MENUMENU
  • i nostri esperti
  • temi trattati
      • Italia

      • geodemos

      • mondo

      • migrazioni e stranieri

      • famiglie fecondità e welfare

      • anziani, salute e mortalità

      • giovani, istruzione e lavoro

  • pubblicazioni
      • Geodemografia 2018. Tredici scritti per meglio comprendere il mondo

      • I suoi primi quarant’anni. L’aborto ai tempi della 194

      • Verso la metà del secolo: un’Italia più piccola?

      • ius soli e ius culturae. Un dibattito sulla cittadinanza dei giovani migranti

      • I tre giganti, Cina India e Stati Uniti

      • tutte le pubblicazioni

E’ sostenibile il Sistema Sanitario Nazionale? Su Neodemos di oggi la risposta, cautamente ottimista

La Redazione

Lo scorso 19 Novembre si è tenuto, su iniziativa di Neodemos e con il sostegno delle Fondazione Niels Stensen e Cesifin, l’incontro “Salute, sopravvivenza e sostenibilità  dei sistemi sanitari”. Con il sottotitolo significativo “La sfida dell’invecchiamento demografico”. All’incontro, introdotto da Attilio Maseri, Presidente della “Fondazione per il tuo cuore”, hanno partecipato con tre relazioni Viviana Egidi, della Sapienza di Roma, Cesare Cislaghi, di Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) e Sabina Nuti, del Sant’Anna di Pisa, e il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, in dialogo con Massimo Livi Bacci.
Neodemos pubblica oggi gli atti dell’incontro, disponibili sia nel PDF scaricabile dal nostro sito, sia in volume cartaceo. I sette anni di guai prodotti alla crisi economica, il rapido invecchiamento demografico, la compressione dei bilanci pubblici, il dissesto dei sistemi sanitari di alcune importanti regioni, alimentano fondate preoccupazioni. Ma dalla lettura del volume emerge un cauto ma concorde ottimismo, che potremmo così sintetizzare: il Sistema Sanitario Nazionale è sostenibile a condizione di introdurre una serie di radicali adattamenti e riforme che conservandone i principi di equità e accessibilità, ne migliorino l’efficienza contrastando l’onerosità crescente dovuta anche a motivi demografici. Insomma, se pilotiamo bene la politica sanitaria, ce la possiamo fare a mantenere l’Italia nelle primissime posizioni mondiali quanto al grado di salute della popolazione e alla sua longevità, che è arrivata a 80 anni di speranza di vita alla nascita per gli uomini e a 85 per le donne.

Dagli interventi sono emersi numerosi spunti di grande interesse. Tra questi, ne citiamo tre. In primo luogo, il processo d’invecchiamento misurato  considerando l’età biologica equivalente, anziché limiti fissi cronologici, risulta in crescita relativamente moderata. In secondo luogo, si ravvisano spazi considerevoli per una riduzione relativa dei costi e per un aumento dell’efficienza del sistema, per mezzo, soprattutto, di una maggiore appropriatezza delle cure, della riallocazione delle risorse, della riduzione della variabilità “evitabile” della performance delle varie aree territoriali. In terzo luogo, è possibile, e necessario, ridisegnare in modo equilibrato gli spazi di azione della politica, distinguendoli nettamente da quelli propri dei professionisti della sanità e dei manager. Va perseguita, insomma, una virtuosa alleanza che abbia al centro l’interesse dei cittadini, e non l’allargamento dell’area d’influenza e di potere dei diversi attori in scena.

Con questo volume intendiamo rafforzare la vocazione di Neodemos, volta ad offrire ai propri colti e curiosi lettori – oltreché agli studiosi, ai ricercatori, agli amministratori – un’alta, affidabile e buona divulgazione. Occupando quell’ampio “spazio di mezzo” tra l’informazione dei media, spesso frettolosa se non superficiale, e quella scientifica, difficilmente accessibile e fruibile dai non specialisti.

 
 

image_pdfimage_print