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Una riforma fiscale ispirata alla Francia per incentivare la natalità in italia?

Paolo Brunori, Maria Luisa Maitino, Letizia Ravagli, Nicola Sciclone

Una riforma fiscale “alla francese” basata sul cosiddetto quoziente familiare è stata spesso indicata come una possibile soluzione al problema della denatalità in Italia. Paolo Brunori, Maria Luisa Maitino, Letizia Ravagli e Nicola Sciclone ci mostrano che, se da un lato una tale riforma fiscale agevolerebbe le famiglie più numerose, dall’altro non sarebbe neutrale in termini di equità e potrebbe non adattarsi perfettamente al contesto italiano.

Una delle possibili soluzioni al problema della denatalità in Italia è una riforma che alleggerisca il carico fiscale sulle famiglie più numerose e rafforzi i trasferimenti monetari alle famiglie con figli. A questo fine la Francia, visti gli elevati tassi di fertilità, parrebbe nel panorama europeo un modello a cui ispirarsi. Ma una riforma fiscale di questo tipo potrebbe essere tutt’altro che neutrale dal punto di vista dell’equità e non necessariamente adattarsi al contesto italiano. Per valutarne gli effetti ricorriamo al modello di microsimulazione fiscale dell’Irpet MicroReg¹

La famiglia nel sistema di imposte e benefici italiano e francese

Sia in Italia che in Francia le famiglie con figli sono sussidiate dal settore pubblico o sottoforma di agevolazioni nel pagamento delle imposte o attraverso trasferimenti monetari². Per quanto riguarda il lato delle imposte, nel sistema italiano, in cui la tassazione è su base individuale, è previsto un sistema di detrazioni dall’Irpef lorda in presenza di figli a carico, decrescenti all’aumentare del reddito complessivo. Nel sistema francese, in cui la tassazione è su base familiare, lo sconto fiscale alle famiglie viene concesso invece attraverso il c.d. quotient familial. Le aliquote fiscali si applicano, infatti, sul reddito complessivo della famiglia diviso per il quoziente familiare, una sorta di scala di equivalenza che attribuisce un peso maggiore al crescere dei carichi familiari. Ad esempio, una famiglia composta da una coppia con un figlio avrà quoziente pari a 2,5. Una famiglia in cui sono presenti 3 figli a carico avrà quoziente pari a 4 se composta da una coppia, uguale a 3 se monogenitoriale.

Sul lato dei trasferimenti, la principale misura in Italia è l’assegno familiare, destinato solo alle famiglie il cui reddito complessivo è composto prevalentemente da reddito da lavoro dipendente o da pensione, con importo crescente per numero dei componenti e decrescente per classi di reddito. Recentemente sono stati introdotti il bonus bebè, un sussidio alle famiglie con Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) medio-basso, e il premio alla nascita, un beneficio una tantum a tutte le famiglie. Solo per le famiglie con almeno tre figli con ISEE basso è previsto un ulteriore sussidio erogato dai Comuni.

In Francia il sistema di trasferimenti monetari alle famiglie è molto più generoso e composto da numerose misure³. L’allocation familiale, erogato alle famiglie con almeno due figli dipendenti, il cui importo dipende dal reddito della famiglia e dal numero di figli. La prestation d´accueil du jeune enfant erogato alle famiglie con figli minori di 3 anni in base al reddito familiare, al numero di genitori che lavora e al numero di figli. Il prime de naissance, un trasferimento per le famiglie a cui è nato un bambino, concesso sulla base del reddito familiare. L’allocation de rentrée scolaire, un sussidio alle famiglie con figli che frequentano la scuola tra 6 e 18 anni, per accedere al quale è previsto un criterio di prova dei mezzi basato sul reddito familiare e sul numero di figli. L’allocation de soutien familial, supporto aggiuntivo per i figli con un solo genitore o che vivono con i nonni. Infine, il complément familial, ulteriore sussidio alle famiglie con almeno 3 figli, il cui importo dipende dal reddito familiare.

