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L’immigrazione nei programmi elettorali per le elezioni politiche del 2008:UDC, Lega Nord, La Destra e La Sinistra Arcobaleno

Pietro Vesci

Continuiamo la presentazione e il confronto dei programmi politici dei principali partiti sul tema di immigrazione. Dopo le schede dai programmi del Partito Democratico (Pd) e del partito del Popolo della Libertà (Pdl) eccone altre, prese dai siti WEB ufficiali.

 

Il programma dell’UDC in materia di immigrazione, tratto dal sito www.udc-italia.it, pone l’accento sulla difesa della sicurezza dei cittadini, della cultura e dell’identità nazionale, legando la presenza straniera alle disponibilità offerte dal mercato del lavoro e all’integrazione, intesa come inclusione nel rispetto della legge e delle tradizioni italiane. Il rafforzamento del ruolo del Prefetto e degli strumenti in mano alle Forze dell’Ordine sono considerati indispensabili per l’incisività dei controlli e per l’effettiva espulsione degli stranieri autori di reati.

 

UDC
Argomento*: Sicurezza
 

1. Immigrazione extracomunitaria controllata e condizionata alla disponibilità di lavoro, abitazione e regolarizzazione fiscale.

 

2. Integrazione nel rispetto non solo della nostra legge ma anche della nostra cultura e tradizione.

 

3. Previsione di una effettiva e celere espulsione degli stranieri autori di reati.

 

4. Accentuazione del ruolo di raccordo del Prefetto tra le autonomie locali e tra queste e lo Stato.

 

5. Lotta senza quartiere alla c.d. microcriminalità, al traffico di stupefacenti, allo sfruttamento della prostituzione e alla riduzione in schiavitù.

 

 

 

 

Il partito della Lega Nord dedica ampio spazio al tema dell’immigrazione, e propone misure molto rigide per arginare tale fenomeno (www.leganord.org). In particolare individua nell’ampliamento dei poteri dei sindaci, anche in materia di espulsioni, un mezzo adeguato per favorire un controllo capillare del territorio e per contrastare l’immigrazione clandestina. Si pone contro il diritto di voto agli immigrati e propone di consentire l’acquisizione della cittadinanza solo a chi non solo risieda da dieci anni in Italia (come già avviene oggi), ma anche superi un test di lingua, cultura e tradizione.

Altre misure proposte, quali l’uso della lingua italiana nelle moschee, il divieto di unirsi in matrimonio in mancanza del permesso di soggiorno, controlli sanitari per tutti gli stranieri e nei luoghi di culto, il test del DNA per appurare l’effettiva parentela nei casi di richiesta di ricongiungimento non sarebbero in linea con le direttive comunitarie e le convenzioni internazionali in materia di diritti umani. Al punto 15, si accenna anche alla possibilità di escludere gli stranieri da provvedimenti quali amnistia, indulto e patteggiamento – provvedimento, a nostro parere, non giuridicamente difendibile.

 

Lega Nord
Argomento*: Immigrazione
 

Premessa: le Regioni del Nord sono colpite dal crescere di fenomeni criminosi, causati da una massiccia e incontrollata immigrazione irregolare, che minacciano la sicurezza dei cittadini. Il Parlamento del Nord delibera di approvare i seguenti punti programmatici ritenuti indispensabili per la Padania:

 

1. ampliare i poteri dei Sindaci affinché l’azione di contrasto all’immigrazione clandestina sia quanto più effettiva e adeguata alle diverse realtà locali e sia garantito un reale e capillare controllo del territorio;

 

2. riconoscere il potere di espulsione dei clandestini al Sindaco;

 

3. rendere più rigorosi i requisiti di ingresso per i cittadini extracomunitari, subordinando il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno all’acquisizione dei rilievi fotodattiloscopici dei richiedenti ed al superamento di un test di conoscenza delle nostre lingue, culture e tradizioni;

 

4. garantire la certezza della pena e potenziare il sistema carcerario, facendo scontare agli stranieri le condanne nei loro Paesi d’origine;

 

5. prevedere che nelle moschee sia usata la lingua italiana;

 

6. consentire i ricongiungimenti familiari solo in seguito all’esito di un test del DNA che accerti, in maniera inequivocabile, l’effettivo vincolo di parentela dei soggetti richiedenti;

 

7. non concedere il diritto di voto ai cittadini extracomunitari per le elezioni amministrative e politiche;

 

8. consentire l’acquisizione della cittadinanza solo a chi risiede

ininterrottamente in Italia da almeno dieci anni e abbia anche superato un esame di conoscenza delle nostre lingue, culture e tradizioni, che attesti l’effettiva integrazione del soggetto nella comunità ospitante;

 

9. vietare la celebrazione di matrimoni in assenza del permesso di soggiorno;

 

10. vincolare all’esito di un referendum della popolazione locale la possibilità di costruire o ampliare moschee ed analoghi centri di aggregazione, che devono comunque essere sottoposti, preventivamente e successivamente, a regolari e rigorosi controlli urbanistici e igienico – sanitari;

 

11. richiedere che nel Trattato sull’Unione europea sia inserito un richiamo esplicito alle comuni radici cristiane dell’Europa, in quanto fattore di coesione e unità, anche spirituale, del continente;

 

12. utilizzare le forze armate anche per presidiare i confini italiani al fine di contrastare l’ingresso di clandestini;

 

13. aumentare il numero dei CPT;

 

14. prevedere sanzioni nei confronti dei paesi che non rispettano gli accordi bilaterali;

 

15. rifiutare l’amnistia e l’indulto e abolire il patteggiamento per i reati gravi e di particolare allarme sociale;

 

