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Le prospettive della popolazione mondiale

Gustavo De Santis
E’ uscito da poco l’aggiornamento biennale delle previsioni demografiche delle Nazioni Unite (http://www.un.org/…/) , in passato accompagnato da feroci polemiche, ma questa volta passato un po’ in sordina.
Il motivo del minor interesse di quest’anno è forse da ricercare nel fatto che le previsioni al 2050 formulate oggi sono nel complesso simili a quelle formulate due anni fa: allora si prevedevano globalmente 9,1 miliardi di persone al 2050, mentre oggi se ne prevedono 9,2. Un miglioramento, dunque, se si considera che l’incremento si deve anche a una miglior sopravvivenza; un peggioramento, invece, se si teme che una popolazione in continua crescita contribuisca a mettere a repentaglio la salute e la sopravvivenza del pianeta: oggi siamo 6 miliardi e mezzo, nel 1950 eravamo appena 2 miliardi e mezzo, e alla nascita di Cristo si stima che fossimo 10 volte di meno: 250 milioni appena.
La crescita tumultuosa degli anni passati, e quella rallentata ma ancora sensibile degli anni a venire stanno ridisegnando la mappa del popolamento, sia per la popolazione mondiale nel suo complesso (v. Livi Bacci, La terra a quota 10 miliardi ) sia per aree geografiche specifiche, tra cui quella del bacino mediterraneo, che ci riguarda molto da vicino (Daniele Vignoli, La distanza tra le rive del Mediterraneo ).
 
Cambiamenti e Problemi
Cambia il peso demografico dei paesi, con quelli poveri che crescono rapidamente, e quelli ricchi che ristagnano (tab. 1); cambia, all’interno dei paesi, il peso delle classi di età, con un generale invecchiamento (fig. 1); diminuisce la fecondità, cala la mortalità infantile e si allunga quasi dappertutto la durata media della vita, con qualche eccezione per i paesi dell’Africa sub-sahariana, martoriata dall’AIDS.
Le previsioni delle Nazioni Unite, a guardarle con un po’ di attenzione, svelano le grandi opportunità, ma anche i nuovi problemi delle popolazioni del futuro. Ad esempio, riusciranno i paesi ricchi, ma vecchi, a far fronte alle crescenti spese sanitarie e previdenziali? E riusciranno i paesi poveri a dare uno sbocco occupazionale ai milioni di giovani che, ogni anno, si affacciano sul mercato del lavoro? I bilanci del welfare state, soprattutto in Europa, e i movimenti migratori internazionali, mai così intensi come in questi ultimi anni, inducono a un cauto pessimismo sotto entrambi i profili.
Tab 1. Popolazione del mondo, per grandi aree: 1950, 1975, 2007 e 2050 (con varianti)

 

 
Popolazione

 

 
Popolazione al 2050

 

Aree

 

1950

 

1975

 

2007

 

 
Bassa

 

Media

 

Alta

 

Mondo

 

2 535

 

4 076

 

6 671

 

7 792

 

9 191

 

10 756

 

Paesi sviluppati

 

814

 

1 048

 

1 223

 

1 065

 

1 245

 

1 451

 

Paesi in via di sviluppo

 

1 722

 

3 028

 

5 448

 

6 727

 

7 946

 

9 306

 

Paesi arretrati

 

200

 

358

 

804

 

1 496

 

1 742

 

2 002

 

Altri Pvs

 

1 521

 

2 670

 

4 644

 

5 231

 

6 204

 

7 304

 

Africa

 

224

 

416

 

965

 

1 718

 

1 998

 

2 302

 

Asia

 

1 411

 

2 394

 

4 030

 

4 444

 

5 266

 

6 189

 

Europa

 

548

 

676

 

731

 

566

 

664

 

777

 

America Latina e Caribe

 

168

 

325

 

572

 

641

 

769

 

914

 

Nord America

 

172

 

243

 

339

 

382

 

445

 

517

 

Oceania

 

13

 

21

 

34

 

42

 

49

 

56

 

Popolazione in milioni. Per la pop. al 2050 sono date 3 varianti: bassa, media e alta

 

Fonte: United Nations (2007) World Population Prospects: The 2006 Revision, New York.

 

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