Gli effetti del passaggio al sistema di imposte e benefici francese in Italia

Un modo immediato per comprendere l’effetto di una riforma ispirata al modello francese per il nostro paese consiste nell’ipotizzare di implementare in Italia imposte e benefici in vigore in Francia. Iniziamo dalle imposte, se applicassimo in Italia l’imposta sui redditi francese in modo neutrale rispetto al gettito[4] quali sarebbero gli effetti distributivi? Se si guarda al complesso delle famiglie l’implementazione dell’imposta sui redditi francese determinerebbe variazioni dell’incidenza sul reddito contenute e favorirebbe la parte bassa della distribuzione dei redditi (Figura 1). I cambiamenti sono più evidenti distinguendo le famiglie per presenza di figli. Con l’eccezione dei primi due decili, le famiglie senza figli perderebbero nel passaggio all’imposta francese, con un aggravio di un punto percentuale in media, corrispondente a 381 euro annui. Le famiglie con figli sarebbero invece generalmente avvantaggiate. Quelle con 1 o 2 figli, beneficerebbero di una riduzione di imposta di un punto percentuale in media, per un risparmio annuo pari 376 euro. Le famiglie con almeno 3 figli otterrebbero uno sconto fiscale molto maggiore. Per loro la riduzione dell’incidenza dell’imposta sarebbe crescente per livelli di reddito, raggiungendo il massimo del -4,4% nell’ottavo decile, quantificabile in circa 3.200 euro annui in meno da pagare.

Passando ai trasferimenti se ipotizziamo una sostituzione completa di quelli italiani con quelli francesi avremmo un maggior costo per le finanze pubbliche di 8,7 miliardi, con un aumento del numero di famiglie beneficiarie e del trasferimento medio (tabella 1). Le famiglie con un solo figlio complessivamente considerate non sarebbero tuttavia avvantaggiate dal passaggio al nuovo sistema. Positivi sarebbero invece gli effetti per le famiglie con almeno due figli. Il numero di famiglie beneficiarie tra quelle con due figli quasi raddoppierebbe (da 1,7 mln a 3,2 mln), mentre il trasferimento medio passerebbe da 1.523 euro a 2.586 euro all’anno. Per le famiglie con tre figli l’importo medio erogato crescerebbe in modo persino più consistente, passando da 3.270 a 6.757 euro, e il numero di famiglie beneficiarie crescerebbe da circa 540 mila a 694 mila. 

Anche nel caso dei trasferimenti la riforma ispirata al modello francese sarebbe più vantaggiosa per le famiglie meno abbienti. La loro distribuzione per decili di reddito risulterebbe, infatti, più concentrata nella parte bassa della distribuzione rispetto a quella vigente (figura 2).

Una riforma fiscale ispirata alla Francia per incentivare la natalità in Italia? Si, ma con qualche riserva

In sintesi, il passaggio all’imposta sul reddito francese in Italia determinerebbe una riduzione di imposte consistente per le famiglie con 3 figli. La sostituzione dei trasferimenti attuali con quelli francesi avvantaggerebbe le famiglie con almeno 2 figli, mentre quelle con un solo figlio sarebbero praticamente indifferenti. Rispetto alla Francia, abbiamo in Italia più famiglie con un solo figlio e meno con 2 e 3 figli (figura 3). Il passaggio al modello francese sarebbe dunque una scelta sensata ai fini di incrementare la natalità, anche se con alcune riserve.

Nonostante l’imposta sui redditi francesi complessivamente avvantaggi maggiormente la parte bassa della distribuzione dei redditi, lo sconto fiscale più cospicuo va alle famiglie con tre figli con redditi medio-alti. Inoltre, nel suo complesso il sistema di imposte e benefici francese premia in modo particolare la scelta di avere il terzo figlio, ancora molto infrequente in Italia. Potrebbe essere più efficace incentivare, in misura maggiore rispetto a quanto prevede la normativa francese, il passaggio dal primo al secondo figlio.

Note

¹ Maitino, M. Luisa, Letizia Ravagli, and Nicola Sciclone. “Microreg: A Traditional Tax-Benefit Microsimulation Model Extended To Indirect Taxes And In Kind Transfers.” International Journal of Microsimulation 10.1 (2017): 5-38.

² Un sussidio implicito deriva anche dalla fornitura gratuita o a tariffe agevolate di servizi pubblici, come l’istruzione scolastica e gli asili nido.

³ Sono considerati solo i trasferimenti monetari e non si includono i congedi di maternità e parentali che dipendono dalle scelte individuali.

[4] Per mantenere la parità di gettito l’imposta sui redditi francese è applicata attraverso una rimodulazione degli scaglioni di reddito rispetto alle condizioni economiche familiari italiane. La rimozione dell’ipotesi di invarianza di gettito comporterebbe minori entrate per 96 mld di euro.

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