16. sottoporre a controlli sanitari tutti coloro che entrano nel territorio italiano

 

 

Il partito de La Destra (www.la-destra.it) tratta ampiamente dell’immigrazione nel capitolo “Libertà e giustizia contro l’insicurezza”, in due distinti paragrafi: “Sicurezza come pre-condizione di Libertà e Giustizia” e “Immigrazione, clandestinità e cittadinanza”. La Destra mira a restringere il fenomeno immigratorio bloccando l’ingresso per almeno due anni, anche per i casi di ricongiungimento familiare. Si dichiara contraria a nuove sanatorie, all’eventualità di concessione del diritto di voto agli immigrati e all’abbassamento della soglia di tempo prevista per l’ottenimento della cittadinanza, suggerendone altresì la revocabilità nei casi di reati gravi, per i quali sarebbe prevista una carta a punti. Nel “pacchetto sicurezza” propone anche il numero chiuso nelle città per gli stranieri che non siano in grado di dimostrare come sostengano se stessi e la propria famiglia.

 

La Destra
Argomento*: Libertà e giustizia contro l’insicurezza
 

Sicurezza come pre-condizione di Libertà e Giustizia

3. rilevazione delle impronte digitali per gli stranieri con permesso di soggiorno per evitare le false generalità;

4. numero chiuso nelle città agli stranieri – previa applicazione di una direttiva comunitaria sui loro doveri praticamente ignorata – che non sono in grado di dimostrare come mantengono se stessi e la loro famiglia (è specialmente il caso delle comunità rom) ed espulsione dal territorio nazionale

5. divieto di indossare il velo nelle scuole

6. le moschee si edificano solo se c’è il nulla osta del Viminale – non può più bastare l‘autorizzazione del sindaco;

7. come i sacerdoti italiani predicano in altri paesi nelle lingue locali, anche in Italia deve accadere che i sermoni e le preghiere vadano pronunciati in lingua italiana quando non codificati in testi riconosciuti

Immigrazione, clandestinità e cittadinanza

1. limitare in modo drastico l‘ingresso in Italia di persone provenienti da paesi extracomunitari, per almeno due anni e comunque fino al momento in cui non si sia fatta una mappatura completa del fenomeno migratorio e delle presenze sul territorio nazionale e della loro origine;

2. bloccare ogni nuova sanatoria che preveda la regolarizzazione di chi si trova in Italia in stato di clandestinità e dichiarare reato l‘ingresso clandestino sul territorio nazionale per il quale viene decretata l‘immediata espulsione; applicare le disposizioni di legge sulla riduzione in schiavitù a chi si presta a far entrare illegalmente persone sul territorio nazionale e a chi le sfrutta; ricondurre il diritto di asilo alle sue originarie motivazioni;

3. predisporre una legge che preveda il blocco dei ricongiungimenti familiari per l’immediato futuro e che successivamente li limiti al coniuge regolarmente riconosciuto dalle leggi di entrambi i Paesi e ai figli minorenni di ambedue i coniugi;

4. istituire una sorta di “Carta di soggiorno a punti”, dalla quale scalare un punteggio ogni qualvolta viene commesso un reato commisurato alla gravità, colposa o dolosa, del reato stesso, al cui esaurimento viene prevista l‘espulsione

5. istituire accordi con tutti i paesi di origine per cui la pena detentiva per reati gravi commessi in Italia viene scontata nel paese d‘origine senza peggiorare la situazione delle carceri italiane e senza gravare economicamente sul bilancio dello Stato;

6. impedire ogni tentativo di permettere l‘esercizio del voto alle amministrative, sancendo che esso è facoltà esclusiva dei cittadini italiani

7. mantenere vigente l‘attuale periodo minimo per la richiesta della cittadinanza italiana contro qualsiasi tentativo di abbassarne la soglia di tempo prevista, e al contempo dichiarare esplicitamente che, per fatti gravi e comprovati motivi, la cittadinanza sia revocabile qualora non sia stata acquisita per nascita.

 

 

Il partito della Sinistra Arcobaleno (www.sinistrarcobaleno.it) pone l’attenzione sulla condizione dei lavoratori immigrati, sostenendo che, se si facilitasse il loro ingresso regolare, gli stranieri in Italia non dovrebbero ricorrere alla clandestinità e al lavoro sommerso. Non vede dunque il fenomeno dell’immigrazione come un pericolo, ma come una risorsa, ad esempio in termini di forza lavoro indispensabile per le imprese. Ai “nuovi cittadini” bisognerebbe riconoscere il diritto di voto alle elezioni amministrative e concedere la cittadinanza in base al principio dello ius soli (cioè a tutti i figli di immigrati nati in Italia).

 

Sinistra Arcobaleno
Argomento*: Convivenza, inclusione, cittadinanza
Gli immigrati in Italia sono quasi 4 milioni, incidono per il 6,1% sul PIL, pagano quasi 1,87 miliardi di euro di tasse. Sono lavoratrici e lavoratori indispensabili per la nostra società, ma sono esclusi dall’accesso a molti diritti.

 

La normativa attuale impedisce l’ingresso legale nel nostro Paese, creando clandestinità e sottoponendo donne e uomini migranti ad una condizione di sfruttamento e precarietà estrema.

 

La Sinistra l’Arcobaleno ritiene indispensabile l’abolizione della legge Bossi-Fini, e l’approvazione di una nuova normativa che introduca l’ingresso per ricerca di lavoro, meccanismi di regolarizzazione permanente, il diritto di voto alle elezioni amministrative, la chiusura dei CPT, una legge sulla cittadinanza sulla base del principio dello jus soli.

 

 

* Punto del programma in cui si parla di immigrazione

 

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