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L’immigrazione nei programmi elettorali per le elezioni politiche del 2008: Pd e Pdl

Pietro Vesci

In vista delle elezioni, può essere interessante un confronto tra i programmi politici dei principali partiti sul tema di immigrazione. A questo fine, abbiamo preparato alcune schede che riassumono le argomentazioni e i progetti delle parti in lotta. Cominciamo, in questo numero, dai programmi del Partito Democratico (Pd) e del partito del Popolo della Libertà (Pdl), entrambi presi dai loro siti WEB ufficiali (rispettivamente http://www.partitodemocratico.it/ e http://www.ilpopolodellaliberta.it/)

 

Il Pd vede l’immigrazione come un fenomeno da regolare in base al rapporto tra fabbisogno di lavoratori per le imprese e le famiglie italiane e la capacità di accoglienza del nostro Paese, sostenendo il metodo dello sponsor introdotto dalla legge Turco-Napolitano. Prevede la semplificazione delle procedure per l’ottenimento del permesso di soggiorno e dei rinnovi in un’ottica di integrazione e inserimento graduale degli stranieri, ma allo stesso tempo garantendo l’espulsione dal territorio italiano per i casi di presenza irregolare. Quanto all’acquisizione della cittadinanza, riprende le tracce del disegno di legge di ministro Amato (4 agosto 2006; http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/cittadinanza/), che puntava all’introduzione dello ius soli (chi è nato in Italia può facilmente diventare cittadino italiano) accompagnato da un controllo sulle conoscenze linguistiche.

 

Partito Democratico

Argomento1: Stato Sociale

 

Governare l’immigrazione per non subirla. Affinché l’immigrazione sia vissuta non come una minaccia, ma come un’opportunità, è necessario che essa sia governata e non subita.

 

1. La legge Bossi-Fini produce immigrazione irregolare. Deve essere introdotta una modalità d’ingresso sponsorizzata e garantita da associazioni certificate e da enti locali, che permetta – entro limiti temporali prestabiliti – la ricerca di lavoro. Nell’ambito di una programmazione imperniata su una corretta lettura del fabbisogno di forza lavoro e di sostenibilità sociale dei nuovi ingressi, la politica migratoria deve incoraggiare l’afflusso di lavoratori con profili professionali di qualità

 

2. Si deve procedere all’estensione della durata dei permessi di soggiorno, alla semplificazione delle modalità dei rinnovi, alla conservazione delle prerogative del soggiornante regolare nelle more dei rinnovi, a prestare la massima cura nel rendere efficienti, produttivi e rapidi i meccanismi amministrativi, passando la responsabilità dei rinnovi ai comuni

 

3. E’ necessario un patto di cittadinanza con gli immigrati, basato su un sistema chiaro di diritti e di doveri, con al centro i valori fondanti della nostra Costituzione. Si deve poi prevedere la concessione del diritto di voto amministrativo dopo un congruo periodo di residenza regolare (5 anni) su richiesta degli interessati (in analogia al trattamento previsto dalla normativa per i comunitari). Quindi, una riforma delle norme sulla cittadinanza che introduca il principio dello jus soli, affinché i bambini nati o cresciuti in Italia possano acquisire la cittadinanza italiana e che contempli una verifica dell’integrazione sociale e linguistica dell’immigrato per il conseguimento della cittadinanza

 

4. Favorire la regolarità dell’ingresso e della permanenza nel Paese e contrastare duramente la clandestinità e la criminalità.

Dare migliore efficacia ed effettività ai provvedimenti di espulsione ed organizzare un sistema di contrasto della clandestinità in cui siano presenti i Centri di Identificazione e Garanzia per la determinazione dell’identità degli irregolari, al fine di permetterne il rimpatrio, che va sostenuto anche con programmi di rimpatrio volontario ed assistito attraverso il Fondo Rimpatri.

Le donne straniere che denunciano violenze familiari devono ricevere un permesso di soggiorno per motivi di protezione umana

 

 

 

Il Pdl, invece, punta piuttosto sui rapporti bilaterali con i Paesi d’origine degli immigrati per incoraggiare pratiche di controllo e di agevolazione all’ingresso per i stranieri richiesti dal mercato del lavoro italiano. Si pone contro le sanatorie degli stranieri irregolari, e propugna l’aumento dei CPT (centri di permanenza temporanea) e un maggior controllo sui centri di culto collegati alla predicazione fondamentalista. Non propone modifiche all’attuale legge sulla cittadinanza, che si basa sullo ius sanguinis (normalmente, la cittadinanza si acquisisce per nascita o per matrimonio. In alternativa, la si può chiedere dopo una residenza continuativa e regolare di 10 anni)

 

Popolo della Libertà

Argomento1: Più sicurezza più giustizia

 

1. Iniziativa del Governo italiano in sede di Unione Europea affinché non si attuino più sanatorie indiscriminate per i clandestini

 

2. Apertura di nuovi CPT per l’identificazione e l’espulsione dei clandestini

 

3. Contrasto dell’immigrazione clandestina, attraverso la collaborazione tra governi europei e con i paesi di origine e transito degli immigrati

4. Contrasto all’insediamento abusivo di nomadi e allontanamento di tutti coloro che risultino privi di mezzi di sostentamento legali e di regolare residenza

5. Precedenza per l’immigrazione regolare ai lavoratori dei paesi che garantiscono la reciprocità dei diritti, impediscono la partenza di clandestini dal proprio territorio e accettino programmi comuni di formazione professionale negli stessi paesi

6. Conferma del collegamento stabilito nella Legge Bossi-Fini fra permesso di soggiorno e contratto di lavoro e contrasto allo sfruttamento illegale del lavoro degli immigrati

 

7. Incentivi alle associazioni, alle scuole e agli oratori per la conoscenza della lingua, della cultura e delle leggi italiane da parte degli immigrati

 

8. Lotta al terrorismo interno ed internazionale, anche attraverso lo stretto controllo dei centri collegati alla predicazione fondamentalista


[1] Punto del programma in cui si parla di immigrazione.

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