo Hairspray, è morto nel 1988, a Los Angeles, quando non aveva ancora compiuto 43 anni, per apnea del sonno, causata presumibilmente dalla sua obesità.


[1] O forse decisamente di più? http://www.worldwatch.org/nearly-two-billion-people-worldwide-now-overweight indica un valore del 79% per gli USA, e del 75% per i paesi industrializzati in genere. Le percentuali cambiano un po’ a seconda di come e quando vengono svolte le indagini, ma l’ordine di grandezza è comunque elevato, e il trend è sistematicamente orientato al rialzo.

Per saperne di più

Istat (2011a), Indagine annuale "Aspetti della vita quotidiana" (http://www.istat.it/it/archivio/43508)

Istat (2011b) Health for All (http://www.istat.it/it/archivio/14562)

Metha N.K. and Chang, V.W. (2011) “Secular declines in the association between obesity and mortality in the United States”, Population and Development Review, 37(3): 435-451.

Shkolnikov V.M., Jdanov D.A., Andreev E.M. and Vaupel J. (2011) “Steep increase in best-practise cohort life expectancy”, Population and Development Review, 37(3): 419-434.

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