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I disoccupati? Ragazzi … (anzi, soprattutto ragazze)

Saverio Doccini
Secondo i dati recentemente divulgati dall’Istat nel 2009 gli occupati sono diminuiti  dell’1,6% (‑80mila unità) rispetto alla media del 2008, mentre la disoccupazione è salita del 15% (+253mila unità) e colpisce ormai il 7,8% delle forze di lavoro, contro il 6,7% nel 2008  (http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/forzelav/20100324_00/).
Nel pieno della crisi

Il calo dell’occupazione ha riguardato maggiormente la componente maschile con una diminuzione del 2% pari a 274mila unità rispetto alla media del 2008, mentre per la componente femminile il calo è stato pari all’1,1%, pari a circa 105mila unità. A livello territoriale la minor occupazione ha colpito maggiormente il Sud (-3%), e il Nord (-1,3%), mentre ha interessato in maniera più ridotta il Centro (-0,5%). Il saldo negativo dell’occupazione è il frutto della riduzione molto accentuata della componente italiana (-527mila unità) e della leggera crescita della componente straniera (+147mila unità), seppur tale crescita sia sensibilmente inferiore rispetto agli ultimi anni.

La buona notizia è che il livello di disoccupazione italiano rimane, come in passato, inferiore a quello della media dei paesi europei. Tuttavia, se confrontiamo il valore antecedente alla crisi (2007) con quello del 2009, vediamo che in Europa la disoccupazione è aumentata più tardi, e cioè dal 2008, mentre in Italia l’inversione di tendenza si registra già dal 2007. L’aumento della disoccupazione in Europa, inoltre, è stato un po’ meno accentuato: +25,4%, contro il +27,9% in Italia.
Differenze di genere e di età

Se poi scomponiamo la disoccupazione per genere, vediamo che in Italia la componente maschile presenta un tasso di disoccupazione nettamente inferiore rispetto a quella dei colleghi europei, mentre la componente femminile ha un tasso di disoccupazione superiore alla media europea di riferimento, nonostante che il divario con la controparte maschile si sia lievemente ridotto in questi ultimi anni (grafico 1).

In Italia, inoltre, è vero che la disoccupazione è più contenuta rispetto alla media europea, ma è più forte invece la disoccupazione di lungo termine (12 mesi e oltre), soprattutto per la componente femminile.

Tuttavia il dato più allarmante per l’economia, sia italiana che europea, è rappresentato dalla disoccupazione giovanile (15-24 anni) che è arrivata al 20% in Europa e addirittura al 28,2% in Italia (grafico 2)
Scomponendo per genere, poi, si nota in Italia la differenza tra uomini e donne rimane pressoché immutata, mentre in Europa si inverte: il tasso di disoccupazione giovanile è più basso per le donne che non per gli uomini.
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