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I nuovi dati sulle richieste di asilo

Corrado Bonifazi

L’Eurostat ha recentemente pubblicato i dati relativi alle richieste di asilo nel primo trimestre 2015. Complessivamente in questi tre mesi le persone che hanno chiesto asilo politico per la prima volta in uno dei 28 paesi dell’unione sono state 184.815, cifra praticamente analoga a quella registrata negli ultimi tre mesi del 2014 (184.200).

Se consideriamo la distribuzione per paese, che comprende anche Norvegia e Svizzera, appare evidente come sia di gran lunga la Germania ad accogliere il numero più elevato di asylum seekers: 73 mila nella prima parte del 2015, con un aumento del 32% rispetto alle 55 mila richieste del quarto trimestre del 2014 (Fig.1). Schermata 2015-07-14 alle 10.10.26In termini assoluti seguono ben distanziate l’Ungheria con quasi 33 mila richieste, l’Italia (15 mila), la Francia (14.800) e la Svezia (11 mila). Se però relativizziamo questi valori rispetto alle dimensioni demografiche dei paesi il quadro cambia notevolmente (Fig.2). Il valore più elevato si registra infatti in Ungheria con 3322 richieste per milione di abitanti, una cifra quasi tre volte più grande di quella della Svezia (1184), seconda in ordine di grandezza. Seguono Austria, Germania, Malta, Svizzera e Cipro; mentre valori superiori all’Italia si hanno anche in Lussemburgo, Bulgaria, Belgio, Norvegia e Danimarca. In termini relativi, quindi, il nostro paese si colloca, nonostante sia uno dei principali luoghi d’arrivo di questi flussi, poco sopra la metà della graduatoria relativa alle domande d’asilo, con un valore (251 per milione di abitanti) inferiore alla media dell’Unione (365).
Schermata 2015-07-14 alle 10.10.45Altro aspetto interessante messo in evidenza da questi dati è la provenienza dei richiedenti asilo. Kosovo, Siria e Afghanistan sono i primi tre paesi con, rispettivamente, 49 mila, 29 mila e 13 mila unità; seguono poi Albania, Iraq, Serbia e Pakistan. Nel complesso, come si può vedere, si ha un’ampia gamma di provenienze, sia europee che di altri continenti, a conferma della numerosità delle aree di crisi potenzialmente in grado di dar luogo a migrazioni forzate. Da questo punto di vista, la situazione italiana appare veramente particolare, visto che i principali tre paesi di provenienza sono Gambia, Senegal e Nigeria, di cui ospitiamo, nei primi due casi, il 75,4% e, nel terzo, il 40,5% di tutti i primi richiedenti asilo arrivati nell’Unione nel periodo considerato.

Schermata 2015-07-14 alle 10.11.49I dati sulle richieste d’asilo nel primo trimestre 2015 confermano come il quadro della situazione sia più complesso di quanto non appaia considerando solo gli sbarchi. Diversi paesi, infatti, mostrano un fattivo impegno nell’accoglienza degli asylum seekers, nonostante non ne siano stati, con ogni probabilità, il punto d’accesso nell’Unione. Seria appare la situazione ungherese, dove i valori hanno raggiunto all’inizio di quest’anno punte obiettivamente difficilmente sostenibili. Meritevole d’attenzione appare anche l’ampiezza dell’area di provenienza, indicativa di una situazione internazionale sempre meno controllata e controllabile, in cui appare veramente difficile trovare soluzioni efficaci e soprattutto durature ai conflitti.

Nel complesso, le indicazioni che emergono invitano, a nostro avviso, a ricercare una politica europea in grado di distribuire in maniera più realistica ed efficace tra gli stati membri il peso delle diverse fasi del percorso di inserimento dei migranti per ragioni politiche, dalla presa in carico al momento dell’arrivo sino al riconoscimento o meno dello status di rifugiato. Sarebbe anche auspicabile che l’Unione acquistasse un ruolo più attivo in politica internazionale, promuovendo la ricerca di soluzione più efficaci a tutte quelle crisi che stanno alimentando da anni senza sosta le migrazioni forzate.

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