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Geodemografia 2018. Tredici scritti per meglio comprendere il mondo

Neodemos
Geodemografia

Da oggi è disponibile, sul nostro sito, il nuovo e-book “Geodemografia 2018. Tredici scritti per meglio comprendere il mondo”, frutto della collaborazione tra Neodemos e la rivista Limes iniziata nel 2018.

Nell’ e-book che oggi presentiamo sono raccolti i contributi alla rubrica “Geodemos”, frutto di una collaborazione tra Neodemos e Limes e pubblicati nel 2018, con diversi formati ma con contenuti sovrapponibili, nelle due testate online. I contributi si riferiscono tutti ad eventi e accadimenti attuali; coprono solo alcuni dei fenomeni di natura geodemografica che caratterizzano la contemporaneità e, in verità, trascurano alcuni fenomeni maggiori. Per esempio, non sono trattati gli sconvolgimenti demografici provocati dal conflitto siriano, cui peraltro Limes dedica numerosi approfondimenti, e che saranno affrontati nei prossimi mesi, quando si spera che l’intensità del conflitto possa essersi stabilmente acquietata, permettendo il rientro di almeno una parte dei cinque milioni di profughi esuli Tuttavia gli argomenti trattati nell’e-book sono assai variati e sono un buon campione di quei fenomeni che la geodemografia è chiamata a rappresentare e interpretare.

Il termine geodemografia, che gli autori hanno dato alla raccolta, non è un neologismo, ma poco ci manca, poiché la parola è stato usata sporadicamente, in contesti e con significati assai diversi. Geodemografia non è una “geografia della popolazione” o una “geografia umana”, ambiti disciplinari che studiano la morfologia del territorio, il clima, l’ambiente (fattori soprattutto naturali), nonché le strutture e le infrastrutture (frutto dell’attività umana) in rapporto alle modalità di insediamento, cercando le ragioni e le conseguenze della dispersione o dell’aggregazione della popolazione. Non è nemmeno una disciplina che indaga sulle caratteristiche sociali o economiche delle popolazioni in rapporto al luogo di insediamento, per comprendere le capacità di consumo, le potenzialità produttive, i bisogni, i comportamenti di voto. In Inglese si usa il termine geodemographics. per definire questo tipo di studio.

Secondo gli autori “la geodemografia, o geodemografia politica, studia i movimenti di popolazione globali, regionali o locali, che agiscono sull’assetto politico, influenzandone le caratteristiche; al contempo, essa studia anche le conseguenze demografiche determinate da decisioni di natura politica”. Per la verità, tutti i mutamenti demografici hanno qualche conseguenza politica, anche minima, e sono a loro volta influenzati, talvolta fortemente , dalle politiche; lo stesso può dirsi delle relazioni con l’economia, o con le strutture sociali, e praticamente con tutti i fenomeni umani. Osservare al microscopio tutte le possibili interazioni tra fenomeni è proprio del procedere scientifico, ma è dispersivo e poco utile per comprendere gli effetti finali delle interazioni, meglio comprensibili a livello macro. Dove “macro” non si riferisce alla scala geografica (si possono studiare fenomeni sotto il profilo “macro” anche in contesti geografici o demografici piccoli), ma alla forza impressa dalla demografia sulla politica, e viceversa.

I brevi saggi di questo e-book insegnano che le dinamiche di popolazione non possono essere spiegate solo con modelli ed analisi formali perché sono fortemente connesse con le decisioni e gli orientamenti politici, oltreché con fattori di natura sociale e economica. Guerre, conflitti, migrazioni, sopravvivenza, salute, riproduttività sono eventi e fenomeni influenzati dalle decisioni politiche e muovono, a loro volta, le decisioni dei governanti.

 

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