Roma prima città italiana per presenza Musulmana

Fabrizio Ciocca

La Stima dei Musulmani
Il numero complessivo dei residenti musulmani presenti nel Comune di Roma non è calcolabile in maniera precisa, tuttavia è possibile procedere con delle stime approssimative, partendo dalla percentuali ufficiali delle confessioni religiose nelle Nazioni di origine, metodo solitamente utilizzato dalla Caritas per il Dossier Statistico Annuale e dal Centro Studi e Ricerche IDOS per definire le confessioni religiose degli immigrati.

Naturalmente quando si parla di straniero musulmano, si fa riferimento ad un soggetto che proviene da una Nazione la cui confessione religiosa principale è quella Islamica. Un concetto di appartenenza religiosa non legato quindi solo al culto che si pratica, ma anche ad una memoria collettiva costituita da un codice complesso di tradizioni, valori comuni, condotte simboliche.

Basarsi quindi esclusivamente sulla nazionalità di origine per determinare l’appartenenza religiosa presenta ovviamente dei limiti statistici; tuttavia i dati elaborati possono fornire utili indicazioni per inquadrare la situazione del fenomeno.

La stima dei musulmani residenti all’interno del Comune di Roma è quindi effettuata applicando, ad ogni gruppo nazionale di immigrati stranieri residenti, la percentuale di musulmani presente nella Madrepatria (utilizzando quelle definite dal PEW Research Center). Ciò significa che se la percentuale di musulmani in Egitto è pari al 94% della popolazione autoctona, ed all’interno del Comune di Roma abbiamo 100 Egiziani residenti, si presume che 94 di questi siano di religione islamica.

Applicando questo metodo¹ sui dati disponibili dell’Ufficio Statistica del Comune di Roma al 31 Dicembre 2015, il numero di residenti stranieri musulmani è pari a 71 mila circa, corrispondente al 2,5% di tutta la popolazione residente nel Comune, sostanzialmente in linea con il dato nazionale , che stima i musulmani residenti in Italia con passaporto straniero al 2,7%. Ciò significa che il 20% dei residenti stranieri nella Capitale è di religione islamica.

Comunità Islamiche Multietniche e Multinazionali

Dall’analisi proposta emerge che i musulmani residenti nella Capitale provengono da 42 Nazioni (di cui 4 legate da un “passato coloniale” Italiano, quali Libia, Somalia, Eritrea ed Etiopia) e da 3 Continenti diversi, di cui il 92% dovrebbe essere sunnita e l’8% sciita. Il quadro che emerge all’interno del Comune di Roma è quello di un “piccolo” Islam multietnico e multinazionale. Quindi un Islam che non trova un’unica nazione a rappresentarlo o un’unica comunità o regione geografica. Abbiamo invece una Umma, la Comunità dei fedeli, molto diversificata al suo interno, per fattori etnici e culturali. Questa pluralità delle Comunità Islamiche rappresenta sicuramente un elemento positivo, soprattutto se confrontata con altri grandi Città Europee (per esempio a Berlino il 73% della comunità musulmana è Turca, a Parigi prevale la componente magrebina, ed a Londra il 53% dei musulmani sono di origine pakistana o bengalese)

Come si vede dai dati elaborati, le prime 5 Comunità per numerosità rappresentano il 66% di tutti i residenti stranieri musulmani presenti nel Comune di Roma.

E’ interessante notare che si tratta di cinque comunità storicamente radicate nel Comune di Roma, la cui migrazione è iniziata a cavallo tra gli anni ottanta (egiziana e marocchina inizialmente) e anni novanta (bengalese prima e successivamente albanese), per lo più inserite all’interno del settore della ristorazione, dei servizi, del commercio al dettaglio e dell’edilizia. Tutte comunità con una forte presenza sul territorio (con lo sviluppo di una serie di associazioni e rappresentati a disposizioni dei propri membri), i cui soggetti spesso hanno ottenuto il ricongiungimento familiare, a testimoniare evidentemente una volontà di rimanere in Italia per molti anni a venire, se non per sempre.

In particolare ci troviamo di fronte ad un’immigrazione musulmana che è diventata permanente nel tempo, portatrice di bisogni all’interno della Società, che da migrazione “economica” (ossia di maschi adulti temporaneamente presenti) è diventata una migrazione di “popolamento”, che si è insediata nel territorio, distribuendosi in particolare su specifiche aree periferiche, specie nel V e VI Municipio.

Un altro interessante spunto fornito dall’analisi dei dati è quello che emerge analizzando il Continente di provenienza; i musulmani stranieri a Roma si dividono in 3 blocchi: un “Islam Africano”, un “Islam Asiatico” ed un “Islam Europeo”.

Questo diversa provenienza culturale ovviamente comporta diverse modalità anche nelle pratiche religiose e tradizionali e un diverso modo di interpretare il codice simbolico di valori e tradizioni Islamiche .

Conclusioni

Naturalmente per avere un numero complessivo dei musulmani presenti nell’Urbe, andrebbero aggiunti quelli che hanno ottenuto la cittadinanza, i convertiti e gli irregolari (ossia coloro con permesso di soggiorno scaduto o non rinnovato). Per quanto riguarda i musulmani di cittadinanza italiana, stimati in 900mila nel 2015 dalla Fondazione ISMU, è possibile ritenere che di questi, circa 40 mila (compresi i convertiti, stimati tra le 3 e 4 mila unità) sono presenti all’interno del Comune di Roma. Sommando questo valore ai 71 mila musulmani stranieri, si arriva ad una presenza regolare di musulmani pari a 111 mila abitanti, pari al 3.8% della popolazione residente nel Comune di Roma; se a questa cifra si aggiunge anche la stima di quelli irregolari (circa 10 mila nella Capitale, su un valore complessivo di 430 mila in Italia al 2015), si arriva a 120 mila persone, ossia l’intera popolazione della città di Pescara o Bergamo.

La Capitale oggi è la prima città Italiana per numero assoluto di presenze musulmane, avendo superato la soglia delle 100 mila unità; infatti applicando la stessa metodologia di stima utilizzata in questa sede, nel comune di Milano vi sono circa 96 mila musulmani ( tuttavia con una percentuale sul totale della popolazione residente milanese superiore rispetto a quella di Roma, 7 % versus 3,8% ).

Da notare inoltre che l’Islam è la seconda religione per numero di fedeli della Capitale dopo quella Cattolica, superando quella Ortodossa, ferma a 94.000 appartenenti. Infine un’ultima annotazione. Dalla stima effettuata, dei circa120 mila Musulmani presenti a vario titolo (regolari ed irregolari) sul territorio Capitolino, quelli con cittadinanza italiana rappresentano il 33% sul totale, segno evidente di un mutamento sociale in atto anche all’interno delle Comunità Islamiche

note

¹ Il calcolo è stato effettuato sul numero dei residenti nel comune di Roma provenienti da paesi a maggioranza Islamica e su i residenti provenienti da Nazioni con una forte presenza di musulmani al suo interno, ossia almeno un terzo della popolazione totale

 

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